INTRODUZIONE E DIFFUSIONE DELLA FARMACOLOGIA CINESE IN ITALIA

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Lucio Sotte, Valeria Sotte, Giulia Rosettani, Emanuela Naticchi

  • relazione presentata da Lucio Sotte al Congresso dell’Università di Medicina Tradzionale Cinese di Canton il 18 novembre 2011

 

La MTC è stata introdotta in Italia soltanto a partire dagli Anni ’60 dello scorso secolo.

L’agopuntura è stata la prima tecnica di terapia che si è diffusa nel nostro paese ed ha fatto da battistrada per tutte le altre metodiche di trattamento della MTC.

Soltanto a partire dagli Anni ’80 dello scorso secolo si è iniziato a parlare in Italia di farmacologia cinese, quando un piccolo gruppo di medici agopuntori di cui facevo parte si è dedicato allo studio di questa disciplina.

All’inizio il nostro lavoro è stato molto arduo dal momento che era ostacolato dal fatto che non possedevamo testi su cui studiare scritti in italiano (ma anche quelli in inglese e francese erano scarsi e superficiali) e dal fatto che i rimedi cinesi non erano reperibili direttamente nel nostro paese.

Soltanto alla fine degli Anni ’80 la situazione è migliorata quando sono comparse alcune interessanti opere di farmacologia cinese nella letteratura medica inglese e contemporaneamente sono nate in Italia ed a San Marino (un piccolissimo stato di pochi chilometri quadrati che è inserito all’interno dei confini dello stato italiano) alcune ditte che hanno iniziato l’importazione e la commercializzazione di rimedi della farmacologia cinese.

La possibilità di reperire direttamente nel nostro paese i farmaci cinesi ha certamente favorito la pratica di questa tecnica di terapia.

Dopo un lungo periodo di studi, i primi corsi di farmacologia organizzati in Italia sono stati inaugurati dal sottoscritto e dal dott. Massimo Muccioli a Bologna presso il Policlinico Sant’Orsola a partire dall’anno 1988-1989 all’interno della Scuola di Medicina Cinese di questa città.

Nello sviluppo e nell’approfondimento della farmacologia cinese ci è stato di grande aiuto il Song Xuan Ke che ha in quegli anni ha insegnato presso la nostra scuola.

Nel dicembre del 1990 sono venuto a Guangzhou ed ho concordato con i rappresentanti dell’Università di MTC degli accordi  sottoscritti la prima volta in quell’anno (confermati ed ampliati nel 1991, 1996 e 2001) che hanno permesso che alcuni insegnanti cinesi dell’Università di MTC di Guangzhou potessero essere ospitati in Italia per permetterci di approfondire lo studio e la pratica clinica della farmacologia cinese.

Il primo a venire è stato il prof. Liang Song Ming, direttore del Dipartimento di Farmacologia Cinese della vostra Università nel 1991. Successivamente sono stati inviatati il prof Qiu Zuo Yi, ed il dott. Xie Jin Hua in un paio di occasioni.

Un grande aiuto ci è stato offerto anche dalla dott.ssa Dai Lian Yi dell’Ospedale di MTC di Guangzhou che è stata ospite della nostra scuola nel 1992 e ci ha dato la possibilità di approfondire alcune specifiche tecniche di terapia della farmacologia cinese.

In questa maniera tra la fine degli Anni ’80 e l’inizio degli Anni ‘90 si è avviato un primo importante lavoro di introduzione dello studio, dell’insegnamento e della pratica clinica della farmacologia cinese in Italia.

Nel frattempo, nel 1992 iniziavano a comparire i primi testi di farmacologia cinese come Diagnosi e Terapia in Agopuntura e Medicina Cinese edito da Tecniche Nuove di Milano (Sotte L., Muccioli M., Diagnosi e Terapia in Agopuntura e Medicina Cinese, Tecniche Nuove, Milano, 1002) e Farmacologia Cinese edito dalla red edizioni (Sotte L., Farmacologia Cinese, red edizioni, Como, 1992).

L’edizione di questi volumi ha reso possibile uno studio più accurato dei principi di questa disciplina e contemporaneamente una sua più estesa diffusione.

Contemporaneamente attraverso la Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese ho iniziato a diffondere le prime conoscenza di questa antica tecnica di terapia orientale in tutto il nostro paese ed a pubblicare gli studi di farmacologia cinese effettuati in Italia, in Cina ed in atri paesi occidentali.

Il 1992 è stato un anno particolarmente importante perché nel febbraio è stata fondata la SIFCET, Società Italiana di Farmacologia Cinese e Tradizionale che ho avuto l’onore di presiedere fino al 2000. La SIFCET ha riunito tutti i medici italiani interessati alla farmacologia cinese e alla possibilità di una sua integrazione con la biomedicina.

Negli Anni successivi la SIFCET ha organizzato vari convegni e congressi in varie città italiane per promuovere la diffusione della farmacologia cinese nel nostro paese e per regolamentare il suo utilizzo da parte della classe medica italiana.

È stato inoltre stilato dalla SIFCET un elenco di 230 rimedi principali e secondari e di 150 ricette principali e secondarie che rappresenta il programma di base di studio dei corsi di farmacologia cinese organizzati da varie Scuole italiane di MTC.

Negli Anni ’90 sono comparse in Italia altre opere significative che hanno permesso un ulteriore approfondimento della farmacologia cinese come Ricette Cinesi edito nel 1994 dalla Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese (Sotte L., Ricette Cinesi, Quaderni di Medicina Naturale della Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese, Civitanova Marche, 1994) e Fitoterapia Cinese edito dalla red edizioni nel 1998 (Sotte L., Fitoterapia Cinese, red edizioni, Como, 1998).

Fin dagli Anni ’90 la didattica della farmacologia cinese si è diffusa sia nei corsi di fitoterapia che in quelli di farmacologia organizzati dalle varie Scuole italiane come è accaduto per il Master di Fitoterapia organizzato dalla Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Siena presso il quale tengo delle lezioni di farmacologia cinese fin dal 1994.

Gli Anni del nuovo millennio sono stati un momento di studio e diffusione della farmacologia cinese nel nostro paese e si sono conclusi con la pubblicazione nel 2010 di un volume che senza dubbio sarà una pietra miliare in questo settore: Farmacologia Cinese edito dalla casa editrice ambrosiana (Sotte L., Muccioli M., ed altri Farmacologia Cinese, CEA, Milano, 2010).

Anche se la pratica della farmacologia cinese in Italia è ancora riservata ad una ristretta cerchia di medici e pazienti, tuttavia i progressi compiuti in questi anni le permetteranno di diffondersi più rapidamente e di dare il suo interessante contributo nella terapia di molte malattie per le quali trova grande indicazione.

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