Fitoterapia cinese, rimedi e formule classiche, costituzioni ed applicazioni cliniche

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Lucio Sotte*

L’introduzione al volume afferma: «Questo testo di farmacologia clinica cinese, basato sull’approccio costituzionale ai rimedi e alle formule classiche, nasce per andare incontro alle esigenze di chi, pur con una conoscenza di base della fitoterapia cinese, ha difficoltà a utilizzarla nella propria pratica clinica.»

Il problema fondamentale di chiunque si accosti alla farmacologia cinese è proprio quello di passare dalla “teoria” alla “pratica” e di iniziare a prescrivere le formule sia sotto forma di “patent medicine” che sotto forma di “miscele di estratti secchi”.

Fino agli Anni ’90 anche in Italia si utilizzavano ancora gli antichi “decotti” che tuttavia, per la complessità e per il lungo tempo necessario per la loro preparazione, hanno rallentato un uso sempre più diffuso ed una rapida diffusione di questa formidabile antica scienza che ha tramandato fino ai nostri giorni il meglio delle conoscenze tradizionali sperimentate per centinaia e talora migliaia di anni.

Il passaggio verso l’uso degli “estratti secchi” dei rimedi medicinali o delle “patent medicine” già confezionate in compresse o capsule ha reso certamente molto più comoda la loro assunzione permettendone un utilizzo sempre più diffuso.

Anche in questo volume si parte dalle antiche conoscenze tradizionali ed infatti i testi di riferimento sono lo Shang Han Lun ed il Jin Kui Yao Lue Fang Lun scritti da Zhang Zhong Jing, il Galeno della medicina cinese, vissuto in Cina a cavallo tra il II ed il III secolo d.C. Questi due volumi, che sono giunti a noi attraverso edizioni rivisitate nel corso dei millenni, affrontano sia le patologie di origine esogena collegate all’attacco del freddo ai sei livelli energetici che quelle di origine endogena. Essi rappresentano uno degli antichi tesori della medicina cinese giunti quasi intatti a noi dopo 2000 anni di storia.

È stupefacente semplicemente il pensare che prescrivere al giorno d’oggi il decotto di cannella Gui Zhi Tang o il grande decotto per regolare il qi Da Cheng Qi Tang significhi tornare indietro di due millenni e riappropriarsi di antichissime conoscenze per curare le malattie dell’uomo del terzo millennio.

Il testo si rifà alle opere di Zhang Zhong Jing che datano quasi 2000 anni ma anche alla medicina kampo giapponese che, dopo un declino agli inizi del ‘900 coinciso con l’introduzione della medicina occidentale nel paese del sol levante, dagli Anni ’50 del secolo scorso ha ripreso vigore anche grazie alla preparazione di estratti che “offrono più facile reperibilità e modalità di somministrazione”.

Nel volume di Grazia Rotolo si introducono e descrivono le costituzioni di 25 rimedi e delle formule classiche ad essi collegate, illustrandole con figure per rendere la lettura più incisiva anche da un punto di vista grafico.

Tra i rimedi troviamo la liquerizia gan cao, il ramo di cannella gui zhi, l’efedra sinica ma huang, ma anche rimedi tonici come l’angelica dang gui, il ginseng ren shen, prodotti antinfiammatori come la Coptis huang lian o evacuanti come il rabarbaro da huang.

Di ogni rimedio si cita l’origine, la storia, la natura, il sapore e le formule più rappresentative.

Le formule classiche, nate dall’esperienza clinica del proprio tempo e sperimentate e verificate nei secoli seguenti, ancora oggi possono guidare nella pratica clinica quotidiana.

Il volume insegna un approccio pratico e rende possibile riconoscere nei pazienti i quadri clinici, associarli alla formula adatta e, anche grazie alle dettagliate applicazioni cliniche, ogni malattia occidentale può essere affrontata con prescrizioni classiche differenti.

In questa maniera si conferma l’aforisma cinese “una malattia 100 trattamenti, un trattamento 100 malattie”.

Grazia Rotolo conclude con questo volume un lungo cammino scientifico, didattico e clinico iniziato negli Anni ’80 quando, insieme a pochi altri pionieri italiani della farmacologia cinese tra i quali ho avuto il piacere di ritrovarmi, ha iniziato ad appassionarsi a questa meravigliosa materia della medicina tradizionale cinese.

Mentre ora esiste una discreta letteratura italiana che affronta questa complessa disciplina, in quel periodo non c’erano che pochi testi quasi introvabili in inglese o francese, ma soprattutto non c’erano “maestri italiani” ai quali rivolgersi per iniziare il lungo cammino di approfondimento e di pratica clinica. Il desiderio di conoscere e la passione scientifica sono stati più forti delle difficoltà da superare e così, mano a mano, la farmacologia cinese ha iniziato a farsi uno spazio nel panorama scientifico medico italiano che questo volume arricchisce e completa.

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