La croce del mondo

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Carlo Moiraghi*, Paola Poli**

Nel primo sviluppo della vita organica, sul nascere, si verificano metamorfosi e cambiamenti profondi, imponenti inversioni di flussi, che  possono valere quali fattivi segnali fisici dell’entrata in vigore dell’asse cardiaco trasversale. Le strutture anatomiche embrionarie che meglio evidenziano queste evoluzioni anatomo-fisiologiche prendono nome dal loro scopritore, l’anatomista astigiano Francesco Botallo, vissuto nel XVI secolo. Conviene una revisione di queste dinamiche primeve integrando osservazioni del corpo fisico e del corpo energetico. Durante la vita embrionaria l’ossigeno che nutre i tessuti embrionari proviene dal sangue materno che giunge al feto tramite la placenta e i vasi del cordone ombelicale. Dato che il circolo polmonare nell’embrione è chiuso e le vie respiratorie inattive, i polmoni ricevono unicamente il sangue sufficiente al loro nutrimento tissutale. A compensazione circolatoria  sono allora pervie due vie, che come detto prendono il nome dal famoso medico piemontese, attraverso le quali il sangue necessario al nutrimento del corpo dell’embrione lo raggiunge direttamente prescindendo dal circolo polmonare. Il foro ovale di Botallo è aperto fra i due atri cardiaci e permette una diretta comunicazione interatriale ove il sangue fluisce dall’atrio destro al sinistro. Il condotto arterioso di Botallo, posto tra l’arteria polmonare e l’aorta toracica, permette per altro che una parte del sangue che dal cuore destro arriva nell’arteria polmonare fluisca direttamente nell’aorta.                                                                                                      Quanto al corpo energetico, durante lo sviluppo embrionario il letto energetico si è andato strutturando attraverso i qimai, i vasi embrionari. Dal primo avvio dell’embriogenesi chongmai, il vaso Organizzatore, stabilizza la formazione dell’asse longitudinale fetale. Il piccolo circolo energetico, xiaozhoutian, anello vitale formato dall’unione di renmai, vaso Concezione, e dumai, vaso Governatore, si fa in breve pienamente attivo, comprese le sue diramazioni che lo connettono alle estremità delle braccia ai punti di apertura dei due vasi, entrambi alle estremità degli arti, houxi, 3 IT, e lieque, 7 P, inerenti agli elementi Fuoco e Metallo. Nel contempo daimai, il vaso Cintura, armonizza la progressiva crescita cingendone a fascia i flussi longitudinali. Anche il grande circolo energetico, dazhoutian, formato dall’intero complesso degli otto vasi embrionari, è da tempo ben strutturato e vivido. Ovvio come l’essenza organica, jing, valga qui quale primo movente e attivatore evolutivo organico. Sono dunque questi gli ormai stabilizzati equilibri embrionari sui quali il parto agisce da quella soglia totale che è, netto e dirompente. Uscire sotto il Cielo significa anzitutto la brusca interruzione dei flussi ematici placentari e materni. Con i primi vagiti i polmoni del neonato avviano con decisione la propria attività e il circolo ematico polmonare si apre divenendo in breve appieno funzionante. La pressione atriale sinistra si fa allora leggermente superiore a quella atriale destra e questo produce da un lato l’inversione del flusso ematico cardiaco e dall’altro l’accollarsi al foro ovale interatriale di una piccola membrana denominata septum primum occludendolo. Entro il primo anno di vita, questa membrana si salda alla parete interatriale e la chiusura del foro ovale diviene permanente. Anche il dotto di Botallo si trasforma alla nascita. Con l’avvio dell’attività polmonare si stabilisce infatti un equilibrio pressorio tra il grande e il piccolo circolo ematico e il flusso sanguigno attraverso il dotto di Botallo si interrompe. Il dotto resta così inutilizzato e si oblitera progressivamente trasformandosi nel legamento arterioso di Botallo.

Quanto al corpo energetico, proprio l’avvio delle funzioni polmonari produce una congrua attivazione dei canali principali, jingmai, degli arti e, per quanto qui concerne, di quelli che derivano dagli organi della gabbia toracica, xin, cuore, fei, polmone, xinbao, pericardio. È così che il soffio del polmone, il signore del soffio organico, ora supporta e sprona l’evoluzione dell’assetto definitivo delle vie del cuore, che assumono in breve la forma crociforme loro propria nel corso della vita postnatale. Il cuore mantiene infatti intatto il fondamento del proprio colloquio con il cielo, quell’asse verticale di dio che gli è connaturato e vi permane vuoto, xu, e centrato, chong, e retto, zheng, ma è proprio ora fa appieno suo il quarto attributo che la tradizione taoista gli riconosce, si fa aperto, kai. Si apre infatti trasversalmente su ambo i lati del corpo, secondo il complementare decorso centrifugo dei due simmetrici canali principali di cuore, xinjing, che gli sono propri. Il cuore si allinea così al piano terrestre aprendosi ad esso. In questo processo di formazione assiale orizzontale della relativa apertura energetica il cuore viene sostenuto dal polmone con cui è in inscindibile unione. Si determina così l’asse trasversale terrestre, fondamento della vita di relazione, l’orizzonte del cuore, l’asse dell’io, di cui gli organi di senso, i forami del cuore, le vie afferenti al cervello, le capacità elaborative e direttive e le vie efferenti di questo diventano progressivamente dopo la nascita inalienabili fidati fondamenti. La croce del mondo risulta allora formata. Al suo centro, il cuore regge l’incrocio dei flussi verticali e orizzontali, realizza in sé il loro quotidiano complementarsi e lo manifesta nelle scelte del vivere, bilanciando per così dire Dio e io, pensieri, parole, opere, omissioni, remissioni, ravvedimenti.  La figura della croce, da sempre in ogni cultura il simbolo stesso della vita, prende così forma nell’uomo. Si manifesta infatti nell’incrocio dei due assi dell’apertura del cuore e nell’equilibrato integrarsi e comporsi delle perpendicolari direttive del vivere vero, l’asse verticale del cuore che unisce l’uomo a quel cielo che l’ha concepito e a quella terra che l’ha generato, e l’asse orizzontale del cuore che apre il vivente ai viventi suoi fratelli ed al mondo tutto. La luce, materia celeste che fluisce ovunque nell’organismo e intorno ad esso muovendo dal suo asse verticale del cuore, determina e implementa così l’amore, celeste materia terreste che fluisce anch’esso ovunque nell’organismo e intorno ad esso muovendo dall’asse orizzontale del cuore.

A ben vedere è quanto evidenzia l’iconografia cristiana del Sacro Cuore, nelle decise direzioni delle braccia e delle mani di Gesù che segnalano appunto la verticale e  l’orizzontale del cuore. È il fulcro della luce e dell’amore della croce del mondo in cui e di cui ogni vivente palpita e respira.

 

 

 

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