La numerologia cinese: come applicare dei simboli all’interpretazione del reale

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 Lucio Sotte*

In tutte le antiche tradizioni i numeri hanno svolto un valore simbolico, basta pensare al numero due che svolge in alcuni ambiti un ruolo associativo ed in altri un compito dissociativo, al quattro che viene correlato ai quattro punti cardinali, ma anche ai quattro evangeli, al cinque che è correlato ai cinque sensi, alle cinque dita della mano e sulla cui base è stata fondata la  matematica in base 10 (5×2) solo per fare alcuni esempi del mondo occidentale.

Anche la  cultura e la civiltà cinesi hanno da sempre assegnato un valore simbolico ai numeri e questo fenomeno riflette i suoi effetti anche nell’interpretazione tradizionale della teoria medica. In Cina, i numeri, in qualsiasi ambito di studio compaiano, hanno  contemporaneamente un valore reale ma anche simbolico, esprimono concetti e rimandano a realtà ultime; non hanno solo valore quantitativo ma anche qualitativo.

Il due corrisponde alla coppia yin e yang, il tre ai tre tesori o san bao (qi, jing e shen), il quattro alle assonanze con le quattro stagioni ed i quattro punti cardinali, il cinque ai cinque movimenti, il sei ai sei livelli energetici ed il sette alle sette emozioni. Questi citati sono alcuni esempi di quanto la numerologia sia stata applicate nel corso dei secoli e dei millenni alla medicina cinese.

Proviamo ad approfondire alcuni aspetti di questa tradizione.

In questo breve articolo affontiamo il  senso della numerologia cinese, che presentiamo brevemente perché ci permette di interpretare alcuni aspetti salienti del pensiero cinese.

 

Il Dao De Jing il Classico della Via e della Virtù di Lao Zi, il fondatore del Taoismo, afferma che: “L’Uno produce il Due, il Due produce il Tre, il Tre produce i diecimila esseri […]” per dare una spiegazione del Big Bang da cui origina l’universo.

Dunque anche l’origine del cosmo è correlata ai primi tre numeri, essendo l’uno unito al Cielo, il due alla Terra ed il tre alla loro interazione e reciproca trasformazione.

A titolo esemplificativo citiamo le nove sezioni

dello Hong Fan, un testo inserito nello Shu Jing, il

primo «Classico della storia cinese» compilato nel

primo millennio a.C. In questo testo si dà un’interpretazione numerologica del cosmo allo scopo di stabilire il ruolo dell’uomo e quello dell’imperatore.

Lo Hong Fan  si pone l’obiettivo di comprendere

l’ordine cosmico per farne la base per le norme

di un ordine morale applicabile all’uomo.

La medicina cinese riprende spesso la numerologia

allo scopo di spiegare gli eventi biologici determinanti la vita dell’uomo microcosmo e i

suoi rapporti con il macrocosmo.

Nel reale, nel mondo dei soffi, ciò che è disperso

tende a riunirsi e ciò che è unito a disperdersi,

sempre seguendo dei percorsi interpretabili

in senso numerologico.

Il Caos (che è il principio da cui tutto origina) è rappresentato dal numero Uno; questo

numero tuttavia rappresenta anche il Dao e il Cielo, in quanto artefice della vita. L’Uno può rappresentare anche l’energia, il soffio qi unico, le cui trasformazioni determinano il fenomeno della vita.

L’Uno è sempre e comunque richiamo all’unità,

al mistero, all’indistinto, che può manifestarsi

o meno e la cui essenziale qualità è il continuo

cambiamento. L’Uno è anche il simbolo del Cielo, dello yang e della linea unita in contrapposizione

alla Terra che corrisponde al Due, allo yin e alla linea spezzata.

L’ideogramma di Uno (W. 1 A29 ), yı, è una linea orizzontale che indica il principio originale

della numerazione e può rappresentare, se tracciata in alto, il Cielo.

L’Uno aspira a scindersi in Due, ma mantenendo

la sua unità come in una coppia.

Il Due, er, è l’emblema della Terra ed è rappresentato dal quadrato. La Terra è dispensatrice di forme. Il Due è la scissione dell’Uno che si mantiene unito come coppia e può simboleggiare sia la coppia yin-yang  che il solo yin , in quanto espressione delle due linee spezzate.

 

Figura 1

L’ideogramma yı, Uno.

Si tratta di una linea orizzontale tracciata a metà altezza del campo grafico.

 

L’ideogramma (W. 2 A30 ) di Due è rappresentato

da due linee orizzontali sovrapposte e indica la

Terra, perché rappresenta l’altro polo della coppia

di cui l’unità è rappresentata in alto dal Cielo.

L’Uno, il Cielo promuove la vita, che viene raccolta dal Due, la Terra, che ha il compito di gestire la vita, di portarla a compimento, di far germogliare il seme che accoglie.

Il Due, la coppia, aspira a riunirsi attorno a un

perno: il Tre, san.

 

Figura 2

L’ideogramma er, Due.

Si tratta di due linee orizzontali sovrapposte, di cui

l’inferiore indica la Terra e la superiore il Cielo.

 

Il Tre simboleggia i soffi; è il Due che si avvolge

attorno a un perno, è la spirale della vita (il

movimento vitale si avvita sempre a spirale, come

accade nelle conchiglie, nei cromosomi), è la

vita stessa della coppia, indica l’unione feconda

dello yin e dello yang, lo spazio mediano tra Cielo e Terra dove avviene l’incontro tra Cielo e

Terra. Il Tre, simboleggiando anche il Cielo, è rappresentato dal cerchio (in contrasto con il Due, la Terra, rappresentato dal quadrato) e può simboleggiare anche la potenza dei soffi yang.

L’ideogramma di Tre (W. 3 A31 ) è rappresentato

da tre linee orizzontali sovrapposte e indica

che tra Cielo e Terra nasce la vita (il luogo di realizzazione del vortice a spirale).

Tra Cielo e Terra c’è l’Uomo, l’unico «animale» a

stazione eretta che unisce dunque il Cielo (rotondo

come la testa) con la Terra (piatta come i piedi).

Anche l’imperatore è espresso da una modificazione dell’ideogramma del Tre, in cui i tre tratti orizzontali sono uniti da un tratto verticale che sta a indicare che il suo ruolo è unire il Cielo e la Terra.

 

Figura 3

L’ideogramma san, Tre.

È rappresentato da tre linee orizzontali

sovrapposte e indica che tra Cielo e Terra nasce

la vita.

 

Tre aspira a espandersi: questa espansione del

Tre nel Cielo, e cioè nel tempo, produce le Quattro stagioni, sulla Terra, e cioè sullo spazio, produce le Quattro direzioni.

Il Quattro è dunque l’attualizzarsi del fenomeno

vivente in uno spazio definito dai quattro punti

cardinali (Est, Sud, Ovest e Nord) e in un tempo

definito annualmente dalle quattro stagioni

(primavera, estate, autunno e inverno) e nel ritmo

circadiano dalle quattro fasi (alba, mezzogiorno,

tramonto e mezzanotte).

L’ideogramma di Quattro (W. 42 A32 ), si, indica

che c’è uno spazio divisibile: alcuni vorrebbero far

corrispondere i quattro segni verticali alle quattro

dita, in ogni caso sia in Quattro, che in Sei e in Otto (cioè nei numeri pari) compare il concetto della divisibilità.

 

Figura 4

L’deogramma sì, Quattro.

Indica che esiste uno spazio divisibile

 

La dispersione implicata nelle Quattro stagioni e

nelle Quattro direzioni aspira a ordinarsi attorno

a un Centro per vitalizzare i soffi: è l’origine del

Cinque. La Terra si associa al numero Cinque: i

Quattro punti cardinali e il loro Centro, la Terra

e lo spazio. I Quattro punti cardinali esistono solo

grazie a un Centro, che permette all’osservatore

di posizionarsi in modo che il Sud si trovi di

fronte all’osservatore stesso.

Al Cinque sono legati i concetti di ordine e gerarchia.

Il Cinque è inoltre – in quanto «Centro» –

il Centro della serie numerica che va da Uno a

Nove, il centro dello spazio e anche il Centro del

tempo (la quinta stagione o le quattro interstagioni

associate alla Terra). Il Cinque è il principio di

organizzazione di ciò che esiste; è per questo che i

Quattro punti cardinali, che aspirano a ordinarsi e

correlarsi intorno al Centro, trovano nel Cinque il

numero che indica ciò che raccoglie e distribuisce.

 

Figura 5

L’ideogramma wu, Cinque.

Corrisponde a una «X» che rappresenta

le quattro estremità unite al centro dal cinque.

 

L’ideogramma di Cinque (W. 39 A33 ), wu, corrisponde a una «X» che rappresenta le quattro

estremità e il centro; inserendo questa «X» tra

due linee orizzontali che indicano Cielo e Terra si

ottiene la forma dell’ideogramma attuale. La svastica sarebbe, secondo alcuni studi ideografici,

una derivazione del logo del numero cinque.

Un’immensa armonia deriva dalla distribuzione

regolare dei soffi del Cielo e dalla reazione della

Terra, che li accoglie e li fa fruttificare: è il Sei, il

numero degli influssi che vengono scambiati tra

Cielo e Terra; infatti le Energie cosmiche – che

possono diventare, se eccessive o fuori stagione,

cosmopatogene – sono sei: vento, calore e calore

estivo, secchezza, umidità e freddo.

Il Cielo (maschio, yang, Tre e dispari) ha come

numero anche il Sei, in cui Tre è simbolo del Cielo

e Due della Terra (femmina, Due, yin e pari). Il

rapporto Cielo-Terra, il quadrato iscritto nel cerchio, il Tre per Due è il Sei.

 

Figura 6

L’ideogramma liu, Sei. Rappresenta

il numero pari e divisibile che viene dopo il Quattro, che è simboleggiato da un tratto unico in alto.

 

Il Sei rappresenta la modulazione del soffio vitale,

gli scambi dinamici tra Cielo e Terra, i Quattro

quadranti più l’Alto e il Basso. La vita accade

in quanto sestuplice movimento di soffi.

Terra e Spazio classificano in base Cinque,

Tempo e Cielo classificano in base Sei: per questo

ci sono cinque organi e sei visceri, perché

Spazio e Tempo, Cielo e Terra sono tra loro correlati; da ciò deriva inoltre nel calendario cinese

la presenza dei Dieci «Tronchi Celesti» e dei Dodici «Rami Terrestri». Come il Dieci appartiene

alla sistematica del Cinque, il Dodici appartiene

alla sistematica del Sei.

L’ideogramma di Sei (W. 42 A34 ), liu, rappresenta

il numero pari e divisibile che viene dopo il

Quattro, simboleggiato da un tratto unico in alto.

Vi è un perno degli influssi retti dal Sei: è il

Sette, che ordina e regola il flusso della vita. Sette

simboleggia la pienezza dei soffi ed è il simbolo

della vita. Sette sono gli orifizi cefalici (occhi,

orecchie, naso, bocca), Sette sono le passioni.

 

Figura 7

L’ideogramma qi, Sette.

È assai suggestivo perché assomiglia al Sette

della numerazione araba rovesciato.

 

L’ideogramma di Sette (W. 33 A35 ), qi, è assai suggestivo perché assomiglia al Sette della numerazione araba rovesciato. Non sembra avere altro significato che quello di esprimere questa entità numerica: potrebbe derivare da un antico ideogramma con sette tratti differenti o dalla stilizzazione della posizione della mano atteggiata a indicare il numero Sette.

Il numero Otto rappresenta la distribuzione di

tutte le direzioni dei soffi animatori, con chiaro

riferimento alla rosa dei venti; si tratta dunque

dei quattro punti cardinali e delle direzioni centrali

tra i vari punti cardinali.

 

Figura 8

L’ideogramma ba, Otto.

Indica essenzialmente il concetto della divisibilità, come accade anche in Quattro e Sei.

 

L’ideogramma di Otto (W. 18 A36 ), ba, indica

essenzialmente il concetto della divisibilità, come

accade anche in Quattro e Sei. In questo caso il

concetto di divisibilità definisce da solo l’ideogramma.

Il numero Nove (Tre per Tre) è la potenza organizzata dei soffi, è la forza vitale ben composta in tutti i dettagli, ben armonizzata.

L’ideogramma di Nove (W. I. 3237 ), jiu, sembra

che fosse rappresentato originariamente da nove

tratti; attualmente è stato contratto in un uncino.

 

Figura 9

L’ideogramma jiu Nove.

Sembra che fosse rappresentato originalmente da Nove tratti; attualmente è stato contratto in un uncino.

 

Il numero Dieci è l’unità ritrovata della potenza,

della forza vitale. È il numero del sole e il numero

dell’Uno. Essendo formato anche dal numero

Uno è richiamo all’unità e al mistero della vita.

 

Figura 10

L’ideogramma shi, Dieci.

Esprime il concetto del numero che contiene tutti gli altri numeri semplici nella numerazione decimale.

 

L’ideogramma di Dieci (W. 24 A38 ), shi, esprime

il concetto del numero che contiene tutti gli

altri numeri semplici nella numerazione decimale

(da Uno a Nove).

Ricordo un fatto singolare correlato al numero 10 ed alla sua trascrizione cinese. Nei primi tempi della diffusione del cristianesimo in Cina sembra che fosse in uso da parte di molti cinesi chiamare i cristiani “quelli del numero 10” perché il simbolo della croce veniva scambiato con l’ideogramma del 10. Un piccolo esempio di come sia facile travisare il senso di fatti, fenomeni, simboli, avvenimenti nell’incontro la culture e civiltà diverse.

Concludendo la presentazione sintetica dei numeri da uno a dieci desidero ricordare come il linguaggio ideografico, tipico della cultura cinese, sia fondamentale per identificare le caratteristiche dei vari numeri. In particolare questo è vero per il numero uno, il due ed il tre che, attraverso gli ideogrammi corrispondenti, simboleggiano il Cielo, la Terra e la loro interelazione che è alla base della trasformazione yin-yang e della produzione del qi.

 

Bibliografia

Sotte L., Minelli E., Giovanardi C.M., Fondamenti di Agopuntura e Medicina Cinese, CEA edizioni, Milano, 2007

 

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