Esperienze cliniche in agopuntura dell’addome e dell’ombelico

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Lucio Sotte*

L’addominoagopuntura o agopuntura addominale, costola primaria della somatoagopuntura, nasce in Cina circa venticinque anni fa sulla base della conoscenza della «tartaruga sacra» e consente di trattare con successo pazienti resistenti alle tradizionali terapie e affetti da patologie osteoarticolari.

La sua “scoperta” è correlata agli studi del dott. Bo sul sistema dei punti addominali e alla sua messa a punto della mappa somatotopica che fa corrispondere precisi punti addominali alle varie regioni del corpo.

L’addominopuntura è certamente molto interessante da vari punti di vista: in primo luogo per la sua efficacia, in particolare nelle patologie articolari della colonna ed in quelle degli arti superiore ed inferiore, ma anche nelle patologie di interesse neurologico correlate alla compromissione delle radici nervose che sono alla base di sciatiche e radicoliti.

Un secondo motivo di interesse è correlato alla sua “ripetibilità” che fa si che, a differenza di altre metodiche di trattamento agopunturistico in cui il trattamento è assai personalizzato, possa essere sottoposta facilmente a studi controllati e randomizzati sulla sua efficacia terapeutica.

Un altro grande pregio dell’addominopuntura è la sua caratteristica di essere praticamente indolore sia per le modalità di infissione dell’ago che per la manipolazione che debbono essere precise e delicatissime. D’altra parte anche le dimensioni e soprattutto il calibro modestissimo degli aghi (0,20/0,25 mm) sono un motivo di attenuazione di qualsiasi sintomo algico durante l’esecuzione della terapia.

Da ultimo la mia esperienza di addominopuntura mi suggerisce che la sua pratica possa essere particolarmente utile anche nel primo approccio terapeutico con un paziente agofobico perché sia i buoni risultati come anche la sua pratica assenza di effetti collaterali fa prendere confidenza con l’agopuntura anche al paziente più pavido. Una volta superato lo scoglio iniziale sarà molto più semplice utilizzare e far accettare al paziente anche metodiche più complesse di terapia.

Gemma D’Angelo si dedica da molti anni a questa metodica di terapia. Non è un caso che avessi affidato proprio a lei l’incarico di trattare il tema dell’addominopuntura nel 14° capitolo del volume Agopuntura Cinese pubblicato nel 2007 di cui riporto in figura la pagina iniziale.

Si tratta del Terzo Volume del Trattato di Agopuntura e Medicina Cinese Medicina Cinese edito dalla Casa Editrice Ambrosiana alla realizzazione del quale ho dato il mio contribuito come editor di Volume e di Collana.

L’ombelicoagopuntura, invece, si basa su una descrizione complessa del rapporto tra uomo e natura, dove le regole sono dettate in primo luogo dal seguire uno stile di vita il più vicino possibile agli insegnamenti del tao, e in secondo luogo da variabili più complicate, che vengono prese in considerazione e valutate dal medico mediante una scelta precisa riguardante ambiti differenti.

Il ba gua, lo schema della trasformazione yin yang basato sugli otto trigrammi, è alla base di questa seconda metodica di terapia che ha il pregio, come la precedente, della recente messa a punto e della modesta sensazione dolorifica associata.

In questo testo, Gemma D’Angelo introduce il lettore alla teoria e alla pratica di entrambe le metodiche descrivendo la sua esperienza nell’utilizzo clinico e presentando protocolli clinici con le differenti possibilità terapeutiche, suddivisi in una sezione di base, che comprende protocolli applicabili a più patologie, e in una specialistica, dove le patologie sono differenziate per competenza clinica.

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