IL CONTRIBUTO DELL’AGOPUNTURA NELLA SALUTE E NEL BENESSERE

Convegno FISA

Sabato 13 Giugno 2015
Via della Commenda 12, Milano
Clinica Mangiagalli, Aula Magna Mangiagalli

Puoi scaricare qui il programma




Congresso AMAB – Università di Macerata

Mercoledì 20 Maggio 2015
Sede: Università di Macerata, Aula Magna, Piaggia dell’Università, 2

Nell’ambito del progetto CHETCH, si svolgerà il congresso organizzato dall’ Università di Macerata che come l’ AMAB è membro del consorzio che partecipa a questo progetto: Medicin a Convenzionale e Non Convenzionale – Aspetti Giuridici e Sfide Sociali tra Europa e Cina

Puoi scaricare qui il programma




A.M.A.B. 29° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI AGOPUNTURA

Sabato 16 Maggio 2015

Centro Congressi Savoia Hotel Regency Via del Pilastro, 2 – BOLOGNA

“DOLORE E DISABILITÀ NELL’ANZIANO IN AGOPUNTURA E MEDICINA TRADIZIONALE CINESE”

Puoi scaricare qui il programma




Gli “Scrovegni” delle Marche: il Cappellone di San Nicola a Tolentino

Lucio Sotte*

Esistono delle opere d’arte “considerate minori” che valgono un viaggio, alle quali vale la pena di dedicare un week end per una visita. Una di queste è certamente la Basilica di San Nicola di Tolentino: uno scrigno di rara bellezza nascosto in una vallata tra le nostre colline che vi consiglio caldamente di visitare se volete trascorrere mezza giornata di un “sapiente” turismo nelle Marche.

È difficile trovare un aggettivo adatto a descrivere la mia regione in cui ogni cittadina, ogni paese, ogni borgo conserva piccoli e grandi tesori che sono nascosti in un’atmosfera antica, dal sapore medioevale, un’atmosfera raccolta che non fa sfoggio delle proprie ricchezze ed anzi tende quasi a nasconderle con una sorta di ritrosia. Il convento di San Nicola di Tolentino è certamente una di queste.

Nelle Marche c’è una vera e propria rete di gioielli sparsi in un panorama d’incanto che non ha nulla da invidiare alle colline toscane o umbre. Noi marchigiani ci siamo goduti il nostro “piccolo paradiso” per tanti anni, fino a quando un turismo colto e raffinato ha iniziato a scoprirci ed ora condividiamo con tanti nuovi cultori le bellezze “discrete” della nostra terra. Anche molti stranieri si sono innamorati delle Marche e in numerosi paesi, soprattutto in quelli più nascosti dell’interno, è facile sentir parlare tedesco, inglese o olandese dai nuovi venuti che, dopo essere rimasti affascinati dall’atmosfera, hanno deciso di “piantare la loro tenda” qui da noi, trasformando antiche e spesso cadenti case rurali in splendide ville di campagna.

La Basilica di San Nicola da Tolentino è uno dei più bei tesori della nostra regione, uno scrigno prezioso, aperto il quale, ci si rende conto di come una lunga storia ha saputo forgiare un raro esempio di “luogo” di vita e di preghiera. Nel nome della fede e della devozione al santo taumaturgo, nel corso degli ultimi sette secoli, la mano delle varie generazioni che si sono susseguite nel convento ha dato corpo, nella costruzione dei suoi numerosi edifici, al meglio dell’espressione umana ed artistica: romanica prima, gotica poi, manierista, barocca e neoclassica infine.

Ogni borgo marchigiano ha il suo “Convento di San Nicola” perché la Congregazione degli Agostiniani che anche oggi regge il convento, era capillarmente diffusa nella nostra regione e – dando energie al proprio carisma secondo la sua regola – ha educato il popolo alla vita ed ha realizzato monumenti di grande bellezza.

Ne sono una chiara testimonianza le chiese di Sant’Agostino che abbelliscono tanti borghi così come numerosi conventi che, dopo essere stati indebitamente sottratti ai legittimi proprietari prima da Napoleone e successivamente dallo Stato Italiano subito dopo l’Unità d’Italia, sono ora sede di Uffici, Amministrazioni ed Enti Pubblici o Scuole.

Ma torniamo al convento di San Nicola da Tolentino con le immagini del cui Cappellone ho voluto illustrare questo numero della rivista.

La sua visita vale un viaggio – dicevo all’inizio di questo articolo. Ai suoi visitatori il convento si presenta con un bellissimo sole antropomorfo e raggiante che sorride enigmaticamente dalla facciata manierista della chiesa, subito al di sopra di una scultura di impianto gotico di San Giorgio che uccide il drago che sovrasta il portale maggiore in stile romanico. All’interno si apre una ricca navata unica neoclassica, su cui si affacciano numerosi altari laterali arricchiti da stucchi e dipinti con particolari barocchi. Pregevolissimi il soffitto a cassettoni ed una grande cappella a sinistra, dove ancora oggi i frati svolgono la loro fatica quotidiana di ascoltare ed assolvere i numerosi pellegrini che vanno a confessare le proprie colpe. La navata si apre infine nella cupola sotto la quale si erge un grande e luminoso altare centrale istoriato da marmi policromi. Sulla destra invece si accede alla Cappella delle Sante Braccia e da qui al Cappellone trecentesco affrescato da artisti giotteschi che nel corso del tempo sono stati variamente interpretati e classificati. Si è parlato di un maestro di Tolentino anche se ora va invece di moda attribuire l’opera a Pietro da Rimini che avrebbe operato in Romagna, a Fabriano ed anche a Tolentino. La mano che ha dipinto il Cappellone infatti sembra la stessa che ha lavorato all’Abbazia di Pomposa ed a Rimini.

Gli affreschi sono di straordinaria fattura, molto ben conservati e restaurati ed offrono al visitatore un grande esempio di pittura del Trecento paragonabile per stile, ricchezza, dimensioni alla ben più famosa Cappella degli Scrovegni di Padova o ad alcuni ambienti della Basilica Inferiore di Assisi. Negli spicchi della volta si alternano gli Evangelisti ed i Dottori della Chiesa tutti ritratti seduti su scrivanie piene zeppe di libri. Scorrendo la volta dalla vela dove è ubicato l’altare e andando in senso orario si notano: Ambrogio e Marco con il leone; Agostino e Giovanni con l’aquila; Gregorio e Luca con il toro; Girolamo e Matteo con l’angelo. Alla base sono raffigurate le Virtù: Carità,  Prudenza, Speranza, Giustizia, Temperanza, Fede, Fortezza.

Le pareti sono divise in due ordini sovrapposti ed in alto si trovano le lunette dove, da quella di fronte l’ingresso parte la narrazione con l’Annunciazione; seguono l’Arrivo dei Magi, la Presentazione al Tempio e il Transito di Maria anche detto Dormizione della Vergine. Nell’ordine mediano la narrazione è disposta in riquadri successivi; partendo dalla parete che dà verso la chiesa dove al centro è la Strage degli innocenti; proseguendo in senso antiorario sono la Pentecoste, il Sepolcro vuoto, Cristo nel Limbo, l’Orazione nell’Orto, la Predicazione di Gesù, l’Entrata a Gerusalemme, le Nozze di Cana, la Sacra Famiglia, il Cristo fra i Dottori. Nell’Ordine inferiore troviamo illustrati numerosi episodi della vita di San Nicola da Tolentino ed una toccante Crocifissione.

Il Cappellone riassume in un colpo d’occhio i fondamenti della dottrina cristiana con una sorta di catechismo per immagini: la Biblia Pauperum.

Nelle quattro vele della volta viene descritto infatti l’inizio della buona novella rappresentato attraverso i quattro evangelisti e l’avvio del pensiero teologico con i quattro dottori della chiesa. Alla base della volta la diffusione della buona novella si collega all’uomo, che viene esaltato anche attraverso l’antico pensiero laico e platonico riassunto dalle quattro virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza). Le tre virtù  teologali (fede, speranza e carità) innalzano quindi l’uomo e lo portano alla ricerca di Dio. Successivamente il racconto della buona novella prosegue con l’Annunciazione, l’Arrivo dei Magi, la Presentazione al Tempio e si conclude con il Transito di Maria in cui la Madonna viene assunta in cielo. Come abbiamo già anticipato l’ordine superiore delle pareti è dedicato ad illustrare gli episodi più salienti della storia di Cristo che si conclude in quello inferiore con la Crocifissione. Inizia poi, sempre nell’ordine inferiore, la storia degli episodi più significativi della vita San Nicola da Tolentino.

Sono molto interessanti anche tutte le decorazioni che suddividono gli spazi dedicati alle scene principali su cui si affacciano dei volti di santi, monaci, vescovi ed altri più arrotondati e quasi caricaturali atteggiati a descrivere con realismo e talvolta umorismo i sentimenti, le emozioni dell’uomo. Questi volti richiamano nelle loro fattezze il volto del sole antropomorfo che si apre sulla facciata della basilica.

La visita non è finita perché in vicinanza della Cappella delle Sante Braccia si apre l’accesso ad una chiesa inferiore dove sono raccolte le spoglie di San Nicola ed ai locali della libreria e del museo agostiniano. Qui si conservano pregevoli sculture lignee, dipinti, ceramiche oltreché una suggestiva raccolta di presepi.

Sul lato Sud della chiesa si apre il chiostro agostiniano, di origini trecentesche ma modificato nel corso nei secoli in relazione con la crescita del monastero. Nel XVII secolo il chiostro venne ristretto per la costruzione di nuove celle per i monaci e delle cappelle laterali della chiesa. Le gallerie del chiostro presentano su tutte le pareti scenografici affreschi barocchi eseguiti alla fine del 1600, recentemente restaurati e raffiguranti le Storie di San Nicola.

 

La visita si conclude dimostrando come una sapiente commistione di stili che si sono succeduti nel corso dei secoli ha saputo armonizzarsi con grande discrezione ed ha creato una serie di ambienti percorrendo i quali si può godere un fedele riassunto della storia degli scorsi sette secoli.

La Basilica di San Nicola è uno splendido esempio di come la vita degli uomini che l’hanno edificata sia stata illuminata dall’amore e dalla sapienza del Padre e sia stata in grado di realizzare qui ed ora un anticipo di paradiso. Perché, come affermava Ratzinger, la buona novella non è solo “informativa”, ma “perfomativa” ed è in grado – in vista nell’attesa della “pienezza” della vita dopo la morte – di anticiparla cambiando il reale “qui ed ora”.




La reflessologia: un’arte antica tra antropologia, psicosomatica e filosofie orientali


Paolo G. Bianchi*

“Vi è nell’uomo un duplice potere attivo: l’uno che agisce invisibilmente, o potere vitale, e l’altro che agisce visibilmente o forza meccanica. Il corpo visibile ha le sue forze naturali, e il corpo invisibile ha le sue forze naturali egualmente; i rimedi di tutte le malattie o lesioni che possono colpire la forma visibile sono contenuti nel corpo invisibile”. (Paracelso)

 

“I Moisti con le loro tecniche di accarezzare il Tetto (massaggio della testa per l’equilibrio psichico) e toccare il Tallone aiutano a salvare l’umanità” (Mencio)

 

Un po’ di storia

La riflessologia è un’arte molto antica. I primi segni della sua presenza più vicini alla nostra Europa sono visibili in alcuni geroglifici antichi di 5000 anni a Sakkara, in Egitto, nella tomba di Akmahor: le immagini mostrano un medico intento a comprimere alcune parti del corpo del suo paziente quali le mani e soprattutto i piedi. Interessante la traduzione del geroglifico che dice: “Non farmi male” e la risposta è “Agirò in modo da meritare la tua lode”.

Anche l’Italia di 4000 anni fa conosceva la riflessologia: in Valcamonica tra i vari graffiti rupestri in uno è rappresentato il disegno di un piede con all’interno un feto umano.

Gli indiani Cherokeee, a quanto pare, utilizzavano la riflessologia in molti riti sacri sciamanici senza distinzione tra sani e malati.

La storia della riflessologia è però molto più antica: se ne parla nei Veda indiani e soprattutto nei testi di medicina tradizionale cinese.

 

Proprio a questi ultimi si rifanno molte scuole di riflessologia moderne, tramandando gli insegnamenti dei maestri e adattandoli sempre più alle esigenze dei nuovi utilizzatori, sicuramente ben diverse da quelle di 5000 anni fa.

Stando agli svariati testi e alle differenti scuole sembra si possa concordare che i primi scritti di dell’efficacia della riflessologia risalgano a Pu Zhougan, vissuto in Cina circa 2200 anni fa durante la dinastia Zhou: molti furono gli studi condotti con successo che determinarono la validità di questa pratica.

 

Affinché la riflessologia arrivi in Occidente deve passare ancora molto tempo prima che gli studiosi si accorgano dei grandi benefici che può portare, incluso l’aspetto terapeutico.

Nel 1834 il ricercatore svedese Pehr Henrick Link si accorse di un collegamento tra i dolori e alcune patologie di alcuni organi e precise zone cutanee posizionate sulla pianta e sulle parti dorsali dei piedi.

Negli anni successivi studi, soprattutto a scopo anestetico, furono portati avanti dal neurologo inglese Henry Head. Negli anni venti la pratica riflessologica interessò diversi studiosi e le sue applicazioni vennero elaborate in diversificati campi oltre a quello medico. Tra questi quello psicanalitico dell’allievo di Sigmud Freud, William Reich anche se l’utilizzo principale rimase per molti anni soprattutto nell’ambito anestetico. Fu William Fitzgerlad, un medico di Boston, a farne una parte attiva della pratica quotidiana sui suoi pazienti.

Sulla base di questi studi anche l’odontoiatria venne coinvolta grazie a Edwin F. Bowers che affinò ulteriormente i principi già catalogati da Fitzgerald. Il metodo, diffuso negli ambienti medici e nei vari ambiti venne definito “terapia zonale”: la pressione prima effettuata solo ed esclusivamente con le dita venne in seguito effettuata anche con piccoli strumenti di metallo, legno d’ulivo, acciaio. Il corpo venne diviso in dieci zone attraverso le quali, dagli alluci fino alla testa, scorreva l’energia.

Sempre negli anni 20 le teorie e le sperimentazioni presero forma in alcuni scritti tra i quali spiccano quelli della terapeuta americana Eunice Ingham dal titolo “Le storie che i piedi potrebbero raccontare” e “Storie raccontate dai piedi”. Si può affermare che da questo punto quando si parla di riflessologia ci si riferisce soprattutto ai piedi e relative zone riflesse, soprattutto plantari, escludendo tutto il resto del corpo.

 

In Italia il Prof. Giuseppe Calligaris, neurologo e docente presso l’Università di Roma e il Dott. Nicola Gentile produssero svariati studi sull’argomento che vennero molto osteggiati per l’eccesso di innovazione della loro proposta olistica e, soprattutto, per la scarsità di dati scientifici che era in loro possesso.

 

Da allora, è stata l’introduzione in Occidente di numerose pratiche e filosofie orientali che ha favorito l’apporto della riflessologia alle tecniche e alle conoscenze già presenti.

 

Purtroppo, nonostante la riflessologia sia molto antica, e altrettanto lo siano le diversificate scuole di provenienza soprattutto cinese che la insegnano, ancora oggi pochi la conoscono veramente o l’hanno sperimentata in modo serio almeno una volta nella vita.

 

I principi base: la filosofia taoista

Conoscere la natura che circonda l’uomo, l’ambiente in cui vive e gli influssi che riceve dallo spazio circostante è un principio base della filosofia taoista. Immerso in questa condizione l’uomo altro non è che un microcosmo, uno specchio fedele dell’universo stesso. Possiamo quindi dire che l’uomo riceve energia da questo universo e contemporaneamente dà, di rimando, energia. Lo scambio è continuo e in continua evoluzione e mutamento. All’interno di questo sistema sappiamo che, secondo la tradizione, tutte le forze che regolano lo scambio di energia sono due: yin e yang. A esse si ricollegano tutti i classici contrapposti: attivo-passivo, maschio-femmina, sola-luna, giorno-notte, caldo-freddo, secco-umido…

 

L’uomo, la natura e l’universo non vengono considerati come realtà distinte, ma come una unità in continua evoluzione: “tutto scorre” e così come l’uomo e l’universo sono energia, le forze che muovono tutta la natura muovono anche gli esseri umani che ne fanno parte in un processo di interazione continua e continuo movimento e cambiamento. Nello stesso modo, all’interno del corpo umano avviene un processo similare: ogni singola cellula è chiamata a partecipare alle evoluzioni di tutto il sistema che compone l’organismo umano e la sua struttura. È per questa ragione che l’antica medicina orientale ritiene possibile relazionare una parte al tutto e così instaurare “interscambi energetici” tra un punto della mano, della schiena, del viso o del piede e un organo o un viscere.

 

Il presupposto della riflessologia è proprio questo: mettere in relazione punti ben precisi e organi e visceri. Allora i piedi, il viso, la schiena, le mani diventano mappe in miniatura di tutto l’organismo umano e, se andremo ad agire su questi punti riflessi, avvieremo un processo di graduale riequilibrio energetico risanando e, secondo molte scuole, anche guarendo disturbi e malattie basandosi sul semplice presupposto che per gli orientali la malattia altro non è che uno scompenso o uno squilibrio energetico. Ma non solo.

 

Non solo punti e organi, ma emozioni

Tutte le nostre esperienze umane sono fatte di emozioni: gioia, paura, rabbia, riflessione, tristezza si alternano in noi aiutandoci a comprendere chi siamo, orientando le nostre scelte e misurando il nostro stato benessere.

In questo processo diventa fondamentale il sapere gestire, controllare, reprimere o vivere intensamente queste emozioni. A ogni azione, spontanea o voluta, conscia o inconscia corrisponderà una serie di re-azioni a catena che potranno caratterizzare tutto il nostro futuro.

 

Ogni singola emozione che noi viviamo e il modo in cui sceglieremo di viverla racchiude in sé le nostre necessità più profonde. Dare o ricevere amore, sentirci considerati e accettati, comprendere o essere compresi, avere bisogno di solitudine, riflessione o di relazionarci solo alcuni esempi di ciò che ognuno di noi vive in diversi modi durante ogni singolo attimo della giornata.

 

Tutti i sentimenti che proviamo vengono sempre espressi attraverso le nostre emozioni le quali sono rese manifeste, in buona parte, con la scelta del linguaggio, il tono della voce, le nostre posture corporee. Questi sono tutti strumenti che ci aiutano a comprendere l’altro che ci sta di fronte e a leggere il suo stato emozionale, ma sono anche utili per raggiungere consapevolezza e coerenza in relazione a noi stessi e quello che proviamo nelle varie situazioni.

 

La filosofia Taoista ritiene che alla base di ogni malattia, disagio o scompenso psico-fisico vi sia una “cattiva gestione delle nostre emozioni”.

Qui si identificano cinque emozioni primarie: tristezza, gioia, rabbia, riflessione, paura.

A sua volta ognuna di queste emozioni è collegata a un organo, un gruppo di organi o un viscere:

tristezza: polmoni e grande intestino,

gioia: cuore e piccolo intestino,

rabbia: fegato e vescica biliare,

riflessione: milza, pancreas, stomaco

paura: reni e vescica

 

Il principio generale è quello che ogni emozione è salutare purché sia in perfetto bilanciamento e contrapposizione con le altre. Non esiste un’emozione “positiva” o “negativa” perché tutte ci aiutano a vivere, a crescere sia a livello fisico che mentale.

Il problema nasce quando queste emozioni per varie ragioni o necessità vengono “bloccate”. Un classico esempio è quando da bambini ci insegnano a trattenere le lacrime in pubblico o a non mostrare paura in varie situazioni come lo stare al buio o in luoghi chiusi. Un altro esempio di “blocco” delle emozioni è quando da adulti rimandiamo continuamente una discussione importante o un chiarimento con una persona, oppure viviamo continuamente sotto stress e tensione una situazione di lavoro o familiare.

 

Secondo la filosofia Taoista, trattenere un’emozione significa impedire quel naturale fluire dell’energia verso l’esterno e impedire il ricarico energetico verso l’interno. I risultati di questo meccanismo diventano evidenti alla fine sul corpo stesso della persona in quanto l’alterazione energetica prima sfocia in malessere, poi in disagio psicologico e interiore, poi può diventare patologia vera e propria.

Ecco quindi l’importanza dell’aiuto che la riflessologia può dare alle persone sia in fase di prevenzione che di sostegno alla guarigione.

 

La stimolazione dei punti: dove e quando

Viste le premessa appena esposte conviene approfondire il ruolo della riflessologia.

Secondo i riflessologi con la stimolazione di determinati punti “riflessi” sparsi su tutto il corpo è possibile riattivare le energie precedentemente “bloccate” e avviare un normale processo di guarigione. Poiché nessuno ai nostri giorni è immune da tensioni e stress la riflessologia può già intervenire nella fase preventiva soprattutto se utilizzata in forma continuativa.

Questo processo potrebbe essere definito un processo educativo a cui sottoporre il nostro universo corporeo.

Per questa ragione mi sento di affermare che la riflessologia non cura nessuna patologia in modo diretto, non è una terapia, non fa diagnosi cliniche di alcun genere, ma serve a riarmonizzare e riequilibrare energie stimolando un naturale processo di trasformazione, di crescita della propria consapevolezza.

In questo processo pedagogico gioca un ruolo fondamentale il dialogo tra l’operatore e il suo assistito: è uno scambio importante in quanto ogni energia “bloccata” ha bisogno di un suo naturale fluire per cui la pressione posta sul punto equivale alla riattivazione, all’apertura di un “interruttore”. Ma per farlo l’energia ha bisogno di un piano di lavoro complesso continuativo e di molta disponibilità da parte dell’assistito. Molte scuole definiscono questo processo come un momento educativo in cui ogni parte sana si prende cura di quella malata.

 

Il mondo in cui viviamo, al contrario, è basato soprattutto sul razionalismo e sulla verifica di dati tangibili: uscire da questo schema è difficile perché ci si deve basare su costrutti non sempre verificabili, misurabili, comprensibili sul piano umano: molte di queste teorie, come buona parte delle applicazioni delle medicine orientali hanno difficoltà ad essere riconosciute in ambito strettamente scientifico, anche se qualcosa si sta muovendo.

Gli aspetti da considerare sono troppi e, spesso, chi si rivolge a operatori del mondo “olistico” è poco interessato alla scientificità di ciò che pratica, ma è fuori dubbio che la riflessologia produca nel corpo endorfine lasciando in chi la riceve un forte di stato di rilassamento e di quiete interiore che può durare anche diversi giorni.

È pur vero che il neurologo inglese Henry Head, ha ipotizzato il fatto che esista un collegamento nervoso tra gli organi interni e alcune porzioni della cute. La sua teoria si basa sul presupposto che ogni fibra afferente appartenente alla cellula a T di un ganglio radicolare entri nel midollo spinale attraverso una radice posteriore corrispondente a uno spazio di innervazione: il metamero. Sempre nella sua teoria Head sostiene che a ogni metamero esiste un referente cutaneo: il dermatomero. Quindi quando l’organo si ammala lo segnala in una zona ben precisa su una o più parti del corpo. Questa parte viene definita “zona riflessa”. La riflessologia diviene quindi per Head un massaggio connettivale che ha lo scopo di stimolare attraverso la zona riflessa direttamente l’organo interessato

Per i riflessologi di tutte le scuole il piede sembra essere il miglior campo di azione, che dice chiaramente chi siamo, come viviamo, quale visione abbiamo della vita e di noi stessi, come ci rapportiamo ai problemi e ai momenti felici.

Ma pochi sanno che quando parliamo di riflessologia non parliamo solo di piedi.

 

Non solo piedi

Infatti sia i punti riflessi sia la relazione organo-emozione di cui ho parlato prima non sono solo validi per il piede, ma si estendono a tutto il corpo.

Un buon riflessologo, può scegliere di specializzarsi in una o più tipologie di trattamento che interessano diverse parti del corpo così come non è detto che in una normale seduta di riflessologia debbano essere stimolati tutti i punti riflessi.

Così possiamo parlare di diverse riflessologie:

·      Plantare o podalica (pianta del piede, parte superiore e laterali)

·      Auricolare (padiglione interno dell’orecchio)

·      Dorsale (schiena e fianchi)

·      Palmare (palmo della mano e dorso)

·      Facciale (volto e testa).

 

L’orecchio

“Il Dio che ascolta giunge a colui che lo invoca sontuoso nell’aspetto e pieno di orecchie”. Così recita un inno ritrovato su una stele egizia votiva datata tra il 1570 e il 1070 a.C.

L’ascolto è segnalato in ogni civiltà come un passaggio fondamentale dallo stato di apatia e torpore a quello della conoscenza. È attraverso l’ascolto attento dei segnali della natura che l’animale fugge o si prepara a rispondere all’attacco del predatore. Allo stesso modo l’uomo, attraverso il padiglione auricolare, coglie suoni e segnali che lo aiutano a trovare la giusta direzione e orientarsi nelle scelte. Il complesso labirinto dell’orecchio capta il suono attraverso il padiglione auricolare che si presenta con la sua cartilagine come una parte molto sensibile e delicata. Inevitabile pensare che come il padiglione auricolare coglie tutti i suoni così le innervature ad esso connesse li rimandino a organi e visceri prima ancora che gli stimoli siano catalogati e riconosciuti dal cervello.

Lo psicanalista Teodor Reik nel suo “Listening with the third ear” era convinto che l’intangibile potesse comunque essere udito soprattutto grazie all’ “intuizione”. In questo potremmo anche aggiungere che l’alchimia ha sempre inteso la meditazione come un colloquio intimo e creativo in cui l’altro non è visibile, come un rapporto vivo in cui la voce dell’altro risponde direttamente in noi. Le cose passano da uno stato inconscio a uno consapevole attraverso il dialogo tra questi due orecchi. Per questa ragione l’orecchio è importante non solo per sentire, ma per ascoltare e donare emozioni agli organi direttamente coinvolti e ad esso connessi.

Secondo il medico e auricoloterapeuta Osvaldo Sponzilli il lobo rappresenta le nostre radici e in esso vi sono già le rappresentazioni del tutto. Il lobo è quindi il centro di comando più importante capace di influenzare il tutto. Così dal punto di vista riflessologico se il padiglione auricolare manifesta lo stato dell’organismo così il lobo è la regione riflessa del cervello: aspetto molto importante se si tiene presente che la maggior parte dei disturbi procede dalla psiche al soma.

 

La mano

Le prime rappresentazioni artistiche realizzate dagli uomini primitivi si presume siano state fatte appoggiando alla roccia le mani e spruzzandovi sopra ocra rossa o cenere nera. In antropologia l’immagine delle cinque dita aperte rappresenta la potenzialità espressiva della coscienza umana. La mano è lo strumento creativo per eccellenza: con le mani plasmiamo, scalpelliamo, tessiamo e forgiamo, utilizziamo strumenti chirurgici salvando vite umane o più semplicemente battiamo su una tastiera i nostri pensieri rendendoli storie o creando, se si tratta di uno strumento musicale, melodie. Al contrario le potenzialità creative della mano possono diventare distruttive: la mano può colpire, ferire, impugnare armi. Alla mano sono collegati molti detti popolari per esprimere concetti più ampi: avere le mani bucate, d’oro, legate, leste, pesanti o leggere. Molta della nostra comunicazione passa attraverso l’azione silenziosa della mano: gli innamorati la tengono stretta, consoliamo una persona poggiandola la nostra mano sulla sua spalla, rassicuriamo un bambino con una carezza, quando le alziamo ci arrendiamo al nemico. L’uso del linguaggio della mano supera barriere di popoli, razze, culture e nazioni con gesti che sono simili e che ci accompagnano tutti.

Quando la mano è aperta dona, quando è chiusa diventa un pugno ci espone a una minaccia e così, nello stesso modo, la mano filtra tutti i nostri sentimenti e le nostre emozioni mostrandole all’altro o nascondendole (è tipico di molti ordini religiosi nascondere le mani sotto lo scapolare dell’abito quale segno di umiltà e sottomissione). Per questa ragione in riflessologia la mano gioca per l’uomo un ruolo importantissimo: se l’orecchio accoglie le emozioni, la mano le esprime.

 

Il dorso

Quando circa cinque milioni di anni fa gli uomini cominciarono a camminare in posizione eretta si aprì la possibilità di utilizzare in modo libero le braccia e le gambe. Questa fu una svolta radicale nella storia dell’evoluzione dell’uomo. È fuori di dubbio che la colonna vertebrale sia fondamentale per i nostri movimenti e per la nostra stazione eretta: la postura che assumiamo nelle diverse situazioni esprime non solo il senso di stabilità, ma anche il nostro stato di salute e di benessere. Chi è depresso si curva su se stesso; chi al contrario è sicuro di sé, avanza diritto e prestante. Viene anche definita spina dorsale. Il termine deriva dal mondo botanico. Per i Tantristi indù la spina dorsale è fulcro della meditazione: in essa risiedono tre nervi entro i quali scorre il soffio vitale. Questo argomento interessò anche Carl Gustav Jung che lo definì “la localizzazione anatomica che coincide coi centri subcorticali, il cervelletto e il midollo spinale”. In molti archetipi la spina dorsale o la colonna vertebrale rappresentano l’unione simbolica tra ciò che è in basso e ciò che sta in alto, tra il cielo e la terra.

Il legame vitale che connette le singole vertebre rappresenta insomma non solo la fluidità dello scorrere della vita, ma ne diviene il legame stesso, conferendo stabilità alla psiche, donando personalità, da cui il detto avere “spina dorsale”, inteso come forza e grandezza d’animo in grado di sostenere una vita autentica.

L’immagine che ne danno i cinesi è ancora più artistica: “la collana di perle”  quasi a mostrarci come la bellezza esteriore di un simile manufatto sia insita in noi tanto da renderci altrettanto belli, unici e preziosi.

Per questo si ritiene in riflessologia che le fasce metameriche rappresentino la lettura completa dello stato emozionale della persona e che gli “interruttori” per sbloccare le energie risiedano proprio lungo la spina e lungo i metameri.

 

Il viso e la testa

La parte del corpo che ci sovrasta e racchiude difendendolo il nostro cervello, ha interessato da sempre tutte le culture in modi e forme differenti. Presso molti popoli, ancora oggi, è considerato un potente talismano conservare le teste dei nemici, in altri offrirle come segno di devozione. In molte culture coprire il capo significa nascondere l’anima che in esso è racchiusa o creare mistero intorno alla bellezza che è rappresentata dai lineamenti del volto. In molti riti religiosi (anche occidentali) la maggior parte delle benedizioni avviene con l’imposizione delle mani sul capo. Il valore di qualsiasi organizzazione dipende dal “capo” e anche un semplice discorso deve avere “capo e coda”. Se la spina dorsale sostiene il sistema elevandolo o abbassandolo, le mani ne propagano le azioni e i piedi ne dirigono la direzione, il capo ne è il punto nevralgico. Massaggiare il capo e soprattutto il viso significa toccare il punto più vicino al centro di controllo del sistema nervoso. Se per molte culture la dimora del pensiero e delle azioni era il cuore, il petto o il fegato, soprattutto in Occidente il cervello è visto come un alambicco nel quale nascono idee e stimoli atte a creare azioni. Per i religiosi è la sede della coscienza e come tale di controllo del corpo e anche dello spirito. Testa e volto vanno sempre protetti: dal sole, dalla pioggia, dal freddo, ma anche dalle cadute di oggetti o dalla schegge di una granata perché per quanto ben protetto il nostro cervello va difeso in ogni modo. In molte tradizioni Orientali è proibito toccare la testa proprio per questo motivo.

Attraverso la testa, soprattutto il viso orientiamo ed estrinsechiamo emozioni e sentimenti, ma anche esprimiamo il nostro modo di essere. Il tocco sui punti riflessi incide direttamente su ciò che vogliamo rappresentare, sulla nostra maschera e sul nostro apparire verso l’esterno. La digitopressione quindi assume il significato di rafforzare ciò che mostriamo o di energizzare ciò che vorremmo diventare e mostrare agli altri.

 

Il piede

Il piede è il legame con il presente più stretto e immediato che ci ricorda che siamo fatti di terra, camminiamo sulla terra, alla terra torneremo. Prima ancora che il cervello immagazzini il senso del pericolo, il piede è già in movimento per la fuga. Sul piede si è detto moltissimo. Va da sé che il piede ci dirige verso i nostri obiettivi. Molti riflessologi sono convinti che per questa ragione sia possibile dall’anamnesi del piede, prevedere l’arrivo di malesseri e malattie con un larghissimo anticipo. Se così fosse dovremmo veramente baciare i nostri piedi e soprattutto dove si posano perché saprebbero indicarci sempre cosa stiamo diventando. Infatti in alcune scuole di riflessologia si ritiene che il piede sia fondamentale per dare il senso di marcia alla salute e al benessere della persona. Il percorso energetico si sviluppa proprio dai punti riflessi sulla pianta del piede creando interazione con visceri e organi. È come se dalla terra da cui proveniamo le energie debbano salire dal piede, attraverso tutto il corpo per elevarsi ed elevarci verso il cielo. Pe questa ragione il piede ritma le danze gioiose, accompagna il passo lento delle decisioni da prendere, diviene spedito quando l’obiettivo è chiaro e cadenzato quando deve incutere disciplina o rispetto nel cammino silenzioso che ci porta verso l’ignoto nell’ultimo viaggio.

 

Il riflessologo

Il riflessologo esperto che utilizza i punti su tutto il corpo deve sempre saper fare delle scelte in base alle esigenze dell’assistito; ecco perché le sessioni non sono mai una eguale all’altra.

Conoscere tutta la mappa riflessologica del corpo umano richiede molti anni di esperienza, continuo aggiornamento e grande dedizione, ma soprattutto l’umiltà del ritenersi solo uno strumento proprio come l’ago che nelle mani dell’agopuntore punge divenendo una “antenna” che capta energie dal cosmo irradiandole nel corpo e ripristinandone il flusso originario naturale.

Per questa ragione e per dare serietà alla pratica riflessologica molte scuole preparano i propri operatori non solo sotto il profilo tecnico, ma anche deontologico, tramite l’iscrizione in appositi registri e richiedendo un aggiornamento continuo

 

Ogni buon riflessologo è chiamato al rispetto dei propri assistiti, si attiene agli insegnamenti e avvia sperimentazioni solo in accordo coi propri maestri o con colleghi più esperti. Poiché è convinto di fare parte di un cosmo e di creare interrelazione tra questo, se stesso e il proprio assistito cura molto il suo stato fisico e psichico sottoponendo prima di tutto se stesso alla pratica riflessologica e magari ad altre pratiche energetiche interne come ad esempio il Qi Gong. Si possono trattare i propri assistiti solo quando si ha una buona forma e soprattutto una grande disponibilità all’ascolto. Inoltre, cosa molto importante, ogni buon riflessologo non deve considerare il proprio operato come il miglior rimedio in assoluto per tutti i mali del mondo, ma deve saper lavorare in team considerando prima di tutto il benessere del suo assistito. Non da ultimo, e parlo anche per esperienza personale, deve sapersi interfacciare con professionisti della salute che ritengono che il processo di autoguarigione stimolato dalla riflessologia sia uno strumento importante per ottimizzare le risposte farmacologiche o allopatiche in genere.

 

Riflessologia e stagioni

Ogni sessione di riflessologia è diversa dall’altra perché non solo cambiano le esigenze dell’assistito, a causa del variare delle sue emozioni, ma anche perché bisogna tener conto delle variabili date dalle diverse stagioni. Le scuole più tradizionali consigliano di lavorare molto considerando le stagionalità indicate della medicina tradizionale cinese. Quindi il breve schema precedentemente esposto può completarsi in questo modo:

tristezza: polmoni e grande intestino, autunno

gioia: cuore e piccolo intestino, estate

rabbia: fegato e vescica biliare, primavera

riflessione: milza, pancreas, stomaco, “quinta stagione” (fine estate)

paura: reni e vescica, inverno

 

Riflessologia: cura dei mali?

Molte scuole lo sostengono. Alcune addirittura pensano che la riflessologia possa curare tutto. Personalmente ho sempre creduto e credo nelle integrazioni e ritengo che la pratica riflessologica possa aiutare la persona in molti momenti della sua vita soprattutto a livello energetico.

 

In fase preventiva: la continuità delle sedute aiuta la persona a stabilire equilibri psicofisici e quindi a costruire un piano educativo atto a conoscere sempre più se stessi, a investire del tempo per il proprio benessere, a ricercare il senso del piacere non come valore momentaneo, ma assoluto, fatto della costruzione di molti aspetti in uno scambio continuo tra mente-corpo e anima. Il tatto del riflessologo aiuta la persona a conoscere, apprezzare, migliorare gli aspetti corporei personali in relazione a una maggiore definizione di se stessi, a creare uno stato atto ad affrontare le difficoltà della vita con maggiore consapevolezza.

In fase curativa: anche se per molti la riflessologia è un metodo terapeutico vero e proprio io ritengo che aiuti a ritrovare armonia. Una persona malata può con la riflessologia essere aiutata nella stimolazione di un naturale processo di trasformazione e crescita delle proprie risorse energetiche. In tal senso può benissimo affiancare la medicina allopatica e le cure naturopatiche così come non si sostituisce all’intervento d’altri professionisti quali fisioterapisti, osteopati, massaggiatori.

 

In fase post curativa: in questo caso è bene pensare al ri-energizzare, quindi a creare stimoli continui dove la persona possa vedere e sentire, passo dopo passo, i miglioramenti che acquisisce o aumentare la consapevolizzare dello stato di mantenimento come presa di coscienza. Come in tutti i processi olistici è fondamentale il dialogo aiutando la persona a ritrovare stili di vita più consoni al proprio stato di salute psicofisico e finalizzando la propria ricerca al proprio benessere.

 

Paolo G. Bianchi*

 

Nel prossimi numeri:

“Riflessologia ed emozioni: primavera e l’emozione rabbia”.

“Riflessologia ed emozioni: estate e quinta stagione – le emozioni gioia e riflessione”.

“Riflessologia ed emozioni: autunno e l’emozione tristezza”.

“Riflessologia ed emozioni: inverno e l’emozione paura”.

 

Bibliografia

AAVV, “Il libro dei simboli riflessioni sulle immagini archetipe”, Taschen Ed. 2013

AAVV,  “La riflessologia origini benefici terapia del piede e della mano” Gaia Ed. 2011

Ming Wong, Alessandro Conte,  “On Zon Su, il massaggio del piede per la salute”, Mediterranea Ed 2009

Michel Odul,  “Dimmi dove ti fa male: elementi di psicoenergetica”, Punto d’incontro Ed. 2013

Ming Wong, Alessandro Conte, “Le mappe segrete dell’ On Zon Su, applicazione dei massaggi antichi alla riflessologia del piede” Mediterranee Ed 2012

Osvaldo Sponzilli, “Auricoloterapia”  Tecniche Nuove  Ed. 2013

Patrizia Sanvitale, “La mano che cura”, Marsilio Ed. 2011

Alejandro Lorente, “Digitopressione” Armenia Ed. 2009

George Stefan Georgieff,  “Il massaggio coreano della mano”, Macro Ed. 2012

Claudio Santoro, “Riflessologia plantare”, Macro Ed. 2012

Gabriella Artioli,  “Manuale di riflessologia plantare”,  Xenia Ed. 2008

AAVV, “Enciclopedia del massaggio”, Giunti Ed. 2005

Giovanni Leanti La Rosa, “Messaggeri della salute”, Il segno dei Gabrielli Ed. 2005

Marco Lorusso,  “Riflessologia plantare”, Macro Ed.  2007

Chen You Wa, “Digitopressione”, Tecniche Nuove Ed. 2013

Dwight C. Byers,  “La riflessologia del piede”, Mediterranee Ed. 2012

Iona Masaa Teeguarden, “Guida completa alla digitopressione Jin Shin Do”,  Mediterranee Ed. 2013

Huang Ti Nei Ching Su Wen, “Testo clessico di medicina interna dell’imperatore giallo”, Mediterranee Ed. 2012

Theodor Reik. “Il rito religioso. Studi psicoanalitici” (1946). Trad. it.: Bollati Boringhieri Ed. 1977.

Duccio Sacchi. “Theodor Reik e il «terzo orecchio». Un’introduzione all’ascolto psicoanalitico”. Centro Scientifico Ed. 2010.

 

* counselor, counselor olistico

esperto in processi formativi esperienziali e discipline bionaturali

Registro Professionale Counselor S.I.A.F. n. LO 057 P –CG

Associazione Professionale Operatori Discipline Bionaturali cod. AP1831

Registro Nazionale Operatori Discipline Bionaturali A.P.O.di.B – Reflessologia

Registro Nazionale Operatori Discipline Bionaturali A.P.O.di.B – Naturopatia: Floriterapia

Registro Nazionale Operatori Discipline Bionaturali A.P.O.di.B – Insegnanti Discipline Bionaturali

Referente territoriale Centro Studi Schola Medica Salernitana

Professionista disciplinato ai sensi della Legge 4/2013

 

 




L’energia in medicina tradizionale cinese


Elisa Muscarella*

Per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) le difese dell’organismo, sono ascrivibili all’Energia Vitale, il Qi, nelle sue diverse forme. Il genotipo, “l’innato”, è rappresentato dalla Yuan Qi (Energia Ancestrale), da cui scaturisce Zheng Qi (l’Energia Corretta). La manifestazione del genotipo (fenotipo) di ogni individuo, “l’acquisito”, è rappresentato invece dal Jing (Essenza), radice di Qi, Xue, Jin Ye, Shen. Il Qi ha tre componenti: la prima è costituita dall’intelligenza umana, sede della volontà, che fa riferimento allo Shen del Rene, lo Zhi. La seconda componente è Yang, aggressiva, infiammatoria, dotata della capacità di fagocitare e distruggere. Tale funzione compete al Legno (che corrisponde all’organo Fegato) ed è espletata dalle funzioni cataboliche di Wei Qi (Energia Difensiva). La terza componente è di natura Yin, di resistenza, supporto e riparazione: fa parte delle funzioni della Terra ed è espletata da Rong Qi anabolica.

Wei Qi (intelligenza armata, combattiva e difensiva) al mattino “nasce dal Sistema Nervoso Centrale, esce nel punto BL-1, si diffonde fuori Meridiano imbibendo il mesenchima e i Jin Ye, scorre entro i Meridiani con l’Energia Rong e nella rete vascolare con il Sangue (Xue). Wei Qi è ubiquitaria, penetra all’interno, attiva e mobilizza i Liquidi difensivi Jin Ye (secrezioni esogene ed endogene).

“se l’Energia essenziale dell’uomo è equilibrata, le altre Energie Patogene non potranno mai attaccarlo… l’Energia è una sola ma assume colori differenti..”. “L’Energia essenziale è Energia vitale, principale dell’uomo. L’Energia Celeste (aria, respirazione) e l’Energia Terrestre (alimenti, digestione) sono chiamate energie primarie. Sotto l’azione del Triplice Riscaldatore si trasformano in energie secondarie. L’Energia localizzata nella parte Yang o Yin del corpo è l’Energia Yang o Yin (Yang o Ying Qi), quella localizzata nella parte interna del corpo è l’Energia Rong (Rong Qi, Energia Nutritiva), nella parte esterna è l’Energia Wei (Wei Qi, Energia Difensiva). A livello del Triplice Riscaldatore (TR, TE) -superiore, Gu Qi si combina con l’Energia Celeste (ossigeno) o Energia estratta dall’aria respirata (Tian Qi) e va a costituire Zong Qi. Successivamente, il Polmone la invia al TR-medio: lo Stomaco trasforma Zong Qi in Rong Qi che poi viene distribuita a dare nutrimento a tutto il corpo dalla Milza e viene tesaurizzata dagli organi. Si parla di Rong Qi per indicare il prodotto energetico ottenuto dalla digestione degli alimenti ad opera del TR-medio. Rong Qi è inquadrata sia come nutrimento fisico che psicologico-esperenziale, poiché, secondo J. Yuen “coinvolge la coscienza dell’individuo”. Wei Qi, è invece definita come Energia Istintuale legata agli automatismi, perciò inconscia, aggressiva e potente nei confronti delle Energie Patogene (Xie Qi) esterne e interne, quindi di organo-viscere o psichiche. Viene prodotta a livello del TR ed improntata dal TR-inferiore (Rene Yang, che le dà la natura del Fuoco) e dalla Vescica Biliare (che produce il “Fuoco allo stato liquido“, la bile): “motore inesauribile che perpetue all’infinito il ciclo dei Cinque Movimenti”.

Wei Qi raggiunge poi il TR-superiore e viene diffusa in superficie, nei territori di competenza del Polmone: “…l’Energia Wei riscalda le demarcazioni tra i muscoli, riempie l’epidermide, lubrifica le giunzioni tra pelle e muscoli, controlla la chiusura ed apertura dei pori”. Rong Qi circola prevalentemente nei Meridiani Principali, organizzati a coppie nei sei livelli energetici (Tai Yang, Shao Yang, Yang Ming, Tai Yin, Jue Yin, Shao Yin): il più esterno è il Tai Yang, l’Acqua, che per natura è offesa dal Freddo, per cui l’Energia Rong subisce l’attacco delle patologie da Freddo. L’Energia Rong circola prevalentemente nei dodici Meridiani Principali, partendo dal Polmone, secondo il ciclo nictoemerale: percorre i meridiani in sequenza fissa di giorno e altre venticinque volte di notte, determinando così l’orario di marea energetica, legato al periodico prevalere di ogni entità organo-viscere, secondo un ritmo che richiama le dominanze stagionali, annuali dei Sei Qi.

Wei Qi, data la sua origine dal TR, ha natura Yang, veicola Calore, circola assieme all’Acqua e subisce l’attacco di Calore, rispettando la relazione inscindibile Yin/Yang. La sua potenza e rapidità le impediscono di essere costretta nei meridiani, pertanto come un fiume in piena travasa: la sua azione si esplica non soltanto sulla superficie del corpo (in difesa da Xie Qi esterne), ma anche a livello di organi, visceri, mucose, psiche (in difesa da Xie Qi interne). “…Lo Wei è di natura troppo fluida per essere contenuto nei vasi, così circola nella pelle e tra le fibre della carne, si sublima nella membrana del diaframma per espandersi nelle cavità toraciche ed addominali…”.

L’Energia Wei quindi circola prevalentemente nei Meridiani Tendino-Muscolari (Jing Jin) e nei Meridiani Distinti (Jing Bie), attraverso i quali entra in profondità (Organi, Visceri e Cervello). E’ in grado di raggiungere gli organi e visceri (Zang-Fu) attraverso i punti Shu del dorso (Bei Shu). Circola in modo pulsatile, intermittente ed irregolare (sintomatologia intermittente dei Meridiani Distinti), oltre che sulla superficie ed in profondità del corpo, anche nella zona più superficiale dei “4 strati”: Wei, Wei/Rong, Rong, Sangue. Nguyen Van Nghi dice: il primo è costituito dal livello dell’Energia Wei, il secondo è costituito dal livello misto di energie Wei e Rong, il terzo è costituito dal livello dell’Energia Rong, il quarto (il più profondo), è costituito dal livello del Sangue.

Yuan Qi, rappresenta l’Energia Congenita (Sorgente) per eccellenza, che si costituisce al concepimento e regola la durata della nostra vita. Risiede nel Ming Men (porta del destino), zona localizzata tra i Reni. Ming Men e Yuan Qi sono l’Acqua ed il Fuoco originali, senza i quali non vi è né crescita né sviluppo. Rene Yang e Fuoco del Rene sono spesso equivalenti a Yuan Qi, la quale viene distribuita a tutto l’organismo attraverso il TR. Yuan Qi potrà essere solo amministrata, in maniera da ridurne il consumo (e non tonificata), rallentandone il suo inevitabile esaurimento nel corso della vita. Circola nell’organismo prevalentemente nei Meridiani Straordinari. Zong Qi (Zong, tempio degli antenati), ha a che vedere con l’ancestralità e, in questo senso, si collega concettualmente a Yuan Qi. L’ideogramma è composto da una parte superiore, che rappresenta il tetto di un tempio, ed una inferiore che ha il carattere di Shen, ciò che emana dal Cielo. Zong rappresenta la trasmissione in linea diretta, la trasmissione di passaggio fra Cielo Anteriore e Cielo Posteriore. Shen e Zong Qi si manifestano, rispettivamente, subito dopo il concepimento ed in un tempo successivo. Zong Qi è legata anche alla nutrizione: assicurata prima dal Sangue e poi dal latte materno ed infine dal cibo e dall’aria. Zong Qi si accumula nel mezzo del petto, si manifesta alla laringe, si immette nel Mo del Cuore e regola i processi di inspirazione ed espirazione. Essa presiede ai fenomeni ritmici fisiologici (battito cardiaco e frequenza respiratoria) presenti dopo circa tre settimane dal concepimento (tuttavia recenti studi di embriologia dimostrano che, fin dalle prime fasi dello sviluppo della blastocisti, alcune cellule del foglietto embrionale mesodermico, che daranno origine al Cuore, sono già dotate di funzione contrattile). Zong Qi sale fino alla faccia e prende contatto con i suoi orifizi (porte di entrata ed uscita del Qi del Cervello). Si può quindi argomentare che Zong Qi stabilisca inserzioni a livello bulbare, sul nodo vitale del Florens, sede degli automatismi cardiorespiratori individuali. Nei testi, inoltre, si afferma che “Zong Qi è Xu Li”. Xu Li è il secondo Luo dello Stomaco, il suo nome indica “Vuoto” (Xu) ed “interno” o “nascosto” (Li), riempito solo da Zong Qi. Xu Li esprime, più che un concetto anatomico, un significato funzionale come Ming Men o San Jiao. Zong Qi è indipendente da Yuan Qi, entra con Wei e Rong Qi (ovvero con Gu Qi e Tian Qi) nella formazione di Zheng Qi e caratterizza l’estrazione pura di Jing del Cielo posteriore per ciascun individuo. Esiste poi una relazione Zong Qi e Zong Jing (perineo, genitali, retti addominali).

Zheng Qi è composta da Energia Ancestrale (Yuan Qi) ed Acquisita (Tian e Gu Qi). E’ l’Energia Antipatogena per eccellenza, che pone in relazione sistema immune, aria, ambiente, alimentazione e stile di vita, dimostrando che le nostre capacità difensive dipendono sia da cause congenite che acquisite (binomio Yin/Yang). Queste due componenti indissociabili rappresentano l’insieme di Energia Difensiva (Wei di tipo Yang) e Nutritiva (Rong di tipo Yin). Lo Yin è più materiale e fa riferimento agli elementi cellulari dell’immunità (leucociti, macrofagi, linfociti), mentre lo Yang ha ruoli di controllo funzionale (citochine). Nel Neijing So Wen si dice “lo Yin è all’interno ed è il guardiano dello Yang, lo Yang è all’esterno e comanda lo Yin”. Si può riassumere dicendo “lo Yang muove e controlla lo Yin, mentro lo Yin genera lo Yang”. 
Zheng Qi si forma quindi dalla Da Qi (o Tian Qi) dell’aria, più Gu Qi e Zong Qi e, a partire dal Polmone, diffonde per l’intero organismo.

Dal punto di vista occidentale, potremmo quindi definire la Zheng Qi come omeostasi cellulare e corporea, alla base dello stato di salute di ogni individuo. Di conseguenza, gli stati di debolezza di Zheng Qi si definiscono Cinque Affaticamenti (Wu Lao) o Cinque Esaurimenti (Lao Zhai) o invasione dei Fattori Patogeni (Xie Qi). Essi hanno in comune i sintomi di Qixu (astenia psicofisica con dispnea da sforzo, malavoglia abulica, pallore, sudorazioni diurne da sforzo, Lingua pallida, freddolosità, deficit immunologico).

Secondo il Ling Shu, Energia (Qi) e Sangue (Xue) costituiscono un’altra coppia (rispettivamente Yang e Yin) nell’indissociabile equilibrio Yin/Yang alla base della vita. Il Sangue deriva dalla trasformazione della “quintessenza degli alimenti (Wei Jing) da parte del TR-medio, è governato dal Cuore, immagazzinato dal Fegato e fortificato dal

Rene”. Circola nei vasi sanguigni (Mai) con funzioni di nutrizione e veicola il Soffio (Qi) che a sua volta muove il Sangue. Il Sangue è responsabile del radicamento dello Shen al corpo, è la “casa dello Shen” concetto pioniere della fondamentale relazione tra cellule ematiche immunocompetenti, SNC e psiche, oggi sperimentalmente caratterizzato e definito Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI).

 




L’agopuntura nella medicina sportiva


Cecilia Lucenti*

 

L’Agopuntura è un sistema medico millenario, le sue origini affondano nella preistoria e da allora in modo continuativo  è stata utilizzata per il trattamento di numerose patologie acute e croniche. Già dagli anni 70 l’OMS ne ha riconosciuto il beneficio terapeutico da allora le prove della sua efficacia si susseguono.  Necessariamente una pratica millenaria risente di numerose stratificazioni culturali che ne rendono meno chiaro il messaggio diagnostico e terapeutico ma in questi anni il lavoro di sistematizzazione condotto a livello internazionale ne ha chiarito in gran parte i meccanismi centrali e periferici e ha individuato i principali campi di utilizzo nella clinica. I numerosi studi effettuati sia sull’uomo che sugli animali hanno verificato che l’effetto dell’agopuntura interessa tutte le strutture coinvolte nella patologia: le cellule immunitarie e di riparazione, le strutture somatiche e viscerali, le strutture neurologiche coinvolte a livello centrale e periferico, i livelli ormonali e lo stress.  È ben noto che il principale utilizzo dell’Agopuntura è nel dolore osteoarticolare acuto e cronico. Nonostante che la letteratura internazionale si presenti ancora disomogenea nel valutarne gli effetti rispetto ai trattamenti tradizionali, con grosse limitazioni soprattutto metodologiche legate al tipo di placebo utilizzato,la pratica clinica dimosta una straordinaria efficacia e l’assenza totale di effetti collaterali ne incoraggia l’uso. Grazie ad un passaparola continuo che ha sempre accompagnato la storia dell’agopuntura, oggi amplificato dai social networks, e grazie ad un numero sempre crescente di medici che la praticano, negli ultimi anni si è sviluppata fortemente l’applicazione dell’agopuntura a settori specifici come la procreazione assistita, la gastroenterologia e la medicina sportiva.  In particolare per incontrare le esigenze che derivano dalla pratica sportiva agonistica si sta sviluppando, insieme ad una chirurgia ortopedica sempre più mirata che punta a ridurre l’invasività dei trattamenti, una pratica olistica che consenta di ottenere prestazioni fisiche ottimali. Insieme alla dietetica, all’utilizzo di omotossicologia e omeopatia anche l’agopuntura sta cominciando ad avere un ruolo sempre maggiore dopo che il suo uso si è ampiamente consolidato in molte nazioni. Oltre all’oriente, dove la grande tradizione sportiva addirittura si mischia con quella medica dando vita a numerose discipline di cui si riconosce a livello internazionale il valore terapeutico come il Qi Gong e il Tai Qi Chuan, l’Agopuntura è molto utilizzata nelle nazioni dell’Est Europeo che l’hanno conosciuta attraverso la Cina. In Occidente da alcuni anni si è diffusa a partire dagli Stati Uniti dove molte squadre di football americano, di Basket e di calcio la utilizzano a vari gradi nella gestione degli sportivi. In Europa si sta diffondendo, è presente in alcuni grandi team calcistici e molti sportivi la utilizzano per migliorare le loro performance. I principali settori di utilizzo sono la traumatologia, il sovraccarico cronico distrettuale, il recupero, il potenziamento muscolare e il trattamento di alcune condizioni di medicina generale che influiscono sul rendimento sportivo in gara o sulla capacità di allenamento come l’insonnia, la nausea, i distubi gastrointestinali.

La gestione multifattoriale della traumatologia sportiva è un campo di notevole interesse, l’agopuntura è infatti l’unica tecnica che consente di agire in modo selettivo sulla componente neurologica di un disturbo e su tutti i parametri dell’infiammazione tissutale. Numerosi studi clinici dimostrano che è posibile favorire una fisiologica riparazione della lesione tramite l’incremento di popolazioni cellulari specifiche che evitano il sovrapporsi di stati cicatriziali o infiammatori cronici. È molto importante nel traumatismo cronico legato alla ripetitività dei movimenti specifici di ciascuno sport (fasciti plantari, epicondilite o epitrocleite, sindrome patello femorale o traumatologia ripetuta di alcuni distretti articolari). L’agopuntura consente infatti, oltre al trattamento del dolore e dello stato infiammatorio, l’attivazione di meccanismi di correzione posturale che ottimizzano il gesto atletico. Laddove infatti si produca un sovraccarico cronico di alcuni distretti è spesso sufficiente diminuire la tensione muscolare a livello di zone già sollecitate al massimo dall’attività sportiva per migliorare il sintomo e il recupero. È il caso, ad esempio, della gonalgia cronica dello schermidore o del pallavolista.

L’agopuntura nel traumatismo acuto

L’azione selettiva di alcuni punti sulla trasmissione neurologica consente un ripristino della propriocezione e che migliora l’esito della riabilitazione e ne accorcia i tempi in modo significativo e riduce l’edema che si forma in seguito al trauma che spesso impedisce una corretta riparazione del danno. La tradizione cinese in questi casi consiglia di intervenire al più presto, entro le 24-48 ore utilizzando i meridiani tendino muscolari per impedire la progressione della lesione e la sua cronicizzazione. Si tratta per primo il punto Jing del meridiano interessato dalla lesione per poi trattare i punti Ashi. È anche possibile utilizzare il meridiano tendino muscolare controlaterale soprattutto se la lesione è molto grave o estesa. Questa tecnica consente, tramite l’utilizzo del punto più funzionale dell’intero meridiano, di ristabilire una comunicazione corretta con la zona malata permettendo al nervo di trasmettere il suo segnale. In ogni trauma infatti è possibile osservare un’ area dove al dolore si associa parestesia, iperestesia o disestesia.

Effetto antalgico                                L’agopuntura è molto utile soprattutto nella traumatologia sportiva di lieve entità dove una piccola lesione può compromettere la prestazione atletica o l’allenamento. Rispetto ad una terapia antalgica o antidolorifica tradizionale non pone il problema del mascheramento del dolore, spesso unica spia della progressione della lesione tissutale, infatti è in grado di modulare il dolore in maniera fisiologica. Non essendo una tecnica anestetica favorisce il rilassamento muscolare, elimina la contrattura antalgica e migliora la perfusione tissutale. È in grado di agire sui meccanismi inibitori spinali come il gate control system e sulla modulazione centrale del dolore che deriva dai sistemi discendenti a provenienza dal nucleo del rafe e dal grigio periacqueduttale. Nel controllo a cancello l’azione della stimolazione con l’agopuntura agisce sulle fibre della sensibilità non dolorifica che modulano la tramissione dello stimolo algogeno a livello del corno posteriore del midollo spinale. Ovviamente se lo stimolo supera un valore di soglia viene comunque trasmesso ai centri superiori e il dolore viene percepito. Nelle lesioni ossee ad esempio l’effetto antidolorifico ha una latenza molto breve data la ricca innervazione del periostio e l’importanza che la stabilità ossea ha per l’omeostasi corporea in genere. L’effetto di modulazione a livello segmentario consente di riequilibrare anche i meccanismi posturali consci e inconsci preposti alla gestione del dolore che intervengono nella cronicizzazione e nella sensibilizazione di zona.  Nella traumatologia sportiva maggiore invece l’agopuntura consente un miglior decorso post operatorio e del percorso di recupero fisioterapico. È necessario distinguere il paziente sportivo professionista dal paziente sportivo amatoriale infatti, indipendentemente dai carichi di lavoro, nel primo è necessario lavorare in equipe con numerose figure della riabilitazione (fisioterapista, osteopata, preparatore atletico) e con numerose tecniche riabilitative (laser, ultrasuoni, manipolazioni) che si sovrappongono per velocizzare il decorso clinico. Attualmente non esistono dati in letteratura sul ruolo dell’overlapping terapeutico ma l’agopuntura, inserita in questo percorso, mantiene intatte e sue caratteristiche peculiari e, se risponde a principi terapeutici coerenti ed efficaci, è comunque in grado di aggiungere un contributo soggettivamente percepibile. Nel caso dello sportivo professionista, che durante il periodo di infortunio è sottoposto ad un lavoro riabilitativo che lo impegna per molte ore della sua giornata, la percezione soggettiva del beneficio terapeutico è di vitale importanza per la compliance al trattamento.

Modulazione posturale                                             Ci sono condizioni infiammatorie croniche che pongono numerosi problemi nel percorso riabilitativo specialmente se derivano dal sovraccarico di alcuni segmenti scheletrici legato alla pratica agonistica. Interessano in particolare le strutture tendinee come la sindrome patello femorale, la fascite plantare, la tendinite della cuffia dei rotatori. Tutte traggono beneficio dall’uso dell’agopuntura che in molti casi è determinante per ristabilire l’equilibrio statico e dinamico del segmento interessato e aggiunge un prezioso contributo anche per le difficoltà che si riscontrano con il trattamento medico convenzionale. Nel primo studio pubblicato sulla fascite plantare  (Vrchota 1991) si evidenzia una diminuzione sostanziosa dei tempi di recupero sia rispetto all’agopuntura sham che rispetto al trattamento convenzionale di medicina sportiva. Se lo studio ha alcuni limiti metodologici dimostra una grande efficacia, quella che è possibile constatare ogni giorno sul piano clinico. Se infatti la fisioterapia e la corretta preparazione atletica consentono di ripristinare un tono muscolare armonico che non penalizzi alcuni distretti muscolari è indispensabile aggiungere tecniche che consentano un armonico reclutamento muscolare da parte del cervello anche nelle zone malate. In questo caso l’agopuntura consente di effettuare un riallineamento posturale che evita il ripetersi del sovraccarico e che, nel breve e medio termine, ottimizza il rendimento muscolare. In questo caso è necessario in particolare l’utilizzo dei meridiani curiosi che sono in grado di attivare una profonda riprogrammazione della persona sia in ambito fisico che psichico. Anche nell’atleta la postura è largamente determinata da attitudini e inclinazioni inconsce che sono strutturate fin dai primi stadi dell’apprendimento, che sono apprese dai genitori e che influenzano in maniera sincronica l’atteggiamento psichico verso la realtà e le sue difficoltà. È possibile inoltre migliorare lo stato di attivazione del corpo e l’attenzione, migliorare i parametri ematici e l’assetto immunitario. In un atleta professionista anche  lieve miglioramento di questi parametri migliora significativamente il rendimento sportivo e consente il recupero della condizione fisica ottimale alla prestazione.

 

Effetti sulla prestazione atletica                                   L’agopuntura consente di migliorare molte fasi dell’allenamento e di migliorare la resistenza alla fatica e allo stress ossidativo. Interviene anche bilanciando l’attività del sistema nervoso autonomo migliorando la risposta psicologica e fisica allo stress. I numerosi viaggi, il cambio delle condizioni climatiche, la fatica e lo stress legato alla competizione possono influire sul rendimento in gara. Numerosi studi condotti su atleti confermano che è possibile influire sulla resistenza alla fatica e sulle capacità di sforzo massimale utilizzando delle semplici stimolazioni auricolari o transdermiche. Le analisi effettuate permettono di osservare delle variazioni nella risposta dell’atleta con una diminuzione del battito cardiaco, dell’acido lattico ematico e un aumento dell’ossigenazione. Vengono influenzati i livelli di immunoglobuline e la metabolizzazione dei radicali liberi. È possibile inoltre migliorare lo stato di attivazione del corpo e l’attenzione. In uno sportivo professionista anche una lieve variazione di questi parametri ha un impatto significativo sul rendimento sportivo e consente il recupero della condizione fisica ottimale alla prestazione. In una competizione internazionale dove i migliori atleti si sfidano le condizioni mentali e fisiche con cui la gara viene affrontata diventano determinanti per il successo e il suo utilizzo può essere di grande impatto.

 

Una medicina sicura                                L’agopuntura è completamente priva di effetti collaterali e per questo è particolarmente gradita agli atleti che hanno la certezza che non avranno effetti indesiderati a breve o a lungo termine. Durante l’infortunio sono infatti sottoposti a molti trattamenti, riabilitativi, farmacologici, ortopedici. Sebbene  gli effetti collaterali delle terapie siano da sempre considerati secondari al raggiungimento dell’obiettivo sportivo in primo luogo dall’atleta stesso che vuole esprimersi al massimo delle sue potenzialità tuttavia la longevità agonistica dipende in gran parte dalla capacità di guarire in modo ottimale e si vogliono percorre tutte le strade che migliorino il recupero e la performance in modo fisiologico.

È quindi chiaro che l’utilizzo dell’agopuntura non può che diffondersi nella pratica sportiva agonistica ed è auspicabile che venga utilizzata anche nei settori giovanili, in età dove l’uso delle terapie farmacologiche ed ortopediche deve essere ridotto al minimo ma dove si determina il futuro dell’atleta. Dato che l’agonismo giovanile si sta diffondendo in modo esponenziale è necessario sviluppare trattamenti integrati che consentano di non avere esiti di disturbi osteoarticolari che si protraggano negli anni e influenzino il corso della vita.

Anche nella pratica sportiva non agonistica è importantissimo sviluppare modelli di trattamento che riducano l’uso di farmaci e migliorino il recupero. Nello sportivo non professionista infatti spesso i carichi di lavoro non sono studiati in modo sistematico rispetto alla dinamica posturale complessiva, alle possibilità fisiche, all’età del soggetto e si corre il rischio di incorrere in infortuni gravi. Lo sforzo per affrontare le competizioni comporta anche un ricorso a farmaci stimolanti se non anabolizzanti che minano la salute e spesso anche la vita sociale. Offrire l’alternativa di trattamenti assolutamente innocui e molto funzionali può ridurre l’accesso a questo tipo di farmaci nella popolazione generale.

La medicina integrata nello Sport che punti a ridurre la tossicità dei trattamenti e a sviluppare le potenzialità agonistiche è ormai una realtà da vivere e sviluppare in ogni suo aspetto.

 

Bibliografia

– International Journal of Clinical Acupuncture. 1991; 2(3): 247-53 Vrchota KD, Belgrade MJ, Johnson RJ, Potts JF True acupuncture vs sham acupuncture and conventional sports medicine therapy for plantar fasciitis pain: a controlled, doubleblind study.

– Journal of Alternative and Complementary Medicine Vol. 5(6): 521-7Jensen R, Gothesen O, Liseth K and Baerheim A (1999) Acupuncture treatment of patellofemoral pain syndrome.

– Medical Acupuncture Online Journal Vol 11(2) Meleger A and Borg-Stein J (1999/2000) Acupuncture and sports medicine. A review of published studies.

– Journal of Traditional Chinese Medicine Vol. 7(1) : 71. Mou Z. (1987) Treatment of 31 Cases of Acute Ankle Sprain by Puncturing Yangchi

Int J Sports Med. 1992 Aug;13(6):486-91. Ehrlich DHaber P. Influence of acupuncture on physical performance capacity and haemodynamic parameters.




Il 2015: anno della Capra


Rosa Brotzu*, Giuliana Franceschini**, Maurizio Corradin***, Carlo di Stanislao****

 Quanto proiettiamo tanto le nostre aspettative nel futuro, denunciamo inconsapevolmente e certissimamente la nostra infelicità presente. Ma chi è disposto a riconoscerlo? Dovemmo anche ammettere che nella vita siamo tutti dei giocatori incalliti che arrivano a perdere l’intero patrimonio ma non il vizio di giocare

Johann Wolfgang von Goethe

 

Il giusto non richiede riflessione

Johann Wolfgang von Goethe

 

Si corre lo stesso rischio troppo che a credere troppo poco”
Denis Diderot

 

Proiettandosi come unico vero rappresentante del progresso umano, l’Occidente è riuscito a dare, a chi non è “moderno” a sua immagine, un grande complesso di inferiorità – neppure il cristianesimo era riuscito a tanto! – e l’Asia sta ora buttando a mare tutto quel che era suo per acquisire tutto quel che occidentale, sia nel modello originale

Tiziano Terzani

 

Non lasciare mai che ciò che non puoi fare interferisca con ciò che puoi fare”
John M. Capozzi

 

Riassunto:  Secondo la tradizione cinese,  l’anno 2015, sotto il dominio della capra, sarà un anno dominato da Vento e Calore. In questo articolo si chiariscono quali malattie saranno più frequenti, come curarle con tecniche esterne ed interne e quali strategie preventive mettere in campo.

Parole chiave: Zodiaco cinese, Legno, Vento, Calore.

Summary: According to Chinese tradition, the year 2015, under the rule of the goat, will be a year dominated by Wind andHeat. This article clarifies what diseases will be more frequent, how to cure them with techniques such as external and internal and preventive strategies put in place.
Keywords: Chinese Zodiac, Wood, Wind, Heat.

 

Il 19 Febbraio, subito dopo la Mezzanotte (Wǔyè午夜  ) si entra nel segno della Capra o Pecora o anche Montone (Yáng羊), animale tutelare del 2015, ottavo animale a giungere al cospetto di Buddha ed ancora ottavo nell’elenco degli esseri che, secondo un’altra leggenda, stupirono l’Imperatore di Giada in visita sulla Terra. Tale animale totemico  dona ai suoi protetti temperamento affettuoso, sensibile, timido, gentile e generoso, ma anche caparbio, capace di raggiungere tutti gli obiettivi facendo leva sulla  innata diplomazia. Anno che si preannuncia carico di pace e privo di tensioni e discussioni, favorevole a chi rifugge dalle  polemiche e fonda la sua vita su creatività e fantasia è anno del Legno Yin o femminile, collegato al simbolo Yi,  dominato da Giove  (la Stella del Legno ovvero Mùxīng 木星), con il Tronco Celeste che è Xing (Paiolo),il Ramo terrestre Wei[i] [ii] [2]che viene spesso ascritto al terzo Trigramma dell’Yi Jing,  che segna la Messa in Movimento dello Yin, lo Shao Yin nei Sei Livelli ed il Ren Mai fra i Mediani Curiosi Ren Mai [iii] [iv] [v] [vi].  Dominato dal Vento sarà anno che favorirrà, in campo medico, i Vuoti di Sangue e, pertanto, saranno da attendersi forme cutanee minime come prurito e orticaria, turbe mestruali contrassegnate da cicli scarsi, dolorosi e in ritardo, ma anche cefalee, puntate ipertensive e sinanche incendi ischemici cerebrali di tipo apoplettico[vii] [viii] [ix].  In anni come questo saranno frequenti i e Tonificando il Sangue ma possono, se combinati con Freddo ed Umidità, dare luogo o Bi tenaci che rispondono bene, secondo osservazioni degli anni ’60 di Roustan, ad iniezioni intrarticolari di appena 1ml di Betametasone con fosfato bisodico in diluizione omeopatica alla 5CH[x]. Il Fosfato di Sodico, noto in omeopatia come Natrum Fosforicum, con formula Na2HPO4  è molto abbondante nelle cellule cerebrali, nei nervi, nei muscoli, nei globuli rossi e nel tessuto connettivo; mantiene l’acido urico in soluzione che può essere così espulso attraverso i reni e svolge un ruolo fondamentale nei processi di eliminazione dei prodotti del metabolismo (cataboliti). Ha, inoltre, una funzione tampone nel metabolismo dell’acido lattico, che si forma a partire dal glucosio durante gli sforzi muscolari, e nel ricambio di ossigeno nel sangue. Leggendo tutto questo nella propspettiva della Medicina Cinese, attiva il Fegato e muove il Qi di questo Zang ed è molto efficace in pediatria (l’infanzia è legata al Legno) in corso di, acetonemia e vomito ed è indicatissimo nei reumatismi a carattere migrante, in corso di gotta (che viene trattata con i punti Jing prossimale e Shu di Fegato e Milza[xi]), pirosi, infiammazioni agli occhi, eruzioni allergodermiche cutanee[3], ecc[xii].Tornando alle generalità questa la divisione in periodi lunisolari, elaborata dall’amico e collegaga Antonio Brucoli del Centro I D’O (www.centroido.it) :

In generale, secondo i contenuti del libro 21, capp. 71 e 72 del Sowen[xiii] nell’universo dominano Vento (Feng) e Calore (Re), le stagioni sono in anticipo ed i cambiamenti stagionali e climatici repentini, saranno frequenti le paralisi Tānhuàn(瘫痪) di tipo atrofico (Weizheng) e l’invasione del Fegato sulla Milza con borborigmi, dolori addominali e diaree. L’entità della invasione si misurerà palpando l’onda sfigmica a livello del dorso del piede, sul punto 42ST Chong Yang 沖陽[4], mentre particolarmente attivo, con punture lunghe (simbolicamente si dice della durata di sei respirazioni), sarà il punto 8PC, Lao Gong 勞宮, al centro del palmo della mano[5] [xiv] [xv] [xvi]. Se il Calore invade l’organismo, i punti per Chiarificarlo (Qing) saranno, in dispersione:   34GB, 11LI, 5-10LU, 6HT, 8PC, 14GV e 44ST. Se vi è invasione del Sangue (Xue) con dermopatie a rapido sviluppo e a carattere o esantematico[6] o pomfoide,  i punti 2LR, 10SP, 3-7PC, 6SP e 17BL. Nel caso, infine, di Vento-Calore che causano arrossamento diffuso del viso, febbre, feddolosità, sete, sudorazione, dolori e gonfiori alla gola, con Polso rapido e superficiale e Lingua rossa e secca con induito giallo, usare 5TB con 4 e 11 LI[xvii]. Secondo i testi antichi[xviii] [xix] [xx] ed alcuni AA soprattutto italiani[xxi] e francesi[xxii] [xxiii], si può operare la Refrigerazione pungendo i punti Ying dei meridiani Yang, corrispondenti all’Acqua e tonificando i punti Yuan dei meridiani Yang, disperdendo i punti Luo dei meridiani Yin. Questa tecnica è controindicata se i polsi sono vuoti e la costituzione è debole e nel corso di malattie croniche. Stando al Nei Jing (ossia al Sowen[xxiv] ed al Ling Shu[xxv]), il Calore invade facilmente lo Yang Ming o in superficie (Meridiano) o in Profondità (Viscere). Nel primo caso avremo: febbre forte, traspirazione intensa, timore del caldo, sete viva, polso molto ampio e  mutevole e nel secondo: febbre (serotina, intermittente), stipsi, aerofagia, meteorismo con dolori addominali non spastici, inquietudine e delirio, polso profondo e duro. Il trattamento consiste nel combattere il calore “perverso” e sbloccare la “ostruzione” energetica dovuta agli scarti “bruciati”. Due metodiche sono possibili. La prima, presa dal Sowen, agisce sull’energia dell’uomo e consiste nel disperdere il meridiano intermediario GB, ossia fare circolare l’energia dell’Intermedio dello Yang, lo Shao Yang, pungendo i punti 37GB (Luo), 38 GB (Jing prossimale e punto di dispersione) e tonificando il  40GB, tonificando, inoltre, con i punti 2SP e 6SP per rinfrescare. Se invece la localizzazione è viscerale i tre punti He del basso 36-37-39ST, più il punto Luo dello Stomaco (40ST), che da un lato blocca l’approfondimento del Calore Patogeno verso lo Yin , dall’altro spegne il Calore con l’Umidità della Milza. Un’altra tecnica desunta dal Nei Jing, riguarda le Energie Celesti con metodica di Disostruzione e Regolazione delle stesse,  pungendo i punti Jing distali dei meridiani Yang e dei meridiani Yin dell’arto superiore ed inferiore (11 LU, 1 LI, 9 PC, 1TR, 9 HT, 1 SI, 1 KI, 1 SP, 1 LR, 45 ST, 44 GB, 67 BL), con i quali si riporterebbe nei meridiani l’energia Wei (Yang) dal Cielo al’Uomo, per scacciare il perverso. A  tal fine si possono anche usare i Punti Extra Sap Sunn delle dita della mano e del piede nei quali le energie Yin e Yang sono in “transizione” o, anche, i punti 28 VG e 20 VG per richiamare lo Yang ma protettivo (weiqi) del Tou Mo, favorendone poi il passaggio nello Yang Ming. Secondo il medico vietnamita Trung Y Hoc[xxvi], si può prevenire l’ostruzione, pungendo 3 ST ed 1 KI ed in farmacoterapia si usano purganti freddi riuniti in formule che liberano verso il basso. La più usata è Da Cheng Qi Tang, mentre se si desidera una minore azione catartica si elmina la Saussureae radix (Mu Xiang) e la formula così ottenuta si definisce Xiao Cheng Qi Tang. Se si vuole una formula ancora più leggera che semplicemente chiarifica il Calore nello Stomaco si eliminano la Magnolia (Hou Po) ed il Citri aurantii fructus (Zhi Shi) ottenendo Tiao Wei Cheng Qi Tang (per inciso tiao wei significa “regolarizzare lo Stomaco). Nei casi di Calore al suo massimo (tossico) accumulato agli intestini si consiglia Da Huang Mu Dan Tang  che può essere rinforzata se vi sono dolori intensi o masse dovute a Stasi del Sangue, con la Peonia rossa (Chi Shao) e l’herba Ediotis (Bai Hua She She Cao)[xxvii].

Come piante singole:

* Huangqin (Scutellaria baicalensis radix): una labiata amara e fredda, attiva su Cuore, Polmone, Vescica Biliare, Grosso Intestino, in grado di purificare il calore dal TR-superiore (Shangjiao), drenare l’umidità (combatte cistiti, ittero, diarrea, dissenteria ) ed  indicata come antiabortivo. Svolge incisiva azione antipertensiva. È incompatibile con la Paeonia moutan e contiene vari olii essenziali e flavonoidi che la rendono facilmente digeribile. L’erba intera (ed anche la varietà barbata) è definita Banzhilian, di sapore amaro e piccante e di natura fresca,  si indirizza al Polmone ed allo Stomaco ed è inserita fra i rimedi antitumorali. Elimina il calore ed i tossici, attiva il sangue ed è diuretica. Secondo Giullaume e Mach-Chieu (1987) in associazione con Solanum lyratum ed Houttuyna cordata svolge un’azione incisiva in caso di cancro polmonare, epatico e gastrico. Una vigorosa azione eupeptica la svolge in caso di cancro gastrico se associata a nidus Vespae, Dioscorea bulbifera e Strychnos nux vomica. Con Alisma plantago asiatica, Lobelia chinensis e Zea mais combatte la cirrosi ascitogena e le disurie da accumulo di umidità calore (re-shi lin).

* Huanglian (Coptis chinensis rizhoma) si usa il rizoma essiccato e cotto con lo zenzero. Gli si attribuisce sapore amaro e natura fredda. I meridiani destinatari sono Cuore, Fegato, Stomaco e Grosso Intestino. Abbassa il calore ed elimina l’umidità dal TR-medio, inoltre disperde il fuoco ed i tossici. Possiede un notevole tropismo anche per gli orifici della testa (tou hou) e calma i rossori degli occhi, delle orecchie e della bocca. È un rimedio molto costoso che deve essere dato a bassi dosaggi.

* Huanbai (Huangbo) (Phellodendron cinense cortex) una rutacea di cui si usa la corteccia essiccata al sole che si consuma o come tale o dopo essere stata arrostita con sale. Di sapore amaro e natura fredda va sui meridiani di Rene, Vescica e Grosso Intestino. Elimina l’umidità calore dal TR-Inferiore, libera dai tossici e combatte il calore vuoto. Rinforza l’azione dei tonici dello Yin ed è presente nella formula Zhi Bai Di Huang Wan (Liu dell’Amur (altro nome scientifico è Phellodendron amurense) è una pianta della Cina settentrionale della Siberia e del Giappone. Principi attivi noti (E. Massarani, 1981) sono: due potenti alcaloidi la berberina e la palmitina, varie mucillagini e limonina. Si usa in corso di febbre tifoidea, dissenteria, stomatite, epatite, cistite ed uretrite. Per uso esterno (Liang Jian-Hui: Chuang Jian Pi Fu Bing Zhongyi Zhi Liao Jian Bin, Blue Poppy Press, 1988) cura dermatiti e congiuntiviti.

* Zhizi (Gardenia jiasminoides fructus) di cui abbiamo già parlato. Appartiene alla categoria qinreyao, è un rimedio amaro e freddo diretto su Cuore, Fegato, Polmone e Stomaco, con azione di chiarificazione del calore ai tre riscaldatori. È usato come antipiretico, antiflogistico ed emostatico (blocca i sanguinamenti intestinali e bronchiali da calore). Si usa anche come antidoto contro i “redu”. In fitoterapia energetica con piante occidentali si drena il Calore e si Tonifica lo Yin mediante Salice Bianco, Betulla, Malva, Achillea, Equiseto. Se il Calore disturba lo Shen con agitazione, ansia, insonnia, daremo due volte al dì lontano dai pasti per cicli di 15 giorni formulazione in Tintura Madre composta da: Melissa officinalis 30ml; Crataegus oxyacantha 20ml; Passiflora incarnata 20ml; Tila europea 10ml; Valeriana officinalis 10ml. Nelle donne in cui l’agitazione del Cuore e dello Shen si coniuga a Stasi e Vuoto di Sangue di Fegato, con dismenorrea, mestruazioni in anticipo e con coaguli, daremo invece la seguente combinazione in Tintura Madre: Achillea 20ml, Camomilla 20ml, Melissa 20ml, Urtica 10ml e Passiflora 10ml. Secondo molti AA nelle sidromi da Calore (Rebing), occorre applicare la teoria dei Quattro Strati o Qifen, teoria più recente di quella dei Sei Livelli, già nota nel 220 d.C., proposta da Zhan Zhong Jing nel suo Shan Han Za Bing Lun, suddiviso in Shang Han Lun e Jin elaborata durante la dinastia  Qing (o mancese) da  Ye Tian Shi e dai suoi discepoli nel 1746 nel trattato Wen Re Lun, espressamente dedicato alle patologie “da Calore”, testo basato sul Nei Jing e su esperienze dirette dell’Autore, ma che fa riferimento anche al Kui Yao Fang Lun di Wang Shu-He del 1060, in cui si individuano  4 diverse zone che rappresentano una stratificazione delle aree funzionali, dall’esterno all’interno, dell’organismo[xxviii] [xxix]. Secondo i testi classici queste quattro zone sono:

 

 

·       WEIFEN: È Yang nello Yang, corrisponde alle superficie ed ai piccoli vasi (capillari o microcircolo terminale.
·       QIFEN: È Yin nello Yang e corrisponde ai meridiani secondari.
·       YINGFEN: È Yang nello Yin e corrisponde ai meridiani principali.
·       XUE FEN: È Yin nello Yin e corrisponde ai grandi vasi sopratutto di tipo arterioso

 

Le 4 zone stabiliscono relazioni strette con i Meridiani, le cinque sostanze preziose (Wu Bao) ed i diversi organi (Zang/Fu). I meridiani principali e secondari (Jing/lLo) sono i vettori del soffio verso le 4 zone, ovverro collegano le zone alle strutture organiche profonde individuali. Le diverse sostanze sono in relazione stretta con le 4 zone. Se il Calore colpisce Weifen avremo: febbre leggera, leggera avversione per il vento ed il freddo, cefalea, tosse, sete, faringodinia. Il polso è galleggiante (fu) la lingua normale con induido colloso. Se il Calore attacca il Pomone, connesso con la Weiqi di questo Strato, avremo invece: tosse incessante, dispnea, afonia, faringodinia violenta, espettorato denso e vischioso. Spesso è difficile una diagnosi differenziale fra attacco della Weifen e sindrome Tai Yang, ma, di solito, nelle formle Tai Yang vi saranno dolori muscolari diffusi e cefalea ad irriadiazione nucale più intensa. Comunque in entrambi i casi è consigliata la sudorificazione. Nel caso di Calore nello Strato Wei avremo orticarie acute in corso di reazioni febbrili causate da parvovirus, virus coxakie, virus di Epstein-Barr, ecc. possiamo provocare il sudore tonificando il 7LU e disperdendo il 4LI. In caso di invasione del Polmone disperdere 13BL, mentre per febbre elevata disperdere il 14GV[xxx]. In farmacoterapia si useranno Gui Zhi Tang se domina il freddo (scarsa febbre, lingua non rossa, scarsa sete, polso non rapido) o, in caso contrario, Yin Qiao San (vedi aggressione Tai Yang)[xxxi]. In dietetica cibi piccanti leggeri, freddi o caldi a seconda dei casi. Attenzione ai cibi acidi o troppo dolci che spingono in basso i perversi.  Se vi è  molto calore dare anche cibi amari-freschi[xxxii]. Se è colpito lo Strato Misto (Qifen), i  segni di Calore sono più importanti  con: febbre elevata di tipo ricorrente, timore per il freddo, sete e traspirazione, urine cariche, respirazione pesante, agitazione, inquietudine e, a volte, delirio, addome gonfio e doloroso, costipazione o incontinenza fecale, bruciore anale. Il polso è rapido, la lingua mostra patina gialla, collante o secca. Da questo strato il calore patogeno può diffondersi ai vari organi e soprattutto colpire i Polmoni, Lo Stomaco, il TR-medio e gli Intestini. Le manifestazioni cutanee sono contrassegnate da edema e dolore a tipo hepes zoster[7].  Anche l’impetigine contagiosa[8] può rientrare in questo gruppo (con possibili complicazioni glomerulonefritiche). Secondo la maggior parte degli AA si hanno cinque diverse posibilità sindromiche:

–        Calore perverso che ristagna nei Polmoni:  tosse, respirazione corta ed ansimante, battimento delle pinne nasali, catarro denso, traspirazione e sete. Si tratterano i punti GV 14 (per ridurre il calore) e LU 1 + BL 13 per rinfrescare il Polmone.

–        Calore che ristagna nello Stomaco: febbre elevata, sudurazione incessante, sete inestinguibile, urine scrse, feci secche. Tratteremo 4-11 LI per il calore allo Yang Ming e BL 21 per disperdere il calore nello Stomaco.

–        Calore che ristagna nel petto e nell’addome: corpo caldo, melanconia e tristezza, bruciore al petto. Tratteremo i punti 4-11 LI e 14 VG per rinfrescare il calore e BL 13 e 21 per ridurre il calore nello Stomaco e nel Polmone.

–        Calore che interessa gli Intestini:  febbre ricorrente, costipazione, addome gonfio, doloroso e duro alla palpazione. Verrano trattati i punti 25 e 27 BL (beishu del Grosso e Piccolo ntestino).

–        Colore che ristagna al Centro (Zhong): Il calore ristagna al centro del corpo coinvolgento il TR ed i liquidi. La febbre manca al mattino, aumenta nel pomeriggio e descresce di notte con profusa sudurazione (segno di infezione da gram positivi piogenici). Corpo pesante ed affaticato, sensazione di oppressione toracica, perdita di appetito e mancanza di sete. Tratteremo principalmente i punti BL 22 (shu del dorso del TE) e CV 5 (Mu del TE).

In farmacoterapia si impiegano formule che chiarificano il calore (qinre fang ji) dallo strato del Qi. I collegi riuniti di Pechino, Nanchino e Shanghai impiegano 20 diverse formule divise in 6 gruppi in base alla gravità ed etiopatogenesi:

 

 

a)     Calore lieve (Wen)
b)     Calore forte (Re)
c)     Fuoco (Huo)
d)     Calore tossico (Du)
e)     Calore Estivo (Shi Re)
f)      Calore vuoto (Xu Re)

 

Queste formule con principi amari e freddi non possono essere usate per lungo tempo poiché danneggiano il TR-medio, l’appetito e la possibilità di estrarre Guqi. Siccome asciugano bisogna sempre aggiungere tonici dello Yin e dei liquidi. Inoltre possono danneggiare lo Yang della Milza determinando, a lungo andare, lo sviluppo di Tan (catarri). La formula più usata nelle forme da aggressione dello strato Qi è Bai Hu Tang (decotto della tigre bianca), proposta da Zhang Zhong Jing e magnificata da Li Shi Zhen per purificare il calore, eliminare l’agitazione, favorire l’appetito e far produrre liquidi corporei.  Nei bambini o nel caso di febbre molto alta si aggiunge panax Ginseng radix e si ottiene la formula Ren Shen Bai Hu Tang.  Se si hanno mialgie violente o violenti dolori addominali (accumulo allo Stomaco ed agli Intestini) si aggiunge il ramulus Cinnamomi (Gui Zhi). In dietetica usare i prodotti amari e evitare dolce e piccante, oltre che alimenti riscaldanti, grassi animali, frutti di mare, gamberi, ecc. Se il Calore persiste e consuma i Liquidi, avremo un interessamento di Yingfen, condizione in cui la malattia assume carattere di particolare gravità per il contemporaneo interessamento dello Shen, con: perdita di coscienza, delirio, febbre alta che aumenta di notte (puntate fino a 40), irrequietezza ed insonnia, sete, paralisi spastica dei quattro arti, eruzioni cutanee di tipo purpurico con “nuance” viola, pelle arrossata ed edematosa, polso rapido e sottile, lingua scarlatta.In realtà sono possibili due diverse sindromi a seconda che siano consumati i liquidi Jin o Ye.

 

 

–        Sindrome Jin Ying: febbre che è massima di notte, delirio vrbale, irrequetezza, insonnia.
–        Sindrome Ye Ying: febbre elevatissima agitazione permanente (detta Shenzhi), eruzioni maculari, sete, traspirazione abbondante, a volte ematemesi.

 

 

Occorre disperdere il calore, trattare i liquidi e sedare lo Shen. Si impiegano i punti LU11 (per il Calore), LU 7 (per i liquidi), CV 17 e 21 e GV 26 (per lo Shen). In farmacoterapia  si impiega la formula Qing Ying Tang (decotto per purificare lo strato Ying) con un ingrediente animale (Xi Jiao, corno di rinocerento) ed altre nove piante che promuovono i fluidi Jin/Ye, purificano il calore del Cuore e calmano il mentale. Le meningiti epidemiche, la febbre emorrargica e petecchiale, le altre ricketsiosi, la herlichiasi, rientrano fra queste affezioni. Le vasculiti purpuriche[9] e la trinsindrome di Gougerot[10] sono trattabli in questo modo. Utile la stessa dieta della forma precedente e per sostenere i liquidi latte e latticini freschi, insalata, carne di agnello e cibi molto idrati (pesce, ad esempio). Se il Calore penetra nello strato Xuefen, vi saranno gravi ripercussiooni su Fegato, Rene e Cuore con: perdita di coscienza, delirio, spasmi a crampi, macule, stravasi ematici, ematemesi, melena, emoftoe ed epistassi, ematuria, polso rapido e lingua scarlatta. Le infezioni da Leptopspira ittero-emoraggica, l’Ebola, la sindrome diWaterhouse-Friderichsen[11] rientrano in questo gruppo di affezioni spesso mortali. Le situazioni sindromiche sono di quattro diversi tipi:

–        Sindrome del Calore perverso che agita il Sangue: comporta qualsiasi tipo di sanguinamento dal naso, dalla bocca, con feci ed urine. A livello della pelle compiaiono macule e papule purpuriche, esantemi rubeolici e si associano delirio e tics.

–        Produzione di Vento da eccesso di Calore:  si genera una liberazione interna di vento da Yang al suo massimo con vertigine, cefalea, melanconia e tristezza, nuca e dorso rigidi (a volto opistotono), tics convulsivi mani e piedi (corea, ballismo, atetosi), occhi deviati a destra o a sinistra. Se gli orifizi superiori sono ostruiti si assiste anche a crisi convulsive (sindromi epilettiformi febbrili).

–        Calore perverso che essicca il Sangue: si avranno liberazione di vento e secchezza del sangue perché il calore avrà bruciato i liquidi. Avremo agitazione, febbre ciclica, affaticamento, desiderio di dormire fino alla letargia (le febbri malariche rientrano in questo gruppo).

–        Sindrome della liberazione dello Yin e del Soffio: l’immagine (desunta dal Ling Shu) è quella del cavaliere che si fa disarcionare dal cavallo. L’energia Qi, non più trattenuta dal Sangue, si libera e fugge. Il risultato è una completa e gravissima (premortale) dissociazione. Occhi rossi, stato di ebetudine (coma vigile), respirazione superficiale d irregolare (respiro di Biot), respirazione a bocca aperta ed alitante. Secondo l’Association Francaise d’Acupuncture occorre rinfrescare (2 LR-11LI) e tonificare (10SP, BL18-20) il Sangue ed inoltre ridurre il calore del Cuore, e sedare lo Shen (BL 15). Secondo Van Nghi utile trattare 7-8 PC e 8 H, mentre Colin propone BL42 e 43 e HT 3[xxxiii]. In farmacoterapia Xi Jiao Di Huang Tang, con corno di rinoceronte sostituibile con corno di Bufalo a cui aggiungere del tè verde e radice di loto (Ou Jie) per epistassi o altri sanguinamenti. In caso di calore molto intenso (atrofia giallo-acuta del fegato, leucemia acuta, setticemie) utile il prodotto Huang Lian Jie Du Tang, che essendo freddo ed amaro può danneggiare lo Yin; ovvero Liang Ge San (decotto per raffreddare il diaframma), che purifica il calore dagli strati  Ying e Xue, libera gli intestini e chiarifica i riscaldatori Superiore e Medio. Una patent molto simile è Huang Lian Shang Qing Wan[xxxiv]. Si eviteranno alimenti riscaldanti, eccesso di sale e saranno utili invece alimenti rinfrescanti, dolci ed amari[xxxv].

Per quanto riguarda il Vento (Feng), invece,  esso è considerato la causa principale di molte malattie in Medicina Cinese e la condizione basilare di molte delle disarmonie che contrassegnano svariate patologie a carattere sia acuto, che protratto nel tempo. Il Vento è la più Yang fra le sei Xie (Liu Yin), di origine sia esterna (climatica ed ambientale, Wai Gan ) che interna (Nei Shang, da Vuoto di Yin, Vuoto di Sangue o Calore al suo massimo), estremamente mobile, capace di impattare in alto e in superficie (causa varie dermopatie, tremori e contratture muscolari), ma che, anche, è alla base di dolori crampiformi viscerali, soprattutto a carico del digerente, oltre che accessi asmatici e sindromi rinopatiche a carattere spasmodico. Più propriamente, secondo gli AA cinesi, esso causa: affezioni delle vie respiratorie e digestive acute a carattere simil-influenzale (Vento-Freddo e Vento-Calore); edemi del viso (tipo “facies a Pierrot della glomerulonefrite, alcune forme di edema di Quincke[12], ecc.) se commisto ad Acqua ; eruzioni cutanee pruriginose e pomfoidi (tipo rush ed orticaria, ma anche fasi acute di eczema atopico o prurito essenziale) se combinato con Freddo, Calore e, a volte, Umidità o Secchezza; reumatismi migranti e, a volte, deformanti (artrite reumatoide e psoriasica) se combinato con Umidità. Molti degli incidenti vascolari acuti del SNC (ictus, emorragia) e del cuore (infarto del miocardio) si definiscono, secondo il Sowen, legati al Vento, che è sempre rapido, improvviso e brutale. Secondo AA taoisti esso, impattando sul Legno, implica la trasformazione ed il cambiamento. Soggetti che non sopportano il Vento sono spaventati dalle novità e resistono ai cambiamenti. Non a caso il “Vento” è presente nel nome della “Fenice Cinese”: il Fenghuang, a volte chiamata “Gallo Augusto” e legata al Fuoco che è massima trasformazione alchemica. Un suo eccesso è legato alla Collera (Nu, ) che, a lungo andare, indebolisce l’energia del Fegato (Gan), predisponendo a malattie gravi (epatopatie, colelitiasi e calcolosi biliari, turbe cardiovascolari, ecc.). Quasi sempre, nella pratica clinica, il Vento interno si deve a Stasi protratta di Fegato o Vuoto di Yin e/o Sangue dell’organo. Queste condizioni causano cefalea, algie facciali, vertigini, ipertensione, epilessia. Veicolo per definizione di vari perversi esso è spesso commisto con Freddo, Calore, Umidità e Secchezza e combattendolo, secondo lo Shang Han Lun, sarà possibile dissipare gli altri perversi che invadono l’organismo . È nostra intenzione, in questo articolo, presentare brevemente le piante (Qu Feng Yao) e le formule (Qu Feng Yao Fan) di più frequente uso nella patologie da Vento (Feng Zheng) in Medicina Cinese[xxxvi]. In agopuntura occore Eliminare il Vento ma anche Tonificare il Sangue che, se in Vuoto, favorisce lo sviluppo di Vento-Interno. Secondo gli AA Italiani[xxxvii] [xxxviii] e Francesi[xxxix] [xl], si useranno i cosiddetti Punti Vento[13] (soprattutto il 12BL) associati ai punti 6SP e 17BL. Secondo, invece, la più parte degli esponenti della attuale impostazione cinese[xli] [xlii], sono da usare i punti 7LU, 4 e 11 LI, 5TB e, in aggiunta, 17TB, 20GB e 14GV, se vi sono evidenti segni dell’estremo cefalico come ostruzione nasale, occhi arrossati, sinusite, gonfiore e dolore dei muscoli del viso e del collo, ecc.[xliii] [xliv]. Secondo la Scuola Classica Cinese che si rifà agli studi della cosidetta Accademia Imperiale del Periodo Song, per eliminare il Vento occorre attivare la funzione “rilasciante” (Jie) del Polmone (Fei), pungento, con punture rapide e superficiali, i punti LU 1 (Zhong Fu), LU 7 (Lie Que) ed LU 8 (Jing Qu)[xlv]. Secondo il Nan Jing[xlvi] [xlvii] se il Vento supera le difese del Polmone e tende a penetrare in profondità, lo Stomaco (Wei) interviene a sostegno tentando di “rettificare” (Li) questa condizione. Rettificare significa imporre che lo scorrimento del Qi sia regolare e questa funzione la operano, secondo il modello Classico, Stomaco e Vescica Biliare.  In pratica, se il Vento invade lo Stomaco con nausea, inappetenza, aerogastria, agitazione e insonnia, dovremo trattare i punti ST 7 (Xia Guan), ST 10 (Shui Tu), ST 14 (Ku Fang). Se il Vento raggiunge lo Shao Yang avremo febbre e brividi, alternanza di caldo e freddo, dolori ossei e muscolari diffusi[14], dolori all’ipocondrio derstro e alvo alterno con nausea ma senza vomito, vertigini, disturbi dell’equilibrio. Sono utili, secondo il modello Classico, i punti GB 23 (Zhe Jin) e GB 28 (Weidao), unitamente ai punti Shu e Luo (per Armonizzare) del Triplice Riscaldatore: 3TB (Zhongzhu) e 5TB (Waigan). Molto importanti sono le piante medicinali[xlviii] e più precisamenti  quelli che “sottomettono il Vento”, calmano i tremori e pacificano lo “Spirito” (Shen, . MOlti di questi rimedi sono animali (non usati da noi ) ed altri minerali (da usare con qualche prudenza).

* Di Long (Lumbricus terrestris, Lombrico): Salato e freddo, agisce su Vescica, Polmone, Fegato e Milza. Drena il Fuoco di Fegato, calma e dolori e gli spasmi, risolve il Vento-Umidità. È attivo sui dolori articolari, ma cura anche il Calore che blocca la circolazione nei Jing-Luo. Tratta l’epilessia. Il dosaggio è di 4,5-12g/die. È un rimedio animale con rischi sia tossicologici che farmacologici (non si impiega in Italia).

* Quan Xie (Buthus martensi, Scorpione) Salato, piccante e neutro, piuttosto tossico, agisce sul Fegato e dissipa il Vento-Flegma, trattando tremori, cefalee, stroke. Usato nei dolori tenaci articolari. Dosaggio giornaliero da 2,4 a 4,5 g. È rimedio da evitare sotto il profilo tossicologico e microbiologico.

*  Wu Gong (Scolopendra subspinipes): Trattasi del corpo essicato della Scolopendra subspiniepes mutilans L. Koch della famiglia delle Scolopendridae, insetto lungo e piatto di circa 9-17 cm di lunghezza. Raccolto prevalentemente in Primavera, viene bollito, fatto essiccare e successivamente macinato in polvere oppure fissato ad una striscia di bambù e lasciato così asciugare al sole e all’aria. Il principio è piccante, tiepido e tossico, agisce sul Fegato, drena il Vento, cura spasmi e convulsioni. il quadro iniziale viene scatenato oppure aggravato da un fattore emotivo improvviso, per cui una delle caratteristiche principali oltre alla gravità del quadro clinico stesso, è la brusca insorgenza dei sintomi. Trattavari sintomi neurologici e, soprattutto: disatria, afasia, emiplegia e paralisi del facciale. Esso risolve i noduli cutanei e tratta i morsi di serpente. Dosaggio giornaliero 2-4 g. Non in uso da noi per motivi microbiologici e tossicologici.

* Jiang Can (Bombyx baytryticatus, Baco da seta): Piccante, salato e neutro, cura i dolori spastici e le ulcerazioni oculari; combatte il Vento del Fegato. Trasforma il flegma, cura i “noduli” e le affezioni cutanee da Vento e Umidità. Quantità giornaliera da 3 a 9 g.

* Ling Yang Jiao (Antelopis cornu, corno di Antilope: Rimedio animale salato e freddo, che agisce su Fegato e Cuore, calma gli spasmi e le convulsioni, sottomette il Vento di Fegato e cura vertigini, cefalee e congiuntiviti. Drena il Fuoco ed il Calore, cura i deliri e le psicosi, ma tratta, anche, la perdita di coscienza. Si usa a dosi di 1.5 – 3g; in polvere 0,3-3g. Naturalmente ricordiamo i limiti (etici, microbiologici e di sicurezza) tipici dell’uso dei rimedi animali (non si impiega in Italia).

* Long Gu (os Dragonis): Dolce, astringente e neutro, agisce su Rene, Fegato e Cuore, calma il Fegato, consolida lo Yang “fluttuante”, cura l’ansia, le palpitazioni e l’insonnia. Per via topica, poiché ricco di carbonato di calcio, cura le ulcere trofiche. Dosaggio giornaliero 15-30 g, può nuocere allo Yang e creare del Freddo.

* Mu Li ( Ostreae concha) : Salato, astringente e freddo, questo rimedio minerale agisce su Fegato e Rene, drena il Vento, benefica lo Yin, tratta le palpitazioni, l’ansia e l’insonnia. Rimedio elettivo delle ipercloridie, tratta le cefalee su base ansiosa. Il dosaggio giornaliero varia da 15 a 30 g.

* Shi Jue Ming (Haliotidis concha): Rimedio minerale freddo e salato, che sottomette lo Yang di Fegato e tratta, soprattutto vertigini e disturbi oculari (fotofobia, congiuntiviti, ecc.). Dosaggio da 9 a 30 g/die. A volte difficile da digerire. Dare a stomaco pieno.

* Dai Zhe Shi (Haematitum, Ematite): Amaro e freddo, questo rimedio minerale tratta Fegato, Cuore e Ministro del Cuore, corregge il Qini, cura vomito, nausea e drena l’eccesso di Yang di Fegato. È emostatico e blocca i sanguinamenti soprattutto digestivi. Dosaggio giornaliero da 9 a 30g.

* Bai Ji Li (Tribuli terrestris fructus): Amaro-dolce e freddo, il rimedio lavora su Stomaco, Polmone e Fegato, trattando il “controcorrente” (nausea, vomito), riducendo gli edemi (da Vento-Acqua) e con forte impatto cutaneo (per via topica tratta le ulcerazioni). Il dosaggio giornaliero è di 3-15 g.

* Gou Teng (Uncaria cum uncis ramulus): Rimedio dolce e fresco, che combatte e sottomette il Vento del Fegato, utile in caso di cefalea, ipertensione, ictus, ma anche impiegato per dissipare il Vento-Calore di origine esterna. Anche esso agisce su Fegato e Cuore. La dose giornaliera varia varia da 6 e 15 g. È controindicato nei Vuoti severi di Yin.

* Tian Ma (Gastrodiae elatae rhizoma) : Dolce e neutro, il rimedio agisce sul Fegato, sottomette il Vento, tratta gli spasmi da Vento e Freddo, controlla gli “accumuli” da Vento e Umidità è utile contro ronzii e vertigini. La dose giornaliera è di 3-9 g (in polvere 0,9-1,5g) ed è molto indicata in caso di emicrania ed epilessia. È impiegata nelle alopecia da Vento-Umidità.

* Ma Huang (Ephedra sinica herba): Dolce e neutra elimina il Vento-Freddo e sostiene lo Strato Wei e l’Energia del Polmone. Dosaggio consigliato fra 3 e 10 g/die. È il più antico antiasmatico della storia documentata della medicina. Produce un’azione diuretica e favorisce la risoluzione degli edemi. Tratta rinite, coriza influenzale, sindromi rinobronchiali, tosse ed asma. È ricca di efedrina che svolge una vigorosa azione simpaticomimetica. Limitare l’uso di caffè ed altri nervini. Da non usare in soggetti cardiopatici o ipertesi. Haller e Benowitz, analizzando i dati della FDA sugli effetti avversi raccolti nel periodo (giugno 1997-marzo 1999), hanno identificato 140 eventi conseguenti all’uso di supplementi dietetici contenenti Ma Huang, di cui il 47% a carico del sistema cardiovascolare ed il 18% del sistema nervoso centrale. Recentemente Samenuk et al. hanno analizzato il database per il periodo Gennaio 95 Gennaio 97. Nella banca dati sono stati riscontrati 926 casi di sospetta tossicità da ma huang, 37 dei quali (23 donne, 14 uomini con un’età di 43 ± 23 anni) rappresentati da gravi eventi cardiovascolari. La somministrazione continuata nel tempo causa la tipica cardiomiopatia riconducibile ad eccesso di catecolamine.

* Qiang Huo (Notopterygium rhizoma et radix): Piccante, aromatico e amaro, si indirizza verso Rene e Vescica, tratta i dolori nella parte alta del corpo (soprattutto cervicale), disperde il Vento Freddo dissipando l’Umidità e se ne danno da 6 a 15 g/die. Non ha effetti indesiderati (è quindi molto maneggevole).

* Xiang Ru (Elsholtziae seu Moslae herba): Piccante, amaro e aromatico, tratta Stomaco e Polmone, favorisce la diuresi, dissipa il Vento combinato con Freddo e Umidità, tratta la diarrea acuta e le cistiti. Dosaggio giornaliero 3-9 g.

* Gui Zhi (Cinnamomi cassiae ramulus): Piccante, dolce e riscaldante, agisce su Polmone, Cuore e Vescica, tratta le sindromi influenzali (Strato Wei e livello Tai Yang), favorisce la digestione e calma i dolori muscolari ed articolari. Dosaggio giornaliero 3-9 g.

* Zi Su Ye (Perillia frutescensis fructus): Piccante e aromatica. Libera il Vento Freddo e agisce sul Tai Yin (Polmone e Milza). Tratta la dispnea e la tosse, la nausea ed il vomito. È indicato nel “feto agitato” e quindi nello lombalgie gravidiche. Tratta le tossinfezioni alimentari (soprattutto da prodotti ittici). Dosaggio giornaliero 3-9 g.

* Jing Jie (Schizonepetae tenuifoliae herba seu flos): Piccante ed aromatica si indirizza verso Fegato e polmone, tratta il Vento Freddo ed elimina i rush cutanei esantematici e pruriginosi. Tratta il dolore degli arti superiori ed inferiori e calma la diarrea. Dosaggio giornaliero 3-9 g.

* Fang Feng (Ledebouriellae divaricatae radix): Piccante e aromatica, dissipa Vento e Umidità, tratta cefalea e dermatiti acute urticate o eczematose, di tipo pruriginoso. Dosaggio giornaliero 3-9 g.

* Bai Zhi (Angelica dahurica radix): Piccante e Calda, scaccia il Vento freddo, tratta le ostruzioni nasali, favorisce l’eliminazione cutanea del pus, cura, per via locale, piaghe ed ulcerazioni croniche. Dosaggio die 3-9 g. Sheng Jiang (Zingiberis officinalis recens rizoma, Zenzero fresco) Agisce su Milza e Stomaco, libera l’esteriore e riscalda il Jiao Medio. Disperde il Flegma dal Polmone e riduce la tossicità delle altre droghe. Dose giornaliera 3-9 g.

* Cang Er Zi (fructus Xanthii): Piccante e dolce, riscaldante. Dissipa vento e Catarri, disostruisce il naso, allevia il doore da sinusite e le cefalee del vertice (con Angelica dahurica e fructus Evodiae). Dosaggio giornaliero 3-9 g.

* Gao Ben (Ligustici rihozoma e radix): Piccante e riscaldante, agisce sul Meridiano di Vescica ed allevia il dolore nucale e del vertice. Dosaggio 3-9 g/die.

* Xin Yi Hua (Magnoliae flos): Piccante e riscaldante, libera il naso dai catarri e tratta le diverse forme di rinosinusite con fructus Xanthii). Dosaggio 3-9 g/die. Agisce sul Meridiano di Vescica.

* Xi Xin (Asari herba cum radice): Piccante e Caldo il rimedio è dato a dosaggio molto più basso dei precedenti: 1-3g/die. Libera l’esteriore dal Vento-Freddo, scalda il Polmone e lo libera dal Flegma è utile contro il dolore rinosinusale.

* Bo He (herba Menthae haplocalyix) : Piccante, fredda e aromatica, che agisce a bassi dosaggi (1.5-6 g/die) su Polmone e Fegato, trattando le forme febbrili con segni di flogosi e sovrapposizione batterica, il naso chiuso da Catarri densi e la conseguente cefalea. Tratta anche vari disturbi da Stasi di Qi, soprattutto ginecologici e le turbe psicosomatiche in generale.

* Ge Gen (radix Puerariae): Piccante, dolce e fredda. Agisce su Stomaco e Milza, drena il Vento-Calore commisto a catarri, abbassa la febbre, cura la cefalea. Cura l’orzaiolo e le suppurazioni in generale. Dosaggio 6-12 g/die.

* Sang Ye (Mori albae folium): Dolce, amaro e freddo, il rimedio agisce su Polmone e Fegato, se ne danno da 4,5 a 12 g/die. Drena il Vento del Fegato e l’accumulo di Vento-Calore esterni.

* Chai Hu (Blupeuri radix): Piccante, amaro e rinfrescante, agisce su Fegato, Vescica Biliare, Ministro del Cuore e Triplice Riscaldatore. Scaccia il Vento freddo e muove il Qi. Si usa per dolori mestruali, vertigini, dolori intercostali, diarrea, prolasso anale ed emorroidi.

* Dan Dou Chi (Sojae praeparatum semen): Piccante, amaro e dolce, insieme riscaldante e fresco, il rimedio lavora su Polmone e Stomaco e elimina il Vento esterno, giova allo Yin, combatte il calore e da sollievo a palpitazioni, insonnia, gambe senza riposo ed eretismo psichico. Dosaggio giornaliero 6-15 g.

Naturalmente in svariate condizioni (neurologiche, psichiche, allergologiche, ecc.), noi riteniamo utile combinare la terapia con formule cinesi a terapia convenzionale. Questa integrazione garantisce più rapido ed incisivo recupero ma, potenzialmente, aggrava i rischi legati a possibili interazioni fra derivati vegetali e farmaci. Occorre ricordare che le piante, di solito, interagiscono con anticoaugulanti, simpaticomimetici, neurolettici, ansiolitici e principi antiretrovirali[xlix] [l]. Inoltre, ed in generale, le interazioni fra farmaci e piante sono: aumento della tossicità dell’erba o della combinazione; riduzione dell’efficacia dell’erba o della combinazione; aumento della tossicità del farmaco; riduzione dell’efficacia del farmaco. In fitoterapia energetica in caso di Fegato che invade la Milza, una miscela in  Tintura Madre (15 gocce dopo i tre pasti) per un mese, composta da: Malva sylvestris 30ml; Melissa officinalis 20ml; Matricaria chamomilla 20ml; Foeniculum vulgaris 15ml;Pimpinella anisum 10ml; Symphytum offocinalis (Consolida maggiore) 5ml[li]. Nel campo preventivo alimentazione, stile di vita ed automassaggio con oli essenziali prescelti in base alla caratteristiche dell’anno, saranno interventi più efficaci[lii][liii]. In campo dietetico, per sostenere lo Yin e il Sangue, che, come detto, in questo anno sono in pericolo, per cui la carenza di Energia Nutritiva è secondaria a quella della Nutritiva (Ying), occorre dare alimenti proteici, carne di maiale, anatra e di manzo, ostriche, vongole, anguille, uova, soia nera, spinaci, castagne, pere sbucciate,  pesche e uva. Meglio le cotture in Umido e a Bagno Maria, evitando fritti e arrosti. Come oli essenziali per automassaggio sui Meridiani di Fegato, Rene e Cuore, Rosa, Geranio, Salvia e Angelica, in miscele con un contenuto di aromi non superiore all’1%, diluiti in Olio di Sesamo o di Oliva[liv]. Utile il Qi Gong con tecniche interne, atte a consolidare Yin e Sangue. I Sei Suoni e i Cinque Animali sono tecniche molto utili[lv] [lvi]. Utile anche lo stile Tibetano dell’VIII secolo detto Mizong o Astrologico, da eseguirisi soprattutto il martedì per il Sangue e giovedì e venerdì per lo Yin[lvii].

Indirizzi per chiarimenti

Carlo Di Stanislao

mailto: carlo.distanislao@gmail.com; amsaaq@tin.it; c.distanislao@agopuntura.org

 

Note

[1] Da: http://www.leggilo.net/123573/loroscopo-del-2014-secondo-lo-zodiaco-cinese.html.

[2] Anno del ciclo 78, definito Yi Wei come Tronco Celeste e Ramo Terrestre, rispettivamente:  乙未

[3]

[4] Da: http://www.acupuncture.com/education/points/stomach/st42.htm.

[5] Da: http://www.orandia.com/forum/index.php?id=99142.

[6] Come nel cosidetto eritema migrante tipico rush anulare, detto eritema migrante. (Nelson, Textbook of Pediatrics, XVI Edition, Saunders) che si manifesta nel sito della puntura della zecca, di solito comincia come una macula rossa o una papula che tende lentamente ad espandersi formando una larga lesione anulare, spesso con un margine rosso vivo ed una zona centrale chiara. Forma iniziale di malattia di Lyme da Borrellia burgordeferi;  nell’eritema anulare centridugo di Darier, chiazza con bordi netti e risoluzione centrale, con chiazze simili a distanza alla prima, ad eziologia sconosciuta; o sindrome P.U.P.P.P. (Pruritic Urticarial Papules and Plaques of Pregnancy), eruzione polimorfa ed urticata della gravidanza (terzo mese), con intenso prurito e ad andamento benigno .

[7]

[8]

[9]

[10]

[11] Vedi: http://www.britannica.com/EBchecked/topic/637456/Waterhouse-Friderichsen-syndrome.

[12]

[13]Essi sono:

*   Fengmen Porta del Vento 12V

*   Yifeng Schermo del Vento 17TR

*   Fengchi Stagno del Vento 20VB

*   Fengshi Mercato del Vento 31VB

*   Fengfu Dimora del Vento 16VG

[14] Lo Shao Yang è il livello intermedio dei 3 livelli Yang che è in rapporto con l’ erranza, che gioca un ruolo di perno, che regola i movimenti dello Yang (S. W. cap. 6) ed è il regolatore che erra in tutte le parti del corpo (S. W. cap. 79).

 

Bibliografia

[i] Wu S.: Chinese Astrology, The Career Press, Inc., New York, 2005.

[ii] De Berardinis D.: Microcosmo e Macrocosmo. Rami Terrestri e Tronchi Celesti. Apertura e Chiusura dei Punti di Agopuntura, http://www.agopuntura.org/html/mandorla/rivista/numeri/Dicembre_1997/tronchi.htm, 1997.

[iii] Mazzocchi A.: I Ching e medicina tradizionale cinese: parte terza I Ching ed agopuntura,http://www.oloselogos.it/articoli-antropologia/i-ching-e-medicina-tradizionale-cinese-parte-terza-i-ching-ed-agopuntura/, 2014.

[iv] Di Stanislao C.: L’alchimmia taoista, http://it.scribd.com/doc/163756064/eBook-Alchimia-Ita-Di-Stanislao-Carlo-Alchimia-Taoista#, 2013.

[v] Lomuscio A.: Yi-King e MTC, http://www.albertolomuscio.it/I-KING/I-KING%20e%20MTC.pdf, 2008.

[vi] Roustan C., Rabreau D.: Fichier d’acupuncture et de médecine occidentale, Ed. OEDIP-CEREM, Paris, 1981.

 

[vii] Marié E.: Précis de médecine chinoise : Histoire, théories fondamentales, diagnostic et principes thérapeutiques, ed. Dangles, Paris, 2005.

[viii] Roustan C.: Traité D’Acupuncture: medecine traditionnelle chinoise, Voll I-III, Ed. Masson, Paris, 1978.

[ix] Van Nghi N.: Patogénie et pathologie énergétique en médecine chinoise, Ed.Don Bosco, Marsiglia 1971.

[x] Roustan C.: Emploi du phosphate disodique de betamethasone en injections locales intra et para-articulaires, Ed. R. Vezin, Lion, 1965.

[xi] Jarmey C., Bouratinos I.: Agopunti. Guida pratica in agopuntura, moxa, coppettazione, moxa e massaggio, Ed. Edi Ermes, Milano, 2010.

[xii] Milani L.: Weihe e altri Punti tra Agopuntura e Omeopatia, Ed. Guna, Milano, 2000.

[xiii] Simongini E., Bultrini L.: Le Lezioni di Jeffrey Yuen. Volume XI bis. Il SU WEN, Ed. Xin Shu, Roma, 2012

[xiv] WHO: A Proposed Standard International Acupuncture Nomenclature Report of a WHO Scientific Group , Ed. World Health Organization.  Retrieved Sep-05-2014, http://link.springer.com/article/10.1007/s00424-011-1017-3/fulltext.html, 2014.

[xv] Corradin M., Di Stanislao C., Parini M. (a cura di): Mappe dei Punti di Agopuntura, Ed. CEA, Milano, 2001.

[xvi] AAVV: An Explanatory book of the newest illustrations of acupuncture points,  Ed. Medicine and Healt Pub. Co, Hong Kong 1974.

[xvii] Montanari R., De Berardinis D.: Il Calore in Medicina Tradizionale Cinese,http://www.agopuntura.org/html/mandorla/rivista/numeri/Dicembre_1997/calore.htm, 1997.

[xviii] Porkert M.: Medicina Cinese, Ed. Armenia, Milano, 1984.

[xix] Needham J., Gwei Djen L.:  Aghi Celesti,  Ed. Enaudi, Torino, 1987.

[xx] Gori G.: Il significato energetico dei punti di agopuntura, d. San Marco Libri, Bologna, 1989

[xxi] Cantoni T., Dujiany R., Garavaglia G.P., Mollard Y, revisione a cura di C. Di Stanislao: Principi di diagnostica e terapia agopuntristica, Ed. Sowen Milano, 1997.

[xxii] Faubert A.: Traté didatique d’cupuncture traditionnelle, Ed. Tredaniel, Paris, 1977.

[xxiii] Duron A., Leville-Mary C., Borsarello J.: Bioenergetique et medicine chinoise, voll I-III, Ed. Maisonneuve, St. Ruffine, 1977.

[xxiv] Husson A.: Huang Di Nei Jin Suwen, Ed. ASMAF, Parigi, 1973.

[xxv] Wong M.: Ling Shu: pivot d’esprit, Ed. Masson , Paris, 1987.

[xxvi] Van Nghi N., Van Ndgong M., Recours-Nguyen C.:  Diagnostica e terapia in medicina energetica estremo-orientale, Ed. Vito Ancona, Bari, 1984.

[xxvii] You Wa C.: Fitoterapia Cinese, Ed. Tecniche Nuove, Milano, 1994.

[xxviii] Kay An C.: Pathologie generelle et diagnostic en Medicine Chinoise, Ed. Maissonneuve, Moulin les Metz, 1983.

[xxix] AAVV: Encyclopedie de Médicine Naturelle, Tome I: Acupuncture, Ed. Massonneuve, Paris, 1989.

[xxx] Di Stanislao C.: Le Faringiti Croniche, TMA, 1989, 8: 10-13.

[xxxi] Marie E.: Farmacopée Chinoise. Grand Formulaire, Ed. Paracelse, Paris, 1991.

[xxxii] Di Concetto G., Sotte L., Pippa L. et al.: Trattato di agopuntura e Medicina inese, voll I-II, Ed. UTET, Torino, 1992.

[xxxiii] Colin D.: Tout sur l’acupunture, Ed. Colin, Paris, 1989.

[xxxiv] You Wa C.: Fitoterapia Cinese, Ed. Tecniche Nuove, Milano, 1994

[xxxv] Bologna M., Di Stanislao C., Corradin M. et al.: Dietetica medica Scientifica e Tradizionale. Curare e prevenire con il cibo, Ed. CEA, Milano, 1999.

[xxxvi] Di Stanislao C., Brotzu R.: Manuale didattico di agopuntura, Ed. CEA, Milano, 2008.

[xxxvii] Stranorossi L.: Il regolo del Qi, Ed. Xinshu, Roma, 2011.

[xxxviii] Sciarretta C.: Lezioni di Agopuntura, Vol III, Ed. AMA, Ancona, 1983.

[xxxix] Kespì J.M.: Acupuncture, Ed. Maissonneuve, Moulin-les Metz, 1981.

[xl] Perrey S.: Les Points, Voll I-III, Ed. AFA, Paris, 1987.

[xli] Evangelista P.: Azioni specifiche dei Punti




Progetto Europeo CHETCH: China and Europe Taking Care Of Healthcare Solutions

Carlo Maria Giovanardi*, Alessandra Poini**, Paolo Roberto di Sarsina***

European  Union  7th Framework  Programme “People Marie Sklodowska- Curie  Actions  (MSCA)  –  International  Research Staff Exchange Scheme”)

Il 1 Gennaio 2014 è la data che ha dato l’avvio ai lavori del Consorzio CHETCH (China and Euro- pe Taking Care of Healthcare solutions http:// www.chetch.eu/), inserito nell’insieme di azioni del programma Marie Curie finanziate ed incentivate dall’Unione Europea.

Il Consorzio CHETCH è finanziato nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo dell’Unione Europea (FP7). In particolare il Progetto di Ricerca CHETCH fa parte delle “People Marie Sklodowska-Curie Ac- tions (MSCA) – International Research Staff Exchange Scheme”.

Compongono il Consorzio: Polytechnic Univer- sity of Marche, University of Macerata, Universi- ty of Ferrara, Medical Acupuncturists Associa- tion of Bologna, European Foundation of Traditional Chinese Medicine, Nanjing Univer- sity of Chinese Medicine, Hunan Universi- ty, South China University of Technology, Vrije Universiteit Brussel, East China University of Political Science and Law, Beijing Normal Uni- versity.

Tale progetto intende contribuire attivamente alla collaborazione tra Cina ed Europa investigando le opportunità di integrazione nel settore della salute.

Il ruolo centrale della salute è giustificato dal fatto che l’Europa assiste da anni ad un progressivo rialzo dei costi di gestione sanitaria, prevalente- mente nei confronti di una popolazione affetta da patologie croniche, mentre la Cina sta assistendo ad un progressivo invecchiamento della popolazione in parte causato dalla “politica del figlio unico”.

La crisi economica che ha attraversato nell’ultimo decennio i Paesi Europei ha portato alla necessità di rivedere i modelli sanitari fino ad ora utilizzati, valutando la possibile integrazione di pratiche sanitarie che siano riconosciute efficaci, sicure e convenienti: Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese. Tra i punti chiave di questo progetto vi è proprio l’analisi dell’efficacia e del costo-efficacia dell’agopuntura nel trattamento di alcune tra le patologie a maggiore impatto sociale: Cefalea, Lombalgia, Infertilità. Lo scopo sarà la possibile integrazione dell’agopuntura nei Sistemi Sanitari Europei per il trattamento di tali condizioni cliniche.

La situazione europea attuale non è omogenea: in alcuni stati membri (Germania per esempio) l’agopuntura è già rimborsata dal sistema sanitario per il trattamento di alcune patologie. In Italia tale scelta è avvenuta su base regionale e le singole regioni (Emilia-Romagna, Marche, Toscana, per esempio) hanno recentemente inserito l’agopuntura nei LEA; per non parlare della Cina dove la situazione è ancora differente. Il progetto CHETCH si inserisce in questo quadro disomogeneo come un’enorme opportunità e un’occasione “storica”: gli obiettivi che si pre- figge questo progetto potranno contribuire a standardizzare il ruolo della MTC e dell’agopuntura, sia dal punto di vista dell’applicabilità clinica che dal punto di vista della metodologia di ricerca sia a livello europeo che a livello cinese. Il progetto avrà una durata totale di 48 mesi. È coordinato dall’Università Politecnica delle Marche, e vedrà la collaborazione di importanti enti universitari italiani, europei e cinesi, in particolare la Nanjing University of Chinese Medicine, la Beijing Normal University, l’European Foundation of Traditional Chinese Medicine di Barcellona e la Vrije Universiteit di Brussel. L’Associazione Medici Agopuntori Bolognesi (AMAB) è l’unico componente non universitario e si pone quale fondamentale snodo organizzativo e consultivo tra Europa e Cina, grazie alla decennale esperienza di frontiera nell’integrazione tra medicina occidentale e medicina tradizionale cinese e grazie ai rapporti di collaborazione instaurati con numerosi docenti e gruppi di lavoro di rilievo internazionale, compreso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Il lavoro sarà organizzato in Gruppi di Lavoro (Work Packages, WPs) con diversi obiettivi specifici di ricerca, e l’AMAB coordinerà due gruppi di lavoro:

– Medicina Tradizionale Cinese (MTC) vs Medicina Occidentale (MO): lo stato dell’arte, incentrato sul definire l’uso attuale della MTC e agopuntura in specifici profili terapeutici all’interno della Comunità Europea. I ricercatori inoltre dovranno analizzare dettagliatamente gli aspetti sanitari e socio-sanitari e dovranno valutare se la MTC e l’agopuntura possono diventare pratiche mediche pubbliche per il trattamento della cefalea, lombalgia e infertilità, secondo gli indicatori di efficacia, sicurezza, qualità e convenienza, definendo diversi percorsi terapeutici per le varie patologie. In questo quadro sarà valutato anche l’inserimento, nei programmi formativi universitari per medici, della MTC e dell’agopuntura. –  Il secondo gruppo di lavoro coordinato dall’AMAB si occuperà di Sistemi di formazione cinesi ed europei in Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e Western Medicine (WM). Obiettivo è definire una panoramica del quadro educativo in MTC, conducendo una ricerca sulla formazione professionale del medico di MTC e sviluppando linee guida specifiche per migliorare a livello europeo la qualità dell’istruzione in MTC e agopuntura.

Il progetto CHETCH ha indubbiamente come fulcro l’analisi dei sistemi sanitari Europeo e Cinese al fine di trovare strategie innovative e con- venienti che portino a una migliore gestione delle risorse disponibili, ad una migliore qualità di vita dei pazienti e di erogazione dei servizi. Tuttavia, come abbiamo accennato, il progetto spazierà in diversi settori: legale, economico ed umanistico, attraverso un approccio multidisciplinare ed un piano di mobilità internazionale finalizzato, tra le altre cose al miglioramento della qualità di ricerca e allo scambio reciproco di conoscenze / competenze dei ricercatori dei diversi paesi e dei diversi specifici settori. Scopo del Marie Curie Actions è costruire reti scientifiche durature, impostare progetti di ricerca che proseguano oltre il CHETCH, in maniera da stabilire o rafforzare i link tra istituiti scientifici di eccellenza europei e cinesi.

Per questo, le azioni Marie Curie sono volte a favorire i movimenti dei ricercatori da e verso altri paesi. L’AMAB, per lo sviluppo del progetto, sta già offrendo la possibilità ai suoi giovani ricerca- tori di recarsi in Cina, presso prestigiose università cinesi e avrà allo tempo la possibilità di ospitare i giovani ricercatori cinesi, presso la propria Il primo gruppo di ricercatori dell’AMAB è stato ospite per tutto il mese di agosto della Nanjing University of Traditional Chinese Medicine. Durante questo periodo i nostri ricercatori han- no avuto un primo confronto con i ricercatori cinesi sui i “gruppi di lavoro” di cui AMAB è responsabile. Questo periodo è stato molto utile e estremamente stimolante in quanto il materiale raccolto ha permesso di evidenziare notevoli differenze rispetto a quanto avviene in Europa.

Per quanto riguarda il tema della formazione, sono state gettate le basi per una condivisione dei programmi di formazione in MTC delle differenti Università cinesi. Per quanto riguarda il confronto tra Medicina Occidentale (che è abitualmente utilizzata in Cina) e la MTC, in particolari profili terapeutici, la realtà cinese si è mostrata sostanzialmente differente rispetto all’Europa sia per quanto riguarda la gestione clinica del paziente, sia per quanto riguarda l’Evidence Based Mecine: AMAB, nei prossimi anni avrà il compito di elaborare strategie per una corretta metodologia di ricerca in MTC e agopuntura. Questo compito è fondamentale e indispensabile affinché tali tecniche possano essere riconosciute efficaci, e quindi introducibili all’interno dei sistemi sanitari europei.

Le differenze tra la nostra realtà e quella cinese, che inizialmente possono apparire un ostacolo alla realizzazione di un progetto comune, devono diventare un trampolino di lancio per l’elaborazione di strategie innovative, selezionate e condivise.

L’Associazione Medici Agopuntori Bolognesi (AMAB), componente del Consorzio CHETCH, ha stipulato una convenzione con l’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS- Ente Morale col precipuo obiettivo di favorire la diffusione della Medicina Tradizionale Cinese in Italia ed Europa, enfatizzando gli effetti benefici sulla popolazione, e la contemporanea e conseguente riduzione dei costi sociali ed economici per lo Stato, nonché di incentivare lo studio della Medicina Tradizionale Cinese con la definizione dei relativi standard formativi negli istituti educativi pubblici e privati, nonché infine di favorire l’introduzione della Medicina Tradizionale Cinese nei sistemi sanitari europei. Il progetto prevede azioni e interventi per la ricerca, la formazione e la mobilità dei ricercatori nello studio e nell’indagine della sanità cinese in rapporto a quella europea, con un approccio interdisciplinare.

I due enti s’impegnano a collaborare insieme all’attuazione operativa del Progetto CHETCH sviluppando temi di ricerca congiunta che abbiano come finalità lo studio e l’approfondimento della Medicina Tradizionale Cinese e della biomedicina.

AMAB si impegna ad attivare tutte le iniziative di formazione e di ricerca con i delegati dell’AMCP ONLUS allegato anche organizzando eventi/incontri/seminari/trasferte a ciò dedicati, nell’am- bito del territorio nazionale italiano ed estero.

AMCP ONLUS si impegna a fornire il relativo supporto per la ricerca sulle tecniche di Medicina Tradizionale Cinese, a studiarne l’impatto sui soggetti coinvolti nonché a verificarne e monitorarne gli esiti, nonché a partecipare attivamente ai progetti di AMAB in tale campo, collaborando a tutte le iniziative di formazione e di ricerca nell’ambito del Progetto CHETCH.

Associazione Medici Agopuntori Bolognesi (AMAB) http://www.amabonline.it Consorzio CHETCH (China and Europe Taking Care of Healthcare solutions) http://www.chetch.eu/

Associazione per la Medicina Centrata sulla per- sona ONLUs-Ente Morale http://www.medicinacentratasullapersona.org/ index.php/convenzioni/item/55




Le tecniche di cottura cinesi da: “ABCina Dietetica ed alimentazione cinese dalla A alla Zeta”

Lucio Sotte*

Nella mia ormai ultratrentennale pratica clinica mi sono reso conto di come sia importante, al momento di fornire dei consigli dietetici ai pazienti, di dare loro delle indicazioni relative alle tecniche di cottura da utilizzare per preparare il cibo.

Una scelta corretta degli alimenti associata ad errori culinari può compromettere completamente gli effetti della dieta.

Presento in questo articolo una sintesi tratta da un volume che ho appena pubblicato ed è scaricabile on line anche come ebook su www.ilmiolibro.it  “ABCina Alimentazione e dietetica cinesi dalla A alla Zeta”. Si tratta della descrizione sintetica delle principali tecniche di cottura della cucina cinese. Questa parte è preceduta da una analisi molto dettagliata delle tecniche di cottura “occidentali” e dei fenomeni di convezione, conduzione ed irraggiamento che sono alla base della modificazione delle caratteristiche nutritive ed organolettiche dei cibi durante la loro cottura.

Assai spesso fornisco queste descrizioni ai miei pazienti quando suggerisco loro degli indirizzi dietetici  e spesso consiglio di cuocere “saltando” o “al salto”. In Cina questa tecnica di cottura si chiama “chao” e serve per preparare velocemente piatti di carne e verdure ma anche di pesce e verdure mantenendo inalterate le caratteristiche nutritive degli alimenti e garantendo una preparazione che aumenti la loro digeribilità ed ottimizzi le loro caratteristiche organolettiche.

Questa tecnica di cottura è assai interessante perché oltre ad essere particolarmente utile da un punto di vista nutritivo è anche di rapidissima esecuzione. Il che non guasta, nel ritmo anche troppo frenetico della vita moderna! Le tecniche di cottura in Cina

1 Chao – sbiancare o scottare in acqua bollente

Si tratta di una cottura adatta ad alimenti delicati come fegato, fettine sottili di carne, funghi freschi.

Zuppa di fegato di maiale al licio

Ingredienti:

fegato di maiale 250

gou qi zi – fructus Lycii 50

eventualmente mu er – Auricolaria auricolata

fecola di mais-porro-zenzero-vino di riso-salsa di soia-olio di sesamo-pepe-sale q.b.

acqua in quantità 5 volte maggiore della quantità totale degli ingredienti

Preparazione

Si taglia il fegato a fettine sottili e si sminuzzano tutti gli altri ingredienti. Si fa bollire acqua q.b. e si mettono in acqua mu er, gou qi zi, porro e zenzero, una volta che questi ingredienti sono scottati, si aggiunge il fegato ed infine tutti gli altri ingredienti. Alla fine si aggiungono la salsa di soia con olio di sesamo e pepe.

Effetti

Tonifica il Fegato ed il Rene, purifica il calore e rischiara la vista. Il fegato nutre il sangue e rischiara la vista.

2 Zhu – bollire

Si fa bollire il cibo in acqua per ottenere una zuppa. Si parte con fuoco molto vivace “da huo”, una volta arrivati ad ebollizione, si utilizza fuoco al minimo “xiao huo” o piccolissimo “wei huo” per terminare la cottura.

Con il xiao huo – fuoco piccolo si ottiene la zuppa torbida geng.

Con il wei huo – fuoco piccolissimo si ottiene la zuppa limpida o chiara tang o teng.

La regola fondamentale è di decidere la quantità totale di acqua una volta per tutte e non aggiungere acqua in fase di cottura. Inserire tutti gli ingredienti in una sola volta eccetto che il porro, sale e glutammato.

Il sale si aggiunge alla fine per evitare che il cibo indurisca.

Zuppa torbida di carpa e rapa cinese

Ingredienti:

carpa 250

luo bo – rapa cinese 200

porro-zenzero-pepe-vino di riso-salsa di soia-aceto-sale-olio q.b.

Preparazione

Si salta velocemente nel wok il pesce su entrambi i lati. Si passa poi in una pentola con acqua in quantità equivalente a cinque volte gli ingredienti insieme alla rapa tagliata a fettine. Si aggiungono poi tutti gli altri ingredienti. Si tiene sul fuoco da 20 minuti ad un’ora.

Effetti

Rinforza Stomaco e Milza-Pancreas, benefica la tosse, elimina i catarri, in caso di tosse da calore da deficit. La rapa elimina gli accumuli di cibo.

3 Hui – cuocere in umido

Si esegue saltando velocemente gli ingredienti nel wok e aggiungendo poi un liquido di cottura: a questo punto si copre e si mantiene sul fuoco fino a cottura ultimata.

Fettine di maiale in umido con seme di loto e bulbo di giglio

Ingredienti:

lian zi – seme di loto 50

bai he – bulbo di giglio 25

carne di maiale 250

porro- zenzero-aglio-vino di riso-salsa di soia-fecola-sale-olio-acqua q.b.

Preparazione

Si taglia la carne di maiale a fettine sottili e si salta in pentola velocemente con un velo di olio in modo che sia semicotta. Si mette poi da parte.

Si fanno bollire per 20 minuti lian zi e bai he in acqua q. b. poi si aggiunge la carne di maiale e tutti gli altri condimenti. Solo alla fine il vino e la fecola di patate o mais per addensare.

Effetti

Nutre il Cuore e calma lo spirito: esaurimento, palpitazioni, insonnia.

4 Dun – bollitura prolungata

Si effettua mettendo gli ingredienti in acqua ed utilizzando all’inizio fuoco vivace “da huo” e poi fuoco al minimo “xiao huo”.

Si usa per gli ingredienti difficili da cuocere come la gallina, il piedino di maiale. Alla fine della preparazione l’importante è la zuppa perché la carne è molto depauperata dalla cottura prolungata.

Gallina in brodo all’angelica e codonopsis

Ingredienti:

una gallina

dang gui – radice di Angelica sinensis 15

dang shen – radice di Codonopsis pilosula 15

porro-zenzero-vino di riso q.b.

Preparazione

Si eliminano le interiora della gallina e si inseriscono nella cavità dang gui e dang shen in un sacchetto di tela, con porro ripiegato e zenzero e con un goccio di vino di riso.

Si versa in pentola acqua q.b., si introduce la gallina e si fa bollire con il fuoco al minimo per 3-4 ore.

Indicazioni

Epatite cronica ed anemia.

Wei – bollitura prolungata con fuoco al minimo

È un’ebollizione prolungata come dun, l’unica differenza consiste nel fatto che in questo caso si utilizza “xiao huo” fuoco piccolo fin dall’inizio.

Si tratta di un metodo di cottura adatto ai tendini di bue, alla tartaruga, al piedino di maiale. Alla fina si ottiene una sorta di gelatina.

Piedino di maiale alle arachidi

Ingredienti:

una tazza di arachidi con la pelle

piedino di maiale zenzero-anice stellato-sale-salsa di soia-zucchero-vino di riso-pepe bianco q.b.

Preparazione

Dopo aver lavato le arachidi ed il piedino di maiale ed averlo tagliato a pezzi, saltare velocemente zenzero ed anice stellato, aggiungere il piedino e saltarlo, aggiungere poi le arachidi, tutti gli altri ingredienti e l’acqua, stufare fino a cottura ultimata.

Effetti

Benefica lo yin, nutre il sangue e favorisce la lattazione.

6 Shao – brasare

Gli ingredienti vengono saltati velocemente, si aggiungono poi acqua e condimenti, all’inizio si usa fuoco vivo “da huo” e poi, una volta raggiunta l’ ebollizione fuoco piccolo “xiao huo” fino alla fine, poco prima della fine di nuovo “da huo” per riassorbire il liquido in eccesso. Questa tecnica viene definita “hong shao” cioè brasatura rossa quando l’ingrediente è brasato con salsa di soia.

Galletto alle castagne

Ingredienti:

galletto 1/2 kg

castagne sbucciate 50 g

aglio-sale-salsa di soia-olio q.b.

Preparazione

Si taglia il galletto a pezzi grossi e si sbucciano le castagne.

Si salta velocemente il gallo nel wok con un velo di olio, si aggiunge la salsa di soia e si salta ancora, poi si aggiungono aglio, castagne, acqua (una tazza). Si fa fuoco vivo “da huo” e poi “xiao huo”. Alla fine si può aggiungere anche il sale e per chi lo desiderasse dello zucchero.

Effetti

Il galletto, dolce e neutro, riscalda il centro, tonifica lo yang e nutre il sangue.

Le castagne, dolci e tiepide, tonificano Stomaco e Milza-Pancreas, Rene e yang.

La ricetta tonifica Milza-Pancreas e Rene, tratta la tosse da deficit di Rene, la diarrea, le afte buccali ed i rigurgiti da vuoto.

7 Zha – friggere

Nella frittura si utilizza una quantità sufficiente di olio che si porta a fuoco vivo “da huo” a temperatura in modo che gli ingredienti vengano velocemente cotti all’esterno senza che siano induriti all’interno. Alla fine debbono risultare croccanti fuori e morbidi dentro.

Il sale si aggiunge soltanto alla fine per evitare che gli alimenti si induriscano.

“Qing zha” – frittura chiara è quella in cui si frigge direttamente l’ingrediente senza uovo e fecola.

“Ruan zha” – frittura morbida è quella in cui si coprono gli ingredienti prima della frittura con una pastella di fecola e uovo.

Frittura morbida di filetto di maiale all’astragalus

Ingredienti:

filetto di maiale 200 g

huangqi – radice di Astragalus membranaceus 25 g

uovo-fecola di patate- zenzero-porro-vino di riso-sale-olio q.b

Preparazione

Si taglia il filetto a fettine sottili e si mescola fecola e giallo d’uovo, si mescola poi con zenzero, porro, vino da cucina, sale. Si frigge velocemente e, a frittura ultimata, si versa sopra il decotto di Astragalus preparato precedentemente.

Effetti

Tonifica e tratta edemi, iperidrosi, diarrea.

8 Men – saltare in umido con coperchio

È una cottura simile a shao da cui si diversifica per l’aggiunta del coperchio durante la cottura. Si saltano gli ingredienti, si aggiunge salsa di soia, poi acqua e si cuoce prima “da huo” e poi “xiao huo” con il coperchio. Alla fine si asciuga con “da huo” per riassorbire il liquido.

Su usa per le carni come anatra, montone, manzo, melanzane, germogli di bambù

9 Liu – cuocere con aggiunta di brodo

Si aggiunge del brodo all’ingrediente già cotto con altro metodo di cottura. Nella cottura zha liu l’ingrediente prima è fritto, nella hua liu ingrediente prima è saltato, nella ruan liu ingrediente prima è cotto a vapore.

Carne di montone hua liu

Ingredienti:

montone 250 g

shan yao – radice di Dioscorea opposita 100 g

mu er – Auricolaria auricolata 30 g

olio di sesamo-vino da cucina-sale-porro-zenzero-glutammato-fecola di patate q.b.

Preparazione

Si taglia a fettine sottili la carne di montone e si mescola con la fecola stemperata in acqua, vino da cucina e sale. Si salta in pentola poi si mette da parte. Si mettono in padella mu er e shan yao e si cuociono nello stesso olio saltandoli. Poi si aggiungono acqua, glutammato e fecola stemperata in acqua.

Alla fine si riaggiunge la carne di montone e si mescolano velocemente tutti gli ingredienti. Prima di finire la cottura si aggiungono poche gocce di olio di sesamo.

Effetti

Riscalda lo yang, tonifica yang qi, nutre il sangue, benefica il Rene, è adatta al deficit di qi e sangue ed nel deficit di Rene.

10 Bao – scoppiare

È simile a chao saltare, ma è ancora più veloce. Si usa olio più abbondante e molto caldo. Si scoppia l’ingrediente per pochissimi secondi. Si usa con i dadini di pollo, il rene di maiale, l’intestino, la seppia, cioè ingredienti che si cuociono facilmente e soprattutto velocemente. È un tipo di cottura che mantiene tutte le caratteristiche nutrizionali dell’ingrediente di base.

Dadi di pollo esplosi alle arachidi

Ingredienti:

pollo 250

arachidi 250

vino da cucina-sale-glutammato-fecola di mais

Preparazione

Si taglia la carne a dadini e si mescola con fecola e sale. Si saltano a parte le arachidi e si mettono da parte. Si scoppia velocemente il pollo per 3-5 secondi e si toglie. Si toglie l’olio e si rimette la carne con fecola stemperata in acqua per addensare. Si aggiungono subito dopo le arachidi e si serve.

Effetti

La pelle di arachide nutre e muove il sangue e promuove la produzione di piastrine.

Solleva lo spirito, fortifica il cervello, tonifica il sangue, rinforza il rene. Indicato della astenia psico fisica, amenorrea, stipsi, debolezza intestinale, è diuretico

11 Chao – saltare

In questa tecnica si usa fuoco molto vivace per riscaldare il wok in modo che appena versato un goccio di olio questo possa ungere il fondo per fare da tramite per la cottura impedendo agli ingredienti di attaccarsi alle pareti. Subito dopo si introducono gli ingredienti e si fanno saltare mescolandoli molto velocemente. Le proprietà nutritive degli alimenti rimangono invariate.

È utilizzato per le verdure, carni, piatti misti.

12. Peng – cuocere shao con vino o aceto

Si tratta di un metodo utilizzato solo con ingredienti molto salati (pesce, carne salata). Prima si cuociono nella soia, poi si usa il vino da cucina o aceto con metodo shao (fuoco vivace prima, piccolo poi e di nuovo vivace e scoperto alla fine) La differenza con il metodo shao è l’aggiunta dell’aceto o del vino.

13 Jian – soffriggere

Si soffrigge in una piccola quantità di olio in una pentola piatta o una padella. Si tratta della stessa tecnica che noi utilizziamo per preparare l’uovo al tegamino.

14 Tie – soffriggere da un lato

Del tutto simile a jian. L’unica differenza è che si utilizza solo da un lato

15 Ta – soffriggere ed aprire

Si cuoce solo da una lato, poi si apre nella pentola fino a che non diventa sottile come l’omelette e dunque si stende l’ingrediente

16 Zheng – cuocere a vapore

Si preparano tutti gli ingredienti che vanno messi in un contenitore che si mette nel cestello per cucinare a vapore.

Carne di maiale a vapore con semi di albicocca

Ingredienti:

carne di maiale con la pelle 1/2 kg

xing ren – semen Pruni armeniacae 20 g

zenzero-porro-sale-vino di riso-zenzero-salsa di soia-fecola q.b.

Preparazione

Si taglia la carne a fettine sottili. Si scotta il seme di albicocca e si toglie la pelle. Si condisce la carne con sale, vino, zenzero a fette, salsa di soia, fecola e si mette a strati nel contenitore con il seme di albicocca. Si cuoce a fuoco vivo per 30-45 minuti

Alla fine si presenta con sopra un po’ di porro tagliato a fettine sottili.

Effetti

Tonifica Milza-Pancreas e rinforza il Polmone, tratta i catarri e contrasta la tosse.

17 Lu – stufare in salsa Lu

Si mettono gli ingredienti e si cuociono a lungo in una salsa di soia aromatizzata in modo che la salsa penetri all’interno.

Manzo e Rehmannia in salsa Lu

Ingredienti:

carne di manzo 1/2 kg

di huang, radice di Rehmannia glutinosa 20 g

salsa di soia abbondante

sale-zenzero-vino di riso-aglio-porro q.b.

Preparazione

Dopo aver tagliato a pezzi la carne ed averla mescolata col vino, si aggiungono gli altri ingredienti ed alla fine si aggiunge acqua e si cuoce nel brodo con fuoco vivo.

18 Ban – condire a freddo

Si mettono a freddo i condimenti sugli ingredienti e poi si mescolano. In questo caso si utilizza spesso l’olio di sesamo che è piacevole e fresco.

Ad esempio sedano, fagioli gialli ed arachidi con sale e glutammato