La difesa del self: immunità ed eredità in medicina cinese

Leonardo Paoluzzi*

Immunità, difesa del self, eredità: tre parole che esprimono e sotto intendono un intero mondo psichico, emozionale, nervoso ed endocrino in grado di mantenere un self intatto e il più possibile incontaminato per preservarlo nei confronti di un esterno perverso “xié” che vuole “entrare” e di un interno, anch’esso perverso, che deve “uscire”. Certo la genetica e quindi l’ereditarietà, il Jing, gioca un ruolo importante, ma un ruolo  non meno importante lo gioca l’epigenetica. È vero che il Cielo anteriore è un dato riassuntivo di tutta una serie di esperienze vissute e codificate ma è anche vero che il Cielo Posteriore incide sull’Anteriore in maniera determinante, anche perché diversamente il nostro percorso sarebbe piatto, non evolutivo e non si potrebbe arricchire del futuro che abbiamo davanti e che nel viverlo ogni giorno diventa Acquisito.  Nella visione unitaria dell’uomo, l’universo intorno e l’universo interno per essere in equilibrio fra loro e concedere così la salute,  devono trovare le giuste energie per assimilare ciò che è corretto e saper respingere ciò che è perverso. La difesa consiste in questo e soprattutto nel riconoscere ciò che è proprio da ciò che non lo è. Non fare entrare un perverso è senz’altro il concetto più evidente e più semplice della difesa, fabbricare anticorpi per combattere germi, batteri e virus è fondamentale; vaccinarsi in maniera naturale o provocata rappresenta un obiettivo di grande importanza, ma ciò che normalmente trascuriamo è “fare uscire” i sentimenti nocivi. Vivere ad esempio con la paura che ci attanaglia fino alle ossa, con la tristezza nel cuore che consuma tutte le energie positive, con la collera repressa che sconquassa letteralmente il sistema di messa in movimento, con la rimuginazione e l’indecisione che ci consuma il Jing … tutte condizioni queste di malattia. Che cosa incide particolarmente su tutto ciò? Da un lato, lo abbiamo detto, l’eredità, entità non fissa e dall’altro il dinamismo quotidiano. A volte la nostra capacità difensiva c’è ma ci difendiamo troppo verso ciò che non rappresenta un nemico reale ed avremo una iper-reattività che configura le malattie allergiche o più semplicemente una intolleranza; altre volte le nostre difese le rimandiamo al mittente, verso noi stessi e allora abbiamo le malattie autoimmuni; quando poi le difese sono basse o insufficienti, si configura il quadro di una malattia infettiva o degenerativa. Il Jing va nutrito attraverso l’assunzione di altro Jing contenuto negli alimenti e nell’aria e se questo avviene in maniera errata o inadatta o insufficiente andremo incontro ad un esaurimento con tutte le ben note conseguenze, prima fra tutte la difesa inadatta. Ecco allora che lo stile di vita, “la medicina predittiva” entra in gioco con scelte che devono essere consapevoli che guardano all’energetica ad esempio dei cibi, e non tanto alla quantità del cibo stesso. La medicina moderna calcola le calorie, le proteine, gli zuccheri, i grassi, le vitamine ecc., ma non tiene conto del valore energetico dell’alimento, del suo Jing che viene ridotto o perduto con il trattamento industriale dello stesso, con la lunga conservazione o con metodi di coltivazione non naturali per la stagione e tutta una serie di altri fattori. È questo che dobbiamo recuperare e cioè un sano rapporto con il mondo intorno, con la Pachamama, direbbe un andino, con la madre Terra, mettendo il denaro e il profitto in secondo piano. Si è così, pur di avere un maggiore profitto manipoliamo ciò che per milioni di anni la natura, attraverso esperimenti continui, ci ha consegnato. A mio avviso non servono dotte disquisizioni, se non fra addetti, quello che serve, lo vedo ogni giorno nel mio studio medico, è una chiara via da tracciare e far vedere al soggetto malato, una via che spesso è in salita perché si tratta di ripianificare un sacco di cose, soprattutto dare un senso alla vita stessa che non è semplicemente correre dietro alle cose che scappano ma avere meno desideri e più tempo. C’è un bellissimo scambio di battute nel film Blade Runner fra il replicante Roy e il suo “creatore” il quale alla richiesta :“voglio più tempo Padre, voglio più vita”,  lui, Tyrrel  risponde: “ la tua vita è stata come quella di una candela che ha bruciato  dalle due parti” e quindi dura di meno ….Questa è l’immagine che mi viene in mente a proposito delle nostre vite, del correre quotidiano che ci consuma come una candela e allorquando si è consumata tutta la cera della quale non abbiamo avuto cura di risparmiarla e di nutrirla attraverso il recupero del Jing, si spegne. La durata della vita è stato un problema che da sempre, fin dall’antichità, ha afflitto l’essere umano: lo stesso imperatore giallo Huang Di si poneva la domanda di come mai i cinquantenni del suo popolo fossero così mal ridotti in giovane età;  addirittura il mitico Gengis Khan andava interrogando indovini e sciamani per sapere come poter raggiungere l’immortalità; le pratiche yoga kundalini della medicina ayurvedica volte a mantenere il Jing e l’energia vitale. Insomma il tema della vita e della sua durata e quindi del suo stato di salute è da sempre oggetto di attenzione da parte dell’uomo e siamo ancora sulla stessa domanda: quanto durerà la mia vita e quale sarà la sua qualità.




Prevenzione della salute e rinforzo immunitario con la moxibustione

Nicolò Visalli*

La metodica della moxibustione oltre a risultare assai efficace nella cura di numerose patologie, interviene anche nel vasto campo della prevenzione ed inoltre favorisce la longevità e il rinforzo del sistema immunitario.

Già negli antichi testi cinesi compariva, la funzione preventiva della moxibustione. Infatti nel classico Manuale delle Prescrizioni per le Emergenze (Zhou Hou Bei Ji Fang) è scritto: «Per evitare le epidemie delle malattie contagiose, si devono conoscere le tecniche della moxibustione».

In un altro importante libro Prescrizioni d’Oro per le Emergenze (Bei Ji Qian Jin Yao Fang) redatto da Sun Simiao, appare che: «Coloro che si recano nelle regioni Wu e Shu, zone in cui è possibile contrarre malattie epidemiche, debbono applicare la moxibustione per prevenire le malattie contagiose ed evitare l’invasione di fattori patogeni esogeni», è consigliato anche il punto Gaohuangshu (BL43) «serve per curare tutte le malattie (e) la moxibustione (praticata) su questo punto facilita l’incremento del Qi Yang».

Nel testo Biografia di Bian Que (Bian Que Xinshu) è consigliato: «Quando si è in salute applicare la moxibustione ai punti Guanyuan per poter vivere cent’anni» ed inoltre: «Tra i diversi metodi per rinforzare la salute quello principale è la moxibustione il secondo è quello di assumere medicine tonificanti. Dal compimento dei 30 anni si dovrà cauterizzare con 300 coni il punto al di sotto dell’ombelico, a partire dai 50 anni sempre nello stesso punto si applicherà la moxibustione ogni 2 anni con 300 coni ed infine dai 60 anni si applicheranno 300 coni ogni anno. In questo modo non ci si ammalerà». E prosegue: «A partire dai 50 anni applico la cauterizzazione con 500 coni a Guanyuan e sento il corpo molto leggero, con un migliore appetito. All’età di 63 anni in seguito all’ira e ai dispiaceri, il polso nella zona Cun del braccio sinistro presentava i caratteri di debolezza con 19 pulsazioni». L’applicazione della moxa ai punti «Mingmen e Guanyuan con 500 coni per punto, dopo 50 giorni fece sparire il polso in deficit». Da ciò ne deriva che la moxibustione sostiene lo stato di salute anche nella terza età.

Nel Libro della Medicina (Yi Shuo) è detto: «per restare tranquilli, sereni, non bisogna far “seccare” i punti Zusanli e Dantian».

Ed ancora Nella Premessa sulla Medicina (Yixue Rumen), è messa in rilievo l’estrema importanza di moxare durante ogni stagione dell’anno, per rinforzare la Weiqi e dunque poter vivere senza malattie.

A tal proposito numerosissimi sono i lavori scientifici che confermano l’azione preventiva della moxibustione, dimostrando così una diretta e specifica azione di stimolo sul sistema immunitario.

Numerosi sono i metodi di trattamento mediante moxibustione e qui di seguito ne vediamo in concreto alcuni.

MOXIBUSTIONE AL PUNTO QIHAI (CV6)

Il punto Qihai detto anche Dantian e Xiahuang appartiene al meridiano Vaso Concezione. Nel Manuale Illustrato dei Punti di Agopuntura e Moxibustione evidenziati nella Figura di Bronzo (Tongren Shuexue Zhenjiu Tujing) è scritto: «Il punto Qihai è il Mare del Qi originario dell’uomo». La moxibustione praticata frequentemente su Qihai migliora l’Essenza vitale, rinforza il Rene e tonifica il Qi originario, è dunque un punto assai rilevante per il rafforzamento della salute.

Moxibustione moderata con sigaro.Stesso procedimento di quello descritto per il punto Zusanli (ST36).

Moxibustione indiretta con zenzero. Collocare su Qihai una fettina di zenzero dello spessore di 0,2-0,5 cm, quindi accendere 3-5 coni medi; effettuare una seduta ogni 2-3 giorni, 10-15 sedute costituiscono un ciclo che da ripetere mensilmente.

 

 

 

MOXIBUSTIONE DEL PUNTO ZUSANLI (ST36)

Le principali funzioni sono tonificare Milza e Stomaco, regolare Sangue e Qi, neutralizzare i fattori patogeni esogeni. Inoltre questo punto contribuisce a prevenire l’ictus e prolungare la vita, anticamente infatti era chiamata “moxibustione della longevità”.

Moxibustione moderata con sigaro. Con il sigaro acceso porlo ad una distanza di 3 cm circa da Zusanli, per 10-15 minuti, fino a che non si percepisce un calore intenso o che la cute non diventa rossa. La frequenza del trattamento sarà di 10 giorni al mese a giorni alterni.

Moxibustione diretta con cicatrice. Porre su Zusanli 3-5 coni piccoli o medio-piccoli rimpiazzandoli una volta consumati, fino al costituirsi di una papula che successivamente diverrà pustola. Si ricopre poi con garza sterile e si fissa con del cerotto per evitare infezioni. Questa metodica è caduta in disuso a causa della formazione di cicatrici.

MOXIBUSTIONE AL PUNTO YONGQUAN (KI1).

Calma la Mente, riattiva la conoscenza, tonifica il Rene e l’Essenza vitale e purga il Fegato. È uno dei punti fondamentali per rinforzare la salute negli anziani.

Moxibustione indiretta con zenzero. Porre il paziente in decubito prono e collocare una fettina di zenzero dello spessore di 0,3-0,5 cm sul punto. Utilizzare 5-10 per seduta, grandi come un seme di soia Sedute a giorni alterni; 10-12 sedute costituiscono un ciclo.

Moxibustione senza cicatrice. In decubito prono, applicare 3-5 piccoli coni facendo attenzione a rimpiazzarli appena si avverte una forte sensazione di calore.

 

 

 

MOXIBUSTIONE SUL PUNTO SHENQUE (CV8).

Shenque riscalda e tonifica il Qi Yang e favorisce la funzione di trasporto e trasformazione di Milza e Stomaco. Inoltre la ricerca sui possibili effetti dell’applicazione della moxibustione su Zusanli e Shenque mette in rilievo che il fattore di crescita epiteliale lo sviluppo e la moltiplicazione delle cellule, in tal modo le terapie con moxibustione ha un effetto stimolante sul metabolismo corporeo e ritarda la senescenza.

Moxibustione indiretta con zenzero. Porre una fettina di zenzero dello spessore di 0,2-0,4 cm, nell’ombelico e applicare 3-5 coni per volta, effettuare 10 sedute a giorni alterni mensilmente. Moxibustione indiretta con sale. Ricoprire con il sale l’ombelico, sopra disporre i coni, e utilizzare lo stesso metodo usato per lo zenzero.

MOXIBUSTIONE AL PUNTO GUANYUAN (CV4)

Il punto Guanyuan è il punto di riunione con i canali di Milza, Rene e Fegato è anche il punto Mu anteriore dell’Intestino Tenue. Le principali funzioni sono di riscaldare il Rene, assicurare l’Energia vitale, tonificare il Qi, rinforzare lo Yang, regolare l’energia del Sangue e coordinare i canali Vaso Concezione e Vitale. È il punto di maggior importanza per rinforzare la salute in età avanzata. La moxibustione su Guanyuan è proibita nelle donne in gravidanza. Le metodiche di moxibustione moderata, con sigaro o con zenzero sono gli stessi utilizzati per Zusanli (ST36).

 

 

 

MOXIBUSTIONE AL PUNTO FENGMEN (BL12)

Il cui nome è Refu, è il punto di incrocio del canale Vaso Governatore e del canale della Vescica Taiyang del piede. La funzione principale è di trattare tutte le malattie da Vento. Rende migliore la ventilazione e calma il Polmone, mette in comunicazione i collaterali, espelle il Vento e regola il Qi. È indicato per la prevenzione nelle malattie da raffreddamento, e nell’apoplessia causata da ipertensione. Si applica la moxibustione verso i 17-18 anni per prevenire le malattie da raffreddamento. È altresì indicata la moxibustione moderata con sigaro nella prevenzione dell’apoplessia. Nella prevenzione dell’influenza e del raffreddore si usa applicare la moxibustione con zenzero, con 10-20 coni della grandezza di un seme di soia, in sedute giornaliere.

MOXIBUSTIONE AL PUNTO GAOHUANGSHU (BL43)

Ubicato sul canale della Vescica Taiyang del piede, migliora la ventilazione e calma il Polmone perturbato, rinforza l’Energia vitale ed è un punto di tonificazione. Si utilizza la moxibustione con zenzero.

 

 

 

MOXIBUSTIONE SUL PUNTO DAZHUI (DU14)

Questo punto detto anche Bailao è il punto di incrocio dei tre canali Yang della mano e del piede (Intestino Crasso Yangming della mano, Intestino Tenue Taiyang della Mano, Triplo Riscaldatore Shaoyang della Mano, Vescica Taiyang del piede, Vescica Biliare Shaoyang del piede, Stomaco Yangming del piede), e del canale Vaso Governatore. Governa e dirigere tutti i canali Yang ed è noto come il “Mare dei meridiani Yang”.

Allevia i sintomi esterni, risolve l’ostruzione nella circolazione dell’Energia vitale e rafforza la funzione vitale, elimina il Vento e disperdere il Freddo, schiarisce il Cervello e calma la Mente. Normalmente si applica la moxibustione moderata con sigaro, allo stesso modo per quella descritta per Zusanli (ST36).

MOXIBUSTIONE SUL PUNTO QUCHI (LI11) La moxibustione su questo punto nella terza età, contribuisce a prevenire la diminuzione dell’attività visiva, aumenta la resistenza alla malattie, incrementa l’udito, rinsalda la dentatura, previene gli accidenti cerebrovascolari e contribuisce a diminuire i livelli pressori.

MOXIBUSTIONE AL PUNTO SHENZHU (GV12)

Abbassa l’ascesa anormale del Polmone ed elimina la tosse diminuisce la temperatura, elimina il calore patogeno di Cuore e Pericardio, rimuove l’ostruzione della circolazione di Energia vitale, scaccia il vento, calma la Mente. Questo è utile ed efficace nel rinforzare la salute e favorire un sano sviluppo soprattutto nei bambini. A tale scopo si utilizza la moxibustione moderata con sigaro piccolo come una sigaretta. Si effettuano sedute di 3-10 minuti, a giorni alterni per 10-12 sedute al mese.

MOXIBUSTIONE SUL PUNTO SANYINJIAO (SP6)

Poiché fortifica l’apparato genitale, si utilizza soprattutto nei giovani di 24-25 anni.

 

 

 

MOXIBUSTIONE CON SIGARO AI PUNTI SHENZHU (GV12), FENGMEN (BL12), LINGTAI (CV10) E KONGZUI (LU6)

Questa formula si applica nei bambini dai 5 anni in su, con un bastoncino di moxa della grandezza di una sigaretta. Il trattamento effettuato per un mese interviene sull’ipertrofia tonsillare nei soggetti inappetenti o con adenopatie e sulle turbe gastroenteriche croniche, sull’anemia e sulle malattie ricorrenti da raffreddamento.

Sono stati individuati numerosi altri punti che in aggiunta ai precedenti hanno lo scopo di rinforzare la salute e prevenire le malattie tra cui Zhongwan (CV12), Shenshu (BL23), Mingmen (GV4), Yanglingquan (GB34), che possono essere usati con le medesime tecniche dei punti che fin qui sono stati descritti.




L’immunità in agopuntura e medicina cinese

Carlo Di Stanislao, Rosa Brotzu, Iacopo Valente*

“Se credi che un problema sia complesso scindilo nelle sue singole parti” Marco Aurelio

 

Per comprendere l’immunità ed i meccanismi che presiedono alla sua regolazione in Medicina Cinese si deve tenere conto dei seguenti aspetti:

–  difese superificiali aspecifiche

–  weiqi (TR-Inferiore, TR-Superiore)

–  zhengqi (equilibrio yin/yang ed energia e sangue)

–  zongqi (collegamento alle linee familiari attraverso l’alimentazione)

Esaminiamo ora i singoli aspetti.

 

Difese superficiali aspecifiche

Strutture superficiali di protezione

La pelle e le mucose (pelle interna) sono deputate alla prima protezione dalle aggressioni esterne.

Esse (ma anche endoteli e congiuntive) rispondono dialetticamente alle due risonanze (livelli) più superficiali dello yin e dello yang: tai yin e tai yang.

NB: J.M. Kespi: Acupunture, Ed. Maissonneuve, St. Ruffine, 1982 e Cliniques, Ed. Guy Tredaniel, Paris, 1989; M. Petipierre: Acupuncture et immunologie, Mer., 108, 1997:

Tai yang: piu’ sangue che energia ,quindi funzioni di difesa piu’ materiale che energetica ed inoltre piu’ azione su pelle, endoteli e congiuntiva.

Tai yin: più energia che sangue, pertanto difesa di tipo energetico e controllo a livello delle mucose. Soprattutto zu tai yin (in quanto più yin) controlla le mucose (in associazione con yang ming).

I punti importanti dell’integrità anatomica e funzionale di pelle e mucose (compattezza, attività leucocitaria e macrofagica, sistema APC delle cellule dendridiche, ecc.) sono:

Tai yin (LU 9 Taiyuan e CV 6 Qihai)

Tai yang (BL 40 Weizhong)

Yang ming (LI 11 Quchi)

LU 9 Taiyuan

Regola tutte le mucose, apporta umidità alla pelle (individui atopici con secchezza cutanea e sintomi rinobronchiali). È detto “hui” (riunione) dei vasi arteriosi (e dell’energia). Punto in relazione con la yuanqi (bambini ed anziani) ed insieme punto Terra (combatte la secchezza a livello polmonore).

Nello Hui Thu Zhen Jiu Yang Xue (Studio elementare dell’agopuntura e moxibustione) di Li Xue Chuan (XIX secolo) (trad. di B. Auteroche, Mer., 108, 1997) la sua azione si paragona a principi immunomodulanti ed antisecchezza: radix Ophiopogonis, fructus Schizandrae, radix Ginseng, folium Mori, fructus Trichosanthis, exocarpium Citri grandi, rhizoma Cynanchi.

Nel testo se ne proibisce la moxa.

CV 6 Qihai

Punto huang per eccellenza controlla la nutrizione attraverso l’energia ed il sangue. Secondo Kespied Andres controlla tutte le mucose (patologia polimucosale da turbe nutrizionali con sindrome “freddo” e forte connotazioni psichiche). Deve essere trattato in moxa.

BL 40 Weizhong

È il punto maestro della pelle (D. Colin, Maladies de la peau, in EMC, Ed. Techniques, Paris, 1989) con varie indicazioni dermatologiche (orticaria, prurito, eruzioni tegumentarie, iperidrosi). Svolge importanti funzioni immunomodulanti (Omura Y., Acup-Elecrother.Res., 14, 1989) che spiegano la sua azione su foruncoli, ascessi, ecc.

Da usare nei calori latenti cutanei (flogosi minima tegumentaria di Giannetti) unitamente al punto PC 3 (Quze) (tecnica delle 4 colline: Wang Zhanxi, Li Huangling et Bernard Auteroche, Neike Zhenjiu Xinbian; Nuova associazione dei punti in medicina interna, Ed. Du Seuil, Paris, 1994; H. Voisin, L’acupuncture du praticien, Ed. Maloine, Paris, 1984).

Il punto è in relazione con il rene yang (Nguyen Van Nghi, C. Nguyen-Recours, Medicine Traditionnelle Chinoise, Ed. NVN, Marseille, 1992) e svolge (sopratutto a livello cutaneo) azione antiallergica, antinfiammatoria ed antinfettiva, ma ha anche (come punto dello yang del Rene) indicazioni immunitarie generali su febbre intermittente e sindromi influenzali.

LI 11 Quchi

Punto anticalore e dermatologico di primissimo piano (Shen-Du et al.: Handbook of Dermatology in Chinese Medicine, Paradigm Publishing House, New-York, 1992) svolge ruoli antiallergici (prurito, orticaria) ed immunomodulanti (febbre, foruncoli e suppurazioni delle mani).

Sinossi: Nelle patologie di mucosa impiegare costantemente Taiyuan (soprattutto con secchezza). In caso di coinvolgimento di più mucose con sindromi psichiche da freddo (depressione, non sentirsi amati, ecc.) Qihai in moxa.

Nei casi di turbe cutanee con calore Weizhong e Quze.

Se suppurazione da deficit immunitari (staffilococcie o pitirosporosi in atopico) Weizhong e Quchi.

Nelle patologie combinate di cute e mucose valgono regole diverse (J-M. Kespi’, L’Acupuncture, Maissonneuve, St. Ruffine, 1982, C. Sciarretta, Dispense di Agopuntura Tradizionale, voll. II, Ed. AMA, Ancona, 1983; AMSA,  , Roma, 1997)

In agopuntura, vanno differenziate l’interessamento di una mucosa da l’interessamento di un viscere. In effetti non è la stessa cosa parlare di patologia della mucosa bronchiale e del viscere polmone. G. De L’Homme (1989), pneumologo ed agopuntore, ci ricorda che nei classici medici (Nei Jing Sowen e Lingshu, Zheng Jiu Jia Yi Jing, Zheng Jiu Da Cheng) ma anche nelle opere di metafisica taoista (Lingpao pifa, Weisheng shenglixue mingzhi), quando si parla di polmone, cioè di “ministro principale” (xiang-fu), non si fa mai una chiara distinzione fra “soffio vitale” (qi), soffio respiratorio (tianqi), soffio ancestrale ritmico del petto (zongqi) e jing acquisito. Comunque queste funzioni (assieme allo shen ed ai liquidi) appaiono turbate nella patologia delle vie aeree superiori ed inferiori. Quando siamo di fronte ad una patologia bronchiale dovremo sempre distinguere le turbe del movimento d’energia, della mucosa e dell’organo, così come, in medicina accademica, distinguiamo la patologia comitata e non comitata polmonare, disfunzionale o strutturale. Quindi, nel nostro caso, dovremo chiederci se vi è una turba globale del movimento (wuxing) del metallo (jin) (disincronizzazione, scomparsa e ricomparsa repentine e senza causa, disturbi respiratori ed intestinali, ecc.), dell’organo (ordine, pelle, diffusione del soffio, diffusione e discesa dei liquidi, ecc.) o semplicemente della mucosa bronchiale. Per quanto concerne la mucosa (ogni mucosa) i cinesi la definiscono pelle interna (neipi) e vanno considerati alcune nozioni nel suo trattamento:

Blocco energetico (interno o esterno): Le mucose sono strutture che si aprono dall’interno all’esteriore (tai yin) e dall’esteriore si chiudono all’interno (yang ming). Nel caso di blocco tai yin vi è un non movemento dell’uomo verso l’esteriore (chiuso, introverso, incapace di esprimere i suoi sentimenti, triste, con stispi ed diuresi problematica, con oligomenorrea ed ipomenorrea e scarsa lattazione). Nel caso di blocco yang ming l’uomo non si sa raccagliere in sè (collera, claustrofobia, irritabilità, anoressia, digestione difficoltosa, bisogno di movimento, calore e sudore, ecc.). Il punto che libera i blocco tai yin è Taibai (SP 3), punto shu; quelli che sbloccano lo yang ming Hegu (LI 4, punto yuan) e Quchi (LI 11, punto he).

Secrezione: tutte le mucose sono soggette a patologie ipersecretive di tipo o umidità-freddo (shihan) o umidità-calore (shire). In caso di muco filante e facile da staccare, limpido, urine chiare e abbondanti, alvo stitico, polso lento, lingua con patina bianca siamo nel primo tipo; invece se i catarri sono collanti o secchi, torbidi, maleodoranti, grigi o giallastri, le urine scarse e cariche, l’alvo piuttoso diarroico, il polso rapido, la lingua con patina scarsa e giallo ci troviamo nella seconda categoria. I calcoli renali possono essere di tipo umidità-freddo (fosfati) o umidità-calore (ossalati e acido urico). Ora esistono due punti che possono essere impiegati: Burong (St 19) per apportare calore in caso di umidità e freddo e  Fuhai (SP 16) per apportare freschezza in caso di umidità e calore. In tutti i casi aggiungere Fenglong (40 E) che “secca i catarri”.

Circolazione di energia difensiva (weiqi): sulle superfici cutanee e mucosali circola energia difensiva che ha il compito della difesa, materiale ed immateriale, dalle aggressioni (reali o immaginarie; fisiche o psichiche). Vi sono due modi di reagire alle aggressioni: o proiettare tutte le nostre energie in superficie o, al contrario, bloccarle all’interno per proteggerlo. Nel primo caso si ha una cicatrizzazione rapida e spesso esuberante o patologica (cicatrici ipertrofiche e cheloidi), nel secondo una cicatrizzazione lenta e difettosa (ferite torpide, infette, lente a guarire). Inoltre, anche sotto il profilo psicologico, tali individui reagiscono diversersamente quando si sentono aggrediti: nel primo caso sono soggetti irritabili, che esplodono con facilità, con gola serrata alle emozioni, perdita di controllo, che rifiutano di essere guardati, toccati o consolati. Nel secondo caso sono individui che si chiudono in loro stessi e diventano tristi e melanconici. Nel primo caso (collera, esplosione, groppo alla gola, non vuole essere consolato) il punto da trattare è Kufang (St 14); nel secondo (tristezza, melanconia, mutismo, chiusura) il punto Wuyu (St 15 ). Si afferma anche che (George Soulie De Morant, Roger De La Fuye, Claude Roustan, Borsarello-Duron-Laville-Mary, Sciarretta) il punto St 14 ha valenze più psichiche (aggressioni psichiche e morali), il St 15 più fisiche (aggressioni di allergeni, virus, batteri, miceti, inquinanti, ecc.). In taluni casi (George Soulie De Morant, Roger De La Fuye, Claude Roustan) si afferma una differenziazione per Kufang: a dx azione psichica, a sx fisica. Va inoltre aggiunto che l’azione di esteriorizzazione della weiqi prodotta dal St 14 è rinforzata dal GB 39 (Xuanzhong) e quella di interiorizzazione del St 15 dal LI 18 (Futu).

Mezzo di contatto: comunicando con l’esterno le mucose sono mezzi di contatto controllati da vasi Luo-Longitudinali (Bieluo). L’elenco dei punti di comando è il seguente: mucosa bronchiale: Fenglong (St 40); mucosa intestinale Gongsun SP 4;    mucosa vescicale: Lieque (LU 7); mucosa  anale Dazong (KI 4); mucosa  buccale: Pianli (LI 6);                mucosa nasale: Feiyang (BL 58); mucosa genitale: Ligou (LR 5).

NB:  Il punto che comanda globalmente le mucose è il punto “he” di zu tai yin: SP 9 Yinlingquan.

Le mucose sono regolate dall’energia yang (weiqi) essendo strutture di superficie. Spesso la loro patologia deriva da una disregolazione spaziale e temporale che può essere trattata con i punti chiave (accoppiati) di YangWeiMai (TR 5 Waiguan e GB 41Zulinqi) e YangQiaoMai (BL 62 Shenmai e SI 3 Houxi).

Quindi nel caso di patologie di più mucose (bronchi e stomaco, bronchi e vescica, colon e naso, ecc.) o di una mucosa e cute trattare nel modo seguente:

– sboccare la mucosa (tai yin e yang ming);

– combattere l’umidità-freddo o calore;

– valutare le modalita’ di circolazione della weiqi;

– trattare il punto di comando specifico e/o globale;

– armonizzare la circolazione dello yang (che corrisponde alla weiqi) nello spazio e nel tempo (YangWeiMai e YangQiaoMai).

 

Weiqi

È l’aspetto difensivo della energia corretta ed è specializzata a circolare in superficie. È meno sottile e materiale dell’energia Rong (Yong o nutritiva) ed ha caratteristiche di tipo yang. Circola fuori dai meridiani principali, sopratutto nei tendino-muscolari (jing–jin) e nei distinti (jing–bie) e controlla pelle (traspirazione, sebo, temperatura) e le mucose. Entra in profondità attraverso i meridiani distinti (visceri e cervello) e circola nei territori yin durante la notte (Sowen cap. XLIII, A. Husson, ASMAF, 1974; J. Lavier, Ed. Pardes, Paris, 1992). È in grado di raggiungere i visceri (zang/fu) attraverso gli shu del dorso (beishu) (G. Maciocia, The Foundation of Traditional Chinese Medicine, Ed. Churchill-Livingstone, Edimburg, 1989) (in questo caso impiegare moxe). Circola in modo pulsatile, intermittente ed irregolare (sintomatologia intermittente dei meridiani distinti) (Nguyen Vannghi: Patologie et Pathogenie en Medicine Traditionnelle Chinoise, Ed. Don Bosco, Marseille, 1977.). Secondo il Lingshu (cap. 22) (trad. Ming Wong, Ed. Masson, Paris, 1987) è prodotta dal TR-inferiore e distribuita dal TR-superiore. Alcuni testi (Classico imperiale dei polsi del 1770 in caratteri kano, Trad. a cura di Leung-kwok-po et al., Ed. Red, Como, 1981) la identificano con la “dea della difesa” collegata al qi del Rene (e al polso dello yang-ming sulla pedidea).

Nei vuoti si hanno scarsa capacità reattiva alle “xie” (poca febbre, malattie di lunga durata e progressive, ecc.), cute fredda, secca, poco sebo, infezioni aeree, urinarie, intestinali e cutanee a ripetizione, fiato corto, dispnea, astenia, voce flebile, lombalgie, ecc. Il polso sarà profondo, lento vuoto, la lingua umida, gonfia, pallida. Soggetti timolinfatici senza turbe di assimilazione.

Gli studi dell’AFA (Policopie du troisieme annee, Ed. AFA, Paris, 1981) si incentrano sui seguenti punti: KI 7 Fuliu: punto di tonificazione, attivo su yin e yang (Hawawini, Riv. fr. d’Acupunct., 74, 1995). Meglio in moxa (G. Maciocia, La Clinica in Medicina Cinese, Ed. CEA, Milano, 1995). LU 2 Youmen: Punto che distruisce sia rong che weiqi, attivo su acne, rosacea, darte migrante e perleche (turbe immunitarie di superficie). LI 18 Futu: punto caverna (Shuixue); distribuisce e fa circolare in superficie la Weiqi (Arthus M., Noms des points d’Acupuncture, memoire, AFA, Paris, 1993; Perrey F.: Les points, memoire, AFA, Paris, 1988).

Gli ultimi due punti vanno trattati senza moxa (J.F. Borsarello, Acupuncture clinique et therapeutique, Ed. Masson, Paris, 1989; Chen You-wa, La Manipulation des aguilles; techniques simplex de puncture, Ed. R. Laffont, Paris, 1995).

 

Zhengqi

Composta da energia ancestrale (yuanqi) ed acquisita (tian e guqi).

È’ l’energia antipatogena per eccellenza che pone in relazione sistema immune, aria, ambiente, alimentazione e stile di vita, dimostrando che le nostre capacità difensive dipendono da cause congenite ed acquisite.

Divideremo questo capitolo in quattro paragrafi (yin/yang; qi/xue e sishi; yuanqi) ed una nota aggiuntiva sullo yang ming.

A)    Equilibrio Yin/Yang

NOTA SULLO YANG-MING COME PROTEZIONE E NUTRIZIONE

In due differenti osservazioni cliniche (Riv. fr. d’Acunpt., 79, 1994 e 82 1995) Kespi ha dimostrato che i punti di yang ming possono avere un ruolo importante nelle protezioni anche immunitarie globali o locali.

St 3 Jiuliao: Viso (sopratutto naso)

St 14 Kufang: Torace (ed anche viso)

St 30 Qichong: digerente e generale (produzione della zhengqi come nutrizione e  protezione: deficit immunitari, sepsi croniche o recidivanti e turbe nutrizionali).

 

Zongqi

La Zongqi, chiamata anche Energia Motrice, Energia Essenziale o Energia del Torace, deriva dall’interazione della Guqi con la Tianqi. È localizzata nel Riscaldatore Superiore, sostiene l’attività del Cuore e dei Polmoni, promuove la circolazione sanguigna e controlla la capacità di parlare e la forza della voce. Zong è, per i cinesi, il “tempio degli antenati”. In dietetica energetica, sono in relazione con Zong le abitudini alimentari collegate alla famiglia ed al paese di origine.Gli alimenti che hanno partecipato a costruire e a modellare il nostro corpo durante l’infanzia rimangono i migliori per tutta la durata della nostra vita. Ognuno conserva sempre il ricordo del sapore dei cibi mangiati a casa durante l’infanzia; e questo sapore non viene dimenticato anche se impariamo ad apprezzare nuovi cibi molto gustosi. Una delle regole fondamentali della dietetica è quella di mangiare prodotti locali, all’epoca in cui sono maturi, cucinandoli nel modo tradizionale del posto. Nella pratuica sono defict immunitari in corso di allergie con segni intestinali (malattia di Wiskott e Aldrich e similari) a far pensare ad un interessamento della Zongqi. Punti da usare sono 10SI (Tianzong), 7TB (Huizong) e 17CV (Dianzhon), meglio se con aghi e moxe.

 

Bibliografia

AAVV: Agopuntura: Breve Compendio ,Ed. SICA-AMSA-XINSHU, Roma, 2011.

Andrès G., Di Stanislao C.: Le malattie della pelle, Ed. AMSA, Roma,  2001.

Bonanomi F., Corradin M., Di Stanislao C.: Introduzione al Pensiero e alla Medicina Classica Cinese, Ed. Bellavite, Missaglia, 2012.

Brotzu R., Di Stanislao C.: Le Malattie della Pelle in Medicina Cinese, policopie, Ed. AMSA, Roma, 2008.

De Beradinis D.: Allergie e intolleranze alimentari, a cura di Navarra M. e D’Onofrio T., Edizioni I’dO, Mosciano S. Angelo (TE), 2006

Di Stanislao C.: Discorso sui Meridiani, CD-ROM, Ed. AMSA-Wu Wei, Brescia, 2013.

Di Stanislao C., Brotzu R., Marzicchi S.: Le Otto Regole Diagnostiche, la Diagnosi Tipologia e le Tecniche Esterne non Agopunturali in Medicina Cinese, Ed. AMSA, Roma, 2009.

Di Stanislao C., Brotzu R.: Manuale Didattico di Agopuntura, Ed. CEA, Milano, 2008.

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Kespì J.M.: Cliniques, Ed. Guy Tredaniel, Paris, 1989.

Simongini E., Bultrini L.: Le Lezioni di Jeffrey Yuen – Volume V –Le regole terapeutiche. L’azione intrinseca dei punti, Ed. AMSA, Roma, 2005.

 

 

 

 

 




Trattamento degli acufeni con l’agopuntura

Ming Niu* Glauco Cristofaro** Fu Bao Tian**

Abstract: È opinione comune che una pluralità di agenti patogeni differenti possano influire sulla patogenesi degli acufeni. Tuttavia nel presente lavoro solo due fattori vengono chiamati in causa, ossia pieno-eccesso e vuoto-insufficienza. In una situazione di pieno il disturbo può essere causato da un eccesso di fuoco nel cuore e nel fegato, stasi del sangue e stagnazione del qi, unione fuoco-catarro. Il trattamento avviene tramite dispersione del fuoco, riduzione del fuoco e scioglimento del catarro, sblocco della stasi del sangue. La situazione di vuoto è caratterizzata da un’insufficienza di yin nel rene e nel fegato, il trattamento mira a tonificare lo yin di questi due organi.

Parole Chiave: acufeni, agopuntura, testa-collo, otorinolaringoiatria, audiologia.

 

Gli acufeni sono la percezione di un suono simile ad un fischio o un ronzio in assenza di una sorgente sonora in corrispondenza o in prossimità del soggetto. Le statistiche otorinolaringologiche indicano che il 17-20% degli adulti soffrono di questo disturbo, la percentuale aumenta al 28% negli adulti oltre i 65 anni, raggiungendo l’85% in concomitanza con patologie auricolari. Il repertorio terapeutico della medicina occidentale non comprende interventi specifici per gli acufeni; tutt’oggi le terapie applicate, quali gli anticoagulanti e i sedativi, non hanno dato i risultati sperati.

 

Agopuntura

Prestando maggior attenzione alla ricerca dei meccanismi fisiopatologici che sottendono la sintomatologia, come anche lo stato globale dei meridiani, dei visceri e degli organi, attraverso una analisi dialettica è possibile mettere in atto una ricerca dinamica delle cause sotto riportate che permetta la scelta di opzioni terapeutiche adeguate.

 

Agopunti prossimali e distali lungo i meridiani connessi all’orecchio

Tra gli orecchi e i meridiani degli organi interni sussiste una diretta relazione, nel caso specifico gli orecchi sono gli orifizi esterni correlati ai reni. Secondo le teorie della MTC inerenti ai concetti di trasformazione e controllo dei cinque elementi, gli orecchi sono in relazione anche con gli altri organi interni, è rilevante notare che cinque dei dodici meridiani passano in prossimità dell’orecchio. I meridiani dell’orecchio sono i meridiani shaoyang e yangming della mano e del piede. Il meridiano del triplice riscaldatore (TB – shaoyang della mano) decorre dal dorso della mano terminando in prossimità dell’apice auricolare, anche il meridiano della vescica biliare (GB – shaoyang del piede) decorre nei pressi delle regioni apicale e mastoidea; il meridiano dell’intestino tenue (taiyang della mano – SI) decorre dal canto oculare interno verso la regione auricolare per poi proseguire anteriormente all’orecchio; il meridiano dello stomaco (ST- yangming del piede) decorre dalla regione auricolare superiore verso la guancia attraversandola.

Il trattamento con l’agopuntura può migliorare la circolazione sanguigna nell’orecchio, accelerando il flusso ematico [1]. Evidenze sperimentali hanno confermato che yifeng (TR-17) – come anche altri agopunti [2] – è in grado di attivare i nuclei della base quali il nucleo caudato (CN) e il nucleo del lemnisco laterale (nLL), come anche strutture inferiori, quali il collicolo inferiore (IC) e il nucleo spinale del V n.c. (Sp5). In questo modo è possibile esercitare un’influenza sull’attività nervosa del sistema uditivo, in grado pertanto di inibire l’insorgenza degli acufeni. Secondo la teoria della medicina attuale, gli acufeni sono con molta probabilità causati da un’attività inappropriata del nucleo di Erdinger-Westphal (EW) [3], stimolati dall’attività del sistema nervoso centrale (in particolare dalla corteccia), causati da impulsi aberranti [4]. Queste sono funzioni che secondo la teoria dei cinque elementi della medicina tradizionale cinese appartengono al cuore, perciò è possibile utilizzare bilateralmente i punti neiguan (PC-6).

 

Diagnosi e scelta degli agopunti

Gli acufeni sono associati allo stato degli organi interni, e in particolare modo ai reni, fegato, stomaco e milza. Per quanto la loro eziologia possa apparire complessa, la patogenesi può essere ricondotta a due sole manifestazioni: un esordio acuto di elevata intensità in un ambiente di vita rumoroso associato a depressione emotiva o rabbia, questo può indicare un blocco della circolazione energetica (qi) a livello auricolare con ipoacusia, accompagnata dalla comparsa di un arrossamento della lingua ricoperta da una patina giallastra e da un polso veloce e a corda (xian). Sintomi comuni sono: ansia, rabbia ed insonnia, dovute ad un eccesso di fuoco nel fegato e nel cuore, oppure gli insiemi di vento-fuoco e catarro-fuoco, i quali colpiscono la testa quindi i pensieri; un esordio graduale in un ambiente di vita generalmente poco rumoroso e sereno associato a bassi livelli di energia, spossatezza, stanchezza, sonnolenza, sudorazione spontanea, lingua pallida e gonfia con impronta dei denti e polso fine (xi). Dunque, in caso di patologia da eccesso è consigliabile l’uso, fra gli altri, degli agopunti hegu (LI-4), taichong (LR-3), fengfu (GV-16), neiguan (PC-6), quchi (LI-11), fenglong (ST-40), neiting

(ST-44). Tutti questi agopunti, come del resto altri, servono per disperdere l’eccesso di fuoco dal cuore e dal fegato, inoltre si utilizzano per liberarsi dal vento-calore e dal catarro e fuoco. In caso di patologia da insufficienza di yin, i punti tianshu (ST-25), zusanli (ST-36), pishu (BL-20), shenshu (BL-23), sanyinjiao (SP-6), taixi (KI-3) sono utilizzati per nutrire lo yin del rene, migliorando così la funzionalità della milza e dello stomaco.

 

Sintomi e scelta degli agopunti

Gli acufeni sono spesso accompagnati da insonnia, scarsa memoria, cefalea, visione offuscata, irritabilità, diatesi tromboembolica, quindi la scelta degli agopunti da utilizzare non dipende solo dai meccanismi sotto riportati ma anche dai sintomi associati con la malattia. Insonnia e perdita di memoria sono spesso trattati impiegando, fra gli altri, i punti baihui (GV-20), shenting (GV-24), yintang (EX) e sishencong (EX) per attenuare lo yang del fegato, riducendo in questo modo l’ottundimento sensoriale e la vista annebbiata. La cefalea può essere trattata con baihui (GV-20), waiguan (TB-5), taiyang (EX), hegu (LI-4), l’irritabilità può essere trattata con i punti neiguan (PC-6) e shenmen (HT-7), i quali agiscono come sedativi del sistema nervoso.

 

Aspetti tecnici, manipolazione degli aghi

De qi  (Ottenere il qi. Con questo termine ci si riferisce alle sensazioni di dolore, pesantezza, intorpidimento e contrazione avvertite dal paziente durante l’agopressione, sintomi per cui la terapia sta avendo successo) è la parola che descrive il raggiungimento dell’efficacia terapeutica dell’agopuntura, perciò nel trattamento degli acufeni le tecniche di manipolazione degli aghi sono estremamente importanti. È opportuno sottolineare che l’energia che viene impressa dal movimento di infissione dev’essere leggera ma decisa al tempo stesso, la morbidezza e la durezza si compenetrano e completano a vicenda, questo è necessario per eseguire correttamente l’infissione che deve avvenire nel punto giusto per far sì che il paziente percepisca solo la sensazione dell’ago e nessun altro tipo di dolore, raggiungendo così ottimi risultati. Durante l’agopuntura relativa a problematiche auricolari, la direzione e la profondità di infissione degli aghi sono di estrema importanza, inoltre devono essere coerenti con la massa corporea dei pazienti. Data la delicatezza delle strutture vicine, è da preferire la tecnica di rotazione sull’asse rispetto alla manipolazione con movimento sussultorio. La rotazione rapida dell’ago è la tecnica migliore e maggiormente usata in questo caso, poiché la sensazione dell’agopressione viene trasmessa direttamente all’interno dell’orecchio; l’impiego di agopunti distali aumenta le probabilità e l’efficacia del trattamento.

 

Tempistica dei trattamenti

Il medico rappresenta il “generale”, la terapia il “comandante dell’esercito”. Per saper cogliere l’attimo e conseguire la vittoria è necessario conoscere se stessi, ciò significa che è importantissimo comprendere lo sviluppo degli acufeni e le evidenze della malattia nel tempo, questo permette di pianificare un piano terapeutico coerente, aumentando in questo modo l’efficacia della terapia. Per gli acufeni che si verificano improvvisamente è opportuno eseguire in tempi brevi sia la diagnosi che il trattamento. Gli acufeni monolaterali richiedono comunque un trattamento bilaterale, da iniziarsi quanto più rapidamente possibile e protraendolo nel tempo senza interruzioni. Inoltre seguendo i concetti di fisiopatologia cinese è necessario prendere delle contromisure preventive per evitare la recidività del disturbo.

 

Agopuntura e bioritmi – cronoagopuntura

Il fattore tempo gioca un ruolo determinante per l’esito terapeutico. Secondo i bioritmi naturali, durante il trascorrere dei mesi avvengono dei cambiamenti relativi allo yin e yang che interessano la natura e il corpo umano. Basandosi su questo concetto è possibile utilizzare i metodi Ziwu liu zhu e Linggui ba fa in funzione del giorno dell’anno e dell’ora [5] per determinare il trattamento da utilizzare (tonificazione o dispersione), il quale servirà a ristabilire la sincronicità e

l’interdipendenza tra l’uomo e la natura, ristabilendo il corretto equilibrio dinamico di yin e yang nel corpo umano [6].

 

Presenza mentale del medico ed agopuntura

La cura delle malattie è un processo in cui intervengono in egual modo il corpo e la mente, perciò è importantissimo per i medici avere una mente riposata e calma senza tensioni nervose. Questo è il miglior modo per fare una diagnosi e, per chi si interessa di agopuntura e MTC, per prescrivere la giusta terapia. Inoltre l’agopuntura richiede ai pazienti collaborazione e focalizzazione mentale sulla loro guarigione, allontanando ogni tipo di pensiero fonte di distrazione. Durante il trattamento i medici dovrebbero allo stesso modo dei pazienti avere presenza mentale senza pensare ad altro all’infuori della cura e della guarigione, in questo modo l’effetto della terapia aumenta sensibilmente.

 

Terapia adiuvante – regime alimentare e stile di vita

Cattive abitudini alimentari specialmente con un elevato uso di spezie nella dieta, il fumo e un’eccessiva stimolazione localizzata (come ad esempio masticare gomma che aumenta i succhi gastrici) possono causare dei danni all’apparato auricolare ed avere come effetto l’insorgenza degli acufeni. Spezie, fumo, bevande e cibi troppo saporiti ed elaborati possono sovra stimolare gli organi del corpo umano causando un’eccessiva produzione di fuoco e calore endogeni, i quali possono risalire fino all’orecchio causando il disturbo. È molto importante avere delle abitudini alimentari corrette estendendo questo stile di vita salutare ad ogni aspetto della vita durante e dopo il periodo di cura. Durante la terapia di riduzione del calore e del vento (all’interno del corpo) è necessario aumentare il bilanciamento idrico mangiando verdure e alimenti freschi, e facilitare la circolazione del qi e del sangue con l’assunzione di alimenti poveri e semplici. Se l’alterazione è patogenetica e dovuta ad un attacco all’orecchio da parte di un insieme di catarro e fuoco, è indispensabile evitare l’uso di carne soprattutto quella di manzo e di agnello, poiché aiutano in particolar modo la produzione di catarro e fuoco. È buona regola mantenere la giusta alimentazione anche dopo la cura del disturbo, assumendo cibi leggeri, nutrienti e facilmente digeribili. Un buon suggerimento è quello di inserire nella dieta settimanale il riso, un alimento disintossicante e blandamente ipotensivo e diuretico che giova a molte patologie. Inoltre questo cereale sostiene le funzioni della milza e dello stomaco ed è corroborante in età avanzata.

La spossatezza e il deperimento psico-fisico, possono causare profonde alterazioni dello yin e dello yang nel sangue, anche questi sono fattori che possono causare gli acufeni. I rumori ambientali percepiti in maniera eccessiva e persino con dolore si riscontrano in particolar modo e frequentemente tra i braccianti e gli operai, ma a volte riguardano anche quegli impiegati esausti per il troppo lavoro.

I pazienti con queste caratteristiche dovrebbero vivere in luoghi tranquilli e silenziosi, fare spesso lunghe passeggiate nella quiete di un parco o all’aperto e respirare aria fresca e ben ossigenata, innescando in questo modo uno stato di piacevolezza e migliorando l’ossigenazione generale del corpo e del cervello, poiché, in ottica medica moderna, un adeguato apporto di ossigeno salvaguarda dall’ipossia delle cellule dell’orecchio interno e migliora le funzioni dei letti capillari [7].

Si tenga inoltre presente che il fegato e la vescica biliare sono quiescenti dalle ore 1 alle 3 del mattino, ossia “riposano”, ciò significa che una prolungata veglia notturna danneggia questi organi, influenzando negativamente la qualità del sonno con incubi, ansia, insonnia, irritabilità, debolezza muscolare, pallore cutaneo e specialmente della pelle sottostante le unghie delle dita di mani e piedi, secchezza della cute del condotto e del padiglione auricolare con riduzione della secrezione di cerume, lacrimazione per esposizione al vento freddo, dolori lombari e gonalgia [8]. Pertanto è consigliato vivamente regolare le proprie giornate sulla necessità ed utilità del mantenimento dei naturali ritmi circadiani, seguendo uno stile di vita ordinato, svegliandosi presto al mattino e coricandosi presto alla sera, in questo modo si favorisce il recupero dello yin del rene, limitando in questo modo gli acufeni, il senso di ottundimento, la labilità di memoria e altri sintomi associati.

 

Consulenza medica e psicologica

Gli acufeni possono essere una conseguenza di emozioni eccessive, in particolar modo della rabbia o di una continua agitazione mentale, due tipologie di emozioni altamente patogene per le funzioni del fegato, milza e cuore. La rabbia repressa può danneggiare il fegato e causare un’insufficienza epatica: il qi si trasforma in fuoco che sale agli orifizi auricolari danneggiandoli e provocando gli acufeni. Una continua agitazione mentale può danneggiare la milza alterandone le normali funzioni: lo yang non cresce e lo yin non può calare del tutto, quest’ultimo rimane costipato nelle orecchie causando atresia auricolare e acufeni. Per la MTC la milza è associata ai pensieri emotivi e il cuore alla gioia, quindi un eccesso di pensieri e agitazione mentale possono portare ad una deplezione ematica che causa gli acufeni, poiché l’insufficienza di sangue altera le funzioni degli organi interni.

Le alterazioni delle funzioni di milza e rene causate da una malattia cronica o di vecchia data, rendono difficilmente curabili la deplezione di sangue e le malattie nelle quali si presenta contemporaneamente espettorazione e catarro. Queste condizioni quando si trovano in un rapporto di collusione reciproca, creano un circolo vizioso che è molto difficile interrompere, ponendo una serie di difficoltà terapeutiche. Al contrario un circolo vizioso prodotto da alcuni dei sintomi aggregati più frequenti, come ansia, irritabilità ed insonnia, può essere facilmente interrotto, consigliando al paziente l’aiuto di una consulenza psicologica, la quale sicuramente favorirà un recupero molto più rapido.

 

Caso clinico

Paziente femmina di anni 41, arrivata in ambulatorio il 3 Marzo 2013 per acufeni bilaterali presenti da 10 giorni e acutizzati negli ultimi tre. Gli acufeni sono caratterizzati da un suono che incrementa fino ad un’intensità regolare, senza la tendenza a diminuire, accompagnate da una sensazione di ostruzione auricolare, ipoacusia, insonnia, irritabilità, difficoltà a deglutire, disagio al fianco destro, bruciore della mucosa orale al risveglio, lingua rossa con superficie ricoperta da una patina sottile e giallastra, polso a corda e leggermente accelerato. L’esame otoscopico del canale auricolare destro ha mostrato una membrana timpanica integra e assenza di rilievi patologici. La prova audiometrica ha rielevato una ipoacusia di tipo misto all’orecchio destro.

MTC, diagnosi:

Fuoco nel fegato che attacca l’orecchio, con stagnazione di qi e stasi di sangue negli orifizi auricolari. Il trattamento con agopuntura si è basato su tre agopunti antistanti l’orecchio ermen (TB-21), tinggong (SI-19) e tinghui (GB-2); sul punto yifeng (TB-17) nascosto dal lobo auricolare; sui punti retrostanti l’orecchio qimai (TB-18), luxi (TB-19), jiaosun (TB-20), fubai (GB-10), touqiaoyin (GB-11), wangu (GB-12) e infine sui punti zhongzu (TB-3), yemen (TB-2), baihui (GV-20), taiyang (EX), fengchi (GB-20), taichong (LR-3), waiguan (TB-05), hegu (LI-4).

È importante ricordarsi di chiedere sempre al paziente di aprire la bocca prima dell’infissione nei tre agopunti antistanti l’orecchio. L’infissione deve essere verticale con una profondità di 20 mm, senza manipolazione rotatoria e a maggior ragione sussultoria. L’agopressione dei punti neiguan e zhongzu per raggiungere un adeguato livello di qi deve arrivare a 15 mm di profondità, gli altri punti ad una profondità di 20 mm.

Le sessioni di agopuntura del presente caso hanno avuto cadenza settimanale, ogni martedì e giovedì pomeriggio. Dopo tre sessioni la paziente ha avvertito un miglioramento della sensazione di ostruzione auricolare e gli acufeni si sono trasformati lentamente da un suono costante ad un effetto simile ad una folata di vento. Anche i disturbi del sonno hanno mostrato un netto miglioramento. La guarigione completa è stata raggiunta dopo dieci sedute.

 

Conclusione

Il presente lavoro vuole mettere in luce il ruolo e l’importanza delle più recenti acquisizioni della patofisiologia e dell’anatomia patologica moderna combinate alla tradizione medica cinese, al fine di comprendere in maniera più ampia gli acufeni e le loro cause, ponendo l’accento sulla scelta, l’impiego e la combinazione di agopunti locali e distali, alcuni consoni alla diagnosi, altri sintomatici. In questo modo è possibile trattare i sintomi e il disagio del paziente ma, al tempo stesso, curare la causa degli acufeni prevenendone la recidività. Inoltre è di estrema importanza porre l’accento sul verso e la profondità dell’infissione, nonché sulle relazioni che uniscono l’efficacia con la cadenza temporale del trattamento.

L’agopuntura aumenta la propria efficacia se combinata ad uno stile di vita e alimentazione salutari e, nel caso ci fosse bisogno, con i benefici derivati da una consulenza psicologica o da altre possibili terapie.

 

Bibliografia

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[5] He Xiaoying. Recensione e situazione sullo sviluppo delle tecniche terapeutiche e tempistiche dell’agopuntura [J]. Gansu Medicina Tradizionale Cinese, 2005,18 (8) :30-31.

[6] Fu Baotian. Bioritmi e cronoagopuntura [M] UniversItalia Roma, Novembre 2012.

[7] Zhang Cuiyan, Wang Yin. Trattamento con l’agopuntura di trenta casi di acufeni nervosi. [J] Rivista di Clinica dell’Agopuntura, 2005, 21 (3): 8.

[8] Gu Shunming. Argomentazione sulla tempistica di preservazione degli organi interni [J]. Medicina Tradizionale Cinese, 2012,27 (12) :2565-2567.

Email: dr.baotian.fu.m.d@gmail.com




Profilassi pediatrica antivaiolosa e medicina tradizionale cinese

Carlo Moiraghi*

Riassunto

Già almeno un secolo prima dell’introduzione della vaccinazione contro il vaiolo in Occidente, la medicina tradizionale cinese praticava una precisa profilassi infantile antivaiolosa mediante inoculazione del vaiolo attraverso le vie respiratorie. A riguardo viene presentata la traduzione di un antico breve testo. Gli attuali timori circa possibili utilizzi di armi biologiche in eventuali futuri attentati e guerre riportano questi temi d’attualità.

 

Abstract

Almost one hundred years before introduction in west of vaccination against smallpox,  traditional chinese medicine used an accurate prophylaxis against smallpox, by inoculation of smallpox by respiratory organs. About it an antique short chinese book is translated. Current fears about any uses of biological weapons in possible future terrorist attacks and wears bring back these arguments to our actuality.

Parole chiave

Padre D’Entrecolles, profilassi infantile antivaiolosa tradizionale cinese, Tchung-teou-kan-fa, Metodiche da osservare per “seminare” il vaiolo, vaccino antivaioloso, Voltaire.

 

Keywords

Father D’Entrecolles, Traditional chinese pediatric prophylaxis against smallpox, Tchung-teou-kan-fa, Methodology for practise prophylaxis against smallpox, vaccination against smallpox, Voltaire.

Di recente il vaiolo, oggi relegato nel passato, si è riaffacciato, al pari di vari altri morbi e sostanze tossiche, quale rischio futuro per l’umanità, affiorando nei possibili scenari di attentati e guerre di questo avvio di terzo millennio, quale arma biologica dal dirompente potenziale letale. A motivo di questo allarme si ripreso la produzione di vaccini antivaiolosi e si sono approntate linee d’emergenza atte alla massiva produzione di antidoti in caso di eventuali attacchi batteriologici. Sotto questo profilo questa relazione si pone quale contributo della millenaria tradizione medica cinese ad indirizzare la medicina moderna verso indagini e ricerche volte ad individuare possibili evoluzioni delle proprie attuali metodiche vaccinatorie, nella certezza che, ripercorrendo le passate esperienze dell’arte della cura alla luce delle moderne capacità e conoscenze scientifiche si possa al meglio realizzare la medicina dell’oggi e del domani. Dalla triste attualità del rischio vaiolo deriva dunque il primo interesse di questa relazione, dedicata ad illustrare le particolari modalità della profilassi antivaiolosa tradizionale cinese, prima fra queste la sua via di inoculazione, che era infatti inalatoria, a differenza della moderna vaccinazione antivaiolosa attuata per via parenterale. Si colga bene la peculiarità della modalità di somministrazione cinese. Considerando infatti la familiarità della medicina gialla con la puntura e la cauterizzazione del corpo, viene da ritenere che la via respiratoria quale metodica di inoculazione del vaiolo, “semina” per dirla alla cinese, non derivi da approssimazione o da casualità, ma sia piuttosto scelta considerata la più adatta ed utile. È per altro vero che la medicina moderna ha più volte tentato la via inalatoria per  somministrazioni vaccinali e che i risultati sono parsi parziali, resta però che della via parenterale può non essere stata appieno compresa e valutata la violenza e l’insulto per l’organismo. Fonte di questa relazione è principalmente una lettera, qui presentata in stralci, scritta da Padre D’Entrecolles, missionario in Cina nella prima metà del diciottesimo secolo. Il gesuita la invia in Occidente ad un suo confratello della Compagnia di Gesù. La lettera è pubblicata in Lettere edificanti e curiose di missionari gesuiti in Cina, Guanda 1993 Milano. Per la licenza di citazione si ringrazia la Casa Editrice. Queste lettere di Padri gesuiti, e più in generale le missive di tanti missionari cristiani, precisi carteggi che oggi riposano anonimi nelle biblioteche, contengono la più vasta documentazione sulla viva cultura cinese, arte, scienza e vita vissuta e testimoniano la portata del tentativo di evangelizzare il continente giallo, sforzo grandioso e composito, certo forgiato in contrasti e contraddizioni, ma anche quotidiana pratica di fertile confronto, mediazione e scambio, umano, intellettuale, culturale e scientifico, tra Oriente e Occidente. Raggiunta l’Europa in tempo reale, questi precisi resoconti dei Padri gesuiti, unici per la puntualità e la varietà delle informazioni circa la cultura dell’altra metà del mondo, hanno incontrato il più grande successo fra i lettori occidentali, contando fra questi gli intellettuali, gli eruditi, i filosofi, delle epoche successive, e collaborando a diffondere conoscenza e fraternità e tolleranza e amore nell’umanità. Da rilevare ancora la puntualità scientifica con cui Padre d’Entrecolles presenta la profilassi antivaiolosa cinese, su cui in precedenza si era a lungo documentato. Emergono in ogni riga  il rispetto e la stima con cui il gesuita tratta la cultura e la medicina cinese. Il Padre precisa per altro come il metodo cinese gli risulti anteriore almeno di un secolo al metodo vaccino che egli riferisce essere stato dapprima praticato a Costantinopoli e che in seguito da lì era approdato in Inghilterra verso il 1720. Al fine di una completa e imparziale visione scientifica, la profilassi antivaiolosa cinese è introdotta nella lettera secondo tre metodiche tradizionali, per la più parte fra loro simili. La presente relazione congressuale riporta solo la terza metodica, ove a riguardo è compreso un breve ma puntuale testo cinese di cui il Padre era venuto in possesso, il Tchung-teou-kan-fa, Metodiche da osservare per seminare il vaiolo. Per ulteriori informazioni si rimanda alla bibliografia. Quelli che seguono sono stralci della lettera di Padre d’Entrecolles.

“Pechino, addì il maggio1726. Da Padre D’Entrecolles, missionario della Compagnia di Gesù, al reverendo Padre du Halde, della stessa Compagnia.

Mio reverendo Padre, la pace di Nostro Signore. Avendo letto da poco le memorie di Trévoux dell’anno 1724, mi sono imbattuto nell’estratto di una lettera del signor de la Coste nella quale parla dell’innesto o inoculazione del vaiolo, e mi sono rammentato di aver letto qualcosa di somigliante in un libro cinese. Ciò mi ha spinto a trascriverne il testo e a cercare altrove dei particolari in grado di accontentare le persone curiose su di un’operazione la cui novità ha colpito le menti e diviso le opinioni. Sorprende non poco il vedere che un metodo circa simile a quello giunto da Costantinopoli in Inghilterra sia utilizzato in Cina da un secolo. (…) Il nome cinese che si dà qui a questo metodo non sarebbe tradotto molto fedelmente con i termini innesto o inoculazione. A parlare con esattezza, occorrerebbe chiamarlo semente del vaiolo, oppure modo di seminarlo, tchungteou, essendo tchung seminare, e teou il vaiolo. Quest’ultimo termine, senza alcuna differenza per la pronuncia, significa anche pisello mangereccio. Il carattere è quasi lo stesso, al punto che vi è stato aggiunto a fianco il carattere che significa malattia. Sono dell’avviso che i cinesi, nel dare il nome di teou a questa malattia, hanno tenuto da conto la manifestazione del vaiolo, le cui pustole appaiono sulla pelle sotto forma di piccoli piselli. Si vedrà nel seguito di questa lettera che le narici sono come i solchi entro i quali si getta il seme del vaiolo. L’uso del tabacco in polvere preso attraverso il naso è troppo recente in Cina, e anche a corte, per attribuirgli questo modo, molto più antico e universale, di attirare con il naso la semente del vaiolo. Bisogna che qualcuno abbia notato in questa parte del corpo umano una qualche connessione con il fine della cura. Forse qualcuno si è accorto che uno dei principali sintomi del vaiolo è il violento prurito che i fanciulli asseriscono di sentire al naso, e avrà pensato che il luogo in cui esso comincia a mostrarsi sia il più adatto a porvi la sua semenza. (…) Giacché sapevo che, nonostante i pregiudizi correnti contro le nuove scoperte e contro le antiche che vengono rinnovate, l’arte di seminare il vaiolo era in voga, ma era un segreto da non divulgare, feci di tutto per procurarmi conoscenze certe, non fu facile. Oltre ai regali che dovetti fare, mi fecero promettere di non divulgare mai in Cina quanto mi avrebbero insegnato a favore dell’Europa. Era necessario avere sull’argomento le diverse ricette di luoghi disparati per confrontarle e vedere in cosa concordassero, dato che le metodiche sono spesso diverse, e per ciò stesso diventano istruttive. Le tre ricette che sto per riportare mi sono state comunicate da medici di palazzo; in verità non da quelli che hanno più alta reputazione, ma da altri che servono a corte e i cui emolumenti non sono altrettanto considerevoli. (…) Ottenere l’ultima ricetta mi è costato molto di più. Mi è stata fornita sotto forma di piccolo manoscritto, suddiviso in piccoli articoli.

Il titolo è Tchung-teou-kan-fa, Metodiche da osservare per seminare il vaiolo:

1. Occorre che il fanciullo al quale si vuol inoculare il vaiolo sia sano, robusto ed esente da ogni malattia.

  1. 1.  Ci si assicuri che la sutura sagittale, sin muen, sia perfettamente riunita e chiusa. Questo perché non si deve assolutamente procurare il vaiolo a fanciulli che abbiano meno di tre anni; ed è un’esperienza che non si può fare più quando hanno oltrepassato i sette.
  2. 2.  Occorre che il fanciullo sia esente da infermità interne e abituali; che non abbia in parte alcuna del corpo scabbia, apostemi, dermatosi a squama, e nemmeno leggeri fermenti del sangue e infine che il suo ventre non sia troppo libero.
  3. 3.  Occorre astenersi dal seminare il vaiolo quando il fanciullo guarda spesso di sbieco, come se fosse guercio; quando ha l’orecchio duro o peggio ancora se è sordo, quando ha il naso chiuso o se orina con difficoltà.
  4. 4.  Sarebbe un tentativo inutile se il fanciullo avesse grandi occhi sprovvisti di caroncula, che è situata nell’angolo dell’occhio, o se ha l’hircus, la parte superiore dell’orecchio, a forma di punta, e non arrotondato come nella maggior parte degli uomini.
  5. La stagione dei grandi calori o dei freddi eccessivi è contraria a questa operazione; lo stesso dicasi se regnano malattie o se il cielo è irregolare; e se è troppo secco, troppo umido, troppo coperto. Quando si vedrà che il fanciullo è nello stato adatto, occorre prepararlo con una pozione necessaria a dissipare la malignità o a purificare il sangue e gli umori del corpo. Solo dieci o undici giorni dopo la somministrazione di questi rimedi si seminerà il vaiolo. Quella che segue è la composizione del rimedio. Si prendano dei piselli rossi, dei piselli neri, dei piselli verdi e della glicirriza frantumata e spezzettata, un’oncia di peso per ogni ingrediente, e si riduca tutto in una polvere molto fine che va messa in una canna di bambù (può servire anche il sambuco) dalla quale si leverà la pelle lasciando il nodo che è ad ogni estremità. Si riempia questa canna con la polvere medicinale, poi si chiudano le due aperture con dei pezzetti di legno di abete sui quali si stenderà uno spesso strato di cera affinché non restino fessure né aperture alle due estremità del bambù. Tutto questo va fatto durante l’inverno, e la canna va appesa in un mao-cang, un luogo di decenza, dal quale non sarà prelevata che dopo uno o due mesi. Dopo averne pulito l’esterno, si aggiungeranno a questa mistura, che sarà fatta seccare all’ombra, per ogni oncia di polvere, tre mas (tre decimi di oncia) di foglie del fiore di moei-tse, credo che si tratti un albicocco selvatico che fiorisce durante l’inverno, ve ne sono certi che hanno solo fiori. (Stando ad altri Autori, si tratta della pruna acida, il cui frutto maturo è molto aspro, e ha l’odore dell’albicocca. N.d.A) Queste foglie, che si trovano a terra, sulla neve, non vanno raccolte con le dita ma forate con un ago, vanno messe su della carta ed esposte al calore di un fuoco chiaro per farle seccare interamente. Queste foglie vanno ridotte in una polvere molto fine e mescolate con l’altra polvere, e si utilizzerà poi nel modo seguente. La presa deve essere di un mas, o di un mezzo mas, in proporzione all’età del fanciullo. Si diluisca questa polvere in una pozione d’acqua in cui sono stati fatti bollire degli steli rampicanti di se-koua, una specie di zucca lunga, sottile e pelosa, commestibile. (Questa specie di zucca lunga e delicata è considerata qui rinfrescante, diuretica, e atta a fugare il veleno. N.d.A.). In mancanza di questi steli di se-koua, si possono fare bollire dei fiori di kin-inhoa. Spiegherò poco oltre di cosa si tratta. Quando si somministra questo rimedio, occorre proibire l’assunzione di ogni tipo di cibo il cui gusto o aroma sia troppo piccante. Dieci o dodici giorni dopo averlo somministrato, si seminerà il vaiolo nel mondo seguente. Si sceglierà nella buona stagione un giovane forte e robusto che abbia un vaiolo ben condizionato e rado. Si raccolgano le scaglie delle sue pustole, le più spesse, e si chiudano in un vaso, così che gli spiriti non possano punto svaporare. Con questa precauzione, potranno servire per un anno, e conserveranno la loro virtù. Quando si desidera seminare il vaiolo, si prendano cinque o sei di queste scaglie. Se il bambino non è più molto giovane, vi si aggiungeranno due grani di peso di hiung-hoang e si polverizzi il tutto insieme per poi avvolgerlo nel cotone e insinuano nel naso del bambino. Ve lo si lasci due o tre giorni, dopodiché apparirà vaiolo. Se il bambino è molto giovane, sono sufficienti due o tre scaglie, e si prende in proporzione la quantità di muschio e di hiung-hoang. Il secondo giorno dopo aver seminato il vaiolo, glielo si farà prendere per bocca. La dose sarà di due o tre scaglie polverizzate, da mettere in un brodo di chinma. Lo si chiama così perché il chinma è l’ingrediente dominante, ma non è il solo. Vi si fa bollire assieme anche del kotem, del choyo e della glicirriza. Quando questa pozione, che deve essere abbondante, sarà quasi al punto di cottura, vi si getterà la polvere delle due o tre scaglie di cui ho parlato. Dopo aver preso queste precauzioni, occorre attendere l’effetto del rimedio. Se dopo il terzo giorno si vedono apparire i segni del vaiolo, è un felice indizio. Se il vaiolo appare fin dal secondo giorno, v’è pericolo; e in genere, di dieci bambini ai quali è stato procurato, solo sei o sette si salveranno. Il pericolo sarà ancor più grande se appare fin dal primo giorno, Su dieci bambini, se ne salveranno appena uno o due. Ecco quel che si dice. Ma bisogna rassicurarsi perché, osservando il metodo che ho prescritto, e prendendo il rimedio che disperde la malignità del vaiolo, il bambino non sarà soggetto ai sintomi e agli spiacevoli incidenti di cui ho parlato. Nel qual caso, bisogna far ricorso ai rimedi indicati nei nostri libri per il vaiolo naturale allorché diviene pericoloso. Infine, se dopo questi rimedi il vaiolo non appare né il quarto né il quinto giorno, bisogna togliere le polveri inserite nel naso del fanciullo e ricorrere nuovamente al rimedio che ho indicato per dissipare la malignità dei veleno. Prendendo questa precauzione, garantisco che in seguito sarà esente dal vaiolo. Occorrerà soltanto ricordare di fare assumere per qualche giorno di seguito lo stesso rimedio alla quarta e quinta luna, come pure alla ottava e alla nona. È una schiavitù da cui il fanciullo sarà liberato quando avrà compiuto dieci anni”. (…)

 

Fin qui gli stralci della missiva di Padre D’Entrecolles, e vale notare come questa lettera al tempo della sua scrittura conobbe vasta risonanza in Occidente, ove la vaccinazione antivaiolosa, da poco introdotta, suscitava profonde controversie. Voltaire ad esempio partecipò al dibattito scrivendo parole entusiaste della profilassi antivaiolosa cinese al termine della sua XI Lettera filosofica: “Apprendo che da cento anni i cinesi utilizzano questa metodica di profilassi. È importante precedente, esempio di una nazione conosciuta come la più saggia e civilizzata dell’universo. In verità i cinesi la praticano in modo diverso. Non fanno nessuna incisione, fanno invece inalare il vaiolo attraverso il naso, come il tabacco in polvere. Questo metodo è più gradevole e dà lo stesso risultato. E serve ugualmente a confermare che se in Francia fosse stata praticata l’inoculazione si sarebbe salvata la vita a milioni di uomini”.

A chiudere questa relazione vale ampliare lo sguardo dall’antica vaccinazione antivaiolosa cinese all’attuale nostro dilatato orizzonte vaccinatorio. L’ultimo scorcio del passato millennio è infatti certo stato del tutto innovativo quanto all’introduzione di successive pratiche vaccinatorie la cui progressione pare andare ancora aumentando. Vaccinare un individuo, cioè infettarlo con un morbo, preventivamente ucciso o devirulentato o considerato tale, può portare a un’immunità duratura nei confronti del morbo inoculato, ma richiede certamente un grosso e duraturo impegno delle capacità di immunizzazione dell’organismo infettato dal vaccino. Il fatto che queste capacità di immunizzazione, e l’impegno organico richiesto, non siano misurabili mediante le unità di misura convenzionali della medicina moderna, non significa  affatto che impegno e costo energetico non vi sia, significa solo che oggi la moderna tecnologia non è oggi in grado di farne misura e forse non è neppure appieno motivata a farlo. A meno di ritenere infinite le capacità funzionali di immunità di un organismo, ma evidentemente nulla è infinito e tutto è limitato in un individuo vivente, pare credibile come la capacità totale di immunizzarsi di un individuo, come detto limitata, abbia a subire un detrimento dall’essere vaccinato, e l’intero sistema immunitario abbia a subire disagio. Se questo accade, è evidente che quanti maggiori impegni e richieste di immunizzazione la medicina moderna pretende in un organismo mediante inoculazioni e infezioni in esso scientemente procurate, tanto maggiore sarà la diminuzione della capacità globale del suo sistema immunitario e tanto maggiori saranno i rischi di malattie riguardo a questo sistema, come pure agli altri sistemi organici ad esso connessi, e all’organismo nel suo complesso. Che dunque il morbo oggi più temuto sul pianeta riguardi l’immunodeficienza, e che la patogenesi autoimmune si riveli oggi sempre più frequente in un numero sempre maggiore di patologie, non pare stupire, considerando che il sistema immunitario sia il sistema organico che più subisce pressioni ed insulti dalla moderna medicina. Sotto questo avviso le nostre nuove generazioni di bimbi vanno oggi considerate in tutto sottoposte a pura sperimentazione in vivo, tale è il numero di innovative vaccinazioni cui vengono sottoposte, e va notato come ai loro genitori e alle loro famiglie non sia consentita una scelta medica diversa dalla pratica vaccinatoria, nel nostro paese tassativamente obbligatoria per legge.

 

Bibliografia

Lettere edificanti e curiose di missionari gesuiti in Cina. Guanda 1993 Milano, Longanesi  1987, Garnier Flammarion 1978

Il libro della medicina cinese. Carlo Moiraghi. Fabbri 2000 Milano

Qi gong. Carlo Moiraghi. Fabbri 2002 Milano

I ching segreto. A cura di Carlo Moiraghi. Sperling&Kupfer 2002 Milano

La via della forza interiore. Carlo Moiraghi. Jaca Book. 2003 Milano




Il riscaldamento dei punti di agopuntura nella prevenzione delle patologie respiratorie ricorrenti in età pediatrica

Lucio Sotte*

La prevenzione delle patologie respiratorie ricorrenti dell’età pediatrica può essere effettuata attraverso due tecniche “dolci” che sono assai frequentemente utilizzate in Cina perché particolarmente efficaci e contemporaneamente assai gradite al bambino.

Si tratta della moxibustione indiretta che consiste nel riscaldamento tramite la combustione di moxa e del massaggio dei punti di agopuntura.

La moxibustione è il metodo attraverso il quale la moxa secca (confezionata sotto forma di grossi sigari con la parte aerea dell’Artemisia vulgaris essiccata e triturata, con l’aggiunta o meno di altre erbe medicinali) viene bruciata al di sopra della cute in corrispondenza dei punti di agopuntura.

Il calore riscalda qi e sangue nei canali e diviene pertanto utile nel trattamento delle malattie e nel mantenimento della salute.

Talvolta la moxibustione risulta più efficace dell’agopuntura, mentre in altri casi le due metodiche hanno effetto sinergico. Nel capitolo VII del Ling Shu si afferma: “Quando gli aghi falliscono, la moxibustione è appropriata”.

Il termine moxa deriva dalla parola giapponese moe kusa, che significa «erba che brucia». L’uso dell’Artemisia vulgaris come principale sostanza di combustione risale al tardo periodo Zhou (inizio VII sec. a.C.); questa pianta è diffusissima anche nel nostro territorio e assai spesso si possono vedere dei cespugli di artemisia in campagna ai borsi delle strade. L’artemisia viene raccolta all’inizio dell’estate, dopo che le foglie hanno sviluppato la loro caratteristica parte lanosa. Le foglie vengono fatte essiccare, stagionare e sono quindi schiacciate e setacciate, in modo da separare la lana dal resto delle foglie e dal gambo, che vengono scartati. La moxa di alta qualità, che dipende dall’età e dalla manifattura, ha un colore che varia dall’avorio al bianco ed è composta quasi interamente dalla lana delle foglie. La moxa grezza, di colore grigio o grigioverde, considerata di qualità inferiore per la maggiore quantità di particelle di foglie contenuta, viene utilizzata soprattutto per la moxibustione indiretta, procedimento in cui si brucia la moxa confezionata in sigari per riscaldare la pelle.

Azioni  e tecniche di moxibustione

Trasmissione del calore ai canali

Il freddo e il calore variano il normale flusso del qi e del sangue; in particolare, il freddo rallenta il flusso o addirittura causa una stagnazione del qi. Il riscaldamento dei canali serve a promuovere la regolare circolazione di qi e sangue, attivandone il flusso.

 

Figura 1 Artemisia vulgaris

Azione contro le energie cosmopatogene e mantenimento della salute

Il trattamento di alcuni punti serve a prevenire le malattie epidemiche, la malaria e le pestilenze. Dai testi classici apprendiamo che, se una persona vuole essere sana, si deve applicare la moxa su ST-36 zu san li e, per vivere a lungo, occorre riscaldare CV-4 guan yuan, CV-6 qi hai, CV-12 zhong wan e GV-4 ming men.

 

Dispersione del freddo e dell’umidità

La moxibustione tratta le patologie da umidità freddo e le malattie persistenti causate dalla penetrazione profonda del freddo patogeno.

 

Armonizzazione della circolazione di qi e sangue

Oltre ad attivare la circolazione, la moxibustione ha anche la funzione di far fluire il qi e il sangue verso l’alto o verso il basso. Ad esempio, nei prolassi e nelle diarree causate da deficit di qi, la moxa su GV-20 baihui può condurre lo yang qi verso l’alto.

 

Tonificazione dell’energia yang

Lo yang qi è fondamentale per l’organismo e la sua presenza è determinante per la durata della vita. La moxibustione lo rinforza e ne previene il collasso.

 

Moxibustione indiretta con sticks o sigari di moxa

La tecnica di moxibustione che viene utilizzata in questi piccoli pazienti viene definita “indiretta” e viene eseguita senza contatto della moxa con la cute, utilizzando i sigari o sticks di moxa che vengono accesi e successivamente avvicinati alla cute, alla distanza di 2-4 cm in modo che possano trasmettere il calore senza alcun disagio per il paziente. Questa tecnica è molto semplice e praticabile, non è assulutamente dolorosa ed anzi spesso assai piacevole.

Il sigaro o stick di moxa è realizzato con foglie di artemisia setacciate grossolanamente, spesso misturate ad altre erbe e arrotolate come un sigaro. Lo stick è maggiormente utilizzato perché di più facile impiego nelle tecniche di tonificazione, soprattutto nei bambini e negli anziani.

La moxibustione mediante stick fornisce un calore leggero, mobilizza qi e sangue localmente e tratta le sindromi bi da vento, freddo e umidità.

Le tecniche più tradizionali sono due.

 

Figura 2 Moxibustione circolare ed a becchettio

 

Moxibustione circolare

Si regge lo stick a una certa distanza dal punto da riscaldare e lo si muove lentamente con un movimento rotatorio, in modo da diffondere il calore sopra la zona interessata. È indicato per la tonificazione generale nelle malattie croniche e per le zone che soffrono la penetrazione di umidità-freddo patogena.

 

Moxibustione a becchettio

Il metodo è così definito perché ricorda il passero che becca. Lo stick è mosso su e giù per 3-5 minuti in modo da aumentare la stimolazione termica, ottenendo la tonificazione della zona circostante l’ago. Il becchettio attenua la sensazione di calore locale e permette una sua penetrazione in profondità all’interno del puntoi di agopuntura

 

La moxibustione nel bambino con flogosi respiratorie ricorrenti

 

Principi di diagnostica

La moxibustione viene utilizzata quando il bambino presenta un quadro clinico di deficit di qi di polmone che si caratterizza perché le flogosi respiratorie ricorrenti sono accompagnate da alcuni sintomi patognomonici che sono:

–  la sudorazione spontanea o al minimo sforzo,

–  la sensibilità al freddo ed alle correnti d’aria,

–  il pallore cutaneo accompagnato dall’eccessiva umidità della pelle a causa dell’iperidrosi,

–  la sudorazione nella fase di addormentamento,

–  l’astenia fisica e psichica.

Il medico troverà poi, nel corso della visita, che il piccolo paziente presenta una lingua pallida, umida, con patina bianca più o meno spessa, gonfia ed improntata ai bordi. La lingua assume queste caratteristiche perché il qi di polmone che è in deficit non è in grado di mobilizzare adeguatamente i liquidi corporei che ristagnano nella parte alta del corpo provocando il gonfiore linguale che è di natura flaccida. La lingua gonfia batte contro l’arcata dentaria che la contiene e in questa maniera si determina la comparsa di impronte dentarie sui bordi. La lingua inoltre è pallida perché il qi carente non è in grado di mobilizzare adeguatamente il sangue, umida per il ristagno di fluidi e patinosa a causa di questa stasi di liquidi che crea un accumulo eccessivo di umidità interna.

Il polso del piccolo paziente sarà vuoto soprattutto nella posizione del polmone che è quella del “pollice” di destra.

 

Principi di terapia

In queste condizioni occorre scegliere dei punti che tonifichino il qi di polmone sui quali effettuare quotidianamente il trattamento.

Il mio consiglio è quello di effettuare questa terapia preventiva d’estate per preparare il bambino ad una migliore risposta agli agenti patogeni che lo dovessero aggredire in autunno, in inverno ed in primavera. Inoltre d’estate è assai più semplice praticare questa metodica di terapia dal momento che l’abbigliamento assai leggero può essere tolto molto velocemente, il clima caldo impedisce che il bambino si raffreddi durante l’esecuzione della moxibustione e da ultimo si può eliminare più velocemente il fumo che deriva dalla combustione dell’artemisia praticandola all’aperto, su un terrazzo o comunque areando abbondantemente il locale che è stato utilizzato. Ciò non significa che questa metodica non possa essere effettuata durante la stagione fredda: in questo caso si dovrà scegliere il periodo successivo alla convalescenza dopo una flogosi respiratoria. L’unica avvertenza da utilizzare è quella di evitare la moxibustione quando il bambino è affetto da una flogosi respiratoria in fase acuta che si manifesta con segni di calore: è ovvio che la moxibustione vada evitata in corso di patologie acute da calore-fuoco soprattutto se febbrili.

All’inizio la moxibustione deve essere praticata in ambulatorio e sarà cura del personale paramedico di insegnare ai genitori del bambino o ai tutori che lo accompagnano come proseguire il trattamento a casa. Infatti uno dei pregi di questa terapia è che non è necessaria la presenza quotidiana del medico o dei suoi assistenti; la metodica può essere insegnata senza nessuna difficoltà ai genitori del bambino perché continuino la terapia a domicilio. In questo caso il medico traccerà con una matita dermografica una croce in corrispondenza dei punti di agopuntura da trattare e successivamente questa croce verrà ritracciata dopo ogni doccia facendo attenzione a che non si cancelli completamente per poter continuare senza bisogno della mano del medico la moxibustione domiciliare.

I punti che generalmente utilizzo maggiormente sono:

–  BL-13 fei shu

–  CV-17 tan zhong

–  LI-4 he gu

–  LU-9 tai yuan.

 

BL-13 fei shu

Punto shu di Polmone

È il punto «shu» del dorso che agisce direttamente

sul «Polmone».

Localizzazione

Sotto il BL-12, equidistante dalla linea mediana

e dalla linea margino-scapolare, a 1.5 cun dallo

spazio intervertebrale D3-D4, dove si trova GV-12

nella massa dei muscoli trapezio e romboide.

Caratteristiche

Punto shu del dorso ad azione diretta sul Polmone.

Azioni

– Tonifica il qi di Polmone.

– Muove il qi di Polmone e disostruisce lo shen.

– Nutre lo yin di Polmone e ne purifica il calore da

deficit.

– Purifica il fuoco in eccesso a livello polmonare.

– Dissolve i tan polmonari.

– Disostruisce il canale in sede locale.

Indicazioni cliniche

In combinazione con CV-17 tan zhong, è indicato

nelle forme da deficit di qi di Polmone:

– astenia respiratoria con respiro «corto»;

– tosse e voce deboli;

– ipersudorazione da sforzo, pallore;

– facilità alle flogosi respiratorie.

 

LI-4 he gu

Riunione della valle

He, riunione, incrocio; gu, valle.

La denominazione del punto si riferisce alla sua

localizzazione: è situato in una «valle» delimitata

dalla «riunione» delle prime due ossa metacarpali.

Localizzazione

Sul dorso della mano, nell’angolo formato dalla

convergenza del primo e secondo metacarpo, oppure all’unione della metà distale e prossimale di

quest’ultimo, sul lato radiale.

Caratteristiche

Punto yuan-sorgente.

Azioni

– Rinforza il qi difensivo e stabilizza il biao,

– Come punto yuan, connesso al Polmone tramite

il luo trasversale, contribuisce alla tonificazione

del qi,

– Mobilizza il qi di Polmone stimolandone la discesa e la diffusione,

– Purifica il calore in generale, specie a livello del

Polmone,

– Svolge funzione diaforetica,

– Muove il qi in tutto l’organismo con azione analgesica, sedativa e antidepressiva,

– Estingue il vento endogeno e apre gli orifizi,

– Disostruisce il canale, specie a livello facciale,

– Provoca il parto e favorisce l’espulsione del feto.

Indicazioni

In moxibustione, abbinato a GV-14 da zhui, è indicato per i quadri clinici da difettosa protezione della pelle e delle mucose respiratorie imputabile a deficit di qi di Polmone:

– frequenti flogosi respiratorie (rinofaringiti, anosmia, rinorrea, laringo-tracheiti, bronchiti);

– pallore, ipersudorazione da sforzo;

– facilità a contrarre forme reumatiche superficiali.

 

LU-9 tai yuan

Grande sorgente

Tai, grande, supremo; yuan, sorgente, abisso.

L’azione dei punti shu-yuan dei canali yin è «grande» per l’importanza delle azioni e la vastità delle indicazioni cliniche. Il termine «sorgente» si riferisce alle caratteristiche del punto: l’assorbimento di yuan qi dal profondo.

Caratteristiche

– Punto shu-torrente, corrispondente al Movimento

Terra.

– Punto yuan-sorgente.

– Punto hui-riunione, ad azione sistemica sui canali

energetici.

– Punto di tonificazione.

– Punto d’inserzione del canale tendino-muscolare.

Azioni

– Tonifica il qi di Polmone.

– Nutre lo yin di Polmone e ne purifica il calore da

deficit.

– Dissolve i tan polmonari.

– Disostruisce il canale in sede locale.

Indicazioni

In combinazione con BL-13 fei shu e CV-17 tan

zhong, è prevalentemente utilizzabile nelle forme

da deficit di qi di Polmone:

– astenia respiratoria con respiro «corto»;

– tosse e voce deboli;

– ipersudorazione da sforzo, pallore;

– facilità alle flogosi respiratorie.

 

CV-17 tan zhong

Centro del torace

Tan, area centrale del torace; zhong, centro.

Il punto è situato nel «centro» del «torace» e agisce sugli organi toracici.

Localizzazione

In corrispondenza dell’incrocio fra la linea mediana dello sterno e la mammillare trasversa, all’altezza del quarto spazio intercostale.

Caratteristiche

– Punto mu di jiao  Superiore e di Pericardio.

– Punto hui del qi.

– Punto d’incontro dei canali principali di Cuore,

Pericardio e Triplo Riscaldatore, del luo  longitudinale di Rene e del Grande luo di Stomaco.

Azioni

– Tonifica il qi di Polmone.

– Tonifica sia il qi sia lo yáng  di Cuore e rinforza lo shen.

– Contribuisce a nutrire lo yin di Polmone.

– Muove il qi di Polmone.

– Elimina i tan accumulati a livello di Polmone e

Cuore, chiarificando lo shen.

– Incrementa la lattazione.

– Disostruisce il torace.

Indicazioni

In tonificazione, associando preferibilmente la moxibustione, assieme a BL-13 fei shu, è indicato nella terapia del deficit di qi di Polmone: astenia respiratoria con respiro «corto», tosse e voce deboli, asma, ipersudorazione da sforzo, pallore, facilità alle flogosi respiratorie.

Assieme a BL-15 xin shu  è utilizzabile per le sindromi da deficit di qi di Cuore: astenia mentale, depressione, sonno breve e di scarsa qualità, insonnia, pallore, carenza di memoria, palpitazioni, capogiri.

 




Punti e Meridiani di Agopuntura edito dalla CEA: volume 1 – testo atlante, volume 2 – indicazioni cliniche

Ettore Quirico e Tiziana Pedrali*

È con vivo piacere che dedico queste pagine di Olos e Logos a presentare ai lettori questi volumi di Piero Ettore Quirico e Tiziana Pedrali appena editati dalla Casa Editrice Ambrosiana di Milano.

Con Tiziana ed Ettore ho infatti una frequentazione di lunga data iniziata negli Anni ’80 e consolidata negli Anni ’90 e nei primi di questo terzo millennio. Molti avvenimenti ci hanno accomunato nella breve ma intensa storia dell’agopuntura italiana e tra questi una vicenda editoriale che è passata negli Anni ’90 attraverso la collaborazione con la Casa Editrice UTET di Torino per la quale Ettore e Tiziana hanno compilato la prima edizione di questi due volumi mentre io con dei colleghi curavo le edizioni del Trattato di Agopuntura e Medicina Cinese e del Trattato di Massaggio, Fisiochinesiterapia e Ginnastiche Mediche Cinesi.

Negli ultimi anni abbiamo entrambi “attraversato il Rubicone” per continuare la nostra avventura editoriale attraverso una fattiva collaborazione con la Casa Editrice Ambrosiana per la quale è stata varata questa seconda edizione di Punti e Meridiani di Agopuntura che è stata completamente rivista ed aggiornata e negli scorsi anni anche la seconda edizione del Trattato di Agopuntura e Medicina Cinese questa volta in sei volumi che è stata curata da me con la collaborazione di 30 tra i più famosi studiosi italiani del settore.

Ettore e Tiziana hanno avuto anche un riconoscimento internazionale della loro opera che si è concretizzato nell’edizione inglese dei volumi a cura della Casa Editrice Thieme con il titolo Teaching Atlas of Acupunture.

A loro i miei migliori auguri perché la fatica sia ripagata dal successo editoriale di questi volumi che arricchiscono l’orizzonte della letteratura scientifica italiana di agopuntura.

 

Lucio Sotte

 

Presentazione del primo volume

A vent’anni dalla presentazione della prima, fortunata edizione del Testo Atlante “Punti e Meridiani di Agopuntura” ed a dieci dalla riedizione dell’opera in due volumi (pubblicata anche da Thieme in edizione in lingua inglese nel 2007 come Teaching Atlas of Acupuncture, Vol I e II), abbiamo il piacere di presentare la terza edizione dell’opera che, pur rimanendo inalterata nei suoi contenuti fondamentali, è stata corretta e riveduta in alcuni particolari , allo scopo di renderla sempre più attuale e vicina alle esigenze dei medici che studiano e praticano l’agopuntura.

 

Copertina dei volumi editi dalla UTET

Negli ultimi 25-30 anni, l’agopuntura europea si è finalmente confrontata con quella cinese ed è stata costretta a riconsiderare e correggere gran parte della sua impostazione dottrinale, guadagnando in concretezza.

La fisiopatologia degli organi interni ed i loro quadri sindromici sono stati ormai recepiti dalla quasi totalità delle Scuole ed anche le indicazioni cliniche degli agopunti sono state profondamente riviste, abbandonando rigidi schemi di dubbia efficacia terapeutica.

In quest’ottica abbiamo ritenuto opportuno uniformare ai principali testi cinesi i percorsi dei meridiani principali e secondari e la localizzazione di alcuni agopunti.

Per quanto riguarda le indicazioni cliniche degli agopunti, in questo primo volume abbiamo ritenuto opportuno riportare solamente quelle di più frequente utilizzo nella pratica clinica, rinviando il lettore al secondo volume per la consultazione di quelle attualmente meno citate ed utilizzate, seppur presente su alcuni testi antichi.

Sempre a proposito delle indicazioni cliniche, abbiamo ritenuto opportuno mantenere alcune definizioni di malattie (ad es. nevrastenia, isteria, sindrome maniaco-depressiva, ecc.) che nella nosologia moderna sono state sostituite da altri termini, perché più adatte a descrivere quadri clinici complessi caratterizzati dalla concomitanza di sintomi mentali, viscerali e somatici rispetto ai termini attuali, altamente specifici.

Lo scopo di quest’opera rimane quello di fornire allo studente ed al medico agopuntore un efficace strumento di apprendimento e di pronta consultazione, capace di indicare con chiarezza: localizzazione, modalità di repere, rapporti anatomici e principali indicazioni cliniche di ciascun agopunto.

Le tecniche terapeutiche agopunturali spesso prevedono l’infissione profonda dell’ago ed il rischio di provocare lesioni organiche è rilevante: per tale motivo è indispensabile da parte del medico una conoscenza precisa dei diversi piani anatomici e delle sezioni degli agopunti.

 

Copertina dei volumi editi in inglese da Thieme

La manovra di infissione dell’agopunto non può prescindere dall’ottenimento delle tipica sensazione parestesica del De Qi, che ne conferma la corretta stimolazione; nella prima sezione dell’opera vengono quindi descritte le modalità del De Qi per ciascun agopunto, del quale vengono inoltre illustrate dettagliatamente: localizzazione, coordinate anatomiche ed indicazioni cliniche.

Lasciando giudicare al lettore se il risultato è pari agli intenti, gli proponiamo questa seconda riedizione della nostra opera, nella speranza di fornirgli un aiuto concreto per lo studio e la pratica clinica dell’agopuntura.

 

Presentazione del secondo volume

La conoscenza delle corrette indicazioni cliniche dei punti di agopuntura rappresenta l’elemento essenziale per la formulazione di un efficace protocollo terapeutico.

Nel corso dei secoli la Medicina Cinese ha proposto percorsi diagnostici e clinici diversi, ma gli agopunti impiegati sono stati sempre gli stessi, pur variando sensibilmente i loro criteri i prescrizione e di combinazione.

Recentemente, la sperimentazione scientifica applicata all’agopuntura ci ha consentito di verificarne l’efficacia e di comprenderne alcuni meccanismi d’azione, ma poco ci ha rivelato sull’azione dei singoli agopunti, poiché gli effetti clinici solitamente dipendono dalla loro associazione sinergica.

La conoscenza delle indicazioni tradizionali è pertanto ancor oggi indispensabile per guidare la scelta dei punti da impiegare in terapia, anche se la comprensione degli elementi fondamentali della Medicina Cinese risulta spesso ardua per il medico occidentale, formato secondo i parametri di una logica cartesiana  che è assai distante da un pensiero di tipo analogico-allegorico qual è quello orientale.

La scienza medica occidentale, attualmente, tende ad affermare l’esistenza di un’unica metodica di indagine e di un’unica chiave di interpretazione della malattia, sottovalutando il patrimonio di esperienze diagnostiche e cliniche celato all’interno di antiche scienze mediche; tra queste vi è l’agopuntura che, dopo aver curato con successo milioni di malati in oltre duemila anni di storia, può essere ancor oggi assai utile, come unica terapia o a fianco dell cure convenzionali.

Nel tentativo di superare la dicotomia tra scienza antica e moderna, in quest’opera vengono confrontate le indicazioni cliniche degli agopunti, espresse nel linguaggio della Medicina Cinese, con quelle dell’attuale Medicina Occidentale, in modo da renderne meglio comprensibile l’azione nei confronti dei vari distretti corporei e delle differenti situazioni patologiche.

Per favorire una miglior comprensione della materia, viene inoltre analizzato il significato degli ideogrammi che compongono il nome di ciascun agopunto, del quale vengono discusse ed evidenziate le principali applicazioni nella pratica clinica. Sono infine riportate collaudate combinazioni terapeutiche tratte da testi antichi e moderni, che possono rivelarsi asai utili nella pratica clinica.

 




Progetto Agopuntura a Calcutta

Carlo Moiraghi*

Lo scorso ferragosto, anno 2013, ero in India, a Calcutta. Quale direttore della Scuola ALMA di agupuntura vi ho definito un progetto e un accordo con le Suore di Madre Teresa, le Missionarie della Carità, per introdurre l’agopuntura nelle Case della Carità mediante il volontariato di medici agopuntori.

Ho poi verificato sul campo la non facile ma reale fattività di questa innovativa collaborazione praticando l’agopuntura nella Casa di Kalighat, Nirmal Hriday, che in indi significa Puro Cuore, prima casa aperta da Madre Teresa nel 1952 in Calcutta.

Il Tempio induista di Kalì nel quartiere di Kalighat era da sempre meta dei malati, dei miseri e dei bisognosi della città, che vi venivano a elemosinare e a morire.

La beata suora albanese, al secolo Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu, volle quindi qui, in Kalighat, attigua al Tempio di Kalì, la sua prima Casa e vi prese a raccogliere, amare, lavare, nutrire, curare, aiutare a morire con dignità, in un letto, le schiere di moribondi abbandonati nelle strade.

La sua luminosa avventura al servizio delle sofferenze degli ultimi iniziò fra queste pareti e dilagò nel mondo.

Nel 1989 la Madre riferì di avere ricoverato in questa Casa circa 54 mila persone e che di queste almeno 23 mila vi erano morte.

Oggi per fortuna Calcutta è cresciuta da quegli anni.

Il dolore e la fame e la morte non la fanno più da padroni assoluti lungo interminabili chilometri di corpi allineati lungo dedali grigi di anonimi marciapiedi. Oggi a Calcutta si respira la vita. 
Kalighat Nirmal Hriday è un’ordinata struttura che ospita oltre un centinaio di degenti, per lo più terminali, donne e uomini.

Non può che risultare complesso e parziale specificare la breve e profonda esperienza fattavi, composta di difficoltà e incertezze di ogni genere e grado, professionali e umane, e di chiare brezze di serenità e di soddisfazione piena.

Resta che il progetto Agopuntura a Calcutta, riservato ad agopuntori esperti, è attivo per il futuro. È un avvio, un sentiero appena abbozzato in una direzione ancora da decifrare e identificare appieno, la reale possibilità di un cammino tutto da delineare e tracciare e determinare percorrendolo con misura e buon senso e buona volontà e umiltà.

Non mi sento però di mimare certezze che riconosco di non avere.

Mi accorgo di non avere ancora metabolizzato del tutto i giorni di Kalighat e di non avere quindi oggi un’univoca chiarezza circa le mie personali future scelte in proposito.

In ogni caso i Colleghi agopuntori esperti che, dopo averne opportunamente valutato ogni risvolto, siano interessati a un periodo di volontariato con agopuntura in questo contesto indiano possono segnalarsi per gli opportuni approfondimenti presso il dr. Paola Poli, che ha condiviso con me la pratica dell’agopuntura a Kalighat ed è la referente di questo progetto. 
In seguito, maturata la stabile determinazione a fornire il proprio lavoro, in capo a colloqui introduttivi e specifici potranno venire avviate le procedure presso le Missionarie della Carità indiane ai pratici fini organizzativi.

È previsto il rilascio da parte delle Missionarie della Carità dell’attestazione dei singoli periodi di pratica di agopuntura svolti dai volontari. 
Consiglio permanenze brevi, una o due settimane, e presenze non isolate, meglio tandem di agopuntori già affiatati.

Calcutta, in indi Kolkata, è una grande metropoli, conta cinque milioni di abitanti, eppure vi è un indirizzo di cui chiunque, orientale, arabo, occidentale che sia, ti dà indicazioni. Tu chiedi di Mother House, la sede delle Missionarie della Carità, e in breve, non sai come, ci sei. Mura semplici, austere, grigie, l’esatto colore del cielo sopra di te, appena una punta di azzurro. 
Entrando il sorriso di una suora ti coglie. Al piano terreno, sulla destra, vi è la stanza più bella, più serena, più luminosa del mondo, una sala spoglia, un rettangolo chiaro di cemento lucido in evidenza.

La tomba di Madre Teresa reca una scritta: Ama un altro uomo come io ho amato te. Giovanni 15.12. 
Mattina, pomeriggio, ti ci ritrovi ogni giorno. Senza pensarci dici a te stesso o all’amico: andiamo a trovare la Madre, passiamo un attimo da Madre Teresa. Si è subito d’accordo e in un istante si è lì, davanti a lei, insieme a lei. 
Di continuo qualcuno entra, a piedi nudi, e ognuno lei prende per mano, abbraccia, ascolta, tranquillizza, rincuora, sprona.

Su quelle panche di legno è semplice aprirsi, pensare, chiedere, dire, restare in silenzio, a mente vuota, è naturale respirare con lei, di lei.

Ad ognuno lei dona fiducia e pace, chiarisce, spiega, suggerisce.

Ama un altro uomo come io ho amato te, sussurra, e ognuno ne sente la voce, il calore, l’appoggio, l’amore. Aleggia dovunque. 
Calcutta non sarebbe Calcutta senza il n. 54 A, A. J. C. di Bose Road, nè il mondo il mondo. 

Riferimenti: 
Email: staff.agopuntura@yahoo.it 
Cel: 335-6626465 dr. Paola Poli

 




Ritornare a vedere di nuovo con tutti i sensi: il meccanismo della visione della medicina cinese

Angela Di Bari*

Gli occhi nella MTC sono uno dei sette Qiao, i portali  della testa, strutture che più delle altre  sono in relazione con gli Shen.

In queste sedi gli Shen lavorano senza tregua per mantenerli pervi, puliti, illuminati poiché da essi dipendono le capacità sensoriali. La testa è la depositaria delle essenze luminose e tutto ciò che viene ricevuto dall’esterno deve trovare un “passaggio” purificato perché le sensazioni possano essere ricevute nella giusta misura, nella giusta quantità e ne consegua la giusta interpretazione e la retta condotta. Gli organi di senso sono le porte e le finestre sul mondo esterno, ciò che rende vivace la coscienza e ci permette di fare esperienza di ciò che ci circonda. Le nostre capacità sensoriali di vedere, sentire, gustare, toccare, respirare,  dipendono nella medicina tradizionale cinese (MTC) dal Cuore.

Se il Cuore è preso da pregiudizi, avversioni, sentimenti, emozioni eccessive non solo sono alterati i movimenti del Qi e del Sangue, ma è persa la capacità di vedere, percepire, giudicare e reagire nel modo appropriato.

Tra tutti gli organi di senso, gli occhi sono gli orifizi meglio posizionati per essere in risonanza con il Cuore.  Nel mondo antico cinese erano definiti Ming Men per la loro potenza di ricezione e la forza di trasmissione dello Shen della persona. Rappresentano lo strumento di comunicazione per eccellenza degli Spiriti e fanno parte del Sistema Visivo, così come viene riportato nei testi.

Difatti i testi di oftalmologia  più antichi parlano di un “Sistema degli Occhi” che inizia con i globi oculari posti anteriormente, attraversa il sistema profondo del Cervello, il Mare dei Midolli, e raggiunge la parte posteriore della testa dove vi sono due Occhi  Posteriori, due punti della Vescicola Biliare, i cui nomi sono molto evocativi , GB18 Cheng Ling (che giova allo Spirito Individuale) e GB19 NaoKong (apertura del cervello). La Vescicola Biliare è fondamentale nel processo della visione perché fornisce un quantitativo inestimabile di jing puro ed essenziale e il suo declino è alla base della presbiopia.

Tuttavia tutti gli organi e i visceri collaborano al nutrimento degli occhi, circa 18 meridiani giungono all’occhio e proprio in zona perioculare si concentrano tutti i meridiani yang del corpo costituendo una delle sedi privilegiate dei Zong Mai, i vasi ancestrali.

Questo indica che le essenze più pure e più leggere dei 5 Zang e 6 Fu salgono per nutrire, proteggere, illuminare i globi oculari e dire che il Fegato si apre negli occhi significa semplicemente che gli Hun, sono gli unici tra tutti gli Shen che hanno  la capacità di vedere “oltre”, al di là di ciò che è materiale e tangibile.

Se non mi fermo con lo sguardo su ciò che mi affascina e mi trattiene da vicino, offro la possibilità ai miei Hun di vedere in profondità là nell’occipite, quello che è il mio destino, la lezione di vita che devo imparare, e ciò che voglio portare nella mia “Visione Celeste” che è quello a cui realmente tendono gli Hun.

Quindi la salute degli occhi dipende dallo stato generale di tutti gli Organi e Visceri e all’inverso curare e proteggere il Sistema Visivo significa potere intervenire su uno specifico Organo o Viscere qualora questo fosse indebolito o malato. Sappiamo che gran parte della comunicazione non verbale passa per i Qiao, i canali visivo-cenestesico, uditivo-motori, chimico-olfattivi e che questi utilizzano un codice analogico, cioè riproducono immagini di ciò a cui si riferiscono.

Formidabile è stata l’intuizione cinese antica che tutti gli organi di senso hanno un Signore degli Orifizi, il Cuore, oggi lo chiamiamo Sistema Nervoso Centrale, che ha la capacità di selezionare, rielaborare, correlare tutte le informazioni provenienti da tutti gli organi di senso, e integrare le sensazioni con tutte le percezioni legate alla esperienza, alla memoria, al pensiero.

La radice di quello che è il nostro “io” unico, irripetibile parte dagli Orifizi Superiori. Il senso d’identità individuale è differenziato per ciascuno di noi perché differenti sono le percezioni che derivano dal mondo esterno. Quello che noi “vediamo” non è il mondo come realmente è, ma come lo vedono i nostri occhi, una mappa estremamente funzionale alla nostra   sopravvivenza e alle nostre convinzioni, specie quelle acquisite durante l’infanzia.

La mappa non è il territorio, e ognuno di noi costruisce mappe diverse dello stesso territorio e anche mappe diverse dello stesso territorio da momento a momento, in base al proprio grado di attenzione, ai propri bisogni, alle proprie motivazioni.

Gli organi di senso afferiscono alle stesse vie nervose per cui, curando un senso, per esempio la vista anche gli altri, un udito debole o un olfatto insensibile, possono rivelarsi potenziati (vedi l’esercizio dei 5 sensi).

Il globo oculare nelle medicina cinese viene studiato con due sistemi, uno più filosofico che si rifà agli 8 trigrammi di base dell’Yi Jing e che presenta degli incredibili risvolti medici, e uno più medico il sistema Wu Lun o delle Cinque Ruote non privo anch’esso di  misteriosi risvolti di psicosomatica medica.

Nel Wu Lun si associano le varie parti dell’occhio al Sistema dei Cinque Elementi rimarcando sempre che il Sistema è unico e che l’occhio è una propaggine di ciò che è contenuto nella scatola cranica.

Nei testi antichi si parla di una ruota segreta Fuoco/Acqua che corrisponde al moderno sistema visivo, occhi, nervo ottico, corteccia visiva primaria (V1) e tutta la zona posta intorno alla scissura calcarina.

Le quintessenze del Qi, del Sangue e dei Jinye formano l’occhio, lo nutrono e lo mantengono nella sua posizione.

Esso rappresenta l’emissario del Cuore e tutto ciò che è al di là della pupilla è sotto il governo del Rene.

In particolare appartengono al Rene la pupilla, il cristallino, l’umor acqueo, l’umor vitreo, la retina e il nervo ottico.

La cornea, il corpo ciliare e l’iride sono sotto il governo del Fegato. La coroide e tutti i vasi con i canti, interno ed esterno, sono controllati dal Cuore

La visione è un fenomeno complesso che anche gli antichi oftalmologi avevano capito.

È la capacità di dare un significato e una localizzazione spaziale a ciò che si guarda  e questo processo viene compiuto con il cervello.

L’occhio è un mezzo sofisticato di ricezione di raggi luminosi rifratti dagli oggetti colpiti dalla luce, un trasduttore, e il cervello è colui che “vede” in virtù della memoria di immagini anteriori poiché raccoglie, unifica, integra due differenti immagini, rimpicciolite e rovesciate, provenienti dalle retine di ciascun occhio.

Il processo visivo è un fenomeno olistico, in cui tutti i fattori nervosi ed emozionali hanno il loro peso.

Ogni occhio lavora per proprio conto e grandi quantità di Qi e Sangue occorrono perché da due immagini differenti si percepisca una immagine unica, colorata, con una sua forma, una profondità, un movimento. Il tutto frutto di una elaborazione mentale.

La retina, la membrana nervosa dell’occhio, è sotto il controllo del Rene tranne che in una piccolissima zona, fondamentale per la visione nitida, detta macula lutea che è sotto il governo della Milza.

La macula lutea – ossia gialla per la presenza di un pigmento carotenoide, la xantofilla – è definita  “l’occhio dell’occhio” perché è la sede dove devono essere messe a fuoco le immagini per essere viste nei dettagli.  La restante parte della retina fornisce il campo visivo cioè la capacità di muoverci nell’ambiente. In particolare la macula ha un diametro di circa 5 mm. Nella sua porzione centrale vi è una depressione di 1,5 millimetri quadrati: la fovea. All’interno della fovea si riconosce una area ancora più piccola, la foveola,  di 0,35 mm dove sono fittamente stipati solo gli elementi della visione fotopica, cioè la visione ai livelli d’illuminazione normale (luce del giorno)

Proprio questi 0,35 mm sono controllati dall’Elemento Terra. La visione dei dettagli, il visus, i 10/10 sono fortemente influenzati dalla coppia Milza/Stomaco.

Vedere bene è un’arte che si apprende da adulti  coltivando il Jing di tutti gli organi. Ma quale Jing? Il Jing acquisito che è il prodotto di intermediazione e armonizzazione di un Centro che sa presiedere l’assunzione delle “forme” di tutte le dinamiche interne ed esterne.

In condizioni normali gli occhi vengono mossi continuamente e cambiano direzione circa 5 volte al secondo, con un elevato consumo di Qi.

La saccade è il movimento oculare che gli occhi compiono con maggiore frequenza. Consiste in rapidissimi movimenti, 3-4 saccadi al secondo eseguite per portare la zona d’interesse visivo a coincidere con la fovea. Si calcola che ogni occhio compia in media circa 150.000 saccadi al giorno. Ogni saccade ha il duplice scopo di mantenere sulla fovea l’immagine degli oggetti e di dirigere la fovea sui vari particolari dell’ambiente circostante, per costruire l’immagine complessiva.

È incredibile la velocità con cui vengono compiute, 600-700/secondo, ossia  una durata di frazioni di secondo, negli occhi considerati sani.

Gli occhi con disturbi visivi sono più fissi, meno mobili.

La coroide, la membrana vascolare del globo oculare, ha una portata ematica 20 volte superiore al Cervello e 5 volte superiore al Rene.

Tutto questo significa che agli occhi arriva una enorme quantità di Qi, di Sangue e di Liquidi Corporei e che il Cuore, il Fegato e la Milza sono gli organi che spingono, contro gravità, le sostanze più affini alla composizione degli occhi.

La natura ha progettato il Sistema Visivo, con grande generosità. Gli occhi come qualunque altro organo hanno la capacità di ristabilirsi. La vista è per il 90% una funzione della mente e per il 10% legata a fattori costituzionali ed essendo mentali i veri meccanismi della visione possiamo, con una educazione visiva corretta, curare  la maggior parte dei difetti visivi e migliorare la vista nei casi in cui essa sia già normale.

È possibile “reimparare” ad usare fisiologicamente gli occhi con metodi di riprogrammazione visiva che eliminano la tensione da sforzo degli occhi, facilitano i movimenti naturali, stimolano la immaginazione e la memoria, migliorano la postura e il modo in cui si respira e ci si muove.

I cinesi fanno eseguire il Qi Gong degli occhi nelle scuole elementari e utilizzano  gli esercizi di visualizzazione delle palline soffici e del Wu Lun Ze Mu, 5 cerchi per umidificare gli occhi, a tutte le età.

Gli esercizi si eseguono senza gli occhiali. Spesso portare gli occhiali produce rigidità e immobilità degli occhi, si privilegia la visione centrale, la nitidezza dei dettagli, a scapito della percezione dello spazio. Domina un tipo di visione a due dimensioni, pensate al computer, focalizzato su cose vicine, senza movimento degli occhi, né allargamento del campo visivo.

Per riacquistare coscientemente un’arte appresa inconsciamente durante l’infanzia bisogna dedicare, pensieri, tempo, applicazione.

Gli occhi lavorano per 365 giorni all’anno, non è pensabile che i trattamenti di recupero del visus possano essere affidati solo agli operatori del settore. Esiste una gamma infinite di tecniche di riprogrammazione visiva. Le metodiche classiche della antica Cina sono efficaci, semplici, piacevoli  da eseguire sia da soli che in gruppo.

Principi fondamentali per migliorare la propria vista sono: accettare i sacrifici, accettare il fatto che i propri occhi sono parte di un Sistema Olistico, agire con perseveranza, costanza e regolarità e non trattenere mai il respiro.

“Un vero viaggio di scoperta non è cercare terre nuove ma avere occhi nuovi”

 




Agopuntura e sindrome climaterica in donne con pregresso cancro al seno: uno studio controllato non randomizzato

Luca Marinone, Arcangelo Cangialosi*

Lo scopo principale di questo lavoro è valutare la riduzione dei disturbi vasomotori (vampate di calore e sudorazioni notturne) dopo trattamento con agopuntura tradizionale cinese in donne in menopausa che hanno effettuato trattamenti per cancro al seno.

Previo consenso informato, sono state arruolate 20 donne con anamnesi positiva per neoplasia mammaria e senza evidenza di malattia metastatica al momento dell’arruolamento in studio. Nessuna delle donne arruolate ha mai effettuato agopuntura precedentemente.

In ordine temporale di arruolamento, le prime 10 donne sono state assegnate al gruppo “agopuntura vera” (agopuntura tradizionale cinese), mentre le successive 10 al gruppo di controllo (“sham agopuntura”). I 2 gruppi non differiscono né per l’età media né per le terapie oncologiche effettuate. La maggior parte delle donne è in ormonoterapia con tamoxifene.

Le sedute di agopuntura tradizionale cinese sono state effettuate 1 volta a settimana per 10 settimane consecutive e successivamente 1 volta al mese fino a 6 mesi totali dall’inizio del trattamento. Le sedute di “sham agopuntura” sono state effettuate 1 volta a settimana per 5 settimane consecutive. Dopo 5 settimane di “sham agopuntura”, il gruppo di controllo ha effettuato cross-over per ricevere agopuntura tradizionale cinese con le stesse modalità del gruppo “agopuntura vera”.

Gli aghi una volta posizionati sono rimasti in sede per 25 minuti. La valutazione dei risultati è stata effettuata facendo compilare alle pazienti 2 specifici questionari a tempi prestabiliti (scala climaterica di Greene, diario settimanale su numero ed intensità delle vampate di calore).

Il trattamento “agopuntura vera” prevede agopuntura somatica ed auricolare secondo il seguente protocollo: agopunti (sempre posizionati) sono 6SP e 4CV; agopunti (da associare in base alla diagnosi secondo i criteri della medicina tradizionale cinese) sono 2KI, 6KI, 3LR, 17CV, 6PC, 6Ht, 7Ht, 20GB, 20GV, Shenmen auricolare. Il trattamento “sham agopuntura” prevede l’utilizzo di aghi a punta smussa dotati di supporto, che garantiscono una lieve stimolazione senza penetrazione cutanea.

I risultati osservati sono di seguito riportati, premesso che al tempo dell’arruolamento in studio (t0) non è stata osservata alcuna differenza statisticamente significativa riguardo ai sintomi vasomotori tra i 2 gruppi.

Il quadro clinico predominante secondo i criteri della medicina tradizionale cinese è stato quello della “disarmonia tra Cuore e Rene” e gli agopunti più utilizzati sono stati 2KI, 6Ht, 6PC, 17CV, Shenmen auricolare (oltre a 6SP e 4CV).

Dopo 5 settimane di trattamento, nel gruppo “agopuntura vera” l’80% dei casi ha avuto una riduzione dei sintomi vasomotori superiore al 30% rispetto all’inizio del trattamento, mentre nel gruppo “sham agopuntura” soltanto il 20% dei casi ha riportato tali benefici (differenza statisticamente significativa, valore p del test esatto di Fisher a 2 code = 0,023). Inoltre nel gruppo “sham agopuntura”, 5 settimane dopo cross-over per ricevere agopuntura tradizionale cinese, le donne che hanno riferito una riduzione superiore al 30% dei disturbi vasomotori hanno raggiunto il 70% dei casi.

In particolare dopo 5 settimane di trattamento, nel gruppo “agopuntura vera” si è osservata una riduzione statisticamente significativa del numero di vampate di calore (test Wilcoxon-Mann-Whitney, valore p = 0.0015). Tale risultato è imputabile ad una riduzione statisticamente significativa delle vampate di intensità severa/molto severa (valore p del test esatto di Fisher < 0,0001).

Infine dopo agopuntura tradizionale cinese si è osservato un miglioramento del riposo notturno, oltre alla riduzione dei disturbi vasomotori. Tali benefici sembrano mantenersi per tutto il periodo di osservazione (6 mesi), a patto che vengano effettuate le sedute mensili di mantenimento.

Non vi sono stati effetti collaterali correlati al trattamento con agopuntura.