Agom – Agopuntura nel mondo, Progetto Nepal marzo-aprile 2016

Paola Poli*, Carlo Moiraghi*

Il progetto di AGOM qui in Nepal a sostegno dei terremotati continua. Siamo al terzo viaggio. Atterrare e ritrovarsi a casa coincidono. Il tempo pare essersi fermato, nulla è stato fatto per ricostruire, il governo ad oggi ancora non rilascia i permessi necessari all’avvio dei lavori. La gente si organizza come può, le macerie sono fonte di lievi e continue folate di polvere, senza mascherina tossisci.

La realtà politica è molto in difficoltà, le ultime elezioni hanno visto la crisi degli induisti e l’India ha risposto tagliando le esportazioni in Nepal di beni di prima necessità, gas, benzina, medicinali e altro ancora. Si cucina nei campi o sui marciapiedi, la vita continua. Il quotidiano scorre tranquillo.

Come sempre lavoriamo all’Health Post di Lalitpur, il dott. Kesab Khadka che attualmente lo dirige, ci ha riattivato la tenda da campo con cinque lettini.

L’agopuntura è molto apprezzata da questa gente semplice abituata alle cure sciamane, l’ago per loro scaccia la malattia, per cui chiedono con insistenza di essere punti proprio dove hanno dolore, i famosi punti Ashi. Sono molto meno propensi al trattamento dei punti di agopuntura distanti dalla sede del dolore, anzi talvolta disapprovano con decisione i punti di comando. Anche le coppette e la moxa rientrano nel loro scenario curativo sciamano, Il problema non è come in altri luoghi disagiati riuscire a trattare le persone con agopuntura, anzi è quasi l’opposto, trattare i malati senza mettergli tutti gli aghi locali che insiste a chiedere. Insomma sovente ci si scontra con la loro cultura curandera.

Le persone hanno dolori causati dal duro lavoro e peggiorati dall’aggressione del vento freddo dell’inverno. Molti non hanno un riparo sicuro.

Alle visite mediche le lingue sono pallide e gonfie, improntate ai lati, con induito bianco e punta arrossata. I polsi tanto piccoli da essere appena percettibili, oppure tesi e duri come rare volte in Italia capita di sentire. Dal terremoto ad oggi è stato un periodo duro e ancora lo è.

Trattiamo soprattutto lombalgie, dorsalgie, gonalgie, dolori a tutte le articolazioni, crampi muscolari, tossi e febbri ma anche cefalee, vertigini, ipertensione arteriosa, diabete.

Regnano i ristagni con formazione di catarri e mucosità, gli edemi declivi conseguenti a importanti carenze del soffio congenito e soprattutto dell’acquisito.  Come sempre le donne tacciono i disturbi del ciclo mestruale, tabù e momento di disonore.

Nelle ricette di agopuntura raramente mancano punti del Canale Principale della Milza, del Rene, della Vescica Biliare e dello Stomaco. Spesso trattiamo i vasi embrionari.

Bimbla ci aiuta con le traduzioni, si dedica a noi tutto il giorno.

Nonostante questo iniziamo a cavarcela piuttosto bene anche da soli, il nostro nepalese migliora e gli scambi con i malati sono fonte di momenti di allegria. Piace molto che i dottori italiani tentino di imparare il nepalese. Ridiamo insieme.

In media trattiamo circa 40 – 45 malati al giorno, alle 10 del mattino c’è già una lunga coda per la prenotazione dell’ “Acupuncture Service”, e non pochi malati vengono con la prescrizione del medico locale di tre trattamenti di agopuntura, e i  tre trattamenti facilmente diventano cinque e anche di più.

 

NOTA CONCLUSIVA

È possibile partire con AGOM per portare avanti il progetto Nepal, medici agopuntori interessati sono pregati di contattarci.

I viaggi di volontariato in Nepal sono ora aperti anche ad allievi dell’ultimo anno delle scuole di agopuntura FISA che siano accompagnati da un docente della scuola. AGOM nel 2016 è disposta a sovvenzionare un biglietto aereo per un periodo di volontariato medico con agopuntura di minimo due settimane, a  Kathmandu, chi è interessato può dunque farne domanda via email allegando CV.

Per conoscere tutti i progetti AGOM visitare il sito www.agopunturanelmondo.com

Contatti: email agopunturanelmondo@gmail.com – telefono 335/6626465.

 

 

 




Anestesia in elettro agopuntura combinata (EAGPc) VS. Neuroleptoanalgesia bilanciata*

C.A. Caputi**, A.H.S. Tyia***, F. Mingolla**

L’ agopuntura in anestesia viene solitamente realizzata in Occidente con la elettrostimolazione dei punti auricolari ed il supporto di una induzione con farmaci ipnotici e miorilassanti, complementata, se necessario, dalla somministrazione di piccole dosi di analgesici (elettroagopuntura combinata = EAGPc) (1-7).

Tale metodica, impiegata con responsabilità dai medici anestesisti che non possono chiedere atti di eroismo ai pazienti, continua ad offrire il fianco allo scetticismo di chi ancora dubita della efficacia e della utilità dell’agopuntura in anestesia e chiede una rigorosa sperimentazione clinica di essa basata su elementi più precisi e statisticamente valutabili (8-9).

I presupposti teorici di questa nuova metodica poggiano su solidi contenuti scientifici che vanno man mano delineandosi alla luce di recenti studi che evidenziano le numerose correlazioni dell’agopuntura con gli oppiati endogeni e con le altre sostanze implicate nei meccanismi di trasmissione del dolore (10-18). Questo studio vuole dare un contributo alla valutazione della reale efficacia ed utilità clinica della tecnica della EAGPc nell’anestesia chirurgica. A tale scopo sono state comparate le dosi di analgesici e di curaro usate nelle anestesie con EAGPc a quelle somministrate durante le anestesie eseguite secondo la nostra tecnica abituale di neuroleptoanalgesia bilanciata (NLAb), consistente nella somministrazione di analgesici quale esclusivo supporto ad una classica leptonarcosi (tiopentone starter, N2O 60% e curaro). Il confronto delle due tecniche anestesiologiche è stato effettuato fra raggruppamenti di interventi chirurgici omogenei per tipo e durata.

 

Pazienti e metodo

Sono stati sottoposti ad intervento in EAGPc 98 pazienti, di cui 62 uomini e 36 donne con una età media di 58 anni (min 14 – max 81). Sono state complessivamente 287 le ore di EAGPc per un totale di 98 interventi elettivi di alta e media chirurgia, come dalla tab. 1.

Tutti gli interventi non hanno avuto durata inferiore alle 2 ore (max 6,5 h) ed i pazienti sono stati scelti tra quelli normalmente inclusi nella lista operatoria ed attribuiti in maniera casuale al gruppo di trattamento EAGPc o al gruppo di controllo NLAb.

Tutti i soggetti da sottoporre ad EAGPc sono stati adeguatamente informati sulla particolarità della tecnica e tranquillizzati garantendogli l’assenza di qualsiasi dolore anche nelle eventuali fasi intraoperatorie di ritorno della coscienza.

 

Protocollo anestesiologico

Subito dopo una medicazione preanestetica con 0,5mg di atropina e un analgesico (meperidina 50-75mg oppure fentanyl 0,1mg) i.m. da 30 a 45 minuti prima dell’inizio dell’intervento, i pazienti, ancora coscienti, sono stati sottoposti alla elettrostimolazione di aghi infissi su determinati punti auricolari collegati bilateralmente alle uscite indipendenti di uno stimolatore. I punti cinesi costantemente prescelti sono stati «chen-menn» ed il «cuore-polmoni» ritenuti dotati di proprietà ansiolitiche ed analgesiche (19), ai quali è stato aggiunto, almeno durante il primo periodo della ns. esperienza, il punto auricolare somatotopico corrispondente all’organo interessato dall’atto chirurgico (20). La stimolazione degli aghi è stata effettuata con l’apparecchio generatore di impulsi Modello SG7803 fabbricato su ns. indicazione dalla SG.EL Elettronics – Ancona. Lo strumento è caratterizzato da una tensione massima di uscita degli impulsi di 180 Vp.p. con tempo di impulso di 0,8 mS e frequenza degli stessi regolabile da 3 a 125Hz con quattro uscite impulsive, regolabili indipendentemente in ampiezza ed in frequenza.

La stimolazione a paziente cosciente è stata effettuata con intensità e frequenza gradualmente crescenti seguendo l’instaurarsi della tolleranza allo stimolo senza superare la soglia dolorosa. Alcuni soggetti hanno avvertito in questa fase un rilassamento psico-fisico accompagnato da senso di caldo alle estremità; preludio, in qualche caso di un vero e proprio sonno.

Dopo induzione dell’anestesia con  tiobarbiturico alla dose di 5mg/kg, intubazione oro-tracheale (sonda di Carlens o White, in toracochirurgia) previa curarizzazione con bromuro di pancuronio alla dose di 0,08 mg/kg e ventilazione meccanica con N2O (60%) e O2 (40%), si è portata in pochi minuti la frequenza degli impulsi a circa 50Hz e l’intensità di corrente incrementata fin quasi al massimo della scala di ogni uscita dello stimolatore (25-30 mA circa). Il controllo per il mantenimento di un corretta anestesia è stato effettuato sempre dalla stessa equipe, con la valutazione, come di norma, dei consueti parametri emodinamici e neurovegetativi, somministrando dosi supplementari di analgesico (meperidina 25mg oppure fentanyl 0,1mg) e di curaro (bromuro di pancuronio 1mg) secondo necessità. Si faceva ricorso a dosi di analgesico ad ogni aumento di valori di base della PA>20mmHg con contemporaneo aumento della FC.

Con le stesse modalità è stato effettuato il mantenimento delle anestesie di controllo in NLAb. In questa ultima l’induzione con barbiturico (dose come sopra) e fentanyl, (0,1mg) è stata preceduta 30 minuti prima dalla somministrazione i.m. dell’associazione preanestetica di atropina (0,5mg) deidroperidolo (5mg) e fentanyl (0,1mg). Nell’ultimo periodo di protocollo si è apportata una variante al protocollo farmacologico dell’anestesia in EAGPc associando, per l’induzione, una dose di 4mg/kg di tiopentone sodico ad un benzodiazepinico (Diazepam 5-10mg oppure Flunitrazepam 0,5-1mg) allo scopo di ridurre la vigilanza dei pazienti evitando, inoltre, l’uso dell’analgesico in premedicazione.

 

Risultati

I risultati dello studio sono riportati in 5 prospetti, distinti in base al tipo di chirurgia, in cui si evidenziano le dosi medie di farmaci analgesici e del curaro (espresse in mg/h) utilizzate durante tutti gli interventi praticati in EAGPc e le dosi medie, relative ai medesimi farmaci, utilizzate durante un equivalente numero di ore di interventi condotti in NLAb. In ogni prospetto, nel riquadro riservato alla EAGPc, sono state considerate distintamente le dosi medie di meperidina (nei casi in cui se ne è fatto uso) riportando accanto ad esse in parentesi le corrispondenti dosi equipotenti di fentanyl (21) al fine di permettere un confronto omogeneo fra i dati relativi al consumo di analgesico. Inoltre è stato riservato uno spazio per quei casi in cui durante l’EAGPc non si è reso necessario alcun supporto di analgesici. Il curaro utilizzato è stato sempre il bromuro di pancuronio («Pavulon»). I dati di ogni prospetto, computerizzati, sono stati studiati statisticamente per la valutazione della significatività delle differenze quantitative.

 

Discussione

Analizzando i dati riportati nelle tabelle 2, 3, 4, 5, 6, distinte per raggruppamento chirurgico, si rileva un consumo di analgesico durante l’EAGPc costantemente e significativamente inferiore; valutabile intorno al 25% circa della dose media di fentanyl (mg/h) impiegata durante la NLAb (fig. 1). Dall’osservazione dei dati si potrebbe anche desumere un probabile più vantaggioso uso della meperidina nei confronti del fentanyl a giudicare, sempre in termini di equipotenza, dal dosaggio costantemente più basso dovuto forse ad una sua azione più protratta nel tempo.

L’EAGPc prevalentemente applicata da altri AA. In cardiochirurgia (22-23) e in toracochirurgia polmonare (3-7), è stata utilizzata in questa esperienza soprattutto negli interventi sull’addome permettendo così una più probante verifica dell’efficacia della tecnica in un tipo di chirurgia, certamente la più ricca di stimolazioni dolorose, in cui è essenziale per una corretta anestesia una buona miorisoluzione. Nelle tabb. 3, 4, 5, 6 e, in particolare nella 2, relativa alla chirurgia dell’addome, le medie di consumo del bromuro di pancuronio (Pavulon) non risultano significativamente differenti fra i campioni di EAGPc e NLAb e ciò, a dimostrazione che il ridotto consumo analgesico non è stato ottenuto grazie ad un sovradosaggio di curaro, ma in virtù di una reale efficacia analgesica della tecnica (figura 2). Tale efficacia è già stata anche sperimentalmente verificata con la dimostrazione di un significativo abbassamento del MAC dell’Alotano in cani sottoposti ad elettroagopuntura (25). Una differente reattività individuale (12) insieme ad un forse migliore protocollo di elettrostimolazione, attuato nell’ultimo periodo (stimolazione bilaterale a bassa frequenza dei punti «chen-menn» e dei punti retromastoidei «anmien II» (19), spiegano probabilmente i casi in cui non è stato necessario l’impiego di alcun farmaco analgesico (12 casi in totale di cui 6 in chirurgia addominale). Il risveglio dall’AEAGPc è stato sempre pronto e, analogamente a quello della NLAb, ha mostrato, nella quasi totalità dei casi, pazienti tranquilli in analgesia od ipoalgesia perdurante, in qualche soggetto, anche molte ore.

Conclusioni

Numerosi studi evidenziano gli effetti degli anestetici sui vari organi e su molti aspetti biologici e biochimici dell’organismo, a livello cellulare e di funzioni complesse, quali alterazioni della catena respiratoria, e diminuzione della capacità immunitaria (25-37). Il ridotto impegno metabolico dell’organismo conseguente alla esigua quantità di farmaci assunti durante l’EAGPc, pone questa tecnica, seppure ancora in fase di sperimentazione clinica, come una reale alternativa anestesiologica particolarmente indicata per interventi di lunga durata, per quelli notevolmente demolitivi (estese resezioni epatiche) e per tutti gli interventi su soggetti affetti da patologie particolarmente defedanti e cioè, in quei casi in cui è particolarmente necessaria una strategia anestesiologica che non si limiti alla narcotizzazione e al risveglio del malato. Se forse non è possibile chiedere che tale tecnica si diffonda capillarmente in tutte le sale operatorie e per tutti gli interventi, pure è auspicabile che, in centri altamente specializzati dove si pratica in particolare la chirurgia toracica ed epatica, si usi l’anestesia in EAGPc che non è poi, con la giusta programmazione, di grosso intralcio alla routine di sala operatoria.

 

Riassunto

Anestesia in elettroagopuntura combinata (EAGPc) VS Neuroleptoanalgesia bilanciata (NLAb). Dosi impiegate di analgesico e di curaro durante interventi di alta e media chirurgia generale.

Il lavoro intende dare un contributo alla valutazione della reale efficacia ed utilità clinica nell’anestesia chirurgica della tecnica della EAGPc dopo un’esperienza riferentesi a 287 ore di anestesia condotte con tale tecnica per un totale di 98 interventi elettivi di alta e media chirurgia (prevalentemente chirurgia dell’alto addome e toracochirurgia polmonare). Dal raffronto delle dosi medie pro ora di farmaci (fentanyl e bromuro di pancuronio) impiegate durante le anestesie EAGPc e quelle utilizzate durante un equivalente numero di ore di NALb, in gruppi distinti per tipo di chirurgia, si sono evidenziate differenze statisticamente molto significative per un minor consumo di analgesico nei gruppi EAGPc nei confronti dei corrispondenti gruppi di controllo (NLAb) e nessuna significativa differenza nel consumo di curaro, neppure nella chirurgia addominale. In 12 casi di EAGPc non è stato necessario l’apporto di analgesici.  L’EAGPc, ha mostrato una reale efficacia analgesica, insieme al vantaggio di un prolungato effetto ipoalgesico e post-operatorio. Il ridotto impegno metabolico dell’organismo conseguente all’esigua quantità di farmaci assunti fa porre agli AA. L’EAGPc, seppure tecnica tutt’ora in fase di sperimentazione, come una reale alternativa anestesiologica particolarmente indicata per interventi di lunga durata per quelli notevolmente demolitivi (estese resezioni epatiche) e per tutti gli interventi su soggetti affetti da patologie particolarmente defedanti.

 

 

Summary

Anaestesia in combined electroacupunture (cEAGP) VS balanced neuroleptoanalgesia (bNLA).

Dose employed of analgesic and of curare in big and  medium operations in general surgery

The aim of this article is to evaluate the real efficacy and clinical utility in surgical anaesthesia using cEAGP. This technique was assessed in 287 hours of anaesthesia in a total of 98 operations primarily of abdominal and thoracic surgery. In different groups for each type of surgery, comparing average doses per hour of drugs used (fentanyl amd pancuronium) during anesthesia with cEAGP and those used in the same number of hours in bNLA, marked statistical differences were showed with regards to a less consuption of analgesics in cEACP groups compared with the corresponding controlled bNLA groups. No difference of curare consumption was observed; not even in abdominal surgery. In twelve cases of cEACP the use of anelgesics efficacy with the advantage also of a prolonged hypoalgesic post-operative effect. The small amount of drugs used, having less negative effects on metabolism, lead the authors to believe that cEACP can be a true anaesthesiologic alternative indicated for long hepatic resection and other operation, for those highly destructive like wide hepatic resection and other operations on particulary severe patients.

 

 

Bibliografia

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20. Nogier P.F.M.: «Traité d’auricolothérapie», Maisonneuve Edit, 1, 331, 1973

21. Donatelli L.: «Aggiornamenti in Farmacologia», Casa Editr. F. Vallardi, Milano, 1, 737, 1979

22. Ricther J.A., et all.: «Clinical experience with electrical acupuncture analgesie in 125 patients undergoing, open heart surgery», Acupunct, Electro, Ther. Res., 143, 1976

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27. Sakait et all.: «Biodegradation of halothane, enflurane e methoxyflurane», Brit, J. Anaesth., 50, 785, 1978

28. Vergani D., Tsantoulas D., et all.: «Sensitisation to halothane-altered liver components in severe hepatic necrosis after alothane anaesthesia». Lancet, 8094, 801, 1978

29. Editorial: «Liver dysfunction after repeated anaesthesia», Brit J. Anaesth., 15, 1097, 1979

30. Editorial: »High-dose fentanyl», Lancet, 1, 81, 1979

31. Oyana T., Tanigiuchi K., et all.: «Effects of enflurane anaesthesia and surgery on endocrine function in man», Brit. J. Anaesth., 51, 141, 1979

32. Editorial: «Fentanyl and the metabolic resèponse to surgery», Brit. J. Anaesth, 52, 561, 1980

33. Brandt M. R., Korshin J., et all.: «Influence of morphine anaesthesia on the endocrine-metabolic responce to open-heart surgery», Acta Anaesth. Scand, 22, 400, 1978

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35. Delhumeu A., Cocaud J., et all.: «La toxicite renale del l’enflurane Hypotese ou certitude?», Anaesth. Anal. Rean., 38, 549, 1981

36. Scrasia E.: «Anestesia e reazioni immunitarie», Min. Anest., 44, 679, 1978

37.  Vermesse G., Camus D., et all.: «Modifications immunitaires dans le suites operatoires immediates», Nouv, Pr. Med., 7, 529, 1978

 




Il punto di agopuntura secondo SIDA: LR-2 Xing Jian

Dante De Berardinis*

 

Sintesi dai testi classici e altri autori, alla luce della tradizione orale taoista trasmessaci da Jeffrey Yuen e dall’esperienza clinica.

Il punto verrà analizzato in base a:

1. Nome del punto

2. Funzioni

3. Ricette

4. Tipologia

  1. Sintesi da parte della SIdA

 

LR2, Nome

Xíng = muoversi, circolare

Jiān = spazio, intervallo; qualcosa che sta in mezzo

 

Muoversi nei grandi spazi del Mercato, andare a piedi, camminare, viaggio; atto, azione, abile.

Il nome potrebbe far riferimento alla  capacità di muoversi nell’ambiente. Muoversi ed agire nell’ambiente sociale, affettivo, lavorativo ecc. è simbolicamente rappresentato dalla funzione di diffusione dal torace verso la periferia.

 

LR2 Funzioni

Apre il torace per fare uscire Yang Qi, Wei Qi, Sangue.

Apre gli orifizi inferiori, rinfresca il SJI

Rettifica il Qi

 

1. LR2 apre il petto e permette la fuoriuscita del calore. Se questa funzione è alterata:

 

A. Il calore si accumula nel petto

Se LR2 non apre il petto il calore  si accumula  localmente e compaiono segni di calore al petto e di freddo (vuoto di Yang) nell’addome e in periferia. L’eccesso di calore al torace si manifesta come  “dolore intercostale, dolore al cuore, infarto miocardico, sete, singhiozzo. La persona perde facilmente la pazienza, irritabilità”.

 

Ling Shu  cap. 52

“ La radice di Zu Jue Yin è situata intorno al punto LR2, l’altra sua estremità termina nella regione del petto dove la sua energia si espande

(Sembra proprio che tocchi il punto dove inizia la diffusione del Qi del petto verso la periferia, potrebbe essere CV17, Mu del SJS che come punto Mu tratta gli accumuli, in questo caso accumulo di Qi)

 

Zhenjiu Jiayi Jing   Libro IX, cap. 2 (pag. 621).

Titolo: “I dolori precordiali, i Bi del petto, le ernie del cuore e i tre versi provocati dal soffio freddo che si localizza nei 5 organi e nei 6 visceri.”

“Il dolore precordiale da Jue con colore bluastro della tinta come cenere raffreddata, quando si resta senza respirare per lungo tempo sono dolori precordiali dovuti al Fegato (Gan Xin Tong). Si tratta LR2 e LR3”

 

Zhenjiu Jiayi Jing  Libro IX, cap. 4 (pag. 631)

Titolo del capitolo: “Sensazione di pienezza e di dolore al petto e alle costole del torace causato da malattia che interessa il Fegato e dal ristagno di Wei Qi”

Quando la Xie si situa nel fegato si soffre di dolore alle costole e freddo al centro (Han Zhong); il sangue cattivo si situa all’interno, le articolazioni delle gambe si gonfiano e ci sono crampi muscolari. Si tratta LR2.

 

B. Lo Yang Qi, Wei Qi e  Sangue non va in alto  e in periferia

Il vuoto di Wei Qi e Yang Qi alla testa provoca sintomi alla gola con “facilità alle aggresioni da freddo con faringiti, deficit Wei Qi con pienezza toracica e infezioni aeree a ripetizione, paralisi di Bell (LR2, TH17), freddo al centro, arti ghiacciati,  addome ( ernie), piedi, testa.

L.S. cap.  24:

“ Nei dolori al cuore con faccia cadaverica è tanta la sofferenza del malato che non ha la forza nemmeno per respirare, in questo caso pungere LR2 e LR3“

 

C. Lo Yang non va in basso

Se lo Yang non esce dal torare ci sarà vuoto di Yang Qi all’addome che provoca  Zhong Han, (freddo al centro) e la “facilità alle aggressioni da freddo alimentare come la “congestione ingestione di alimenti freddi nei bambini, dolori addominali”

 

Zhenjiu Jiayi Jing , Libro IX cap. 11 (pag. 668)

Titolo: Ernie scrotali, incontinenza i ritenzione di urina provocato dall’interessamento del meridiano Zu Jue Yin o per la gioia o collera frequente”.

“Dolore addominale che sale al cuore, la pienezza epigastrica, la ritenzione di urina, il dolore al pene, la collera nello sguardo e si rifiuta di guardare il mondo esteriore, le lacrime e i sospiri indicano il punto LR2”.

 

Il vuoto di Yang nella pelvi si manifesta con incontinenza, enuresi, pollachiuria, leucorrea ma anche con rischio di aborto al primo  trimestre di gravidanza da deficit di Yang che non riesce a tenere il feto.

In questi casi pungere:

LR2, KI10, ST28 e CV4 in moxa non ago moxa.

 

Zhenjiu Jiayi Jing, Libro XII, cap. 10, pag. 828

Titolo: Diverse malattie della donna

“Le turbe del flusso mestruale le metrorragie durante la  gravidanza con aborto spontaneo e freddo agli organi genitali indica il punto LR2”

 

 

D. Il fuoco divampa verso l’alto

Quando l’accumulo di Yang nel torace arriva al massimo si sviluppa il Fuoco che  dal torace divampa in alto, sale alla testa e provoca “ictus, cefalea, reflusso gastro-esofageo, glaucoma, epilessia, convulsioni infantili, sincope”.

 

 

Zhenjiu Jiayi Jing. Libro XI cap. 2 (pag. 736)

“Follia furiosa ed epilessia provocata da uno Jue Yang e un grande spavento”

Epilessia con respiro corto, vomito di sangue, dolore al dorso e al petto si tratta con il punto LR2.

 

Zhenjiu Jiayi Jing, Libro IX, cap. 3

“Tosse con risalita del Qi prodotto dal perverso che, se situato al polmone, ai 5 organi e ai 6 viscreri, li rende malati.”

“La tosse con reflusso di Qi verso l’alto e espettorazione di catarro indica i punti SI17 e LR2”.

 

Zhenjiu Jiayi Jing, Libro IX, cap. 5 (pag. 635)

“Tristezza (Bei), paura,  sospiri, bocca amara, tristezza (Bule)  e spavento dovuti al perverso che si situa nel cuore e nella vescica biliare e che interessano gli organi e i visceri”

“Lo spavento frequente, la tristezza (Bei) , la melanconia (Bule), Jue, calore alle gambe e sopra i piedi, viso caldo e sete indicano il punto LR2”.

 

2. Rinfresca il SJI e apre gli orifizi inferiori (?) per eliminare l’umidità con urine e feci

Secondo Auteroche “rinfresca il calore del sangue e il Riscaldatore Inferiore”

Secondo Jeffrey Yuen LR2 drena l’umidità verso l’esterno attraverso ano e uretra (apre gli orifizi inferiori?)

Se LR2 non elimina i liquidi dal San Jiao Inferiore avremo:

– Anasarca

– Sudorazioni  emotive, sudore di cattivo odore,

L’accumulo da non eliminazione provoca l’umidità che l’organismo cerca di asciugare con il calore e compaiono:

uretrite, enuresi,

– cistite, disuria,

– menometrorragie,

– dolore al pene,

erezione per eccesso di fegato,

orchite

mestruazioni lunghe, meno-metrorragia,

gonfiore al basso ventre,

lombalgia durante il ciclo,

vagina contratta,

dismenorrea”.

 

3. LR2 tratta la funzione di rettificazione, Li,  del Qi

La funzione Li,  di rettificare,  di solito è associata al Polmone.  Li presuppone un discernimento tra bene e male,  per certe situazioni potremmo avere rimorso o senso di colpa, questo vuol dire che non si riesce  a lasciare andare i brutti ricordi che possono bloccare il presente che è  legato al Polmone. Si parla del Fegato che insulta il Polmone  quando una persona che vive nel passato oppure troppo preso dal futuro nel senso  che pensa solo al risultato e non riesce a vivere il presente (rappresentato dal Polmone). Il Fegato è quello che impedisce di vivere il presente ed è per questo che  molti punti del LR hanno la funzione di rettificare il Qi. I punti che rettificano il Qi sono punti che trattano anche il sangue perché il sangue conserva i ricordi:

LR2, LR3, LR14, LR5,  LR9.

 

LR2, Ricette

– Ragade capezzolo durante l’allattamento = LR2, (Remp, D.D.B.)

Sudore emotivo e di cattivo odore = LR2, HT9

Herpes Zoster intercostale recidivante i nevralgia post herpetica = LR2, LR6

Dolore del Cuore: LR2, HT6 (zi sheng jing)

Polidipsia , diabete: LR2 , KI1 ((Zhen jiu ju ying, Bai zheng fu)

Nevralgia intercostale LR2, TE6, LI11 (xin zhen jiu xue)

Glaucoma LR2, GB20, LI4 (shanghai zhen jiu)

Minaccia d’aborto al 1° trimenstre= LR2, KI10, ST28 e CV4 in moxa non ago.

Gonfiore addome, flautolenza =  SP17, SP9, SP1,  LU1 (LU5) + LR2. (LR2 se a causa di emozioni)

Nocciolo di prugna (secchezza della gola SSM): LR2 poi LR3

Sudore acre, acne in adolescenza: LR2, HT9

Lacrimazione eccessiva: LR2, GV24

Emeralopia: LR2, BL1

Precordialgia, dispnea, palpitazioni: LR2, HT6

Diabete: LR2, KI1

Dolore lombare con incapacità di stare in piedi a lungo o di muoversi: LR2, GB25

Bambini con lipotimia da ingestione di alimenti freddi = LR1 mx, LI15, ST9, ST30

 

LR2, tipologia secondo la SIdA

Il movimento nei nuovi spazi richiede di aprire il petto, le costole. La persona si  protende verso qualcosa ma resta chiusa con il torace, si affaccia alla novità ma non con il proprio pieno potenziale. Ciò che trattiene può essere l’impronta essenziale della propria vita rappresentata dal Chong Mai e dal Jing.

A livello di LR2 si deve muovere questa massa di spazzatura (di LR1) per eliminarla dalla propria vita poi si muove tutto per semplificare la vita a livello di LR3.

Sono persone irascibili che perdono subito la pazienza, sempre in collera, ansiosi con lacrime facili,  raggiungono un obbiettivo ma non sono mai soddisfatti e allora ne vogliono raggiungere un altro.

“LR3, Tai Chong,  rettifica il Qi aiutando a rettificare il Chong Mai. Mentre il punto LR2, in quanto punto Fuoco sul meridiano, ha sempre a che vedere con i disturbi del Sangue causati dai ristagni del Qi che sappiamo che in questo caso esitano in Calore. L’ansia  deriva dalla domanda “chi sono io?”; e/o “che vita ho vissuto?”.

Quindi l’impazienza del punto LR2 è una impazienza dal credere che non si è fatto abbastanza, che siamo in “ritardo sulla tabella di marcia del Ming” , quindi forse al punto LR1 ci sono tutti gli accumuli dei desideri non soddisfatti, a  livello di LR2 quell’accumulo diviene calore  e si crede di non aver fatto abbastanza e a LR3 (che tonifica il Jing favorendo la trasformazione del sangue di fegato in Jing di rene) bisogna rilasciare e vedere che si è fatto abbastanza per non “reicarnarsi” in una vita troppo complicata e quindi per non creare calore vuoto.

 

Conclusione

Lo Zu Jue Yin è un meridiann che ha più Xue che Qi. I Ling Shu al cap. 10 scriva  che inizia con il punto LR1 a livello dei tre peli dell’alluce.  I peli sono la vegetazione del Sangue e allora , questo modo di dire, significa che tutto il meridiano è legato al sangue e quindi alle emozioni. Le emozioni muovono il Sangue e il Qi secondo la propria azione (la collera fa salire, la paura fa scendere ecc.) che alterano le normali funzioni  (Qi) degli organi e dei visceri.

Secondo la SIdA, tutti i punti del meridiano Zu Jue Yin hanno la funzione di evitare che le emozioni vadano ad alterare le normali funzioni degli Zang Fu. In questa prospettiva LR2 ha la funzione generale di mettere al riparo la funzione di diffusione del Jiao Superiore e del Polmone da emozioni che possono bloccare questa funzione. Così come ha anche la funzione di evitare le emozioni possano bloccare la funzione di eliminazione degli orifizi inferiori. In quest’ultima funzione è intrinseca l’eliminazione di sensi di colpa, rancori trattenuti e conservati nel Sangue. Ecco perché ha la funzione di “rettificare il Qi”.

 

Bibliografia

  1. A cura E. Simongini, L. B. (2014). Il Fegato Semin. Jeffrey Juen. Roma: E.
  2. Simongini.Bultrini, J. Y. (2008). I disturbi dello Shen: lo psichismo in medicina classica cinese.
  3. Roma: EmilioSimongini.Gérard Guillaume, M. C. (1995). Dictionnaire des points d’acupuncture. Paris: Guy Trédaniel éditeur.
  4. J. Andres, M. (2004). Zhen Jiu jia Yi Jing. Paris: Trénadiel editeur.
  5. J. Andrés, M. (2008). Ling Shu. Paris: La Tisserande.
  6. Jarret, L. (2003). The clinical practice of chinese medicine . Editpre Spirith.

 

 

 




I Quaderni di Medicina Naturale della Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese: al servizio dei medici agopuntori italiani

Lucio Sotte*

La Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese che ho diretto dal 1990 al 2008 inaugura l’iniziativa dei Quaderni di Medicina Naturale a partire dal 1993 per venire incontro all’esigenza di introdurre per la prima volta in Italia alcuni argomenti monografici inediti di medicina cinese. In realtà già in precedenza alcuni argomenti monografici erano stati trattati in numeri speciali della rivista come era accaduto nel 1988 con l’edizione del volume Teoria e Pratica del Massaggio Cinese, nel 1989 con il volume Le Cefalee in Medicina Tradizionale Cinese, nel 1992 con il volume Il Massaggio Pediatrico Cinese.

Segue l’elenco dei Quaderni di Medicina Naturale editi con una breve presentazione di ogni singolo volume.

 

TEORIA E PRATICA DEL MASSAGGIO CINESE

Lucio Sotte, Fu Bao Tian – Civitanova Marche – 1988

Nel dicembre del 1987 ho incontrato presso l’ospedale di Gubbio Fu Bao Tian, un medico cinese esperto di medicina cinese e laureato anche in medicina occidentale, che stava frequentando uno stage semestrale presso il Reparto di Otorinolaringoiatria.

Da questo incontro nasce l’idea di approfondire con il suo aiuto alcune discipline della medicina tradizionale cinese poco conosciute in Italia: in particolare il massaggio cinese e la farmacologia.

A gennaio del 1988 inauguro uno stage sul massaggio cinese che si tiene in più sessioni a Civitanova Marche, presso il mio ambulatorio, con la partecipazione del dott. Fu Bao Tian e di tutti i docenti della Scuola Italiana di Medicina Cinese di Bologna.

 

 

Ilvolume presenta per la prima volta al mondo medico ed accademico italiano una sintesi degli argomenti trattati in questo stage ed è accompagnato anche da un video realizzato allo scopo di dare una dimostrazione pratica della teoria del massaggio trattata nel testo.

Il lavoro di questo stage e la stampa del volume sono l’occasione per l’inaugurazione dei primi corsi di massaggio cinese per non medici che vengono organizzati dalla Scuola Italiana di Medicina Cinese presso le strutture didattiche dell’Ospedale Rizzoli di Bologna a partire dall’autunno del 1988.

 

 

LE CEFALEE IN MEDICINA TRADIZIONALE CINESE, AGOPUNTURA, FARMACOTERAPIA E MASSAGGIO

Lucio Sotte – Forlì – 1989

Fino alla prima metà degli Anni ’80 il mondo medico italiano identifica la medicina cinese con l’agopuntura che è senza dubbio la sua tecnica di terapia più diffusa in Occidente e particolarmente in Italia.

È soltanto con il primo viaggio di studio in Cina, compiuto nel mese di aprile del 1983, che realizzo, visitando i Colleges di Medicina Cinese di Shanghai e di Nanchino e l’Ospedale Guan An Men di Pechino, che la medicina cinese comprende anche altre metodiche di terapia che in Cina vengono utilizzate anche di più dell’agopuntura come, ad esempio la farmacologia ed il massaggio.

Questo testo è forse la prima testimonianza del tentativo di introdurre in Italia questa nuova visione più completa della medicina tradizionale cinese: l’inquadramento delle cefalee è riferito principalmente al loro trattamento in agopuntura, ma in appendice compaiono anche le linee generali di terapia da utilizzare applicando il massaggio o la terapia con fitofarmaci cinesi.

 

ILMASSAGGIO PEDIATRICO CINESE

Lucio Sotte – Civitanova Marche – 1992

Dopo l’edizione effettuata nel 1988 del volume Teoria e Pratica del Massaggio Cinese, la Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese presenta nel 1992 questo secondo volume dedicato al massaggio pediatrico.utilizzato molto frequentemente nel trattamento delle patologie pediatriche sia perché è accettato maggiormente dai piccoli pazienti, sia perché è particolarmente utile per la terapia di numerose malattie del bambino.

L’applicazione del massaggio nel bambino richiede lo studio della sua specifica anatomofisiologia energetica che è diversa da quella dell’adulto: ciò accade perché alcuni agopunti ed alcune zone di applicazione del massaggio hanno una localizzazione del tutto particolare ed anche perché nel paziente pediatrico viene utilizzata la tecnica originale del massaggio della mano, delle dita e dell’avambraccio basata sulla localizzazione in questi distretti di punti specifici della prima infanzia.

Il volume è riccamente illustrato e fornisce così la possibilità di iniziare la pratica del massaggio pediatrico guidati sia dal testo che dalle immagini che illustrano la modalità di esecuzione delle varie manovre e manipolazioni.

 

TERAPIA CLINICA IN AGOPUNTURA E MEDICINA CINESE

Volume I – Le otto regole terapeutiche, la reumatologia, le cefalee. p.gg 160

Volume II – La cardiologia, la broncopneumologia, la gastroenterologia, la ginecologia, l’ostetricia,l’urologia, l’otoiatria, la dermatologia, l’oculistica. p.gg 224

G. Di Concetto – Civitanova Marche – 1993

Uno degli ostacoli maggiori che il medico occidentale incontra quando si avvicina alla medicina cinese consiste nell’acquisire il suo metodo diagnostico. Tale acquisizione comporta un duplice lavoro: mettere temporaneamente da parte le moderne metodiche diagnostiche occidentali, già assimilate e maturate, e, contemporaneamente, ragionare esclusivamente con le antiche metodiche estremo-orientali.

Tutti i sintomi e segni di malattia raccolti attraverso i quattro metodi semeiologici classici (ispezione, auscultazione-olfattazione, interrogatorio e palpazione) debbono essere sottoposti all’analisi secondo le otto regole diagnostiche (interno-esterno, deficit-eccesso, freddo-calore, yin-yang).

 

 

Il passo successivo consiste nell’inquadramento dei segni e sintomi secondo il criterio delle sindromi degli organi e visceri.

Questo volume intende fornire al lettore un quadro sintetico e chiaro dei fondamenti del procedimento diagnostico cinese attraverso l’analisi delle otto regole e quella delle sindromi degli organi e visceri, affronta poi la reumatologia e le cefalee.

Il secondo volume delle Terapia Clinica in Agopuntura e Medicina Cinese completa le applicazioni diagnostiche e terapeutiche nelle patologie respiratorie, cardiovascolari, gastroenteriche, ostetrico-ginecologiche, dermatologiche, urologiche e neurologiche.

 

AGOPUNTURA CINESE

L’azione energetica degli agopunti più famosi e la loro utilizzazione nella pratica clinica. p.gg. 158

E. De Giacomo, C. Schiantarelli – Civitanova Marche – 1994

Gli autori selezionano circa 130 agopunti, i più importanti, i più utilizzati, i più potenti e ne descrivono dettagliatamente tutte le caratteristiche. Apprendiamo così la denominazione cinese, la sigla internazionale, la denominazione occidentale di ogni punto. Seguono la localizzazione anatomica e le indicazioni secondo gli antichi testi di medicina e gli autori più famosi. Gli autori descrivono poi l’azione energetica dell’agopunto e la commentano lungamente, dando tutte le principali indicazioni cliniche e le associazioni sintomatiche. È inoltre molto interessante la differenziazione tra punti che presentano azioni simili e talora sovrapponibili, indispensabile per impostare la prescrizione clinica.

 

RICETTE NATURALI CINESI

L’azione energetica delle ricette più famose e la loro utilizzazione nella pratica clinica. p.gg. 240

L. Sotte – Civitanova Marche – 1994

Quando ho firmato nel 1990 il primo protocollo di collaborazione con l’Università di Medicina Cinese di Canton a nome della Scuola Italiana di Medicina Cinese è stata decisa una lista di prescrizioni indispensabili per una corretta pratica della farmacologia cinese. Si tratta delle centocinquanta ricette (suddivise, a loro volta, in principali – cento – e secondarie – cinquanta) che vengono presentate in questo volume. Di ogni ricetta viene presentata la denominazione cinese ed italiana, il testo di origine, i componenti, il loro relativo dosaggio medio e le modalità di preparazione. Si passa poi alla descrizione delle azioni, indicazioni ed applicazioni della prescrizione. Ogni ricetta si indirizza al trattamento di una particolare sintomatologia che viene citata e brevemente commentata sotto il profilo eziopatogenetico. Segue l’analisi della formula e le eventuali modifiche classiche o ricette associate.

 

LA CINA ED I CINESI DEL 1600

dai “Commentari della Cina” p.gg. 240

M. Ricci – Civitanova Marche – 1995

“Quando si beve ad una fontana occorre pensare alla sorgente da cui sgorga l’acqua” questo antico proverbio cinese ci aiuta a capire perché, nel XX secolo, la Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese, sentendo il desiderio di comprendere meglio il mondo cinese, abbia deciso di presentare ai suoi lettori i Commentari della

Cina, compilati da Padre Matteo Ricci nel 1600.

Questo volume presenta solo una piccola parte

degli scritti del missionario gesuita maceratese. Si tratta dei “Commentari ” con cui per la prima volta viene presentato al lettore europeo un attento documento di questo paese dell’Estremo Oriente. Il Ricci ci indroduce gradulmente nel mondo cinese attraverso la descrizione della storia, della geografia, delle arti, dei prodotti della Cina, per arrivare infine a parlare degli usi e costumi delle caratteristiche del governo, della filosofia e delle religioni. Si tratta di un testo essenziale per andare a fondo della cultura dell’Estremo Oriente e per comprendere meglio la civiltà che anima la medicina cinese.

 

DIAGNOSI CLINICA CINESE

Inquadramento generale, otto regole diagnostiche,

sindromi degli organi e visceri. p.gg. 174

G. Concetto, M. Muccioli, L. Sotte

Civitanova Marche – 1995

La diagnostica è il fondamento della medicina tradizionale cinese. Tutti i sintomi e segni di malattia raccolti attraverso i quattro metodi semeiologici classici (ispezione, auscultazione-olfattazione, interrogatorio e palpazione) debbono essere sottoposti all’analisi secondo le otto regole diagnostiche (interno-esterno, deficit-eccesso, freddo-calore, yin-yang). Il passo successivo consiste nell’inquadramento dei segni e sintomi secondo il criterio delle sindromi degli organi e visceri. Questo volume intende fornire al lettore un quadro sintetico e chiaro dei fondamenti del procedimento diagnostico cinese attraverso l’analisi delle otto regole e quella delle sindromi degli organi e dei visceri.

 

SEMEIOLOGIA CINESE

Ispezione, auscultazione olfattazione, interrogatorio, palpazione. p.gg. 160

L. Pippa, E. De Giacomo, M. Muccioli, L. Sotte Civitanova Marche – 1996

Per impostare una corretta terapia in medicina tradizionale cinese occorre formularne il “principio” che si deduce dalla “diagnosi energetica” effettuata a partire dall’esame dei sintomi e segni di malattia e dalla loro interpretazione.

Questo settimo volume dei Quaderni di Medicina Naturale è dedicato proprio alla “semeiologia cinese” esaminata, secondo i canoni classici, a partire dai “quattro metodi”: ispezione, auscultazione-olfattazione, interrogatorio e palpazione. La compilazione del volume è stata effettuata, sulla base dei criteri classici, a partire dall’esperienza personale di ogni autore ed in armonia con la pratica didattica della Scuola Italiana di Medicina Cinese.

Una particolare attenzione è riservata ai due più importanti metodi semeiologici cinesi: l’esame glossoscopico e quello sfigmologico che, interpretando i dati che ci provengono dall’osservazione della lingua e dalla palpazione del polso, orientano in senso dialettico ed unitario i singoli sintomi per illuminarci sulla diagnosi energetica.

 

GINECOLOGIA CINESE

Anatomofisiologia, eziopatogenesi, clinica e terapia in agopuntura e farmacologia cinesi. p.gg. 210

M. Muccioli – Civitanova Marche – 1996

“Ginecologia Cinese” è dedicata all’inquadramento anatomofisiologico, eziopatogenetico, clinico e terapeutico della ginecologia. Dopo una breve analisi storica, vengono presentati al lettore la fisiologia, la diagnostica, i principi generali di terapia dell’apparato genitale femminile; si passa poi alla clinica che è affrontata seguendo due categorie di quadri sindromici: quelli connessi al ciclo e quelli da esso sganciati, come i prolassi, le masse pelviche, la sterilità. Il lettore è portato per mano a porsi correttamente di fronte al malato, ad ascoltare con intelligenza il racconto della malattia, a porre le domande giuste “senza suggerire risposte sbagliate”, a dare il giusto valore ai vari sintomi ed ai segni della glossoscopia e sfigmologia, per arrivare infine a formulare la diagnosi esatta ed impostare la corretta terapia.

 

 

GINNASTICA MEDICA CINESE I QI GONG

L. Sotte, Ferraro Dominique- Civitanova Marche – 1997

I sei ideogrammi e sei suoni, la ginnastica dei cinque animali, gli esercizi del midollo d’oro, il massaggio dei meridiani.

Una introduzione ai principi della medicina cinese e della anatomofisiologia energetica precede la descrizione di alcune serie di esercizi di qigong: i sei ideogrammi e sei suoni, la ginnastica dei cinque animali, gli esercizi del midollo d’oro ed il massaggio dei meridiani

 

GINNASTICA MEDICA CINESE II TAI JI QUAN

Gli esercizi di preparazione, i ventidue esercizi del tai ji gong. p.gg. 91

L. Pippa, L. Sotte – Civitanova Marche – 1997

Questo decimo volume è dedicato all’introduzione ed alla descrizione del “Tai ji qi gong” secondo la versione del famoso maestro Ma Li Tang trasmessa dalla figlia, la dott.ssa Ma Xu Zhou nel corso di vari seminari tenutisi in Italia a cura della Scuola Italiana di Medicina Cinese durante l’inverno del 1996 e la primavera del 1997.

Si tratta di una serie di esercizi molto particolare che associa le sequenze dei vari movimenti ad una respirazione controcorrente o controaddominale. L’esito è assai gradevole dal punto di vista estetico, impegnativo dal punto di vista fisico ed estremamente tonificante e riequilibrante se considerato sotto il profilo preventivo.

Questa serie di esercizi è inserita nei protocolli di prevenzione e terapia di numerose disarmonie energetiche, può inoltre essere utilizzata come complemento ad altri trattamenti di medicina cinese.

 

SHANG HAN LUN

Trattato sulle malattie febbrili causate dal freddo Zhang Zhong-Jing. p.gg. 157

A. Bernini, L. Sotte – Civitanova Marche – 1998

Si tratta della prima edizione italiana dello Shang Han Lun, il Trattato sulle Malattie Febbrili Causate dal Freddo compilato da Zhang Zhong Jing, il Galeno cinese, nel II secolo d.C. È uno dei “Classici” della medicina cinese in cui attraverso l’analisi delle “Sindromi dei sei livelli energetici” si presenta con chiarezza l’eziopatogenesi, la semeiologia, la diagnostica, la clinica e la terapia delle patologie indotte dall’attacco del “freddo patogeno”. Questo trattato è stato il cardine dell’inquadramento delle patologie di origine esogena per oltre 1.500 anni, fino al ’700 quando furono introdotte due nuove teorie per completare l’inquadramento dell’attacco cosmopatogeno: quella delle “Sindromi dei quattro strati” e quella delle “Sindromi dei tre riscaldatori”, presentate dal Wen Bing Tiao Bian o Differenziazione Sistematica delle Patologie Febbrili e dal Wen Re Lun o Trattato delle Malattie Tiepide e Calde.

 

 

 

QI, XUE, JIN YE

Fisiopatologia dell’Energia, del Sangue e dei Liquidi in Medicina Tradizionale Cinese. p.gg. 112

A. Matrà – Civitanova Marche – 1998

La fisiopatologia dell’energia, del sangue e dei liquidi organici in medicina tradizionale cinese è un argomento basilare che si affianca ai due capisaldi delle teorie yin-yang e dei cinque movimenti wu xing per completare la terna dei principi della medicina cinese. Energia, sangue e liquidi rappresentano la versione “cinese” degli “umori” dell’antica medicina galenica che stanno rivivendo una rinnovata modernità alla luce delle più recenti teorie della PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia).

 

GLI SHEN

Il mondo delle emozioni nella pratica clinica tradizionale cinese. p.gg 138 M. Muccioli, M. Piastrelloni-Civitanova Marche – 1999

Si tratta di un volume dedicato alla comprensione dello psichismo ed al trattamento delle patologie mentali in medicina tradizionale cinese.

Le prime pagine introducono il lettore al concetto di shen, un ideogramma cinese che assai spesso è troppo frettolosamente tradotto con il termine “mentale” e che gli autori si impegnano ad inquadrare nel più ampio mondo degli “spiriti”.

Successivamente viene spiegato come ogni organo sia associato ad una sua specifica attività spirituale e ad altrettanto specifiche emozioni.

Si passa infine alla parte clinica in cui viene affrontato il trattamento delle forme ansiose e depressive e dei disturbi del sonno e delle insonnie sia attraverso l’agopuntura che con il contributo della farmacologia cinese.

 

LA DIETETICA TRADIZIONALE CINESE

Volume I pagine 160

Volume II pagine 144

M. Muccioli, M. Piastrelloni, A. Bernini

Civitanova Marche – 2000

Questi testi presentano per la prima volta al pubblico italiano la dietetica cinese con un taglio non semplicemente divulgativo, ma tecnico e scientifico.

Il primo volume, dopo aver tracciato un breve sunto della storia della dietetica cinese, ne affronta i principi attraverso la spiegazione delle caratteristiche degli alimenti: forma, quintessenza, natura, sapore, odore, tendenza direzionale, tropismo e tossicità. Nel capitolo dedicato alla dietetica nel quotidiano vengono affrontati gli aspetti pratici della dietetica nelle varie età della vita, della conservazione dei cibi, della scelta degli alimenti. Termina con un capitolo dedicato alla dietetica medicata in cui vengono presentate numerose ricette di piatti e minestre medicate, tè e vini medicinali.

Il secondo volume affronta la dietetica clinica di varie patologie: obesità, stipsi, distensione addominale, menopausa, osteoporosi, ipertensione, iperemesi, ipogalattia, iperpiressia e fornisce il trattamento dietetico basato sulla classificazione cinese dei vari quadri sindromici in cui queste patologie si manifestano. Per ogni quadro clinico vengono fornite varie ricette dietetiche associate ai metodi di preparazione.

Il secondo capitolo è dedicato alle schede dietetiche dei singoli alimenti: circa 150 alimenti vengono così presentati al lettore analizzando le loro principali caratteristiche secondo la dietetica cinese e suggerendo il loro utilizzo pratico. Seguono altri capitoli dedicati alle schede di dietetica delle principali disarmonie energetiche come i deficit di energia e sangue o quelli dello yin e dello yang. Queste schede forniscono elenchi di alimenti indicati, sconsigliati e proibiti e sono un valido ausilio per il medico pratico come quelle del capitolo successivo dedicate ai rimedi “semplici”, cioè di semplice realizzazione ottenuti con insalate e macedonie, centrifugati e frutta, infusi e “sciacqui ed impacchi”.

 

IL VOLO DELLA FENICE

Ginnastica cinese per tutte le età. p.gg 90,

72 illustrazioni

L. Sotte, L. Pippa – Civitanova Marche – 2001

Il Volo della Fenice è un manuale di ginnastica medica cinese che presenta per la prima volta ai lettori italiani quattro antiche serie di esercizi di Qi Gong (Chi Kung) tratti dalla tradizione cinese classica e dagli Autori adattati al “nostro mondo”: gli Esercizi di Automassaggio, gli Esercizi dei Tendini e dei Midolli, i Tre Passi per il Riequilibrio yin e yang ed i Sei Ideogrammi e Sei Suoni.

Le sequenze degli esercizi sono il frutto dell’esperienza didattica condotta dagli Autori per anni in questo settore nella loro attività clinica personale, nei Corsi di Medicina Cinese della Fondazione Matteo Ricci di Bologna e Bari ed in altri ambiti come i Corsi di Ginnastica Cinese per la terza età organizzati per il Comune di Civitanova Marche negli ultimi quattro anni che hanno raccolto in palestra 250 anziani a praticare il Qi Gong. L’accordo sottoscritto tra la Fondazione Matteo Ricci e le Terme di Castrocaro per la creazione di un “percorso termale cinese” è stata un’ulteriore occasione di limatura e verifica del “Volo della Fenice”.

I corsi di Qi Gong (Chi Kung) organizzati presso le Terme permettono ai clienti che li frequentano di tornare a casa con un miglior equilibrio biofisico e con un know how in più che porteranno con sé: potranno prolungare gli effetti benefici della settimana termale per tutto il tempo in cui praticheranno gli esercizi.

Gli esercizi sono di semplice esecuzione e di facile apprendimento e possono essere praticati sia in palestra in gruppo come a casa singolarmente, visto che non necessitano di spazi particolari.

La loro esecuzione determina un modesto consumo energetico che li rende adatti anche a pazienti affetti da patologie cardiache o respiratorie che anzi migliorano attraverso la loro pratica.

I MICROSISTEMI

Craniopuntura, rinofaciopuntura, manopuntura, podopuntura

Camillo Schiantarelli, Civitanova Marche, 2002

La medicina tradizionale cinese si fonda su un modello di pensiero medico “sistemico”; l’uomo concepito come un riflesso del Cielo- Terra: il “macrocosmo” al quale egli “microcosmo” deve sempre “rispondere”. All’interno dell’organismo dell’uomo esistono ulteriori microsistemi in relazione con i Cinque Movimenti. L’organismo presenta anche dei microsistemi di regolazione che vengono affrontati in questo testo: quelli del cranio, del volto, della mano e del piede i cui punti possono essere utilizzati attraverso la craniopuntura, rinofaciopuntura, manopuntura, podopuntura.

 

DIZIONARIO PRATICO DI AGOPUNTURA E MEDICINA CINESE

Lucio Sotte, Civitanova Marche, 2003

Il “Dizionario Pratico di Agopuntura e Medicina Cinese” è stato scritto con l’intento di fornire un contributo all’unificazione della terminologia di medicina cinese in Italia.

Abbiamo approfittato dell’edizione di questo volume per creare anche una sorta di “Bignamino” dell’agopuntura e della medicina cinese che sia utile allo studente per ripassare velocemente le nozioni che sono argomento di studio dei primi anni dei Corsi di Agopuntura ed al professionista che già opera da tempo per avere sotto mano una guida rapida, veloce e facilmente consultabile. Tutti gli argomenti della medicina cinese vengono affrontati in questo testo, dall’anatomia alla fisiologia, alla semeiologia e diagnostica per concludere con la clinica e la terapia. Il testo si conclude con due capitoli inerenti l’anatomia dei canali e dei punti di agopuntura e la Farmacologia Cinese di cui vengono citati i 230 rimedi e le 150 ricette principali.

 

AGOPUNTURA E MEDICINA CINESE, COME, PERCHÈ, DOVE

Il corpo docente della Scuola Matteo Ricci, a cura di Lucio Sotte, Civitanova Marche, 2004

 

Si tratta di un testo adatto a presentare l’agopuntura e la medicina cinese al vasto pubblico e farne una sintesi per gli addetti ai lavori. Spesso i pazienti che frequentano i nostri ambulatori di Medicina Cinese, pongono delle domande sui principi, sulle applicazioni, sui limiti della medicina cinese: il volume risponde a queste domande facendo tesoro dell’esperienza degli insegnanti dei Corsi di Agopuntura e Medicina Cinese.

Attraverso numerosi interventi le varie discipline della medicina cinese vengono presentate al lettore: prima l’agopuntura, poi la farmacologia e la dietetica, le ginnastiche mediche ed il massaggio; anche l’agopuntura veterinaria viene brevemente introdotta. Il testo si conclude con una presentazione del Feng Shui, la disciplina di bioarchitettura utilizzata in Cina ed in Occidente per armonizzare le costruzioni all’ambiente.

 

AGOPUNTURA AURICOLARE IN MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Lucio Pippa, Gabriele Congedo, Civitanova Marche, 2005

Perché un volume sull’agopuntura auricolare? Nel redigere il presente volume, il tentativo degli Autori è stato quello di descrivere, anche in base alle proprie esperienze cliniche, lo studio del microsistema auricolare sia ai fini diagnostici che terapeutici secondo i criteri della Medicina Tradizionale Cinese. L’agopuntura auricolare consiste nella stimolazione di specifici punti della superficie esterna anteriore e posteriore del padiglione auricolare, allo scopo di trattare, in associazione e non, con le altre metodiche previste dalla Medicina Tradizionale Cinese, le piu’ svariate patologie.

 

ABC DELLA DIETETICA CINESE

Lucio Sotte, Civitanova Marche, 2006

Il volume presenta sinteticamente i principi della dietetica cinese utilizzati per la classificazione dei cibi: le quattro nature (fredda, fresca, neutra, tiepida e calda), i cinque sapori (salato, acido, amaro, dolce e piccante), le quattro tendenze (immersione ed emersione, salita e discesa) il tropismo dei cibi verso gli organi e viscere. Introduce poi alle tecniche di cottura secondo la classificazione yin-yang.

La seconda parte è dedicata alle schede dietetiche dei singoli alimenti: circa 200 alimenti vengono così presentati al lettore analizzando le loro principali caratteristiche secondo la dietetica cinese e suggerendo il loro utilizzo pratico. Gli alimenti sono classificati all’interno delle loro categorie per permettere al lettore di differenziarli tra loro e favorirne la scelta: cereali, legumi, ortaggi e verdure, frutta fresca e frutta secca, carni, pesci, crostacei e molluschi, latte, latticini, grassi e uova, spezie ed erbe aromatiche, oli e condimenti, bevande ed infusi. Seguono altri capitoli dedicati alle schede di dietetica delle principali disarmonie energetiche come i deficit di energia e sangue o quelli dello yin e dello yang. Queste schede forniscono elenchi di alimenti indicati e sconsigliati e sono fondamentali per la pratica medica di tutti i giorni.

Desidero concludere questa presentazione dei Quaderni di Medicina Naturale con una breve considerazione: vi assicuro che il lavoro per l’edizione di questi volumi è stata un’entusiasmante avventura perché è stato l’esito del primo incontro con discipline della medicina cinese fino ad allora sconosciute nel nostro paese. È stato un vero piacere studiarle, approfondirle, diffonderle e e divulgarle per la prima volta al mondo medico ed accademico italiano.

A tutti gli autori che con il loro lavoro hanno permesso l’edizione e la stampa di questi volumi va il ringraziamento mio e del mondo accademico e medico dell’agopuntura italiana per la competenza, la dedizione e la passione che hanno dimostrato dedicando tempo ed energie alla realizzazione di quest’opera.




Gli organi emuntori in medicina integrata

Elisa Muscarella*

Per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) l’uomo è in relazione con il Cielo che lo ricopre e la Terra che lo sostiene, attraverso i cinque movimenti. Lo stato di salute è rappresentato dal concetto di “equilibrio tra uomo e ambiente” (interazione macro-microcosmo). Analogamente, se consideriamo il “microcosmo uomo”, l’equilibrio acido-base dei fluidi corporei è condizione indispensabile al mantenimento delle reazioni fisiologiche coordinate, alla base dell’omeostasi fisico-chimica ed “emozionale” dell’organismo. L’equilibrio acido-base, rappresenta fisiologicamente il “terreno” nel quale si riflette l’intero stato di salute. In Medicina Integrata, potremmo quindi definire l’omeostasi come l’insieme di energie corrette che scorrono armoniosamente nel corpo, assimilabile al concetto di Zheng Qi. Il tessuto connettivo (matrice extracellulare (ECM), mesenchima, sistema linfatico) è al centro della nutrizione: nutre tutti i “territori” ed è il più grande sistema tampone dell’organismo. È il “Ministro dei Granai”, riceve i nutrimenti, li trasforma producendo “Energia Nutritiva” e si identifica con l’organo Milza-Pancreas. Il tessuto connettivo non svolge soltanto funzione di supporto e di riempimento, è il fattore di mediazione, il portatore del flusso nutrizionale (funzione trofica), un “mezzo legante” sia meccanico che vitale: è il centro che presiede e mantiene i rapporti tra gli organi Fegato, Cuore (Sangue), Polmone (Pelle), Rene. Il pH mesenchimale esprime l’equilibrio acido-base del corpo e rappresenta una sorta di spugna metabolica in grado di trattenere le scorie che i sistemi emuntori prioritari, come fegato, polmoni e reni, non sono riusciti ad eliminare. Rappresenta l’ambiente in cui ogni cellula è immersa, l’Elemento Terra, la “radice del Cielo Posteriore”, organo chiave nella produzione di Qi e Xue. In questo senso l’organo Milza-Pancreas svolge un’altrettanto importante azione emuntoriale, a livello degli spazi interstiziali, da poter essere considerato “organo emuntore” che, in aggiunta, coordina l’attività di tutti gli altri.

Gli organi emuntori propriamente detti (fegato, polmoni, cute, intestini e reni) garantiscono il drenaggio continuo delle tossine esogene ed endogene con cui il nostro organismo viene quotidianamente in contatto. Secondo il ciclo nictemerale dell’Energia Rong, l’organo Polmone, “Maestro dell’Energia”, è responsabile del “calcio d’inizio” alla circolazione di Qi e Xue. Dal Polmone il ciclo procede al Grosso Intestino, per poi arrivare alla Milza-Pancreas, all’Intestino Tenue, alla Vescica e Rene, alla Vescica Biliare ed infine al Fegato a chiudere il ciclo. Gli orari di massima marea energetica sono: Polmone dalle ore 3 alle 5, Grosso Intestino dalle ore 5 alle 7, Milza-Pancreas dalle ore 9 alle 11, Intestino Tenue dalle ore 13 alle 15, Vescica dalle ore 15 alle 17, Rene dalle ore 17 alle 19, Vescica Biliare dalle ore 23 alle 1, Fegato dalle ore 1 alle 3. Se prendiamo in considerazione i sei livelli energetici, appare evidente come ciascuno di essi sia costituito da almeno un organo o viscere con funzione emuntoriale. In Medicina Integrata, pertanto, la circolazione della Rong Qi attraverso i livelli energetici rispecchia e regola la funzione di tutti gli organi emuntori del corpo. Analogamente nella dialettica Yin/Yang, per ognuna delle sei coppie organo/viscere esiste almeno un componente “emuntore”. Tali organi sono infine in relazione tra loro secondo la regola 12/24: il Polmone è in rapporto con la Vescica, il Grosso Intestino con il Rene, la Milza-Pancreas con il Triplice Riscaldatore, l’Intestino Tenue con il Fegato, la Vescica Biliare con il Cuore, alternativamente secondo cicli di massima e minima marea energetica.

In MTC l’uomo, come ogni altra creatura vivente, è inscritto in un sistema ordinato di leggi che regolano il cosmo e che si fondano innanzitutto sulla ciclicità degli eventi naturali, come ad esempio l’alternarsi del giorno e la notte, le stagioni e le fasi lunari. In biologia si definiscono “ritmi circadiani” le funzioni biologiche caratterizzate un andamento ritmico periodico con una durata di 24 ore. In Medicina Integrata, l’alternarsi delle fasi fisiologiche dell’organismo in armonia con i cicli naturali si potrebbe definire “cronobiologia”, la scienza che studia i “tempi biologici”, il bioritmo, le fluttuazioni periodiche di funzioni e parametri biologici negli organismi viventi. Si ipotizza che i ritmi circadiani si siano originati nelle protocellule, allo scopo di proteggere la replicazione del DNA dalla radiazione ultravioletta durante il giorno e che tali meccanismi siano regolati da geni cosiddetti “orologio” che “scandiscono” il tempo, “accendendo” o “spengendo” altrettanti geni coinvolti nella fisiologia cellulare. L’alternarsi luce-buio è la variabile fondamentale nella regolazione dello stato sonno-veglia, il più importante ritmo circadiano da cui dipendono ulteriori specifiche funzioni biologiche, come la variazione nictemerale delle concentrazioni plasmatiche ormonali nell’arco delle 24 ore. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, tutti i fenomeni ritmici sono regolati dai meridiani curiosi Qiao, responsabili della circolazione di Energia Difensiva (Wei Qi). Durante la notte, è l’Energia Wei che penetra e scorre all’interno dell’organismo responsabile della funzione di protezione degli organi. Il sonno notturno svolge un ruolo cruciale nel “ripulire” gli organi dalle emozioni del giorno. In questo senso, la circolazione notturna di Wei Qi ed il sonno rappresentano quindi un efficiente sistema di “drenaggio”, che attiva i processi depurativi e di eliminazione dei residui tossici (fisici e/o emozionali) che sovraccaricano l’organismo. Si dice che “il drenaggio aiuta la funzione e sostiene l’organo”, come a livello del tessuto connettivo, dove svolge un ruolo fondamentale nel ripristino dell’equilibrio acido-base, permettendo all’organismo di svolgere al meglio la sua azione di regolazione/difesa nei confronti delle tossine che quotidianamente e inevitabilmente accumuliamo. L’alterazione del ritmo sonno-veglia crea innanzitutto perturbazione di Wei Qi che si traduce, secondo la Medicina Integrata, in insorgenza delle più comuni affezioni dal semplice disturbo del sonno, all’ipertensione, insulino-resistenza, sindrome metabolica, patologiche gastrointestinali, reazioni avverse agli alimenti, cancro. È dimostrato infatti che i valori di pressione arteriosa, glicemia, lipidemia, insulinemia e quelli dell’adiponectina e leptina seguono una variazione circadiana, così come le variazioni fisiologiche dello “stato di aggregazione sol/gel” del tessuto connettivo.

In armonia con il ciclo fondamentale dell’alternarsi del giorno e della notte quindi, l’organismo attraversa tre fasi essenziali:

– Assimilazione: inizia alle ore 12 e termina alle ore 20;

– Rigenerazione: inizia alle ore 20 e termina alle ore 4;

– Eliminazione: inizia alle ore 4 e termina alle ore 12.

Durante la Fase 1) gli organi emuntori più attivi sono Intestino Tenue, Vescica, Rene;

Durante la Fase 2) invece sono più attivi Vescica Biliare, Fegato, Polmone;

Durante la fase 3) infine, i più attivi sono Polmone, Grosso Intestino, Milza-Pancreas.

Durante la fase diurna, le tossine acide provenienti dal metabolismo del nutrimento (alimentare ma anche “fisico/emozionale”) impregnano a poco a poco la struttura colloidale del tessuto connettivo, causando alterazione della sostanza interstiziale e progressiva acidosi tissutale, con contemporaneo aumento di volume delle fibre del collagene. Il tessuto connettivo tende così verso lo stato di gel; in altre parole il mesenchima acquisisce consistenza semisolida e viscosa. Lo stato di gel, a causa della sua viscosità, è incompatibile con la maggior parte delle funzioni mesenchimali. Durante la notte invece, il flusso nutrizionale cessa ed il relativo digiuno fisiologico che il sonno comporta interrompe l’attività di assimilazione e messa in riserva preponderanti nel periodo precedente, attivando un sistema di drenaggio e detossinazione. Pertanto, le fibre del collagene si atrofizzano, la sostanza interstiziale si gonfia e si attiva fisiologicamente l’enzima ialuronidasi che idrolizza il mesenchima e provoca liberazione delle tossine. Nel corso della notte, il tessuto connettivo vira verso uno stato sempre più alcalino e la sua struttura colloidale tende ad una fase più liquida definita come sol.

Il Fegato raccoglie e metabolizza le tossine acide e svolge con il tessuto connettivo un ruolo depurativo di modulazione, controllando la circolazione della linfa ed il terreno acido-base. Il Fegato, nella MTC è il “Generale d’Armata” che predispone una difesa e, controllando la circolazione linfatica in periferia, riflette e prevede tutti gli scambi nutrizionali tra il tessuto connettivo e gli altri organi. Nei diversi momenti della giornata o in determinate condizioni, vi sono distretti e/o parti del corpo che necessitano di un maggior controllo sulle variazioni del pH dei vari fluidi corporei. Il Fegato si occupa quindi delle dinamiche acido-base relative alle necessità dell’organismo in situazioni particolari (attività fisica o digestiva). Il pH del Sangue, non deve presentare variazioni di rilievo (pH ottimale: 7.4, con variazioni tollerate da 7.0 a 7.8), condizione garantita dai sistemi tampone biochimici del sangue e dal tessuto connettivo insieme al Polmone ed il Rene. Il Polmone è condizionato da tali variazioni di pH e le modificazioni della ventilazione polmonare sono in grado a loro volta di far variare il pH ematico e mesenchimale. Il “Maestro dell’Energia”, attraverso i suoi meccanismi respiratori (iper-/ipo-ventilazione) concorre in misura rilevante alla regolazione dell’equilibrio acido-base dell’organismo ed al mantenimento della sua stabilità, attraverso l’eliminazione delle tossine acide “volatili”. Il Polmone sostiene e regola quindi il drenaggio mesenchimale preservandolo dall’acidosi metabolica e, insieme al Rene, sostiene la circolazione dei liquidi della matrice extracellulare. Al Rene è riservato il drenaggio delle tossine acide “non volatili”, come l’acido urico, fosforico e solforico. Il Rene regola il pH mesenchimale mediante l’escrezione di urine più o meno acide. Il Cuore è infine coinvolto nel “sistema emuntoriale” in quanto, per la MTC, produce il Sangue e ne governa la circolazione attraverso il suo Ministro.

 

In MTC l’asse Cuore-Rene è considerato essere alla base della vita, che si traduce in equilibrio acido-base in Medicina Integrata.

 




I 20 anni del Fior di Prugna centro di riferimento regionale per la medicina cinese del SSR della Toscana

Sonia Baccetti*

Una bella festa di compleanno

Fior di Prugna, Centro di Medicina Tradizionale Cinese, ha compiuto vent’anni e festeggia questa scadenza con il  trasferimento da San Donnino (Campi Bisenzio) a Camerata (Fiesole), in uno dei presidi più belli dell’Azienda sanitaria di Firenze, in coabitazione con le attività ambulatoriali della medicina ufficiale. Il trasferimento ha un valore di per sé, perché ora siamo in una zona più facilmente raggiungibile rispetto a prima, ma il vantaggio vero è quello di stare in una struttura sanitaria, realizzando in concreto l’integrazione con la medicina ufficiale. È questo l’aspetto più interessante. Fior di Prugna (FdP) in questi vent’anni di strada ne ha fatta davvero

tanta. Il merito va al gruppo che ci lavora, molto unito in team e attento alla qualità delle prestazioni, ai risultati ottenuti ma anche al gradimento da parte dell’utenza. Però c’è stato un contesto generale che via via si è aperto. Altrimenti non ce l’avremmo potuta fare.

FdP è nato nel 1995 con un’attività svolta solo due giorni alla settimana da un medico (la sottoscritta) e due massofisioterapisti, Antonella Traversi e Susanna Taccola. Ogni sei mesi la nostra esistenza “sperimentale” doveva essere riconfermata poiché non c’era una delibera che istituisse il centro in maniera permanente. Ma verso il 2000 si è verificato un grosso cambiamento: l’Asl ha deciso di investire nella struttura che è diventata più stabile, con più personale e orari di apertura più lunghi – tutte le mattine, con due ambulatori pomeridiani – per permettere all’utenza di usufruire di questitrattamenti in maniera più ampia. Parallelamente all’interesse e alla lungimiranza dell’Asl, anche la Regione Toscana ha investito molto, e ciò ha consentito al centro di vivere meglio.

Già dal ’96 i diversi Piani sanitari hanno dedicato uno spazio al settore medicine complementari e nel 2002 il grande balzo: FdP diventa – con l’allora assessore alla Salute Enrico Rossi – struttura di riferimento regionale per la medicina tradizionale cinese, per le medicine complementari e sede di coordinamento di tutte le attività del settore a livello regionale. Insieme a noi, Lucca diventa struttura di riferimento per l’omeopatia (responsabile Elio Rossi) ed Empoli per la fitoterapia (con Fabio Firenzuoli) fino al 2011, quando si trasferisce a Careggi. Nel 2005 poi l’entrata delle Medicine complementari nei Lea integrativi regionali e dal 2007 la Asl riconosce FdP a tutti gli effetti come struttura specializzata del sistema, costituendo una unità funzionale per le Mc.

Oggi il centro ha continuato a crescere in numero di prestazioni, qualità dell’assistenza e gamma di trattamenti offerti: vengono erogate circa 8.000 visite l’anno, sviluppate numerose ricerche cliniche e organizzati corsi.
Oggi il centro ha continuato a crescere in numero di prestazioni, qualità dell’assistenza e gamma di trattamenti offerti: vengono erogate circa 8.000 visite l’anno, sviluppate numerose ricerche cliniche e organizzati corsi di perfezionamento da parte di 20 persone tra medici (6 agopuntori e un omeopata), operatori sanitari esperti in tecnichedi Medicina tradizionale cinese (Mtc), amministrativi e addetti alla biblioteca specializzata in tutte le tecniche complementari.

Il trasferimento a Camerata ci ha poi consentito di riunificare in un unico polo anche l’attività di fitoterapia che aveva già in questa sede il suo ambulatorio. Stare in una struttura sanitaria prestigiosa come Camerata ci permetterà sicuramente di confrontarci meglio con gli altri professionisti del Servizio sanitario regionale. Resta, e vogliamo consolidarla, la nostra vocazione a lavorare per tutti i cittadini toscani, anche quelli che provengono da altri paesi; l’utenza straniera, che a San Donnino è stata soprattutto cinese, ci auguriamo vorrà continuare a considerare Fior di Prugna un punto di riferimento e per questo la nuova sede di Camerata avrà una cartellonistica in italiano, in cinese ma anche in inglese per puntare su una utenza più cosmopolita.

Si apre insomma un nuovo capitolo di una storia che ha avuto inizio tanti anni fa quando andai come medico del lavoro in Cina a visitare le fabbriche cinesi. Era il 1978. Da un torcicollo curato a Pechino con l’agopuntura è iniziato il mio interesse e poi la mia passione per queste tecniche. Grazie a un finanziamento regionale fu aperto il primo centro italiano di Mtc, a San Donnino.

Una scommessa che possiamo dire di avere vinto nella misura in cui siamo riusciti a far diventare “normali” queste attività dentro il Servizio sanitario regionale. Come struttura di riferimento regionale abbiamo poi contribuito a sviluppare queste attività in tante altre aziende sanitarie: avremmo potuto accontentarci di essere un centro di eccellenza, ma abbiamo preferito lavorare per migliorare l’intero sistema toscano e per sviluppare la rete di tante attività affinché tutti i cittadini toscani potessero avere l’opportunità di curarsi con queste

tecniche. E in Toscana ora lo si può fare nei quasi cento ambulatori di medicina complementare costruiti grazie all’impegno di un gruppo forte di colleghi che ha operato per sviluppare la medicina integrata. Ognuno ha fatto la sua parte. E l’ha fatta anche la politica che ha scommesso con noi.

 

Gli altri centri di medicina complementare

In Toscana sono 96, in base all’ultimo censimento (2015), gli ambulatori pubblici di medicina complementare (agopuntura, fitoterapia, omeopatia, medicina manuale). Gli ambulatori sono così distribuiti: agopuntura e Mtc 47; omeopatia 28; fitoterapia 9; altre 12. Sono erogati circa 30.000 trattamenti ogni anno. Numerosi ambulatori utilizzano le medicine complementari in ambito oncologico per ridurre gli effetti collaterali della terapia e migliorare la qualità della vita dei pazienti. Tra questi, il Cerfit dell’Aou di Careggi, struttura di riferimento regionale per la fitoterapia, il Centro di medicina integrata dell’Ospedale di Pitigliano, la Breast Unit dell’Aou di Careggi e la Breast Unit dell’Aou di Pisa l’ambulatorio di omeopatia di Lucca, struttura di riferimento regionale per l’omeopatia, il centro Fior di Prugna di Firenze, struttura di riferimento regionale per la Mtc e le Mc,.

L’impegno in questa direzione è stato rafforzato anche dalla partecipazione a reti e a progetti europei di ricerca come l’Epaac (European partnership for action against cancer), un’iniziativa della Commissione europea.

I dati sopra riportati trovano conferma anche nella recente ricerca (2014) di un gruppo di oncologi, internisti ed epidemiologi toscani effettuata su 803 pazienti in trattamento presso vari Dipartimenti oncologici della Toscana (Cerion-Ispo, Ausl 10 Firenze, Ausl 4 Prato, Ausl 1 Massa Carrara, Azienda ospedaliero universitaria Careggi). Secondo questa ricerca il 37,9% stava utilizzando una o più Mc, il 66,3% informava il medico sull’uso delle Mc e ne sperimentava i benefici (89,6%) e il malato di cancro che ricorre all’oncologia integrata mostra una maggiore “compliance” al trattamento.

Va ricordato che la Toscana ha approvato, prima in Italia, una legge regionale (9/2007) che regolamenta la formazione dei professionisti che esercitano agopuntura, fitoterapia e omeopatia prevedendo la formazione di elenchi presso gli Ordini provinciali dei medici chirurghi e odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti e accreditando in ambito regionale 6 istituti privati che svolgono la formazione nel settore. Tali scuole sono la Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata Siomi, l’Accademia Internazionale di Omeopatia Classica “Pieria” di Pisa, la Scuola Superiore Internazionale di Medicina Veterinaria Omeopatia “Dott. Rita Zanchi” di Cortona (Ar), l’Associazione Effatà di Lucca, la Scuola di agopuntura tradizionale della città di Firenze, la Scuola “Mario Garlasco”, Associazione Lycopodium, Società Italiana di Omeopatia Europea di Firenze. Nel marzo di quest’anno sono stati firmati i protocolli per i nuovi iter formativi tra la Regione e gli Ordini professionali di chirurghi e odontoiatri, veterinari e farmacisti, applicando a livello regionale, prima Regione in Italia, la normativa nazionale che ha contribuito a redigere.

Nel corso del 2014 è stata anche effettuata una importante attività di regolamentazione del settore: da un lato il Consiglio

sanitario regionale ha approvato un parere che prevede l’utilizzo della agopuntura e dell’omeopatia per la riduzione del dolore nel parto a basso rischio dei Punti nascita toscani. Dall’altro lo stesso Consiglio sanitario regionale ha approvato il documento sulle Linee di indirizzo per l’impiego dell’agopuntura e della Mtc nel Servizio sanitario toscano, che contribuisce a far uscire l’agopuntura dal limbo dei “placebo” per indicarne le prove di efficacia esistenti nella pratica clinica e nella letteratura internazionale.

Nell’aprile del 2015 è stata inoltre approvata una delibera della Giunta regionale che definisce le modalità di integrazione dei trattamenti complementari nella Rete oncologica regionale.

 




L’agopuntura inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza LEA nel Sistema Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna

Con la Delibera della Giunta Regionale 741/2014 sono state approvate le “Linee guida regionali per l’erogazione di prestazioni di medicine non convenzionali in Emilia-Romagna a carico del Fondo sanitario regionale”.

Con questo provvedimento sono state inserite tre nuove prestazioni mediche nei Livelli Essenziali di Assistenza regionali:

– agopuntura nel dolore ricorrente o cronico muscolo scheletrico lombare, con o senza sciatalgia;

– agopuntura nella profilassi della cefalea muscolo-tensiva;

– agopuntura nella profilassi della cefalea emicranica.

La decisione è motivata dal fatto che sull’agopuntura per queste indicazioni sono stati pubblicati numerosi studi controllati randomizzati, revisioni sistematiche e metanalisi.

Per quanto riguarda l’esercizio della professione medica, la delibera stabilisce che queste prestazioni “potranno essere esercitate esclusivamente da professionisti, prioritariamente dipendenti aziendali o convenzionati, iscritti negli appositi elenchi dei professionisti esercenti l’agopuntura istituiti presso gli Ordini professionali provinciali dei medici chirurghi e odontoiatri”.

Aziende ed enti del Servizio sanitario regionale dovranno definire le modalità operative per l’erogazione dell’agopuntura. A questo proposito, l’Osservatorio per le MnC dell’Emilia Romagna, istituito nel 2004, ha stilato un documento che raccoglie i consigli per la buona pratica dei trattamenti di agopuntura.

 

L’obiettivo è offrire alle Aziende Sanitarie un riferimento chiaro sulle caratteristiche di qualità che devono contraddistinguere l’offerta dei servizi di agopuntura. La prescrizione delle prestazioni di agopuntura dovrà avvenire con ricetta del Servizio sanitario nazionale e indicare la patologia, le condizioni di erogabilità e l’eventuale esenzione.

 




La miliaria in medicina cinese


Carlo Di Stanislao* Rosa Brotzu**

“Se l’occhio non si esercita, non vede.
Se la pelle non tocca, non sa.
Se l’uomo non immagina, si spegne”

Danilo Dolci

 

La  Miliaria, detta feizi o sfogo da calore, è una eruzione  acuta, infiammatoria e pruriginosa causata da sudore ed eccesso di traspirazione. La malattia è menzionata nel capitolo III del Sowen e più tardi (610 d.C.) nel testo di Chao yuan-Fang che recita:

“…Durante il calore estivo, la pelle e gli interstizi sono aperti, [cosicché il corpo] viene facilmente danneggiato dal vento e dal calore. Il vento ed il calore tossico lottano nella pelle, dando così origine alle piaghe bollenti  che somigliano a bolle di sapone…”

 

Segni e sintomi

Il termine Miliaria denota tre disturbi differenziati a seconda del livello in cui si forma l’ostruzione ed il tipo di vesciche che ne risultano. Nella Miliaria cristallina le ostruzioni si formano al livello superficiale. Le piccole e chiare vesciche cristalline colpiscono di solito gli anziani, specialmente nelle aree sottoascellari e del collo.Le vesciche possono rompere facilmente e non sono facilmente osservabili.

Nella Miliaria rubra, o lichen dei tropici, le ostruzioni occorrono nell’epidermide, causando infiammazioni che sfociano in rossore e prurito. Le lesioni singole consistono in macchie rosse , del diametro di 1-3 mm, con una piccola vescica alla sommità. Le eruzioni di solito colpiscono il tronco ed il collo e negli individui che mostrano eruzioni diffuse esiste anche il rischio della formazione di pustole.

Nella Miliaria profunda, le ostruzioni si formano nel punto di contatto tra derma e epidermide. Gli individui soggetti a questo tipo di miliaria sono coloro che  presentano estesa e ricorrente miliaria rubra. L’eruzione è caratterizzata da papule biancastre che non danno prurito, del diametro di 1-3 mm. A causa dell’estensione dell’ostruzione delle ghiandole sudorali, i pazienti con la miliaria profunda sono predisposti a sviluppare  squilibri termoregolatori accompagnati da alta temperatura basale e disturbi cardiorespiratori a seguito di esposizione al caldo o  all’esercizio fisico.

 

Diagnosi Differenziale

La diagnosi della malattia è confermata  dal racconto da parte del paziente della sue recrudescenze con esposizione al calore

 

Eziologia Tradizionale Cinese

L’esposizione al calore o alle alte temperature causa il sudore. Essendo ostacolata la sua fuoriuscita, viene a formarsi un accumulo di vapore o di umidità calda che causa le eruzioni sulla pelle.

 

Trattamento

Interno

La strategia di trattamento per la Miliaria mira ad espellere il caldo meteorologico, promuovere la diuresi ed alleviare la tossicità. Le formule indicate per questo scopo includono il decotto che espelle il calore metereologico, o il decotto di Taraxacum, Viola e Lonicera.

Decotto che espelle il calore metereologicoqìng shù tàng

Fructus Forsytiae Suspensae (lian qiao)

Radix Trichosanthis Kirilowii (tian hua fen)

Radix Paeoniae Rubrae (chi shao)

Radix Glycyrrhizae Uralensis (gan cao)

Talcum (hua shi)

Semen Plantaginis (che qian zi)

Flos Lonicerae Japonicae (jin yin hua)

Rhizoma Alismatis Orientalis (ze xie)

Herba Lophatheri Gracilis(dan zhu ye)

 

PREPARAZIONE E DOSAGGIO: le fonti di questa formula non specificano la quantità degli ingredienti. Preparare il decotto e somministrare due volte al giorno finché persistono le eruzioni.

 

Decotto di Taraxacum, Viola e Lonicerapu di ren tang

 

Herba Taraxaci Mongolici cum Radice (pu gong ying) 30g

Herba cum Radice Violae Yedoensitis (zi hua di ding) 30g

Ramus Lonicerae Japonicae (ren dong teng) 30g

 

PREPARAZIONE E DOSAGGIO: preparare il decotto e somminstrare tre volte al giorno fino al persistere delle eruzioni

 

Esterno

Polvere contro la  Miliariafeì zì fèn

 

Semen Phaseoli Radiati (lu dou) (in polvere) 10g

Borneolo (hing pian) (in polvere) 2.5g

Talcum (hua shi) (in polvere)87.5g

 

PREPARAZIONE E DOSAGGIO: Mescolare gli ingredienti in polvere e spargere sull’area affetta 2-3 volte al giorno.                                                                  ______________________

Per la miliaria profunda mescolare la polvere tre gialli o la Polvere Rugiada di Giada con olio vegetale al fine di formare un unguento, e applicare 2-3 volte al giorno.

 

Agopuntura

Per abbassare il Calore occorre Muovere il Sangue ed uno schema molto utile prevede l’impiego, una volta al giorno per 5-8 giorni, dei punti 11LI (quchi), 40BL (weizhong) e 2LR (xingjian), da trattare con puntura da profonda a superficiale e con rotazione rapida per disperdere.

 

Agopuntura auricolare

Per alleviare il prurito intenso associato alla miliaria rubra, i punti interessati sono: polmone, surrenale, occipitale e shenmen[1]. Lasciare in situ gli aghi per 30 minuti e trattare una volta al giorno finché persiste il prurito.

 

Rimedi empirici

[A] zuppa di fagioli mung e menta: Cuocere una tazza di fagioli Mung in 1 litro di acqua per 20 minuti. Prima di spegnere il fuoco aggiungere 2-3 ramoscelli di menta fresca. Somministrare una tazza 5 volte al giorno finché la malattia non guarisca[2]

[B] Altro rimedio consiste nel frizionare una buccia di  melone invernale fresco sull’area affetta 2-3 volte al giorno.

 

Trattamento tradizionale cinese contro trattamento occidentale

Il trattamento in generale mira a favorire un alleviamento dei sintomi. La terapia tradizionale si rivela più efficace nell’accelerare la guarigione tramite l’uso combinato di rimedi interni ed esterni che eliminano il calore esterno e la tossicità. Il trattamento farmaceutico è soprattutto un palliativo e si espleta nelle applicazioni di lozioni essiccanti come calamina o idrocortisone al 1%  posto in una lozione idrofila di base.

 

Prevenzione

La miliaria si risolve in pochi giorni, una volta che  il paziente evita la fonte di calore. Per pazienti che presentano condizioni acute, è essenziale un ambiente fresco. La guarigione viene accelerata dal lavaggio delicato seguito dall’applicazione di una delle formule suindicate, sia interne che esterne. Gli individui predisposti alla Miliaria  possono usare i rimedi interni ed esterni come profilassi contro la malattia se non possono evitare di esporsi a fonti di calore per motivi di lavoro o per motivi metereologici.

 

Note

[1] Vedi: http://pstimaustralia.com.au/wp-content/uploads/2015/01/Auriculotherapy-Manual.pdf.

[2]Gu, B.H., ed. Practical Textbook of traditional Chinse External Diseases (shi yong zhong yi wai ke xue), Shangai: Shangai Science & technology Press, 1985

 




La diagnosi in agopuntura auricolare, l’ultima fatica che Marco Romoli offre al mondo medico ed accademico italiano

Lucio Sotte*

La medicina tradizionale cinese da due millenni sottolinea come l’uomo sia un microcosmo che riflette le leggi del macrocosmo e ad esse risponde; il Nei Jing sintetizza questo concetto affermando che “l’uomo deve sempre rispondere al Cielo ed alla Terra”. Inoltre ogni individuo è a sua volta costituito da ulteriori microcosmi che debbono armonizzarsi tra loro perché lo stato di salute si possa mantenere inalterato nell’ambito di una equilibrata omeostasi biologica. Ciò significa che ogni parte del corpo è in relazione con l’intero organismo e viceversa e che esiste un’influenza reciproca tra i diversi sistemi che può essere studiata a livello diagnostico e terapeutico.

La somatopuntura ed il correlato sistema degli organi e visceri e dei canali principali, secondari e straordinari si fondano precisamente su questo postulato. La stessa origine ha la teoria dei microsistemi che parte dal presupposto che varie regioni del corpo (il volto, il cranio, la mano ed il piede, il polso e la caviglia, l’addome etc) abbiano delle corrispondenze con l’intero organismo e con gli organi, visceri e tessuti di cui esso è composto.

Tra i vari microsistemi l’orecchio è certamente quello più studiato e conosciuto. La terapia auricolare che ne deriva è assai diffusa in tutto il mondo ed è figlia di un parto gemellare avvenuto in Occidente – con il grandissimo contributo francese del Prof. Nogier e di tanti altri studiosi tra cui spicca il nostro Marco Romoli – ed in Cina, attraverso l’intuizione e lo studio di numerosi professionisti che hanno sottoposto questa parte del corpo ad una dettagliata osservazione e ad un dettagliato controllo degli effetti locali ed a distanza della sua stimolazione.

Il concetto di base da cui si muove questa disciplina medica è che esiste una somatotopia auricolare che riflette sulla superficie esterna del padiglione l’intero organismo, rappresentato sia nei suoi organi interni che nelle sue parti e nei suoi segmenti esterni.

Ciò significa che l’orecchio può essere utilizzato a scopo diagnostico – perché alterazioni cutanee cromatiche, energetiche, termiche, elettriche della sua superficie rimandano a patologie delle corrispondenti parti rappresentate – ma anche e soprattutto a livello terapeutico. La stimolazione tattile, termica, fisica (ottenuta con molteplici metodiche) dell’orecchio evoca delle reazioni locali ed a distanza delle zone eccitate. L’agopuntura dei punti auricolari rappresenta la tecnica di stimolazione di elezione, vuoi per la dimensione della punta dell’ago che ben si adatta alle modeste superfici del padiglione auricolare, vuoi per la potenza che questa metodica possiede, se confrontata con tecniche di terapia simili.

Esistono tuttavia anche altri metodi di stimolazione di specifici punti della superficie del padiglione auricolare, allo scopo di trattare, congiuntamente con le altre tecniche terapeutiche della medicina occidentale e di quella cinese, vari tipi di patologie. La terapia auricolare rappresenta un ponte tra medicina cinese e biomedicina perché la prima la correla, con il suo sguardo olistico, con la teoria dei meridiani, degli organi e visceri, dell’energia, dei liquidi e del sangue ed infine dello yin e lo yang, la seconda ne studia i rapporti con l’innervazione auricolare e con i rapporti che questa contrae tramite il sistema nervoso centrale e periferico con l’intero organismo.

Marco Romoli da decenni si dedica alla pratica clinica dell’agopuntura auricolare ed ha un’esperienza clinica personale di tutto rilievo di cui, con questo volume, vuole fare partecipi tutti coloro che avranno l’opportunità di studiarlo.

Il testo inizia con un capitolo dedicato alla storia del metodo per poi passare allo studio dell’anatomia, embriologia e neurofisiologia. Si procede quindi alla descrizione della morfologia ed ispezione dell’orecchio esterno ed a quella dei test del dolore alla pressione, della resistenza elettrica cutanea, del contatto con l’ago. Da ultimo si affronta l’argomento dello studio dell’interfaccia tra diagnosi auricolare e stato clinico del paziente e del passaggio dalla diagnosi alla terapia per la scelta dei punti da utilizzare per il trattamento.

Questo testo è utile all’agopuntore ma anche a tutti i medici. Si tratta di un volume che presenta un metodo estremamente accurato per interpretare le condizioni di ogni paziente. Attraverso il semplice esame del padiglione, la diagnosi auricolare offre la possibilità di un approccio semplice ed immediato per interpretare le condizioni cliniche del paziente e scegliere conseguentemente il miglior approccio terapeutico. Il libro si basa su circa 5000 osservazioni fatte su soggetti sani e malati. è stato scritto da un medico agopuntore che da sempre si interessa anche di medicina generale, utilizza casi clinici per illustrare praticamente la teoria ed infine è illustrato da disegni a due colori, foto in bianco e nero e 60 tavole a colori.




Localizzazione ed infissione dei punti di agopuntura, un nuovo dvd della CEA opera di Ettore Quirico

a cura della redazione*

L’ultima fatica di Ettore Quirico è un dvd che arricchisce e completa i suoi precedenti testi atlante dedicati all’anatomia dei punti e dei meridiani di agopuntura che abbiamo già presentato in rivista negli anni scorsi.

Si tratta di un sussidio di grande efficacia per la sua semplicità e comodità d’uso per chi voglia introdursi alla pratica dell’utilizzo dei più comuni punti di agopuntura mirabilmente descritti in Punti e Meridiani di Agopuntura di Quirico-Pedrali della CEA.

“La localizzazine e l’infissione del punto di agopuntura costituiscono un momento essenziale della terapia. Le manovre di localizzazione richiedono l’esecuzione di precisi movimenti da parte dell’agopuntore e sono assai diverse per ciascun punto. Anche la metodica di infissione varia a seconda della direzione e profondità di puntura e del tipo di sensazione di de qi evocata.

Gli atlanti di agopuntura, tra cui ricordiamo Punti e Meridiani di Agopuntura di Quirico-Pedrali della CEA, pur fornendo immagini e descrizioni dettagliate a riguardo, non riescono a “far vedere” come si procede nella realtà della pratica clinica per trattare correttamente i vari agopunti. Quindi gli studenti, nonostante le esercitazioni pratiche svolte in aula e negli ambulatori delle Scuole, faticano a comprendere e memorizzare questa parte centrale del loro percorso formativo. Il DVD, con circa 3 ore di video relativi alla localizzazione ed infissione dei 100 punti più utilizzati nella comune pratica clinica, fornisce all’agopuntore un supporto visivo essenziale per integrare e fissare le nozioni apprese sui testi nel corso delle lezioni teoriche e delle esercitazioni pratiche. Per ogni punto vengono fornite una scheda con etimologia del nome, immagine e filmato della localizzazione immagine e filmato dell’infissione.”