La televisione cinese a Civitanova Marche e Bologna per registrare un programma sulla medicina cinese in Italia

Lucio Sotte*

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La televisione cinese sta realiz-zando una serie di trasmissioni intitolata “Traditional Chinese Medicine Around the World” che hanno come tema la diffusione dell’agopuntura e della medicina tradizionale cinese in Europa e nei paesi degli altri continenti fuori dalla Cina.

L’obiettivo della serie è duplice: presentare in Cina e nel mondo la diffusione della medicina cinese in tutti i continenti e fare il punto sull’integrazione tra biomedicina e medicina cinese in Occidente.

Il responsabile scientifico della serie è il prof. Song Xuan Ke, un medico cinese che da oltre 30 anni vive a Londra, dove dirige l’Asanté Academy, un prestigioso centro didattico di medicina cinese che opera presso la Middlesex University della capitale inglese.

Il prof. Song Xuan Ke è un leader nel settore europeo della medicina cinese e svolge da tanti anni un’intensa attività clinica e didattica non solo in Inghilterra ma anche in altre nazioni euro-pee: Germania, Olanda, Belgio, Norvegia e Italia dove è stato invitato a tenere seminari didattici e clinici fin dalla fine degli anni ’80.

Il prof. Song Xuan Ke mi ha contattato nella scorsa primavera per mettermi al corrente dell’avvio della produzione di questa serie di trasmissioni e per chiedermi una collaborazione. Si ricordava infatti che quasi 20 anni or sono l’avevo invitato a partecipare ad una serie di trasmissioni sulle medicine tradizionali intitolata “Le culture della guarigione” per le quali mi era stata richiesta una colla-borazione scientifica da parte di Elisabetta Confaloni, la giornalista romana responsabile della serie. Le trasmissioni erano realizzate dalla RAI ed io avevo suggerito il nome del prof. Song Xuan Ke per il numero dedicato all’uso, applicazioni ed indicazioni della farmacologia cinese della quale era ed è un grande esperto.

I nostri contatti sono proseguiti durante l’estate e l’autunno per mettere a punto i temi ed i tempi dell’intervista della televisione cinese che finalmente è stata realizzata il mese scorso da una troupe della televisione cinese prima a Civitanova Marche e poi a Bologna presso la Scuola Italo Cinese dell’AMAB.

 

Le riprese ed interviste a Civitanova Marche

A Civitanova sono state realizzate numerose riprese ed interviste che hanno avuto come tema la pratica, la diffusione e successivamente la didattica, l’editoria dell’agopuntura e medicina cinese in Italia negli ultimi 40 anni.

Le interviste hanno riguardato la mia attività clinica e didattica di agopuntura e medicina cinese, l’attività editoriale come direttore della Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese e di Olos e Logos, Dialoghi di Medicina Integrata, il mio ruolo di editor della Collana Trattato di Agopuntura e Medicina Cinese che è certamente l’opera più completa edita fino ad ora in Occidente su tutte le discipline della medicina cinese: fondamenti, agopuntura, seme-iologia, farmacologia e dietetica cinesi, massaggio e fisiochinesiterapia.

Un’intervista particolare è stata realizzata davanti all’Ospedale di Civitanova per ricordare che 38 anni or sono ho attivato proprio in questo centro medico il primo servizio pubblico di agopuntura in Italia nell’ambito dell’ambulatorio divisionale di analgesia: in due parole agopuntura gratuita fornita dal Servizio Sanitario Nazionale! Questo ambulatorio è stato attivo per oltre 20 anni fino al 2002.

Sono inoltre state realizzate delle riprese dei corsi di ginnastica medica cinese qigong che il Comune di Civitanova Marche organizza da oltre 20 anni per esemplificare come le ginnastiche mediche cinesi siano utilizzate anche in Italia a scopo preventivo e terapeutico.

Altri filmati sono stati girati a Macerata nei pressi di Palazzo Ricci e dell’Antica sede del Collegio dei Gesuiti dove Matteo Ricci studiò prima di partire per la Cina. L’obiettivo di queste riprese maceratesi è stato quello di sottolineare come in ambito medico si possa realizzare un proficuo incontro e confronto per creare sinergie straordinarie tra medicina cinese ed occidentale.

Anche il tema della recente diffusione della farmacologia cinese è stato affrontato con delle riprese all’interno della Farmacia Foresi di Civitanova Marche: un punto di riferimento locale, ma anche provinciale e regionale per la distribuzione degli integratori e dei farmaci della medicina tradizionale cinese. Si tratta di prodotti fitoterapici sempre più conosciuti dalla farmacoterapia occidentale; un mercato nuovo in Italia in cui si sta diffondendo negli ultimi 30 anni, ma antichissimo in Cina dove la farmacologia a base di prodotti naturali ha alle spalle oltre 2000 anni di storia. Il Ginseng è stato il capostipite di questi rimedi medicinali seguito a ruota da tanti altri fitoterapici come la radice di Astragalus per rinforzare le difese immunitaria, quella di Angelica sinensis per trattare i disturbi della donna, quella di Eleuterococco per migliorare la performance sportiva.

 

Le riprese ed interviste a San Marino

Altre riprese sono state effettuate nella Repubblica di San Marino dove il prof. Song Xuan Ke ha intervistato i responsabili sanmarinesi della ditta Qiu Tian, che da oltre 30 anni si interessa della importazione, produzione e distribuzione di prodotti di medicina cinese (aghi e strumenti di agopuntura, massaggio, integratori alimentari e farmaci cinesi etc).

Il prof. Song Xuan Ke ha intervistato i responsabili della ditta e si è a lungo intrattenuto con loro per informarsi sulle differenze normative tra Italia e Cina nel settore degli integratori medici a base di rimedi erboristici. Nel corso degli ultimi anni molti ostacoli sono stati superati ma occorre ancora snellire le procedure. Inoltre la farmacopea europea ed italiana sta solo gradualmente inserendo nelle proprie liste di rimedi erboristici ed integratori specie medicinali che fino a pochi anni or sono erano del tutto sconosciute in Occidente anche se in Cina sono utilizzate da migliaia di anni. Basta pensare al fatto che le radici di Ginseng ed Astragalus che ormai sono distribuite in tutte le farmacie erano quasi del tutto sconosciute fino a 40 anni or sono nel nostro paese.

 

Le riprese ed interviste a Bologna

Le ultime riprese sono state effettuate a Bologna presso la Scuola Italo Cinese di Agopuntura dell’AMAB (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi) durante una lezione che ho tenuto dopo una prolusione del prof. Song sulla dietetica e farmacologia cinese.

Queste due discipline si stanno gradualmente introducendo in Italia e la Scuola AMAB le ha inserite nei propri programmi didattici dedicando loro un Corso Biennale ed alcuni Seminari di approfondimento.

Successivamente la troupe ha registrato una panoramica degli ambienti della Scuola, delle aule e delle attrezzature didattiche e del Centro Clinico e di Ricerca ad essa aggregato dove operano alcuni degli insegnanti.

La Scuola Italo Cinese di Bologna è riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna e organizza Corsi triennali di agopuntura superati i quali, dopo aver discusso la tesi finale, viene rilasciato un diploma che permette di iscriversi ai Registri dei Medici Agopuntori istituiti presso gli Ordini Provinciali dei Medici che possono essere visionati da chiunque sia interessato ad essere informato sui Curricula didattici dei professionisti.

Infine è stata filmata un’intervista al dott. Carlo Maria Giovanardi, il direttore della Scuola che ha introdotto il prof. Song Xuan Ke alla situazione dell’agopuntura e medicina cinese in Italia soprattutto nei suoi aspetti didattici, normativi ed istituzionali.

Successivamente ci si è soffermati sul ruolo della FISA, (Federazione Italiana delle Società di Agopuntura) della quale il dott. Giovanardi è da tre lustri Presidente, nella promozione di un sempre maggior innalzamento della qualità della didattica delle Scuole, dello stato della ricerca in Italia ed Occidente, nella soluzione di numerosi problemi istituzionali correlati all’ufficializzazione dell’agopuntura nel nostro paese.

Questo numero della serie “Traditional Chinese Medicine Around the World” registrato in Italia si prevede che verrà montato e trasmesso per l’inizio della prossima estate. Vi terremo al corrente della sua uscita!

Concludendo questo breve redazionale desidero sottolineare che il prof. Song Xuan Ke si è complimentato per l’alto livello raggiunto dall’agopuntura italiana in ambito clinico, didattico, editoriale e normativo.

La visita della troupe cinese è stata anche l’occasione per portare in Cina il vero volto del nostro paese che è stato apprezzato nei suoi molteplici suoi aspetti, anche in quello paesaggistico visto che mentre ci trasferivamo da Civitanova Marche a Macerata, la troupe si è voluta fermare durante il tragitto per scattare foto e registrare delle riprese della campagna maceratese che è stata da loro definita il “più bel panorama di campagna mai visto”.

 

 

 




Video didattici sui fondamenti di agopuntura e medicina cinese a cura di Lucio Sotte: 1-10

Nei video di questa playlist introduco i fondamenti della medicina tradizionale cinese la cui conoscenza è essenziale per poter comprendere l’ABC di questa antica arte medica.
Dopo aver insegnato queste discipline per quasi quaranta anni in Italia, ho pensato che valesse la pena di diffondere questi fondamenti al vasto pubblico dei medici ma anche degli appassionati di medicina e cultura cinesi.

La teoria yin-yang, la sua analisi attraverso la teoria dei cinque movimenti o cinque fasi, la loro applicazione in ambito cosmologico ed antropologico secondo la logica delle corrispondenze permettono di osservare la vita dell’uomo come microcosmo inserito nel macrocosmo.
I cinesi intuirono più di 2000 anni or sono attraverso la teoria yin-yang e le sue applicazioni ciò che la fisica quantistica ha dimostrato agli inizi dello scorso secolo: il reale è una continua trasformazione di energia in massa e di massa in energia e questo continuo cambiamento è alla base della vita del cosmo e dell’uomo.
L’applicazione della teoria quantistica alla medicina è la punta di diamante della ricerca biomedica del III millennio ma trova i suoi fondamenti e le sue applicazioni nella teoria e pratica dell’agopuntura e medicina cinese unendo la sapienza della tradizione agli aspetti più sofisticati della moderna scienza medica.




Il cuore in MTC

Michela Tresoldi*

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Per la Medicina Tradizionale Cinese la salute è la capacità dell’organismo di rispondere in maniera appropriata ad un’ampia varietà di attacchi, sia interni che esterni, in modo da conservare un’armonia dinamica degli elementi che compongono la vita e si adopera per ristabilire questa armonia quando subentra la malattia a disturbare/rompere l’equilibrio.

La medicina occidentale, tradizionalmente proiettata solo sulla cura della malattia, ha avviato numerose ricerche per cercare di comprendere meglio come il nostro comportamento può avere ripercussioni anche sulle manifestazioni cliniche della malattia, visto che i ritmi frenetici di vita attuali hanno portato ad un incremento esponenziale di patologie definite “psico-somatiche”.

Questa esposizione ha come fine la ricerca di un punto in comune tra le due “medicine” così da poter arricchire il bagaglio culturale di una medicina fondata principalmente su immagini radiologiche e test diagnostici con quelli che sono i capisaldi di una medicina millenaria in cui nessuna importanza era data al singolo organo, ma soltanto l’armonico funzionamento delle parti concorreva a stabilire la salute. L’integrazione tra le due medicine, ritenute così distanti, in realtà non è cosi lontana come sembra, basta cercare di tradurre le specifiche definizioni date da ognuna in un linguaggio comprensibile a entrambe.

 

La medicina tradizionale cinese afferma che la vita è possibile grazie al fluire ordinato dei soffi, e quest’ultimo viene mantenuto con movimenti del corpo ben regolati, con un’alimentazione sana e regolare, e con il dominio delle emozioni. Fare diagnosi è determinare come si presenta lo squilibrio dei soffi e risalire alla sua origine. Trattare è applicare le tecniche appropriate per rettificare. Rettificando i soffi, che sempre precedono la forma, suggeriamo una rettificazione nell’intimo del paziente che il paziente realizzerà da sé. È sempre dall’interno, dal cuore dell’individuo, che viene la rettificazione.

Vi sono patologie dovute a debolezza costituzionale, altre dovute al realizzarsi di circostanze indipendenti dal comportamento personale (ad esempio fa freddo e non si ha nulla per coprirsi), altre ancora hanno origine da elementi di disequilibrio che perdurano nel tempo, ma le malattie dipendono soprattutto dal fatto che l’uomo non è in armonia con se stesso. Da qui l’importanza di restare in armonia con tutti i soffi che cambiano in continuazione, di reagire in modo equilibrato a ciò che si presenta: freddo o calore, lutto o felicità, circostanze piacevoli o dolorose.

Nel pensiero cinese la vita dell’uomo si svolge tra Cielo e Terra. Il Cielo, che ha l’iniziativa di dare la vita, penetra la Terra, i cui soffi si concentrano per costruire le forme corporee, ciascuna secondo la propria specie. Il Cielo e la Terra si incontrano, il loro punto di incontro è il Cuore. Il Cuore svolge un ruolo fondamentale nella MTC in quanto sede dello Shen. “Il Cuore ha la carica di Signore e di Maestro; da lui emana lo splendore degli Shen. Quando il Signore diffonde la sua luce, i sudditi sono tranquilli, ma se non diffonde la sua luce, i suoi ministri sono in pericolo”. (SuWen cap. 8).

Il Cuore regge il sangue che costituisce la base materiale dello Shen. Il sangue è l’ambiente nel quale gli Shen trovano il giusto equilibrio, gli Shen amano per la loro natura diffondersi e il Cuore garantisce con il Sangue la loro pacata diffusione così essi sono nel corpo ovunque. A partire dal Cuore e trasportati dal sangue, gli Spiriti sono dappertutto e si diffondono in tutte le parti del corpo, negli organi e nei visceri e in tutti i meridiani.

Il Cuore, per accogliere gli Shen, deve essere vuoto. Il termine “vuoto” ha un particolare significato per la tradizione taoista. Il Dao De Jing esprime bene l’importanza del vuoto nel capitolo XI: “trenta raggi si uniscono in un mazzo unico, questo vuoto del carro ne permette l’uso; con una zolla di argilla si modella il vaso, questo vuoto del vaso ne permette l’uso; si fanno porte e finestre in una stanza, questo vuoto nella stanza ne permette l’uso.” Il Cuore, per poter accogliere lo Shen, non deve essere ingombrato da ansia, agitazione, preoccupazione, ossessione, solo un Cuore in pace, ossia vuoto, potrà accogliere gli spiriti.

Le nostre capacità di conoscere, pensare e percepire dipendono dal nostro Cuore, se il Cuore è preso da un sentimento o da un desiderio, non solo perturberà i movimenti dei soffi, ma altererà anche la nostra capacità di percepire, conoscere, giudicare e reagire in modo appropriato. Se l’emozione è violenta, riconosciamo facilmente che il nostro spirito è turbato, ma se si tratta di un pregiudizio, di un’avversione, di una cosa che si è costruita poco per volta, il pericolo è ancora più serio perché perdiamo la capacita di riconoscere che “siamo fuori di noi”.

In caso di prostrazione e di ansia il sistema (di connessione) del Cuore si contrae; una volta contratto, il percorso dei soffi è disturbato; essendo disturbato non c’è più scorrimento facile”. Lingshu cap. 28

Il Cuore non ci è semplicemente dato per permettere la nascita dei pensieri, esso è ciò che permette all’uomo di dilatarsi secondo le dimensioni del Cielo, nessun pensiero deve occuparlo sconsideratamente, nessuna preoccupazione deve intrattenerlo e rimpicciolirlo.

L’insufficienza degli Spiriti del Cuore causa agitazione, apprensione, ansietà, mancanza di discernimento, ma anche turbe del sonno, insonnia, incubi. La mancanza di espressione degli Spiriti si traduce allora in panico, confusione e stordimento. Il vuoto del sangue del Cuore può provocare mancamenti, vertigini, e disturbi della visione, palpitazioni con una sensazione di malessere e di calore.

Tutte le emozioni sono dei soffi, avvengono nell’uomo, ma è compito dell’uomo non esagerarle o farle durare più del dovuto perché un’emozione perturba gli scambi corretti di tutti i soffi. Non si può vivere senza emozioni ma le emozioni esagerate turbano il nostro essere nell’intimo. Solo la tranquillità permette di mantenere i soffi corretti. Le conseguenze di emozioni esagerate possono essere sia di ordine somatico che psichico, ma mentre il danno che proviene dai fattori esterni riguarda principalmente il corpo e colpisce dapprima gli strati più esterni, i fattori interni hanno la possibilità di colpire direttamente gli zang-fu.

Ling-shu capitolo 6: “vento e freddo (fattori climatici) colpiscono la forma; pensiero, paura e collera (tutte le emozioni) colpiscono il Qi”.

Ling-shu capitolo 66: “se allegria e collera non sono regolate, allora colpiscono gli organi, quando gli organi sono colpiti, la malattia si origina nello yin“.

Tutte le emozioni, ancor prima di interessare l’organo con cui hanno maggior affinità, colpiscono il Cuore che è la sede degli Shen.

Fei Bo Xiong (1800-1879) disse: le sette emozioni danneggiano i cinque organi Yin selettivamente, ma tutte colpiscono il Cuore. La gioia danneggia il Cuore… La collera danneggia il Fegato, il Fegato non è in grado di riconoscere la collera, ma il Cuore sì, perciò essa colpisce entrambi Fegato e Cuore. La preoccupazione danneggia i Polmoni, i Polmoni non sono in grado di riconoscerla, ma il Cuore sì, perciò essa colpisce sia i Polmoni che il Cuore. Il rimuginare danneggia la Milza, la Milza non è in grado di riconoscerla, ma il Cuore sì, quindi essa colpisce sia la Milza che il Cuore”. Yu Chang nel “Yi Men Fa Lu” (1658 ) afferma: “la preoccupazione agita il Cuore e ha ripercussioni sui Polmoni, il rimuginare agita il Cuore e ha ripercussioni sulla Milza, la collera agita il Cuore e ha ripercussioni sul Fegato, la paura agita il Cuore, e ha ripercussioni sui Reni. Quindi tutte e cinque le emozioni colpiscono il Cuore (inclusa la gioia)”.

Gli ideogrammi cinesi confermano chiaramente l’idea che tutte le emozioni colpiscono il Cuore, poiché i caratteri di tutte e sette le emozioni sono basati sul radicale “Cuore”. Il Cuore è l’unita che fonda il nostro essere. Gli Spiriti che abitano il Cuore si manifestano in ognuno dei cinque organi come il suo movimento naturale e assumono un nome particolare in ciascuno.

L’arte del Cuore non è dominarsi, opponendosi con forza alle emozioni e ai desideri, ma piuttosto vuotare il proprio Cuore ogni giorno, agendo in modo tale che le disposizioni interiori fluiscano sempre più secondo il modello dell’ordine naturale.

Se una persona regola il soffio, calma il mentale, diminuisce i desideri, equilibra le emozioni, sta attento ai sapori, conduce i soffi in mille modi (respirazione, esercizi fisici, meditazione), accresce la presenza degli Spiriti e questi Spiriti (Shen) lo mantengono nel movimento della vita. Il Cuore, in quanto sede degli Shen, è sede della coscienza del soggetto, quando viene meno questa coscienza l’uomo è confuso e perde il senso della propria vita.

Il Cuore è collegato alle circolazioni vitali, il suo splendore si riflette nell’incarnato del viso”. Suwen cap 10. Quando il Cuore e ammalato, la lingua si arrotola e si accartoccia e gli zigomi diventano rossi.

Per la medicina cinese la psicologia è l’arte di restare in armonia con tutti i soffi che cambiano in continuazione, di reagire in modo equilibrato a tutto ciò che si presenta: freddo e calore, lutto e felicità, circostanze piacevoli o dolorose. Questo richiede la pace interiore.

 

“Quando la mente è in uno stato di forte eccitazione, ci aspettiamo che abbia un’influenza immediata sul cuore; e questo è universalmente riconosciuto… Quando il cuore viene interessato da questa eccitazione provoca una serie di reazioni a livello cerebrale e, ancora, lo stato del cervello influisce, a sua volta, sul cuore attraverso il nervo pneumo-gastrico; cosicché, in caso di qualsiasi tipo di eccitazione siattiva un meccanismo azione-reazione tra questi due organi più importanti del corpo.” Darwin1872

 

“Nell’uomo il cuore non è solo l’organo principale per la circolazione sanguigna, ma è anche un centro influenzato da tutti gli apporti sensoriali che possono essere trasmessi dalla periferia attraverso il midollo spinale, dagli organi attraverso il sistema nervoso simpatico, o dallo stesso sistema nervoso centrale. Infatti gli stimoli sensoriali che arrivano dal cervello esercitano il loro effetto più forte sul cuore.” Claude Bernard -1865

 

Le ricerche nel campo della neuropsicobiologia hanno permesso di elaborare diverse teorie che portassero a legare le modalità di reazione ai diversi stimoli ambientali alla espressione di alcune variabili fisiche tra le quali, la più facile da valutare, è la la variabilità della frequenza cardiaca.

Tra le teorie esistenti andiamo ad analizzare la teoria polivagale di Porges e il modello di Integrazione Neuroviscerale di Thayer e Lane.

La teoria polivagale sostiene che il controllo neurale del cuore è connesso, da un punto di vista neuroanatomico, al controllo neurale dei muscoli del volto e della testa e lega l’evoluzione della regolazione neuronale del cuore all’esperienza affettiva, all’espressione emotiva, alle espressioni facciali, alla comunicazione vocale e al comportamento sociale. Thayer e Lane nel 2000 proposero il modello di Integrazione Neuroviscerale, secondo il quale le capacità di adattamento alle modificazioni ambientali sono influenzate da diversi aspetti: fisiologici, comportamentali, affettivi, cognitivi, sociali e ambientali. Si ipotizza la presenza di un nucleo di strutture neurali in grado di integrare i segnali provenienti dall’esterno e dall’interno del corpo cosi da preparare l’organismo a fornire una corretta risposta alle modificazioni ambientali. Un sistema bilanciato è un sistema sano, in grado di rispondere a sollecitazioni ambientali e fisiche. Un sistema bloccato in uno specifico schema è un sistema disregolato.

In entrambe le teorie si afferma che un cuore sano presenta una buona variabilità nella frequenza cardiaca, un cuore malato non mostra variabilità.

Se il cuore batte regolare come il martellare del picchio o come le gocce di pioggia che cadono dal tetto, il paziente morirà entro quattro giorni….Shu He Wang (265-317 dC).

Diversi sono i metodi di valutazione della variabilità della frequenza cardiaca, di seguito presentiamo l’aritmia seno respiratoria e la variabilità cardiaca.

 

ARITMIA SENO RESPIRATORIA (ASR)

L’impatto funzionale del vago dei mammiferi sul cuore produce un pattern di frequenze cardiache conosciuto come aritmia seno-respiratoria, caratterizzata da un processo ritmico di aumento e diminuzione della frequenza cardiaca in sintonia con il ritmo respiratorio spontaneo. L’aumento del battito cardiaco è associato con le fasi di inspirazione nel momento in cui i meccanismi respiratori del tronco encefalico attenuano l’azione degli efferenti vagali sul cuore. La diminuzione dei battiti invece è associata con le fasi di espirazione, quando si ripristina l’influenza degli efferenti vagali sul cuore.

L’ampiezza dell’aritmia seno-respiratoria (ASR) fornisce un indice validato e facilmente ottenibile del tono del Sistema Nervoso Parasimpatico attraverso il vago cardiaco. I cambiamenti di ampiezza di ASR in risposta a sollecitazioni sensoriali cognitive e viscerali rappresentano un “comando centrale” che regola gli efferenti vagali che si originano nella parte destra del nucleo ambiguo e che terminano nel cuore, palato molle, faringe, laringe, bronchi ed esofago. Questi cambiamenti operati dal nucleo ambiguo sostengono il movimento, l’espressione delle emozioni e la comunicazione attraverso un controllo del metabolismo (cambiamenti del battito cardiaco) e degli organi coinvolti nella produzione delle vocalizzazioni. In mancanza di sollecitazioni ambientali il Sistema Nervoso Autonomo risponde ai bisogni dei visceri interni attraverso il vago, per favorire la crescita e il recupero di risorse.

Nel caso di sollecitazioni ambientali, i processi di omeostasi sono compromessi e il Sistema Nervoso Autonomo favorisce un aumento dell’attività metabolica per rispondere in modo adeguato a esse attraverso il ritiro del vago e l’attivazione del simpatico per promuovere i comportamenti di attacco e fuga. Quanto più è ampia la variabilità fisiologica ritmica organizzata, tanto maggiore è la potenzialità di risposta o il repertorio di comportamenti messi in atto per rispondere in maniera adeguata alle sollecitazioni ambientali. Le persone con una variabilità fisiologica attenuata presentano una mancanza di flessibilità fisiologica e comportamentale di fronte alle richieste dell’ambiente. Gli individui con una ASR più ampia mostrano risposte autonomiche più affidabili, in questi il sistema nervoso autonomo riesce a reagire e a ritornare più velocemente all’omeostasi.

Nonostante il vago sia bilaterale, la diramazione destra del nucleo ambiguo rappresenta la determinante principale della ARS.

 

VARIABILITA’ DELLA FREQUENZA CARDIACA (heart rate variability HRV)

La variabilità della frequenza cardiaca (HRV) è definita come la variazione battito-battito sia nella frequenza cardiaca che nella durata dell’intervallo R-R ed è un importante indice di rischio. Una ridotta HRV è associata ad una prognosi peggiore in diverse situazioni cliniche, viceversa una buona HRV è spesso indice di benessere. Le fluttuazioni temporali della frequenza cardiaca sono in buona parte sincrone con gli atti respiratori, per questo si parla di aritmia seno respiratoria (ARS), cioè aumento della frequenza cardiaca, con riduzione dell’intervallo R-R, durante l’inspirazione e diminuzione della frequenza cardiaca, con allungamento dell’intervallo R-R, durante l’espirazione.

L’esatto contributo della parte simpatica (responsabile dell’aumento di frequenza cardiaca) e di quella parasimpatica (responsabile della diminuzione di frequenza) nella determinazione della variabilità della frequenza cardiaca è tutt’ora controverso e rimane oggetto di studio.

Quando entrambe le fibre cardiache parasimpatiche e simpatiche sono bloccate da un punto di vista farmacologico (somministrando ad esempio atropina e propanololo), la frequenza cardiaca intrinseca è maggiore della normale frequenza cardiaca a riposo. Questo riscontro fa supporre che il cuore sia di base controllato dalle vie parasimpatiche inibitorie. La dominanza del sistema parasimpatico favorisce i processi di conservazione dell’energia. Un altro dato a favore della dominanza parasimpatica sul cuore è dato dal fatto che il fenomeno della variabilità battito-battito è un fenomeno rapido, nell’ordine dei millisecondi, mentre le influenze simpatiche sul cuore viaggiano ad una minor velocità, nell’ordine dei secondi.

Sicuramente l’HRV è un fenomeno complesso che non può semplicemente essere attribuito a modificazione delle efferenze vagali sul cuore. Molteplici fattori di rischio cardiovascolari e stati patologici sono implicati in una riduzione dell’HRV tra cui diabete, fumo, obesità, ipertensione, scompenso cardiaco e lavoro stressante. Si è visto che i pazienti con minor HRV hanno maggior probabilità di morte improvvisa in seguito a infarto miocardico di chi presenta una maggior HRV.

Anche il distress fetale è preceduto da una riduzione dell’intervallo battito-battito anche prima che si manifesti chiaramente una decelerazione cardiaca.

 

HRV e ASR non sono esattamente la stessa cosa, ma riflettono entrambi cambiamenti nella regolazione autonomica cardiaca e sono entrambi utili per avere un dato che rifletta lo stato di benessere dell’organismo.

 

 




Perché partecipare ad un Corso di Perfezionamento universitario in Epigenetica e Tecniche per il ben-essere psico-fisico

Annino I.*, D’Errico M.M.**, Iannotti S.***, Ponzio E.****, Hainaut Y.*****

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L’Università Politecnica delle Marche in Ancona ha da poco approvato l’istituzione del primo Corso di Perfezionamento in “Epigenetica e Tecniche per il ben-essere psico-fisico”, che verrà bandito nell’A.A. 2017/18 sotto la direzione didattica dell’Unità di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica del Dipartimento di Scienze Biomediche e Sanità Pubblica. Scopo del Corso è quello di conferire ai partecipanti una formazione teorica e pratica sulle principali tecniche psico-fisiche preventive, terapeutiche e riabilitative, in grado di affiancarsi ai trattamenti medici e chirurgici convenzionali per garantire il ben-essere dell’individuo. Queste tecniche possono essere definite come «una varietà di pratiche finalizzate a migliorare le capacità psichiche di influenzare funzioni e sintomi corporei e, viceversa, delle capacità delle attività sul corpo di agire positivamente sulla psiche». Esse si avvalgono dei risultati delle più recenti ricerche scientifiche che hanno dimostrato gli straordinari effetti biologici di secolari discipline orientali quali Yoga, Tai Chi, Qi gong, del Massaggio psicosomatico, nonché di quelle pratiche più recentemente elaborate e raffinate, quali l’Ipnosi, la Mindfulness e altri Interventi Psicologici Basati sulla Piena Coscienza, la Psicologia positiva, il Bio-feedback ed altre ancora.

Molte di queste discipline, pur riconosciute valide per gli effetti benefici sulla salute che dimostrano di produrre, hanno trovato grande difficoltà, nel secolo scorso, ad essere integrate alla medicina convenzionale, soprattutto a causa di una carente ricerca scientifica che potesse validarne i meccanismi di azione. Ora abbiamo prove scientifiche sufficienti del loro valore preventivo, terapeutico e riabilitativo grazie ad alcuni grandi cambiamenti subentrati nel perfezionamento della diagnostica strumentale e di laboratorio e nella conseguente comprensione di alcuni fondamentali aspetti, in particolare, del funzionamento del DNA e del network psico-neuro-endocrino-immunologico. La fine del secondo millennio è stata, infatti, contraddistinta dalla scoperta di eventi cognitivi di rivoluzionaria importanza quali, il completamento del Progetto Genoma Umano e la conoscenza diligente (finalmente) della funzione del Sistema Nervoso Centrale, a tal punto che il Dipartimento della Salute Americano ha definito il periodo 1990-1999 “il decennio del cervello”.

Il primo ha dato il via, nei due decenni iniziali del secolo corrente, ad una serie impressionante di studi in campo epigenetico. Questi ci stanno facendo capire, che tutto ciò che fa parte del nostro ambiente, e comprese le emozioni, influenza continuamente l’apertura e la chiusura di milioni di interruttori sul DNA, agendo così sulla nostra salute. In effetti, ogni cellula porta nel suo nucleo lo stesso patrimonio genetico che ha tutta l’informazione necessaria per ricostituire l’insieme del corpo, anche se ogni cellula non esprime che una parte di queste informazioni. Il DNA è in realtà controllato dai segnali provenienti dall’esterno delle cellule, cioè dal suo ambiente. Molti milioni di interruttori si trovano sul DNA permettendo ai geni di essere letti o di restare silenziosi. La scienza che studia questi interruttori e l’interazione tra il DNA e l’ambiente si chiama, appunto, Epigenetica (dal greco “epì”, cioè “sopra”, e gennetikòs, cioè “relativo all’eredità familiare”). Anche le emozioni lasciano delle tracce sulla molecola del DNA e queste tracce sono trasmissibili in certe condizioni alla discendenza. L’elemento saliente, che rivoluziona il paradigma antecedente, che ci rendeva schiavi della nostra eredità genetica, è rappresentato dal fatto che, mentre l’informazione portata dai geni è stabile, le etichette epigenetiche hanno una stabilità relativa e sono cancellabili; esiste, dunque, una reversibilità potenziale che, da un lato permette un ritorno alla salute (possibilità terapeutiche e riabilitative), dall’altro sottolinea ulteriormente l’importanza dell’assunzione di stili vita e di comportamenti, nonchè l’utilizzo integrato, accanto ai metodi convenzionali, di tecniche psico-fisiche, mente-corpo, orientate al mantenimento del ben-essere dell’individuo (possibilità preventive).

 

Epigenetica, Ambiente, Alimentazione, Psiche, Malattie e Salute

Possiamo considerare molto fortunata la nostra generazione che ora conosce questa chiave per aprire la porta della conoscenza di se stessi : l’Epigenetica, cioè l’uso che facciamo del nostro DNA. E’ una sorta di libero arbitrio del quale resta traccia quando viene esercitato; è un principio di responsabilità rispetto a quel pacchetto di istruzioni genetiche che abbiamo ricevuto alla nostra nascita. Oggi sappiamo che il nostro DNA, mediante i meccanismi epigenetici, che possiamo misurare anche in tempo reale attraverso l’espressione genica, riconosce continuamente l’ambiente nel quale l’individuo vive; in questo modo esso prende nota e mantiene le informazioni su come hanno vissuto i nostri nonni ed i nostri genitori. Qualsiasi sia la vita che io conduca, il mio DNA ne viene informato e ne mantiene memoria a volte per un breve periodo, altre più a lungo, al punto da potersi ritrovare nel DNA di un mio pronipote (trasmissione epigenetica transgenerazionale). Così la diffusa abitudine di fumare, o di eccedere nel consumo di alcol o, all’opposto la sana abitudine di fare sport o semplicemente di muovermi, quella di mangiare con una dieta equilibrata, ricca di vitamine e povera di grassi, etc., o, ancora, il sottopormi ad una vita stressante, l’essere in ansia o depresso, piuttosto che, viceversa, ridere, amare, rilassarmi, etc., non soltanto andranno ad alterare, attraverso l’azione epigenetica, negativamente o positivamente, il funzionamento del mio DNA, ma potranno incidere anche sull’esistenza della mia discendenza. Se il mio stile di vita, se il mio modo di vivere è ripetitivo, quel modo finisce con l’iscriversi indelebilmente nel mio DNA e, alla lunga, col modificare per sempre qualcuno dei miei geni, dunque il mio genoma (nome con cui si definisce l’intera sequenza nucleotidica del DNA). Di Mauro ha così ben sintetizzato questo concetto : “Il DNA impara e scrive su di sé la propria esperienza, la propria cultura. La trasmissione della cultura di cui è portatore l’idividuo che di quel DNA è fatto è la forma più alta di Epigenetica”. Dobbiamo allora riflettere sul fatto che è la cultura biologica (leggi relativa alla salute) di una generazione che viene trasmessa epigeneticamente a quella successiva e, poi, ancora oltre, e domandarci, ove essa sia stata eventualmente erronea : che ne sarà di quelle future generazioni, di nostri pronipoti, il cui genoma abbia appreso a dettare regole di comportamento opposte all’obiettivo salute, intesa come “il mantenimento di uno stato di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico, dell’individuo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale?”.

Le ricerche scientifiche ci dicono che modifiche epigenetiche possono verificarsi in risposta a stimoli ambientali, tra cui uno dei più importanti è la dieta. Come la dieta influenza l’epigenoma non è pienamente compreso con le conoscenze di oggi, ma alcuni chiari esempi attraverso cui ciò si relizza, sono ben noti. Tra gli altri, gli studi epidemiologici di coorte eseguiti sulla popolazione olandese che durante la seconda guerra mondiale fu sottoposta a deprivazione alimentare (Dutch Hunger Winter) e quelli successivi, hanno messo in evidenza che la carenza alimentare subita dai piccoli di quelle donne nella vita intrauterina si è impressa epigeneticamente in loro determinando, in rapporto al periodo di esposizione, importanti effetti dannosi immediati quali malattie congenite come la spina bifida e l’idrocefalo, o da adulti, cancro del seno, depressione, malattie cardiovascolari, allergia, diabete, e altro. E’ stato visto che la scarsità nutrizionale a livello embrionale produce una carenza di metilazione di un gene implicato nel metabolismo dell’insulina, cioè nel fattore di crescita di tipo II, che può persistere nella vita adulta. Quei bambini presentavano una diminuzione dell’altezza media e tali parametri antropometrici non sono tornati ai livelli precedenti nella generazione successiva. E’ dovuta passare una intera ulteriore generazione affichè il DNA delle madri olandesi prendesse epigeneticamente nota dei cambiamenti nutrizionali sopravvenuti ed affinchè i livelli di altezza media e lo stato di salute della popolazione tornasse ai livelli antecedenti.

L’epigenetica, dunque, lavora su grandi numeri, sul singolo individuo, ma anche nel tempo. Ernesto Burgio, Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione internazionale medici per l’ambiente (ISDE), in proposito, sottolinea che da vent’anni a questa parte è nota la presenza nelle catene alimentari, in atmosfera, nella biosfera, nelle acque, di tantissime sostanze non naturali, come i prodotti artificiali, di sintesi, quali: pesticidi, interferenti endocrini, metalli pesanti, particolato ultrafine, prodotti dal traffico veicolare e dalle grandi industrie. Queste sostanze mettono a rischio equilibri biologici e bioevolutivi molto complessi, perché si stanno introducendo in pochi decenni una serie di fattori che interferiscono in maniera complessa sul DNA. Quello che le ricerche stanno dimostrando è che, per esempio, campi elettromagnetici, sostanze chimiche, particolato ultrafine, metalli pesanti, agiscono insieme turbando epigeneticamente l’espressione delle cellule agendo sul software del DNA, cioè sull’epigenoma. Questa azione è molto grave specialmente nelle prime fasi della vita, cioè sull’embrione, sul feto e sul bambino e mette quindi purtroppo a rischio le generazioni future, in quanto gli effetti maggiori si vedranno probabilmente solo tra 10, 20 o 30 anni. Anche gli adolescenti sono coinvolti, perché i gameti, lospermatozoo e l’ovulo, sono assolutamente coinvolti in queste perturbazioni. Ci sono alcune malattie che stanno diventando più frequenti: l’autismo o i disturbi del neurosviluppo in generale, la dislessia, la ADHD, le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e i tumori in età giovanile, le malattie diciamo immunomediate, cioè le allergie e le malattie autoimmuni. Infine, da non sottovalutare è la grande “epidemia” dell’obesità e del diabete giovanile. Prima si pensava che queste patologie fossero legate all’alimentazione, ora sempre più chiaramente si sa che essa spiega solo in parte il problema: le sostanze che sono nelle catene alimentari e che possono disturbare la programmazione fetale dei tessuti probabilmente hanno un grande effetto anche su questo.

La nutrigenomica, la recente scienza multidisciplinare che riesce a combinare la genetica con la nutrizione, propone allora, grazie alle scoperte in campo epigenetico, di cercare di svolgere un attivo ruolo preventivo, in difesa dell’organismo. Il Progetto Genoma Umano e il Progetto SNPs (relativo alle variazioni lievi nell’assetto genetico individuale associate alla maggior parte delle patologie), hanno chiarito che tra i genomi dei singoli individui esistono milioni di piccole differenze, che condizionano fortemente le caratteristiche dei tessuti, degli organi e delle cellule umane e che determinano la predisposizione di un soggetto a rispondere ad una determinata dieta, con influenze più o meno positive.

Un altro aspetto da non sottovalutare è rappresentato dagli studi sul rapporto tra esperienze dell’individuo ed effetti epigenetici che investono la sfera psichica. In ambito sperimentale murino, si è visto come maschi sottoposti a stimoli di stress, quali la separazione prematura dalla madre o la ripetuta sottomissione sociale, trasmettono alla prole, anche questi ben al di là della barriera transgenerazionale, sindromi di ansia, comportamenti depressivi e alterazioni del metabolismo ormonale. Districare il legame molecolare che esiste tra l’esperienza epigenomica dei gameti e la relazione tra i gameti e lo sviluppo di circuiti cerebrali comportamentali in risposta alla ripetizione di quella data esperienza non è facile, ma sarebbe un peccato di ingenuità pensare che il sistema non debba coinvolgere la sfera più propriamente psicologica dell’uomo. Gli studi, ad esempio, che si sono sono focalizzati sulla trasmissione transgenerazionale del Major Depressive Disorder (MDD), una delle maggiori cause al mondo di disabilità tra gli umani, hanno mostrato prove crescenti che sostengono l’ipotesi che l’epigenetica è un meccanismo chiave attraverso cui le esposizioni psichiche ambientali interagiscono con la costituzione genetica di un individuo per determinare il rischio per la depressione durante tutta la vita. Secondo questi studi, sollecitazioni severe da stress, in individui vulnerabili a livello della struttura della cromatina in aree genomiche particolari nelle regioni limbiche del cervello, guidano cambiamenti continui nell’espressione genica che contribuiscono agli episodi di depressione. Talimodifiche epigenetiche, specie quelle che si presentano presto nella vita, determinano la vulnerabilità o la resistenza successiva di un individuo agli eventi stressanti vissuti. Ci sono due modi supplementari con cui i meccanismi epigenetici potrebbero influenzare la depressione: il primo comprende gli eventi stocastici durante lo sviluppo; l’altro interessa l’eredità epigenetica trans-generazionale, ove queste forme di contributo epigenetico alla depressione rimangono più di meno stabiliti. In termini generali queste osservazioni, insieme a quelle epidemiologiche associate ad eventi storici del tipo di quelli sopracitati riportati per popolazioni olandesi, scandinave, in India, etc., dimostrano che la dis-regolazione della risposta allo stress fisiologico e/o psicologico è un fatto normale. Il concetto stesso di stress è in qualche modo arbitrario. La vita è stress. La risposta a stress specifici è soltanto la necessaria plasticità della risposta del vivente a condizioni variabili. La risposta individuale allo stress è largamente un fatto epigenetico.

Una recentissima review ha descritto in modo completo le recenti scoperte su come il paesaggio epigenetico può contribuire a profili molecolari alterati con conseguenti disturbi dello sviluppo neurologico. Inoltre, ha descritto le vie potenziali per la ricerca futura per identificare i marcatori diagnostici e gli EPI-farmaci terapeutici per invertire le anomalie nel cervello ed indicare come i danni epigenetici siano reversibili in natura. Il fumo materno in gravidanza, ad esempio, altera i processi di sviluppo neurologico del feto, modificando la metilazione del DNA di geni coinvolti nello sviluppo placentare e fetale, e porta a disturbi dello sviluppo neurologico nella prole. L’esposizione gestazionale all’alcol induce modificazioni degli istoni, alterazioni della metilazione del DNA e dei mRNA, e dell’espressione di geni associati con il processo di sviluppo fetale e porta, dunque, anch’essa a disturbi dello sviluppo neurologico. La mancanza di integratori alimentari essenziali nella dieta materna durante la gravidanza causa una perturbazione nelle vie metaboliche e diverse alterazioni epigenetiche nel feto, provocando uno sviluppo biologico anormale e disturbi dello sviluppo neurologico. Inoltre, condizioni metaboliche particolari, quali il diabete mellito gestazionale, l’obesità, l’ipotiroidismo inducono anch’esse alterazioni epigenetiche nel feto, portando ad una serie di cambiamenti metabolici ed immunogenici e innescando deficit neuropsicologici e neuroanatomici nel cervello in via di sviluppo. Infine, diversi fattori legati allo stile di vita e acquisizione di infezioni in gravidanza giocano un ruolo critico nella modificazione epigenetica modificando, a loro volta, l’espressione di molti geni associati con un anomalo sviluppo fetale.

Questi rappesentano solo alcuni dei tantissimi esempi di come l’ambiente, l’alimentazione e gli stili di vita impattano epigeneticamente sulla salute e la malattia individuale e collettiva.

 

Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia, Rischi Psico-sociali e stress

Il secondo tipo di eventi cognitivi di rivoluzionaria importanza che hanno caratterizzato la fine del secolo scorso, e l’inizio del nuovo, è stato rappresentato dalla conoscenza dettagliata della funzione del Sistema Nervoso Centrale e del suo collegamento con il resto delle funzioni del corpo resa possibile dallo sviluppo di tecniche sofisticatissime di neuroimaging e da quelle in campo analitico biologico ed immunologico. Queste scoperte sono state abilmente condensate nell’elaborazione di un nuovo paradigma : la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI). Spazzato via il vecchio dogma ritenuto incontestabile che voleva “il cervello un tessuto perenne che una volta completata la sua crescita, prensentava i rapporti tra le parti che lo costituivano acquisiti definitivamente”, la nuova visione scientifica afferma oggi che non soltanto l’assetto anatomico è variabile, in quanto i rapporti tra cellule, sollecitati da stimoli diversi, si possono continuamente modificare (come ad esempio accade nell’Ipotalamo) e nuove connessioni si formano senza sosta andando a modificare la mappa cerebrale di un’area (neuroplasticità), ma il cervello produce instancabilmente nuove cellule nervose nel corso dell’apprendimento soprattutto di nuove cose (neurogenesi) ed all’opposto blocca questa produzione se sottoposto a stress. Anche alcuni concetti relativi al sistema nervoso periferico hanno trovato nuove visioni, come quella che oggi ci spiega che simpatico e parasimpatico lavorano in modo più integrato e meno antagonista di quello che si riteneva in precedenza; o quella che ci ha fatto capire che le fibre neurovegetative venendo in relazione con le fibre nervose sensoriali, le cellule immunitarie e i vasi sanguigni, portano informazioni sensoriali dagli organi interni al cervello, realizzando così, attraverso neuropeptidi, citochine e altre sostanze attive, una stretta comunicazione tra sistema simpatico e parasimpatico e sistema immunitario. Quest’ultimo, è ormai appurato, è capace di autoregolarsi e, grazie al monitoraggio di tutti gli organi, e soprattutto la mucosa intestinale, funziona come organo di senso interno comportandosi da grande sistema di equilibratura dell’intero organismo. In questa nuova visione le ghiandole endocrine costituiscono un sistema strutturato composto da più vie che, in collaborazione con il sistema nervoso e con quello immunitario, realizza le reazioni vitali di adattamento dell’organismo, incluse le funzioni cognitive a cui partecipano organi e molecole di origine non nervosa (ad esempio ormoni), a cambiamenti che vengono dall’ambiente esterno. Oggi conosciamo con precisione le aree cerebrali coinvolte e le vie nervose che seguono le emozioni, i processi decisionali e quelli di memorizzazione, ed i loro complessi collegamenti. Conosciamo ormai i meccanismi patogenetici, riferibili al sistema dello stress che sostanziano la relazione tra ambiente sociale e salute. Abbiamo capito che gli esseri umani reagiscono attivando la stessa risposta fondamentale da stress, a prescindere che si trovino di fronte all’aggressione di virus, batteri, tossine, stimoli ambientali di pericolo, registrati dai nostri sensi ed elaborati dal cervello, oppure che debbano fronteggiare una minaccia psichica o una forte emozione. Gli eventi stressanti ripetuti nei modelli animali hanno dimostrato diprovocare cambiamenti di lunga durata nei circuiti neurali a livello molecolare, cellulare e fisiologico, portando a disordini di umore e cognizione. Gli studi molecolari negli ultimi anni hanno implicato diversi meccanismi epigenetici, tra cui modificazioni degli istoni, metilazione del DNA e RNA non codificanti, che sono alla base della disregolazione di geni nei circuiti neurali interessati in una patofisiologia indotta da stress cronico. Nel loro insieme, le ricerche scientifiche accumulate indicano che i primi eventi stressanti, tra cui deprivazione materna e paterna persistente, possono provocare cambiamenti epigenetici che sono misurabili nei mammiferi adulti. È, tuttavia, importante tenere a mente che gli eventi stressanti possono causare epigeneticamente cambiamenti biochimici, molecolari e strutturali nel cervello in un qualsiasi periodo della vita di un individuo.

Una nuova visione sistemica della salute umana e un approccio «olistico», cioè unitario e globale sta oggi, dunque, diffondendosi. Essa mette in evidenza i limiti della formazione del medico «curante» troppo centrata sull’analisi dei sistemi corporei e troppo poco e solo secondariamente orientata ai problemi della mente dell’individuo; e che riserva, così, una minore o assai scarsa attenzione alle relazioni dell’uomo con i sistemi bio-fisici, sociali, comportamentali che, invece, hanno una rilevanza essenziale nell’intervento preventivo, terapeutico e riabilitativo. Ognuno di noi ha, piuttosto, necessità di riscoprire che la salute dipende ampiamente da ciò che mettiamo in opera per noi stessi, e non solamente dai farmaci prescritti dai medici; e, soprattutto, come restaurare naturalmente il proprio equilibrio corporeo senza dimenticare quello che la medicina classica ha di meglio da offrire. Abbiamo bisogno, ora, di una medicina che approfitti di tutte le scoperte della scienza moderna in materia di despistage precoce delle malattie, di terapia medica e di interventi chirurgici efficaci, ma che conosca, anche, grazie alla comprensione dei loro fondamenti epigenetici, i meccanismi naturali della guarigione inerenti ciascuno di noi e la maniera per metterli in azione contribuendo al mantenimento della salute ed alla cura delle malattie.

 

      Epigenomica psicosociale e culturale

Come Conseguenza degli studi sull’epigenetica e sul funzionamento del cervello, appena illustrati, alcuni studiosi, tra questi Ernest L. Rossi, ultimo allievo di Milton Erickson, si sono dedicati in questi ultimi due decenni a cercare di capire in ottica epigenetica i meccanismi alla base dei processi psico-comportamentali. Rossi, in particolare, ha, così, teorizzato una nuova disciplina, la Genomica Psicosociale, la quale tratta di come “Le esperienze soggettive della coscienza umana, la nostra percezione del libero arbitrio, il nostro comportamento e le dinamiche sociali possano modulare l’Espressione Genica e Viceversa”. Secondo Rossi, gli eventi vitali significativi, le esperienze di vita giornaliere e di ogni ora, i nostri pensieri, le nostre emozioni, il nostro comportamento attivano i geni e, quindi, mediante la loroespressione, la neurogenesi in modo tale da cambiare la struttura fisica del cervello… nonché il nostro modo di vedere la vita. Egli descrive di come lo stato comportamentale, tipo: dormire, sognare, essere cosciente, stressarsi, essere vigile, eccitato, depresso, vittima di problemi psicosomatici, traumatici, di forme di dipendenza, etc., siano correlati ed associati a modelli differenti di Espressione Genica; ancora, di come le esperienze di gran significato e gli stimoli psico-sociali di ogni giorno siano capaci di esprimere la classe speciale dei geni “Attività dipendente” generando nuove proteine, Neurogenesi, Memoria, Apprendimento, Comportamento e Guarigione e descrive come si possa cambiare la struttura fisica e funzionale del Cervello e Viceversa; e di come le cellule staminali, come le cellule embrionali, mantengono la capacità di esprimere qualsiasi gene necessario per rimpiazzare le cellule danneggiate. La malattia, lo stress, il trauma, le lesioni d’ogni natura lasciano un’impronta, una traccia di segnali molecolari nella connessione degli assoni che attivano il ciclo dell’espressione dei geni nelle cellule staminali che ancora risiedono nei tessuti malfunzionanti, attraverso l’attivazione e l’espressione dei Geni Primari Immediati (IEGs) e la neoformazione proteica con conseguente guarigione e/o prolungamento della vita in salute. Perciò il Rossi propone che: “I geni Primari Immediati o rapidi (IEGs), i geni correlati allo stato comportamentale (BSGE) e l’espressione dei geni attività dipendenti (ADGE) per ottimizzare la sintesi delle proteine, allo scopo di facilitare la plasticità cerebrale, rappresentano il ponte tra la Mente (la psiche), il Cervello ed il Corpo e facilitano la nostra comprensione della funzione psicobiologica della psicoterapia e delle arti della guarigione” .

 

Le tecniche per il ben-essere psico-corporeo (mente-corpo)

Le tecniche per il ben-essere psico-corporeo rientrano nel capitolo assai vasto e recente della cosiddetta medicina mente-corpo, mind-body medicine degli anglosassoni, medecine esprit-corps dei francofoni. Esse si concentrano sulle interazioni di promozione della salute tra la psiche, il sistema immunitario e il sistema nervoso e le funzioni del corpo. Incoraggiando e praticando processi cognitivi e modifiche di comportamento, esse supportano la capacità dell’organismo di autoregolarsi e la sua capacità di guarire se stesso, migliorando la consapevolezza di sé e di auto-cura. La pratica terapeutica si basa su elementi di auto potenziamento delle terapie tradizionali (ad esempio, tai chi, qi gong, massagio psicosomatico, etc.) e tecniche più contemporanee come tecniche di rilassamento muscolare progressivo inspirato da Schultz e Jacobson applicate alla sofrologia o il Focusing che lavora con il felt-sens, oltre che sulle tecniche di riduzione dello stress come la Mindfulness Based Stress Reduction, altri Interventi Psicologici basati sulla Piena Coscienza o tecniche di guarigione dai traumi e comportamenti dannosi alla salute come l’Ipnosi Ericksoniana e Rossiana. Inoltre comprende indicazioni relative alla dieta, all’esercizio fisico e di sostegno psicologico e sociale come parte integrante di uno stile di vita sano. In alcuni ospedali americani o in Germania (ad esempio Duisburg, Essen) vengono abbinate tecniche relative ai settori tematici della medicina naturopatica e fitoterapica. Tutte le terapie mente-corpo mirano allo sviluppo di autopercezione e di autoregolamentazione per rafforzare le risorse per la guarigione a lungo termine e la salute. Le tecniche proposte dal Corso di Perfezionamento dell’UPM, offrono quei particolari percorsi, propri dei meccanismi del controllo epigenetico, della cui efficacia si è, ad oggi, ragionevolmente certi e che sono altrettanto ragionevolmente praticabili da parte dei pazienti. Le trasformazioni epigenetiche basate su queste tecniche non sono qualcosa di meccanicistico come l’assunzione di un medicinale : richiedono, invece, un grado di autoconsapevolezza, non necessario per il paziente che deve inghiottire una pillola ogni mattina. Intendiamo qui soffermarci, per esigenze di tempo e di spazio, solo su alcune di queste tecniche che saranno oggetto di insegnamento nel Corso di Perfezionamento. Lo faremo, in questa sede, senza addentrarci nel dettaglio delle stesse, rimandando il lettore, per l’approfondimento, all’ampia recente letteratura che le concerne e con il solo scopo di sottolinearne il dimostrato legame epigenetico.

Procedure ipnotiche psico-somatiche e di riabilitazione cognitiva e fisica, Autoipnosi ed ipnoanalgesia.

La terapia mediante ipnosi è un processo con cui si aiutano le persone a riconoscere le proprie risorse interne; è pertanto  “un mezzo di comunicazione”, una “situazione che si crea tra il paziente ed il terapeuta”, che ha lo scopo di facilitare la scoperta e l’impiego di capacità presenti nell’inconscio. L’ipnositerapia, in linea con la definizione dell’American Psychological Association –  Psychological Hypnosis, è una forma di psicoterapia breve, efficace nel trattamento di un’ampia gamma di disturbi psicologici, fisici, psicosomatici e psicofisiologici, che in alcuni casi può essere effettuata anche in maniera integrata con terapie mediche, psicologiche o chirurgiche convenzionali o altre tecniche mente-corpo. Tra gli altri disturbi per i quali si è dimostrata efficace, si possono citare le psiconevrosi, quali : disturbi d’ansia, fobie, attacchi di panico, depressione reattiva, insonnia, asma psicosomatica, emicrania e cefalea, paralisi isteriche, disturbi post traumatici da stress; alcune affezioni psicosomatiche del genere : balbuzie, tic, onicofagia, enuresi, encopresi; i disturbi dell’alimentazione, tipo : anoressia, bulimia, polifagia e obesità, anche se con risultati ancora contraddittori; i disturbi sessuali, dermatologici, dell’apparato digerente (come la sindrome del colon irritabile), etc.. In ambito odontoiatrico ed in chirurgia, l’ipnosi è utilizzata principalmente come metodica di autoipnosi ed ipnoanalgesia, a scopo anestetico in quei soggetti che tollerano male l’anestesia farmacologica e/o per il dolore.

Sulla base dei più recenti studi di neuroimaging sappiamo oggi due cose fondamentali: la prima che le funzioni neuronali della corteccia prefrontale, insulare e somatosensoriale sono costantemente modificate in rapporto al dolore grazie alla autoipnosi e sulle variazioni delle soglie di percezione di queste aree, specialmente durante interventi chirurgici bisognosi di una anestesia; eche l’ipnosi terapeutica agisce sulle strutture del cervello sede delle emozioni e della memoria (ipotalamo, ippocampo, amigdala e regione fronto-temporale) grazie alla neuroplasticità e all’epigenetica. La trans ipnotica influenza attraverso le parole ed il protocollo medico utilizzato l’espressione dei geni e dunque la plasticità del cervello, provocando una risposta terapeutica misurabile. Uno studio ha mostrato dei cambiamenti nell’espressione di 15 geni immediati precoci nell’ora che ha seguito la terapia ipnotica, che hanno provocato una cascata di altri 77 geni nelle 24 ore successive.

 

Mindfulness e Interventi Psicologici Basati sulla Piena Coscienza

La storia degli Interventi Psicologici basati sulla Piena Coscienza ha inizio con la Mindfulness o Meditazione della piena coscienza; un intervento psicologico basato sulla capacità di “portare la propria attenzione al momento presente, istante dopo istante, in modo intenzionale e senza giudizio di valore”. La piena coscienza è dunque la qualità di coscienza che emerge quando indirizziamo intenzionalmente la nostra mente verso il momento presente. Questa competenza profondamente universale è da noi generalmente poco esercitata. Noi siamo in effetti, nel nostro quotidiano, spesso a mille miglia dal “qui ed ora”, prigionieri del nostro pilota automatico, presi in ruminazioni sul passato, in progetti sul futuro, in giudizi sul presente. Il ritmo frenetico della vita moderna ci porta a tentare di far fronte a molte domande nello stesso momento, allontanandoci così dalla nostra capacità a rispondere con calma ed apertura agli avvenimenti. Questi comportamenti, spesso causa di stress, possono determinare sofferenza, tensioni (fisiche e/o psicologiche), irritabilità, cattivo umore, conflitti relazionali, impulsività, difficoltà a concentrarsi, turbe del sonno, fatica, fino all’esaurimento …… Noi non dominiamo gli avvenimenti che ci arrivano, né le reazioni automatiche del nostro corpo; possiamo unicamente influenzare la maniera nella quale siamo in relazione con essi. L’apprendimento delle pratiche di piena coscienza consente, appunto, di fare questo: arrivare ad avere uno sguardo diverso, non giudicante, su ciò che accade istante dopo istante e ad assumere un comportamento consono al mantenimento del nostro ben-essere psicofisico. Il merito di aver messo a punto questa tecnica, spetta a Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare statunitense, che alla fine degli anni ’70, in seguito agli insegnamenti appresi sul buddismo Zen e sullo yoga ed alle sue osservazioni sugli effetti biologici positivi di queste pratiche sulla salute, pensò di applicarle anche in ambito medico, depurandole opportunamente degli aspetti spirituali connessi con le loro origini orientali. Presso la Clinica per la Riduzione dello Stress da lui creata all’Università della Massachusetts Medical School, il suo protocollo denominato Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) ha aiutato migliaia di persone a far fronte a stress, sofferenza e malattia. Oggi questo metodo è conosciuto e praticato in svariate cliniche specializzate ed in ospedali in tutto il mondo ed è entrato a far parte stabilmente degli insegnamenti di base nelle più prestigiose Facoltà di Medicina americane, in quanto alti livelli di stress sono stati identificati negli studenti di medicina e, sempre più, in altri gruppi di popolazione studentesca. Poiché lo stress può influenzare il benessere psicologico e interferire con l’apprendimento e le prestazioni cliniche, è un serio motivo di interesse per le Università includere il benessere degli studenti professionali come risultato del core curriculum; d’altra parte la pratica della Mindulness può essere relativamente facilmente adattata e integrata nei programmi di formazione professionale. In queste ultime essa è coltivata per promuovere nel futuro medico e nelle altre figure sanitarie la cura e la consapevolezza di sé e l’empatia con l’obiettivo finale di migliorare il proprio ben-essere e la qualità del rapporto con il paziente; i programmi mirano inoltre a discutere di come integrare direttamente queste tecniche nella pratica clinica.

Negli anni ‘90 gli studi di Segal, Williams e Teasdale hanno dato vita ad un ulteriore protocollo : la Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBCT). Questi ricercatori hanno indagato su come la meditazione fosse in grado di aiutare le persone a stare meglio dopo essere state trattate farmacologicamente con successo per stato depressivo. L’evidenza scientifica dell’utilità della MBCT è indubbia, essendosi dimostrata più efficace delle dosi di mantenimento di antidepressivi nel prevenire una ricaduta nella depressione e di determinare una significativa riduzione dei pensieri rimuginativi, oltre che un aumento della qualità del sonno in pazienti con ansia generalizzata o disturbo di panico.

In seguito numerosi altri protocolli basati sulla piena coscienza sono stati messi a punto; si possono citare, tra gli altri : la Dialectical Behavioral Therapy (DBT), un tipo specifico di psicoterapia cognitiva-comportamentale sviluppato alla fine degli anni ’80 dalla psicologa Marsha M. Linehan, che si è dimostrato efficace nel trattare il disturbo della personalità borderline e il disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD); il Mindfulness Based Eating Awareness Training (MB-EAT) sviluppato per il trattamento di disturbi alimentari binge (BED) e problemi correlati caratterizzati da una disregolazione emotiva, comportamentale e fisiologica in relazione all’assunzione di cibo e all’identità di sé; l’MB-EAT implica la formazione a pratiche di Mindfulness progettate per affrontare le questioni fondamentali della BED: controllare le risposte a vari stati emozionali, fare scelte alimentari coscienti, sviluppare una consapevolezza di fame e di sazietà e coltivare l’auto-accettazione. Le evidenze scientifiche sostengono il valore di MB-EAT nella diminuzione di episodi binge, migliorando il senso di autocontrollo per quanto riguarda il mangiare e diminuendo i sintomi depressivi; l’Acceptance and commitment therapy (ACT Mindfully), destinato ai pazienti affetti da una vasta gamma di condizioni mentali e fisiche, è un approccio di psicoterapia, basato sulla piena coscienza, di tipo comportamentale che mina l’evitamento emotivo e aumenta la capacità di cambiamento del comportamento; esso si basa sulla premessa fondamentale che il dolore, la delusione, la malattia e l’ansia sono elementi inevitabili della vita umana, con l’obiettivo terapeutico di aiutare gli individuiad adattarsi in modo produttivo a questi tipi di sfide sviluppando una maggiore flessibilità psicologica piuttosto che impegnarsi in tentativi controproducenti per eliminare o sopprimere esperienze indesiderate; ciò è ottenuto attraverso un impegno perseguito su aree e direzioni di vita importanti, anche di fronte al naturale desiderio di fuggire o di evitare esperienze dolorose e preoccupanti, emozioni e pensieri; in sostanza, l’ACT analizza i tratti e i comportamenti dei pazienti per aiutarli a ridurre gli stili di coping evitanti. Recentemente la Mindfulness Based Childbirth and Parenting Education (MBCP) ha portato la pratica della Mindfulness nella preparazione delle madri in gravidanza e nel parto con ottimi riscontri, non solo per la gestione degli stati ansiosi delle madri, bensì, anche, per lo sviluppo più equilibrato dei nascituri. Questa pratica porta ad importanti benefici per la salute mentale materna, compresi i miglioramenti nelle valutazioni correlate al parto e la prevenzione dei sintomi della depressione postpartum; inoltre ci sono indicazioni che le partecipanti potrebbero usare la Mindfulness anche per affrontare il dolore in sostituzione dei farmaci sistemici a volte utilizzati durante il parto. Infine, in Belgio sono stati da poco proposti con successo dall’Universitè Catholique de Louvain, les Interventions psychologiques Basées sur la Pleine Conscience (IBPC), destinati ad adulti, ai bambini ed agli adolescenti. Gli IBPC, filiera bambini, si propongono come utili interventi di prevenzione nella scuola primaria, in quanto attraverso lo sviluppo di abilità attenzionali e emotive nei bambini sono in grado di aumentare i fattori protettivi contro le psicopatologie. Inoltre, nei più grandi, questa pratica, può essere di aiuto preventivo secondario nei confronti di alcuni fattori di rischio per lo sviluppo di psicopatologie, come l’impulsività elevata, e possono agire come prevenzione terziaria evitando le recidive.

Le pubblicazioni scientifiche che dimostrano i numerosissimi benefici della Mindfulness hanno avuto nel tempo una crescita vertiginosa. Dopo le succitate prime osservazioni, essa si è dimostrata progressivamente utile anche per il dolore cronico, la fibromialgia, il colon irritabile, la psoriasi, l’ipertensione, il diabete, l’insonnia, il cancro, l’invecchiamento precoce e molto altro ancora.

Circa i meccanismi epigenetici alla base di questi effetti, ci limiteremo qui a citare la recentissima ricerca di Kaliman e collaboratori. Considerato che l’infiammazione cronica di basso livello è associata ai più comuni problemi di salute nel mondo moderno, inclusi malattie cardiovascolari e metaboliche, tumori e disturbi neuropsichiatrici, i risultati suggeriscono che gli interventi comportamentali basati sulla piena coscienza possono produrre effetti benefici in soggetti con malattie croniche in cui l’infiammazione è un correlato significativo. Gli AA. hanno rilevato che dopo una breve sessione intensiva di Mindfulness avvengono cambiamenti rapidi nell’espressione genica con downregulation di geni proinfiammatori. Queste ad altre ricerche in biologia molecolare, psiconeuroendocrinoimmunologia e sulla neuroplasticità, hanno consentito a McEwen di affermare che gli interventi basati sulla pienacoscienza rappresentano strumenti molto utili per la salute in quanto il cervello sano ha una notevole capacità di resilienza, legata alla possibilità di rispondere ad interventi mirati ad aprire “finestre” di plasticità ed a riorientare la sua funzione verso una migliore salute. Tutti i trattamenti che agiscono attraverso meccanismi epigenetici attivando la neuroplasticità, facilitano questo indispensabile strumento di benessere. L’evidenza suggerisce che la Mindfulness è associata a cambiamenti neuroplastici nella corteccia cingolata anteriore, nell’insula, nella giunzione temporo-parietale, nella rete fronto-limbica e nelle strutture di rete di default. I risultati dicono che la partecipazione a MBSR è associata a cambiamenti nella concentrazione di materia grigia nelle regioni del cervello coinvolte nei processi di apprendimento e memoria, nella regolazione delle emozioni, nell’elaborazione di riferimento e nella prospettiva.

Infine, merita di essere segnalato lo studio di Lynn e collaboratori che suggeriscono che gli approcci basati sull’Ipnosi e sulla Mindfulness possono essere usati in tandem per creare set di risposte adattative e per deautomatizzare i set di risposta maladattiva.

 

Tai Chi, Qi Gong, Massaggio psicosomatico, Yoga, Biofeedback terapia, e altre pratiche mente-corpo

Accanto a quelle fin qui descritte numerose altre tecniche e pratiche mente-corpo hanno ormai scientificamente dimostrato la propria utilità ai vari livelli del network psico-neuro-endocrino-   immunologico al mantenimento del ben-essere ed alla cura di numerose patologie e ne è stata misurata l’attività epigenetica: Training autogeno e rilassamento neuro fisiologico (RR), ma anche Tai Chi, Qi Gong, Massaggio psicosomatico, Yoga, Biofeedback terapia, etc.. Dusek e coll., ad esempio, hanno rilevato che più di 2.000 geni, che riguardano effetti fisiologici a lungo termine, sono espressi differenzialmente in praticanti a lungo termine di vari generi di pratiche mente-corpo, confrontati a soggetti di controllo che non le hanno praticate. Inoltre, quando i non praticanti hanno effettuato 8 settimane di formazione al RR, l’espressione di più di 1.500 geni è stata alterata rispetto alla loro condizione di base. Sutarto e coll. hanno esaminato l’effetto dell’addestramento alla respirazione mediante Biofeedback per la riduzione dello Stress tra le lavoratrici, dimostrando che questa funziona insegnando alle persone a riconoscere l’involontaria variabilità della loro frequenza cardiaca ed a controllarne la risposta fisiologica. I risultati indicano che nel gruppo sperimentale la depressione, l’ansia e lo stress e i sintomi emozionali negativi sono diminuiti significativamente dopo la formazione, con un sostenuto aumento delle risposta fisiologica. Nel 2010, una rassegna della letteratura ha dimostrato che i partecipanti a programmi di yoga e gruppi di esercizi di respirazione yogica, presentano un miglioramento di una serie di misure correlate alla salute, in particolare abbassano significativamente il loro grado di ansia, depressione e stress, e aumentano il loro grado di ottimismo. Più recentemente Qu e coll., con uno studio, che ha determinato gli effetti immediati di un programma completo di esercizi yoga confrontato a un regime di controllo, sui profili di espressione genica nei linfociti del sangue periferico, hanno recentemente dimostrato che queste pratiche hanno un effetto fisiologico integrale a livello molecolare già entro 2 ore dall’inizio della pratica grazie a significative modifiche dell’espressione genica. Il Qi-gong, una pratica mente-corpo che unisce la meditazione, il movimento fisico e la respirazione controllata, è segnalato per migliorare il benessere psicologico e la funzione fisica negli adulti più anziani. Tuttavia, gli effetti del Qi gong sull’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e la reattività verso lo stress negli anziani sono non del tutto chiari. Un recente studio non controllato su un gruppo di sani adulti è stato condotto da Ponzio e coll., per esaminare i possibili vantaggi della pratica di Qi gong di 12 settimane sui sintomi di distress auto-classificati e la secrezione di cortisolo in condizioni basali e stimolate. La pratica Qi gong nelle persone anziane sembra migliorare il controllo sull’attività dell’asse HPA, riducendo i livelli di cortisolo diurno e attenuando le risposte cortisoliche allo stress mentale. Migliorando il profilo dell’attività HPA basale e stimolata, può riflettere un migliore adattamento allo stress e può favorire esiti positivi sulla salute durante l’invecchiamento. Gli AA. concludono che i risultati ottenuti incoraggiano l’attuazione di programmi finalizzati a diffondere la pratica Qi gong tra la popolazione più anziana. Un altro studio che ha valutato gli effetti preliminari de Tai Chi, una pratica cinese antica che risale al XII secolo a.C. e che abbina meditazione e movimento, sul miglioramento della qualità notturna del sonno degli adulti più anziani con disabilità cognitive, ha mostrato risultati significativi, dopo 6 mesi di pratica, nella durata del sonno, nel rendimento normale del sonno e nella componente di salute mentale a breve termine. In definitiva, come conclude una recente rassegna sull’uso di terapie corpo-mente, tra cui Tai Chi, Qi gong, yoga e meditazione, il cui utilizzo è cresciuto costantemente negli ultimi anni, questi approcci hanno dimostrato di essere efficaci nella riduzione dei sintomi e nel miglioramento della qualità della vita. Una revisione di 26 studi randomizzati controllati, condotta per descrivere gli effetti delle terapie mente-corpo sui marcatori circolanti, cellulari e genomici dell’infiammazione, ha mostrato effetti misti su marcatori infiammatori circolanti, tra cui CRP e IL-6, e sulle misure di stimolazione della produzione di citochine. Risultati più coerenti sono stati osservati per i marcatori genomici, con prove che dimostrano una diminuzione dell’espressione di geni legati all’infiammazione e una ridotta segnalazione attraverso il fattore di trascrizione NF-κB proinfiammatorio. Per quanto concerne i meccanismi potenziali per questi effetti, incluse alterazioni nei processi neuroendocrini, neurali, psicologici e comportamentali, gli AA. segnalano che : una componente chiave di tutte le tecniche mente-corpo esaminate è, in particolare, l’attenzione focalizzata, con coinvolgimento dell’insula. La corteccia insulare riceve segnali afferenti dal corpo attraverso percorsi viscerosensoriali ed è coinvolta nella rappresentazione e nell’integrazione di queste informazioni; inoltre modula l’output autonomo. Così, nella misura in cui le pratiche conducono ad alterazioni di questi segnali, o alla loro rappresentazione neurale e all’integrazione da parte dell’insula e di altre regioni neurali, ciò può portare a cambiamenti nell’elaborazione autonoma a valle e nell’attività infiammatoria. A livello psicologico tutte queste tecniche portano a diminuzioni dello stress percepito, della depressione e dell’ansia, con aumenti di controllo, auto-efficacia, regolazione delle emozioni, che comportano miglioramento della percezione della qualità della vita. Le variazioni in questi aspetti hanno dimostrato di essere associate ad effetti positivi sulle attività della telomerasi nei confronti dei telomeri, le minuscole porzioni di DNA che rivestono la parte terminale dei cromosomi, all’accorciamento dei quali è attribuito il nostro invecchiamento. Un’altra importante considerazione segnalata dagli AA. è quella relativa al fatto che è possibile che la integrazione delle tecniche mente-corpo con altri approcci abbia effetti addizionali o sinergici sull’infiammazione. In particolare, la combinazione con terapie farmacologiche che mirano all’infiammazione può migliorare gli effetti antinfiammatori di ciascuno dei due metodi di trattamento. Ad esempio, per quanto riguarda la risposta immunitaria anti-virale (a differenza dell’infiammazione), Irwin e coll. hanno scoperto che il Tai Chi insieme alla vaccinazione contro la varicella zoster aumenta la risposta immunitaria negli adulti più anziani in misura maggiore rispetto al Tai Chi o alla vaccinazione da soli. Le tecniche mente-corpo possono poi anche essere combinate con approcci dietetici (ad esempio, omega-3s) per aumentare l’efficacia dei programmi di riabilitazione nei dipendenti da etanolo. Infine, una delle caratteristiche più convincenti delle pratiche mente-corpo è la capacità, per molte di loro una volta apprese, di poterle integrare con facilità nella vita quotidiana, con la possibilità di beneficiarne a lungo termine.

 

         Conclusioni

E’ sufficiente fare una breve ricerca su internet, per rendersi conto di quanto diffusi nel mondo universitario internazionale siano ormai i Masters ed i Corsi di Perfezionamento che formano medici, psicologi, infermieri ed altri operatori sanitari all’utilizzo delle tecniche che si basano sul rapporto tra la mente ed il corpo, e sulle loro interrelazioni basate sulla epigenetica, la psiconeuroendocrinoimmulogia e la neuroplasticità del cervello. Tanto per citarne alcuni, il Master in “Genomic Medicine” dell’Università di Cambridge, ad esempio, aiuta a introdurre l’integrazione olistica della tecnologia genomica nella cura del paziente all’interno del Servizio Sanitario Inglese (NHS); quello in “Stress and Health”, presso la University of Roehampton, mette a fuoco specificamente la psicobiologia dello stress; l’ “Integrative Health Studies”, del California Institute of Integral Studies, è il primo Master negli USA a preparare i professionisti nei campi in espansione del preparazione integrata del benessere e della salute; in Francia, l’Università di Strasburgo propone, da alcuni anni, un Diploma universitario in “Médecine, Méditation et Neurosciences”; mentre in Germania, presso l’Università di Duisburg-Essen, si insegna dal 2004 la “Complementary and Integrative Medicine”. I motivi del numero sempre maggiore di formazioni di questo tipo è da ricondursi a due aspetti fondamentali: in primo luogo, l’ormai grande quantità di pubblicazioni apparse su autorevoli riviste scientifiche, alcune delle quali abbiamo citato, che attestano l’efficacia delle tecniche che integrano mente e corpo per il mantenimento della salute e la cura delle malattie; in secondo luogo, il nuovo, inesorabile, processo di cambiamento in atto nell’“intervento medico”, inteso in senso lato, con un crescente bisogno di integrare le prospettive psicobiologiche e le tecniche di guarigione psicocorporea, con i metodi terapeutici classici e, per conseguenza, l’aumentata esigenza di conoscenze relative ad un approccio olistico alla cura delle malattie, anche all’interno delle proprie singole specializzazioni. Grazie all’ampiezza dello spettro di interessi formativi dei contenuti del Corso di Perfezionamento dell’UPM ed in conseguenza del livello di conoscenze di base necessarie, esso ha come destinatari i possessori di laurea specialistica o laurea magistrale e laurea triennale in : Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, Psicologia, Scienze Cognitive, Professioni sanitarie Infermieristiche, Ostetriche, della Riabilitazione, Tecniche e della Prevenzione, Scienze dell’Educazione degli adulti e della Formazione Continua, Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattative, e Scienze e Tecniche dello Sport, Scienze biologiche e Sociologia. Le competenze acquisite consentiranno, a coloro che conseguiranno il titolo, di orientare la popolazione sana ed i pazienti verso un maggior utilizzo a livello preventivo, terapeutico e riabilitativo di queste stesse pratiche, da sole o ad integrazione degli approcci classici, operando in Istituzioni sanitarie pubbliche e private, quali : ASL, Ospedali, Poliambulatori, Consultori, Case di Cura, Centri benessere e Stabilimenti termali; Comunità (dipendenze, bambini, anziani, diversamente abili, ecc.); Scuole, Carceri, Forze Armate, etc. nel settore delle risorse umane; ma anche come libero-professionisti.

Siamo perfettamente convinti che questo Corso di Perfezionamento possa rappresentare una svolta professionale importante per tutti i partecipanti, a prescindere dal loro attuale ruolo isitituzionale, ed un fondamentale momento di crescita verso l’obiettivo “ben-essere” per tutti coloro che in seguito potranno beneficiare della loro assistenza e professionalità.

 

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Il contributo dell’antropologia nell’analisi dell’interazione tra medicina tradizionale cinese e biomedicina

Cristina Pozzi*

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In Italia, la medicina tradizionale cinese è inserita nel contesto delle medicine non convenzionali. Più specificatamente, Colombo (2006) inserisce la medicina cinese in quello che chiama paradigma orientale, ovvero, l’insieme di quelle medicine che hanno avuto origine in Oriente, come la medicina ayurvedica o quella tibetana, accomunate da solidi fondamenti filosofici e culturali e dalla visione della salute come un equilibrio instabile che deve essere mantenuto tramite l’utilizzo della medicina come prevenzione.

Nell’incontro tra biomedicina e medicine non convenzionali, si parla sempre più spesso di integrazione. Definire questo rapporto come integrazione è tuttavia problematico. Esaminando la definizione del termine, infatti, ci si rende conto che integrazione non si riferisce solamente alla stretta collaborazione tra soggetti diversi, ma sottende anche l’idea di completare qualcosa attraverso l’aggiunta di ciò che è mancante, necessario o che serve a migliorare (Sabatini, Coletti, 2007). In questo modo, i sistemi di salute, cioè quell’insieme di persone, istituzioni e risorse che hanno lo scopo di fornire servizi di assistenza sanitaria alla popolazione, vengono visti come carenti. Si sottolineano cioè le mancanze piuttosto che i punti di forza che invece possono essere considerati come le colonne portanti di questa interazione. Il termine interazione è così inteso: “comportarsi in modo da provocare e subire reciprocamente una serie di azioni e reazioni, relazionarsi” (Sabatini, Coletti, 2007). Quello che risulta interessante nel contesto di questa riflessione è appunto capire come la medicina cinese si sia fatta strada nel panorama biomedico, come si sta evolvendo e in che modo vengono legittimate alcune sue pratiche nel contesto occidentale, in quanto la diffusione delle medicine non convenzionali è spesso accompagnata da una disconoscenza della loro storia, delle loro effettive caratteristiche e soprattutto dei canali attraverso i quali si sono affermate nelle società contemporanee (Colombo, Rebughini, 2006). La medicina tradizionale cinese, secondo Colombo (2006), subisce un forte adattamento al contesto in cui approda e viene plasmata da dinamiche che interessano non solo l’ambito medico, ma anche quello culturale e politico. I sistemi medici rappresentano sia sistemi sociali che culturali (Kleinman, 2006).

Per questo motivo, è necessaria un’analisi critica dell’interazione tra medicina cinese e biomedicina, che prenda in considerazione anche la sfera culturale, ed è questo il motivo per cui è necessario evidenziare il contributo che può dare l’antropologia in questo contesto.

L’antropologia offre una serie di metodi di ricerca, primo fra tutti l’osservazione partecipante, che, uniti ad altre tipologie di ricerca, come ad esempio la ricerca quantitativa, possono aiutare a fare chiarezza nel momento in cui mondi diversi, come la medicina tradizionale cinese e la biomedicina, si trovano ad interagire. I metodi propri dell’antropologia risultano utili per due principali motivi. Prima di tutto, essa consente di guardare a questo problema da un punto di vista differente, partendo dal presupposto che la medicina tradizionale cinese non esiste in quanto tale. Ladefinizione di medicina tradizionale cinese è problematica, in quanto, prima degli anni cinquanta non esisteva in Cina un unico corpus di conoscenze mediche, ma piuttosto vi era un insieme di teorie sviluppatesi in diversi periodi storici e in diversi luoghi. Solo dopo gli anni cinquanta, con l’avvento del Partito Comunista, è stata attuata una politica di recupero e semplificazione, in modo da separare le conoscenze mediche da quelle che erano considerate solamente superstizioni. Così le teorie della medicina cinese sono state standardizzate per essere insegnate nelle scuole ed utilizzate negli ospedali. Il rischio a cui si è andati incontro è quello di rendere i concetti della medicina cinese, dei concetti vuoti e senza una utilità pratica. Tuttavia, in molti riconobbero anche l’importanza della tradizione, pur sapendo che la Cina aveva bisogno di accogliere la medicina moderna, non escludendo l’utilità pratica e teorica della medicina tradizionale.

Per questo motivo si può accostare la medicina tradizionale cinese al concetto di tradizione inventata teorizzato da Hobsbawm e Ranger (1987), in quanto, essa fa riferimento ad un passato opportunamente selezionato, epurato da elementi considerati superstizione popolare, per poi seguire i paesi più sviluppati nella strada verso la modernizzazione. La medicina cinese ha, infatti, la particolarità di essere entrata presto in contatto con la medicina occidentale quando i primi missionari iniziarono a recarsi in Cina.

L’antropologia, inoltre, ci permette di vedere quali sono i nostri limiti nella definizione di un sistema medico. Le prime difficoltà che si riscontrano nel rapporto tra medicina cinese e biomedicina, sono dovute infatti alla poca consapevolezza che si ha nei confronti della biomedicina in quanto sapere scientifico, ma anche culturale. Non ci rendiamo conto di come abbiamo selezionato e interpretato la realtà attraverso le nostre categorie biomediche e tendiamo a screditare le idee che non sono compatibili con essa. La biomedicina “rappresenta solo una delle possibili modalità di organizzare, strutturare e istituzionalizzare le conoscenze teoriche e le azioni pratiche relative alla malattia e alla sua cura” (Pizza, 2005, p. 127). La biomedicina ha deciso di rendere meno rilevanti gli aspetti culturali e sociali della malattia, come scrive Dei (2012), “[…] la nostra medicina – quella che chiamiamo moderna, scientifica, occidentale, ufficiale – si è costituita come campo naturale, cercando di espellere come irrilevanti proprio gli aspetti sociali e culturali” (Dei, 2012, p. 149). I sistemi medici non sono sistemi chiusi, ma vengono continuamente influenzati dall’esterno e dall’interno, cambiando costantemente. Sono prodotti dalle pratiche quotidiane.

Questo ci fa capire che quando parliamo di integrazione tra medicina tradizionale cinese e biomedicina, stiamo parlando di due sistemi complessi che si interfacciano e che quindi bisognerebbe creare dei modelli per la reciproca comprensione.

Il secondo contributo che può dare il metodo antropologico in questo contesto, riguarda l’analisi delle pratiche quotidiane, al fine di far emergere delle conoscenze di utilità pratica per un effettivo rinnovamento della medicina.

A questo proposito, durante una breve esperienza etnografica svolta nella città di Milano, ho potuto raccogliere alcune informazioni riguardanti l’interazione tra biomedicina e medicina cinese. Ho avuto l’occasione di intervistare e partecipare alle attività di un operatore tuina, che gestisce anche una scuola di medicina tradizionale cinese, di un medico anestesista, che da anni studia e mette in pratica i principi della medicina cinese, e di un medico di origini cinesi che però non può praticare poiché non è laureato in Italia. Le interviste vertono su alcuni dei problemi principali che gravitano intorno all’interazione tra biomedicina e medicina cinese, come ad esempio il problema legislativo, che influenza pesantemente la quotidianità di medici e pazienti, oppure il rapporto problematico con il Sistema Sanitario Nazionale. Questa mia esperienza ha dimostrato come, entrare in contatto con la realtà dei problemi quotidiani, attraverso uno studio sistematico e supportato da una metodologia accurata come quella di cui dispone l’antropologo, permetta di capire quali siano le priorità di medici e pazienti, e potrebbe costituire un’occasione per risolvere alcune incomprensioni e portare la chiarezza necessaria a costruire un sistema sanitario che accolga nuovi metodi di cura.

 

Bibliografia

Colombo E., Rebughini P., La medicina contesa. Cure non convenzionali e pluralismo medico, Carocci editore, Roma, 2006.

Dei F., Corpo, salute, malattia, in Dei F., Antropologia culturale,Il Mulino, Bologna, 2012, pgg. 147-166.

Hobsbawm E.J., Ranger T. (a c. di), L’invenzione della tradizione, Tr. it. Einaudi, Torino, 1987.

Hsu E., The History of Chinese Medicine in the People’s Republic of China and its Globalization, East Asia Science, Technology and Society: an International Journal, December 2008, pgg. 465-484

Kleinman A., “Alcuni concetti e un modello per la comparazione dei sistemi medici intesi come sistemi culturali”, in Quaranta I. ( a cura di), Antropologia medica. I testi fondamentali, Tr. It. Raffaello Cortina editore, Milano, 2006, pgg. 5-26.

Pizza G., Antropologia medica. Saperi, pratiche e politiche del corpo, Carrocci Editore, Roma, 2005.

Sabatini, Coletti, Il Sabatini-Coletti: dizionario della lingua italiana, Rizzoli Larousse, Milano, 2007.

Scheid V., Chinese Medicine in Contemporary China: Plurality and Synthesis, Duke University Press, Durham and London, 2002.

Unschuld P., Cos’è la medicina? Approcci occidentali e orientali alla cura, Tr. It. Nuova Ipsa editore, Palermo, 2015.




Cecità clandestina

Lucio Sotte*

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«Una cosa è chiara da subito. I miei occhi non accettano regole e si chiudono quando vogliono loro. Per strada, di fronte alla televisione o al computer. Per poi riaprirsi quasi miracolosamente se devo cucinare o tagliarmi le unghie.

La cucina diventa anzi un’occasione di relax, tagliare a pezzetti le verdure o pulire l’insalata un momento di pausa in cui tutto sembra tornare alla normalità. D’altronde, gli occhi si riaprono anche quando mangio. E infatti, per regalarmi qualche ora al pc trascorro interi pomeriggi a masticare. Anzi, masticare e inghiottire: i miei occhi non si fanno ingannare, il chewing gum non basta e bere un sorso d’acqua non serve a niente, ci vogliono cibi solidi: pane, preferibilmente.»

Che cosa può fare una giornalista quando si accorge che non riesce più a tenere gli occhi aperti?

L’autrice racconta la sua esperienza con il blefarospasmo, un disturbo neurologico che nei casi più gravi è definito “cecità funzionale”, e per

cui non esistono terapie risolutive.

Nasce così un diario in cui l’incontro con terapie diverse – dall’agopuntura alla meditazione – s’intreccia col racconto dei mesi trascorsi al buio,

e delle difficoltà di convivere con un disturbo che si manifesta in modo bizzarro e imprevedibile, fino a una risoluzione che lascia aperti molti

interrogativi.

«Insomma, Blefarospasmo. Lo ripeto quasi con piacere, questa parola ha un suono rotondo che mi piace. E poi non è difficile per chi ha studiato greco antico. Più che una diagnosi però sembra una constatazione: uno spasmo involontario delle palpebre, va bene, ma causato da cosa?

Come tutte le definizioni, però, in qualche modo mi solleva.»

Una testimonianza personale e commovente che Paola Emilia Cicerone ha voluto integrare partendo dalla sua esperienza di cronista nel

mondo della salute, per riflettere su quanto possa essere difficile il dialogo tra paziente e curante, particolarmente oggi che la medicina sembra

avere perso in umanità quello che ha guadagnato in competenza tecnica.

L’autrice si affida in un primo tempo alla biomedicina non soltanto per la diagnosi dei suoi disturbi ma anche per dei tentativi di terapia, ma visti gli insuccessi, tenta altre strade tra le quali anche la psicoterapia visto il rapporto piuttosto stretto tra il disturbo oftalmico e lo stress ed infine l’agopuntura.

«Così prendo appuntamento con un medico specializzato in medicina tradizionale cinese. A cui sono arrivata tramite il passa parola, anche se gli studi sull’agopuntura trovati su internet – perché il neurologo non ne ha fatto cenno? – parlano di risultati interessanti per il blefarospasmo.

In ogni caso, quando approdo faticosamente a

destinazione a un passo da Piazza Baracca ho il batticuore.

Ho da sempre la fobia degli aghi, e nonostante sia

affascinata dalla cultura cinese non avrei mai pensato di ricorrervi. Ma sono anche disperata, cerco qualcuno che mi aiuti. E questa volta lo trovo. Mi sento a mio agio da subito in uno studio elegante e severo che attenua le mie paure, la dottoressa Valeria mi fa sedere e ascolta la mia

storia, poi passa alla lettura dei polsi, la tecnica diagnostica della MTC. Prende le mie mani tra le sue, scorrendo i polpastrelli sui miei polsi come se leggesse un messaggio braille, alla ricerca di indicazioni. Qui non si parla di blefarospasmo ma di energia. La mia, pare, è bloccata. E inaspettatamente si passa subito all’inserimento degli aghi: mi affido, come farò sempre, a occhi chiusi, non voglio vedere. Mentre la dottoressa mi chiede “un bel respiro”, prima di inserire aghi sottili sui piedi. Sulle gambe. Sul viso. Non provo quasi dolore.»

Il testo ci presenta anche le sfide che si presentano a chi deve fare i conti con il problema di salute, dalla difficoltà di orientarsi nel mare di informazioni disponibili in rete, a quella di capire cosa ci sia di valido nella crescente offerta di terapie.

Dove andremo a finire?

Qual è lo stato della ricerca?”: chiede il protagonista di una recente vignetta di Altan. E il suo interlocutore risponde, “Stiamo tentando di capire che malattie vuole avere la gente”. È una battuta, ma mi pare abbia qualcosa a che vedere con la storia che ho provato a raccontare.

Che è la mia, ma è anche la storia di quanti vivono in prima persona un problema di salute, o semplicemente cercano di capire il perché di un disagio crescente che sembra sfidare i grandi, indiscutibili progressi della medicina. Non abbiamo mai avuto tanti strumenti per combattere le malattie, e non ci siamo mai sentiti tanto

soli di fronte alla Medicina. E alle lusinghe di un mercato – quello dei farmaci e delle terapie – che sembra offrire soluzioni efficaci per ogni male, ma spesso non riesce a risolvere il nostro problema o quello dei nostri cari. Non è un caso che anche una voce della medicina ufficiale come il New England Journal of Medicine abbia di

recente ricordato ai medici che è per loro indispensabile “imparare a vivere nell’incertezza”, ricordando che accanto alla solidità confortante dei protocolli terapeutici e degli studi pubblicati ci sono i pazienti, con la loro storia e le loro scelte. Che meritano comunque attenzione e

rispetto, perché non è pensabile un’idea di salute che non tenga conto del punto di vista personale. Quello emerso da studi recenti, che mostrano come il punteggio in un test che valuta la depressione non corrisponda necessariamente

al vissuto di quel particolare paziente. E quello,

tanto per tornare un’ultima volta alla mia storia, per cui il mio blefarospasmo poteva avere conseguenze pesantissime, anche se “non era grave”. Credo che dovremo imparare tutti che le scorciatoie non esistono, né per i medici né per i pazienti. Che la salute non è un bene che si acquista premendo un bottone, ma una strada da percorrere insieme.»

 




Ordito della vita e tessitore del tempo: il du mai e la sua trama

Carlo Di Stanislao*, Cristina Aniello**

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“L’Uomo ha per norma la terra; La Terra ha per norma il Cielo; il Cielo ha per norma il Dao; il Dao ha per norma la spontaneità

Daodejing, cap. 25

 

La mia tela. Ho iniziata a ricamarla il mattino dopo che Ulisse è partito. Ci lavoro tutto il giorno e ogni battuta del pesante legno è un pensiero d’amore. La notte la disfo. Di giorno tesso la mia vita, di notte la disfo perché non è vita questa, non senza lui al mio fianco. Ho messo il telaio accanto alla finestra per vedere la sua nave all’orizzonte, per essere la prima a gridare “È tornato”. Lacrime di gioia e gocce di dolore vengono tessute ogni giorno assieme, una trama di vita che cresce di giorno e sparisce di notte

Odissea, Libro II

 

Riassunto: Il presupposto dal quale siamo partiti per l’elaborazione di questo lavoro è di considerare il Du Mai e il Ren Mai come padre e madre di tutti gli altri meridiani. I 52 punti di questi due meridiani straordinari si esplicano in tutti gli altri punti di agopuntura attraverso la declinazione dei loro punti su una linea orizzontale. Ritroviamo nella storia della medicina cinese molti esempi di punti organizzati su linee orizzontali rappresentanti i moderni metameri. Il concetto di orizzontalità viene analizzato e preso in considerazione anche da un punto di vista embriologico ed ontogenetico al fine di capire meglio l’utilizzo dei concetti esposti al livello clinico. Abbiamo scelto di declinare alcuni punti del Du Mai giustificando il perché siamo partiti da quest’ultimo e il perché della scelta nello specifico di determinati punti. Per ogni declinazione di punti abbiamo spiegato il significato simbolico, funzionale, nonché il riscontro pratico dell’utilizzo della linea .

Parole chiave: organizzazione metamerica dei punti, Du Mai, Ren Mai.

Summary: The premise from which we left for the elaboration of this work is to consider the Du Mai and Ren Mai as a father and mother of all the other meridians The 52 points of these two extraordinary meridians they occur at all other points of acupuncture through the declination of their points on a horizontal line. We find in the history of Chinese medicine many examples of dots arranged in horizontal lines representing the modern somites. The concept of horizontality is analyzed and taken into account as a point of embryological and ontogenetic view in order to better understand the use of the concepts to the clinical level. We chose to decline a few points of the Du Mai justifying why we started from the latter and because of the choice specifically of certain points. For each variation of points we explained the symbolic meaning, function, and the use of the line being achieved.

Keywords: metameric organization of the points, Du Mai, Ren Mai.

 

Introduzione storica

I testi di Mawangdui (recentemente tradotti in inglese da D. Harper) e della tomba di Wuwei (entrambi ritrovati nel 1972), il libro intitolato “Miriade di cose” nella tomba di Xiahou Zao (ritrovato nel 1977), i testi della tomba 247 di Zhangjiashan (tornati alla luce nel 1983) cui vanno aggiunti i trattati d’emerologia divinazione e magia di Fangmatan (riscoperti nel 1984) come altri classici, nel lungo processo di trasmissione, subirono numerose modifiche, censure e omissioni. Ma ciò che appare evidente in questi testi (e nel Nei Jing), aprendo una finestra da cui sbirciare la medicina classica, nel momento del completarsi del suo impianto teorico di base, senza le lenti deformanti dei commentatori e copiatori delle generazioni successive, è che i viventi, e soprattutto l’uomo, sono il risultato della combinazione dinamica di Yin e Yang, di Cielo e Terra, di padre e madre, da cui derivano tutte le forme viventi. Nell’uomo tutto questo attiene al compito dei due Curiosi Mediani e Centrali, Du e Ren Mai, il primo che ricapitola tutto lo Yang, il Cielo ed il padre, il secondo lo Yin, la Terra e la madre. L’insieme dei 52 punti di questi meridiani controlla ogni aspetto funzionale della vita e sui diversi piani. È a partire da questi Meridiani, che sorgono al concepimento col Chong Mai ed il cosiddetto Muscolo dell’Antenato (Zong Jin) che il corpo e lo spirito si strutturano e ristrutturano continuamente, percorrendo le varie tappe dell’intera esistenza. La costituzione rappresenta l’aspetto individuale più profondo dell’essere, difficilmente variabile, racchiude l’insieme delle caratteristiche autentiche, sia somatiche, funzionali che psichiche, proprie di ogni individuo. La costituzione, in gran parte ereditaria, si definisce al concepimento ed in gran parte riguarda il dialogo fra Du e Ren Mai. Non a caso i passaggi cruciali, psico-fisici e spirituali di ogni esistenza, detti 7 Po, pongono in relazione punti del Du e del Ren Mai secondo percorsi che nel primo caso sono discendenti per il Ren Mai (verso la Terra e la profondità tonica della sua comprensione) e ascendenti per il Du Mai (verso il Cielo) e la realizzazione più completa del proprio mandato. Secondo le tradizioni, prima che l’evoluzione o il dispiegamento dello Spirito possa avvenire, deve avvenire l’involuzione o il ripiegamento dello Spirito: il più elevato discende successivamente nel più basso. Quindi, i livelli più elevati sembrano emergere dai livelli meno elevati durante l’evoluzione – per esempio, la vita sembra emergere dalla materia – perché, e soltanto perché, vi furono depositati durante l’involuzione. Non si possono estrarre i livelli più elevati dai più bassi, a meno che i più alti non si trovino già lì, in potenza – dormienti – aspettando di emergere. È in questo che nella catena dei Po suscitano i punti in coppia discendete del Ren ed ascendente del Du.

Non è un caso, quindi, che lungo il Du Mai, lungo quell’asse di flessibilità che fa erigere il bambino (dal 4 al 14GV) e compone la flessibilità necessaria ad adattarsi alla vita, si trovi come punto nodale (sotto la spinosa della 6° dorsale) Ling Tai, il 10GV, la Terrazza della Vasta Chiarezza, il luogo che consente allo spirito di ritrovare se stesso, il suo ruolo ed il suo mandato, al Ling di recuperare il proprio Shen, ovvero la forza spirituale interiore, con una apertura di tutti gli organi di senso, collegato “metamericamente”, al CV 15 Jiu Wei, Luo dei Luo, collegamento fra uomo che ha ritrovato la sua autenticità ed ambiente, attraverso tutti i mezzi di contatto con il mondo. Come scrivono i classici la Colonna Vertebrale è la scala a pioli su cui l’uomo si arrampica nella vita, ma sappiamo che essa funziona grazie ad azioni di tutti i Curiosi, ma soprattutto di Du e Ren Mai in un processo durante il quale vi è un continuo svuotamento, per andare incontro a nuove esperienze non bloccate da quelle precedenti, siano esse positive o negative. In caso contrario non saremmo che vincolati, come vincolati sono i bimbi al padre e alla madre, non saremmo esseri autonomi, ma fotocopie dei comportamenti e dei nodi non sciolti parentali.

Com’è noto, poi, durante i Song Settentrionali (970-1127) il medico imperiale Wang Weiyi (987-1067) redige il testo di riferimento Tongren Shuxue Zhenjiu Tu Jing (1026) e sopravvede alla fusione di due statue di bronzo in cui si dettagliano nome, funzione, localizzazione e profondità di 354 agopunti lungo i meridiani ed altri 303 fuori meridiano, stabilendo lo standard di trattamento derivato dalla studio ma anche dalle verifica dei classici. È interessante notare che tali punti sono rubricati metamericamente e non lungo il percorso dei meridiani ed a questo standard per così dire orizzontale che dispone i punti in relazione alla funzione simbolica delle varie parti del corpo, si rifanno senza eccezioni le successive 5 Scuole che definiscono il variegato mondo della Medicina Classica Cinese. Kespì e più in generale l’Association Francaise d’Acupuncture, hanno basato il loro modo di concepire l’organizzazione dei punti secondo questo concetto ed altri Autori Italiani ne hanno portato avanti lo sviluppo ma partendo sempre, nella descrizione funzionale del metamero, dal Ren Mai, questo secondo l’assioma che vede, nei classici lo Yin descritto sempre prima dello Yang. Lo scopo invece del nostro lavoro è percorrere il metamero e comprenderne il significato partendo dai punti del Du Mai, poiché, come ci dicono tutti i testi, è il Cielo ad indurre il primo impulso e, ancora, sono i punti vertebrali di tale meridiano che portano l’uomo a staccarsi dai rapporti parentali per perseguire la propria Via. Infine perché, come scrive Li Shi Zhen nel Qi Qing Ba Mai Kao, il Du Mai è in relazione con lombi e bocca che sono, nel primo caso la nostra autonomia, nel secondo la nostra individualità come capacità di dare noi stessi attraverso la parola e ricevere il mondo attraverso il cibo.

 

Il concetto di orizzontalità

Analizziamo ora da un punto di vista pratico il perché abbiamo preso in considerazione la nozione di orizzontalità ed il suo risvolto nella clinica.

Per poterlo capire appieno dobbiamo partire dalle origini ossia dallo sviluppo embriologico dell’essere umano per proseguire ad analizzare quello ontogenetico.

I canali straordinari si formano e attivano nel periodo intrauterino, intervengono nell’embriogenesi e rappresentano la diffusione di tutti i soffi originali al momento del concepimento e restano attivi per tutta la vita. Dopo il concepimento, in cui prende forma il Jing individuale, la pulsazione vitale che origina dal Ming Men inizia ad espandersi con movimento dapprima verticale ma poi anche orizzontale. Questo movimento porta alla strutturazione dei Visceri Straordinari e dei Canali Straordinari. Questo avviene lungo il “tubo energetico dell’embrione”. Il tubo neurale presenta oltre che dei movimenti di arrotolamento e srotolamento anche dei movimenti di espansione in tutti i piani dello spazio. Da questo asse centrale si sviluppano orizzontalmente tutti i nervi spinali e cranici, ossia coloro che metteranno in relazione il centro con la periferia specificandone determinate funzioni e che noi metteremo in relazione con le declinazioni orizzontali dei punti del Du Mai.

Secondo Kespi i meridiani Du Mai, Ren Mai sono i genitori dei 3 yin e dei 3 yang, origine dei meridiani principali e di organi e visceri. Si declinano in tutti gli altri meridiani che ne specificano le loro funzioni. Nel cielo anteriore sono padre e madre di tutti gli altri meridiani.

In particolare il Du Mai essendo il mare dei 12 meridiani, ha un ruolo di controllo di tutto il sistema di coordinazione .

Potremmo infine dire che i Jing sono delle Vibrazioni che trasmettono verità essenziali della vita e alla loro origine ci sono Ren Mai e Du Mai.

Muscolo Ancestrale, Zong jin

Vale la pena soffermarci su una delle prime strutture orizzontali che si formano da un punto di vista energetico nel periodo embrionale.

Al concepimento sorge col Chong Mai il cosiddetto Muscolo dell’Antenato, Zong Jin, base orizzontale da cui partiranno Du mai e Ren mai. A partire da esso si costruisce tutto il “carpente”.

È importante capire che Zong Jin (letteralmente: “Muscolo dell’Antenato”) non designa un organo anatomico ma una funzione di vitalità localizzata al nocciolo fibroso del perineo. È una struttura primigenia da cui parte la costruzione dell’uomo attraverso i meridiani curiosi.

Questo termine risulta formato da zong, gli ancestri, e da jin, il muscolo.

Zong jin viene descritto come costituito da una parte alta (diaframma) e da una parte bassa (perineo, organi genitali), entambe poste su un piano orizzontale, e sarà a partire da esso che i soffi di Daimai dirigeranno lo sviluppo trasversale dell’embrione, a livello del tronco e delle membra superiori ed inferiori.

Quanto a Dumai, esso è responsabile dell’innervatura dei muscoli originati dal muscolo ancestro, nervi che li metteranno in relazione, quindi, con il midollo e il cervello.

 

Sviluppo ontogenetico

Consideriamo ora lo sviluppo ontogenetico nel quale ritroviamo il concetto di orizzontalità. È fondamentale capire come in questo caso l’orizzontalità sia sinonimo di stabilità. Il neonato prima di poter arrivare alla completa verticalità deve raggiungere delle tappe fondamentali che pongono delle basi forti e stabili affinché su queste possa costruirsi la verticalità. Tale concetto è fondamentale in ambito riabilitativo in quanto se non poniamo basi solide non possiamo far progredire il neonato nel suo sviluppo. Tali basi sono rappresentate dai due cingoli, scapolare e pelvico. Se non otteniamo una buona stabilità questi ultimi non potranno adempiere al loro ruolo di zona di appoggio (orizzontale) che permetterà il raggiungimento delle tappe motorie. Per esempio un neonato non può rotolare se non ha un buon appoggio del cingolo scapolare e se non attiva il cingolo.

Quindi cingolo scapolare e cingolo pelvico possono essere assimilabili al concetto di “charpente” così come i vari diaframmi del nostro corpo: pelvico, toracico, craniale.

 

Ordito e trama nel corpo umano

Facendo riferimento al titolo di questo lavoro, metaforicamente possiamo assimilare il Du Mai all’ordito di un tessuto e alla trama tutte le strutture e declinazioni dei punti sulle linee orizzontali.

Ordito viene da ordo, ordine, cominciare, esordire, origine; trama proviene da trans e meo, andare oltre.

La trama è composta da una serie di fili orizzontali che passano sopra e sotto ogni ordito.

Simbolicamente ogni incrocio tra trama ed ordito è un piccolo momento della nostra vita costituita dall’intero tessuto. 
Quando il filo passa sopra c’è la manifestazione quando passa sotto c’è il non manifesto, ci da l’idea di come alcune funzioni si manifestino e di come altre possano non manifestarsi rimanendo dentro di noi magari inscritte nel nostro corpo al livello dei tessuti o al livello inconscio. Starà a noi decifrare i segnali nascosti attraverso la palpazione del corpo e gli altri strumenti che abbiamo per fare la diagnosi.

 

Simbolismo ed architettura del corpo: architettura del vivente

Per capire appieno l’aspetto simbolico del Du Mai faremo riferimento al Maestro J.M. Kespi.

Il corpo umano viene descritto in maniera simbolica dalla medicina cinese attraverso i punti di agopuntura, le funzioni e le strutture. Attraverso questo modo di vedere l’uomo possiamo legare fra loto sintomi che apparentemente non sono in relazione ma che trovano un meccanismo che li collega da un punto di vista simbolico.

Gli esseri viventi non sono altro che l’incarnazione degli archetipi, ne rappresentano la loro traccia. Il corpo umano è dunque la traccia degli archetipi ed è attraverso questo simbolismo che si può accedere alla conoscenza. Simbolo “Xing” significa la “traccia della zampa dell’elefante” ossia vedendo la traccia, l’impronta dell’elefante senza vedere l’elefante stesso posso presumerne l’esistenza.

Il simbolo introduce una dimensione verticale alla nostra visione della vita e permette orizzontalmente di legare strutture, meccanismi o fenomeni apparentemente senza legami che rispondono allo stesso simbolo. Ecco perché parlare di simboli non è un qualcosa di astratto ma ha, invece, delle ricadute pratiche se iniziamo a leggere il corpo in chiave simbolica.

Fatta questa breve premessa capiamo l’importanza del Du mai che non è altro che l’impronta del Taiji sul corpo umano, cioè mette in comunicazione ciascuno di noi con il principio supremo. Ogni volta che un vivente arriva alla vita abbiamo subito queste due impronte VG e VC da cui derivano i 3 yin e i 3 yang, i 12 meridiani principali, i meridiani secondari, organi e visceri.

Il permanente, ossia il principio supremo si inscrive nell’effimero, ossia l’uomo, attraverso i meridiani.

 

La colonna come scala della vita

Un’altra visione del Du Mai da prendere in considerazione per capire il perché della scelta di questo meridiano curioso e di questo lavoro è quella proposta dal Maestro J. Yuen.

Il Vaso Governatore costituisce una sorta di scala della vita su cui si stratificano i traumi. Il VG è centrale e ai suoi lati ha le due branche del meridiano della vescica. La branca esterna risente dei traumi emotivi, quella interna dei traumi fisici. Entrambe provocano contrazione dei fasci muscolari che vanno ad incidere sul VG. Ogni trauma ha un aspetto psicologico, neurologico e immunitario.

Per essere liberi sarà necessario liberare il Du mai e quindi le tensioni che lo affliggono.

Il rachide si integra, quindi, nell’energetica globale del corpo, ed è implicato negli scambi antero-posteriori: lo Yang va da dietro ad avanti e inversamente fa lo Yin. Il blocco di uno di questi due movimenti si ripercuote sul rachide e sul Du Mai.

 

Declinazione di alcuni punti del Du mai

 

GV 4 (Ming Men 命門)

Parole chiave: nutrire, pulire, far nascere

GV4, BL23, BL52, GB26, ST25, SP15, KI16, CV8

– Livello metamerico L2-L3

– Inserzione del muscolo diaframma

– Inserzione del muscolo ileo-psoas, muscolo “pattumiera”

– Punto di nutrimento nella dinastia Song declinato con: 8CV (Shenque神闕), 16KI (Huang Shu), 25ST (Tianshu, 天樞), 15SP(Da Heng), 26GB (Daimai帶脈), BL52 ( Zishi ), 23BL (Shenshu 腎俞)

– Fine del passo della porta sacrale nella piccola circolazione energetica e partenza del secondo passaggio difficile della piccola circolazione da VG4 a VG14 Jia ji guan, passaggio spinale

– Corrisponde alla lordosi lombare, zona simbolica della messa in piedi in età infantile dell’individuo

– Punto appartenente alle Porte della Terra

– Punti Huatuo locali e gangli spinali del sistema simpatico, relazione stretta fra di loro

Funzione della linea

Tutta la linea ha una funzione di nutrizione profonda della persona, di comunicazione fra la terra e l’acqua, fra il Qi acquisito degli alimenti e il Qi renale. L’organismo può consolidare e nutrire il Qi innato attraverso il Qi acquisito attuando una nutrizione profonda.

Potremmo aggiungere a questa linea un’altra funzione, quella dell’andare nella vita. In fondo il VG4 è il luogo del nostro mandato, e per perseguire tale mandato l’individuo dopo aver ricevuto un nutrimento “puro” privo di tossine ha la forza necessaria per progredire nel mondo e occupare il suo spazio. Gli serviranno Qi innato (stiamo nella zona dei reni e dell’acqua), Qi acquisito (stiamo sulla linea della nutrizione), capacità di andare nel mondo (ci troviamo nella zona del riflesso di raddrizzamento).

VG4 è il luogo del mandato che ci è dato dal Cielo al fine di crearci e ricrearci. Controlla tutta la regione situata “tra, in avanti, e al di sotto dei reni” dove sono concentrate le energie ereditarie. Tale punto è attivo sulle energie ereditarie e per tonificare la regione dei reni.

È anche il punto di sollevamento dell’individuo, primo tentativo di mettersi in piedi dopo aver ricevuto il giusto nutrimento.

Da un punto di vista anatomico vi si inseriscono i muscoli diaframma e ileo-psoas. Muscoli che hanno entrambi a che fare con la separazione e l’eliminazione dell’impuro. Una delle tante funzioni del diaframma è quella di separare il chiaro dal torbido e di eliminare le tossine, separa per riunire, filtra per integrare e mantiene Puro e Impuro al giusto posto. Mentre il muscolo ileo-psoas viene chiamato in gergo osteopatico il muscolo spazzatura per la sua predisposizione ad accumulare le tossine del corpo. Inoltre quando subisce processi infiammatori genera lombalgie impedendo al soggetto di estendersi e alzarsi essendo un muscolo che flette e avvicina tra di loro femore e tronco. Quindi è direttamente collegato con l’alzarsi ed andare nel mondo occupando uno spazio nel mondo. La stessa funzione che il maestro J. Yuen attribuisce al VG4 nel neonato. Sono zone su cui si lavora in riabilitazione durante i primi mesi di vita del neonato. È la zona che attiva il cingolo pelvico e stabilizzandosi permette il movimento di rotazione del bacino durante il rotolamento, prima tappa fondamentale raggiunta dal neonato dopo il controllo del capo. Rotolare vuol dire avere la capacità di passare dalla posizione supina a prona e quindi di vedere il mondo sotto un’altra prospettiva dando il primo imput al volerlo conquistare qualche mese dopo con il gattonamento.

Hua Tuo e gangli del sistema simpatico: i punti Huatuo liberano calore da vescica e organi sessuali, hanno azione adrenergica e quelli in relazione con vescica ed organi sessuali agiscono sulla sensibilità del detrusore aumentando il controllo vescicale che equivale al controllo del territorio che si occupa, dello spazio che si ha nel mondo; il sistema simpatico rappresentato dai gangli, poi, favorisce la distensione uterina, l’erezione e l’eiaculazioni, atti necessari a un nuovo concepimento e, pertanto, ad un nuovo processo nutritivo.

 

GV 6 (Ji Zhong 脊中)

Parole chiave: mobilizzare i Fluidi per Formare Qi e Xue

Linea GV6, BL20, BL49, SP21, ST23, 17KI, 10CV

– GV6 Ji Zhong, Zhong inteso come Zhongqi o energia centrale e, ancora Yang puro della Milza. Ji inteso come colonna vertebrale.

– Punto di passaggio tra la curva lombare e dorsale al livello di T12

– Il metamero corrisponde a punti ad azione specifica sulla Milza (20BL Pishu脾俞), sullo spirito Yi (BL 49 Yishe意舍) SP 21 (Dabao大包), secondo Luo della Milza e 10CV (Xiaguan下脘), tutti punti che hanno (secondo il Sowen 61) a che fare o il trasporto e la mobilizzazione dei Fluidi, compito precipuo della Milza.

– I punti di Huatuo sono in relazione con i gangli simpatici che modulano la circolazione aortica addominale, deputata a nutrire organi essenziali per l’energetica generale dell’organismo: stomaco, milza-pancreas, fegato, intestini.

– La relazione, poi, Liquidi e Qi (Yang) è sancita direttamente da GV6, mentre quella fra Liquidi (Milza) e Sangue (Fegato,), dal 10CV, punto d incrocio, secondo lo Zhen Jiu Jia Yi Jing, dei Meridiani di Fegato e Milza.

Funzione della linea

Presenta tutti punti che hanno a che fare con il trasporto e la mobilizzazione dei Fluidi, compito della Milza.

Questa linea attiva la potenza dello Yang del Rene e la rende operante sui Liquidi, riserva centrale (Zhong significa Centro) di Energia e Sangue. Questa linea demarca due aspetti: il nutrimento attraverso lo Zhongqi e lo Yang puro di Milza e Stomaco e quella attraverso i Fluidi Corporei.

Per questo ultimo ruolo è la linea (con il 21SP) che libera dal Calore Tossico l’intero organismo.

 

GV 14 (Dazhui大椎)

Parola Chiave: Amministrare lo Yang

GV14, SI15, GB21,ST12,CV22

– Punto di passaggi colonna dorsale e cervicale

– Si articola con la prima costa, quindi con la zona delle clavicole

– Zona del ganglio stellato del sistema simpatico e punti Huatuo: il Piccolo Intestino 15, Jian Zhong Zu è l’apertura spaziale dello Yang Toracico ed assieme ai punti Hautuo locali attiva il ganglio stellato centro di passaggio delle vie simpatiche afferenti ed efferenti della parte superiore del corpo

– Zona di passaggio del nervo vago

– Zona d’inserzione importante dei muscoli del collo e delle fasce

– Punto di arrivo del secondo passaggio difficile della piccola circolazione da VG4 a VG14 jia ji guan, passaggio spinale

– Inizio del terzo passaggio difficile della piccola circolazione energetica passaggio del cuscino di giada

– Punto e metamero di incrocio di tutto lo Yang

– Relazione con il naso e l’olfatto.

Funzione della linea

Essendo GV14 punto e metamero di incrocio di tutto lo Yang e della sua circolazione capiamo come sia una linea che abbia come funzione principale quella di amministrare lo Yang.

Non meraviglia che tutti i punti fino al VC 22 abbiano relazione con il naso e l’olfatto, senza dubbio il più etereo e quindi Yang dei sensi.

Inoltre, essendo una zona di molte inserzioni di strutture miofasciali del collo capiamo l’importanza che non ci siano restrizione di qualsiasi genere. È una zona delicata sia da un punto di vista anatomico, per la presenza di strutture delicate, sia da un punto di vista energetico, per i passaggi difficili della piccola circolazione. Ci troviamo in una zona molto yang e in quanto tale deve poter essere libera di muoversi nelle varie direzioni dello spazio. Non a caso è la zona in cui inizia la colonna cervicale, deputata ad orientare il capo e quindi gli organi di senso nello spazio. Se consideriamo inoltre la stretta relazione che vi è con l’olfatto possiamo pensare che abbia a che fare con il sentire a naso le situazioni della vita e compiere delle scelte sul dove andare. Dopo la relazione stretta che il Du Mai ha con la bocca e il sapore troviamo una relazione con l’olfatto, due sensi molto affini fra di loro.

Inoltre non dobbiamo scordarci che il Du Mai attraverso i suoi canali secondari interviene nelle relazioni con il mondo esterno.

 

GV 16 (Feng Fu風府) 
Parola chiave: Attivare l’endocranio

GV16, GB20, TB16, SI19, CV24

– Il punto è in relazione con l’endocranio e con il Jing, muove le energie endocraniche come fa anche il metamerico TB 16, che è l’ingresso dello Yang celeste che muove lo Shen autentico a livello della testa (sono entrambi Punti Vento).

– Gli occhi le orecchie (come il 20GV Baihui百會) sono in relazione con l’endocranio e, lungo questa linea vi sono i due punti specifici di controllo di tali orifizi: GB 2 anteriormente si ricollega a CV 24 (Chengjiang 承漿), che raccoglie la saliva per trasformarla in Jing ma è anche il punto terminale del Ren Mai utile nelle forme depressive organiche con vuoto di Jing a livello cerebrale (secondo Duron e Darras).

– GB2 (Tinghui 聽會) per gli occhi e SI 19 (Tinggong 聽宮 ), per le orecchie.

– Terza zona di passaggio difficile della piccola circolazione cuscino di Giada.

– Zona fondamentale da normalizzare in osteopatia: occipite-C1

– Ganglio cervicale superiore del simpatico

– Inserzione muscolatura collo e fascia cervicale superiore

– Punto finestra del cielo

– Punto barriera.

Funzione della linea

In relazione con l’endocranio e con il Jing muove le energie endocraniche.

La cerniera occipitale rappresenta la zona di separazione della testa dal collo, ossia la “barriera occipitale”. Viene descritta coma la barriera del cielo Tian Guan. Tale barriera comprende i tre punti del Du Mai 15,16,17. VG16 ha il compito di mettere in movimento i soffi e il sangue nell’endocranio.

Da un punto di vista anatomico questa cerniera è di fondamentale importanza. La funzione della colonna cervicale e in particolare della cerniera superiore è associata a tutti gli organi sensoriali, ha relazioni sia col sistema nervoso simpatico che parasimpatico, ha un contatto stretto con l’arteria vertebrale deputata al trasporto del sangue al cervello e ha un ruolo fondamentale nella postura.

J.H.H. Niboyet è stato il primo a segnalare la modificazione del polso in concomitanza ad un blocco C0-C1-C2 con un ritorno alla normalità dopo manipolazione.

L’equilibrio ristabilito, di riflesso, mi porterà ad avere una buona funzionalità di tutti i muscoli che si inseriscono sull’occipite e sulle prime vertebre cervicali, quindi anche dello sternocleidomastoideo (scom) e di conseguenza delle finestre del cielo che sono strettamente legate, come vedremo dopo, agli orifizi dell’alto.

 

Come trattare le linee con il Tuina

In letteratura non troviamo menzionato il trattamento delle linee orizzontali con il Tuina. Pertanto possiamo proporre un’idea di trattamento utilizzando le manovre che già conosciamo per trattare zone similari. Per esempio può essere utile prendere come modello il trattamento del diaframma e del Dai Mai essendo anch’essi a decorso orizzontale. Alle manovre di base sarebbe consigliabile aggiungere le bashen fa e le yao fa più consone alla zona che stiamo trattando.

Il trattamento della linea può essere inserito all’interno della seduta che ci siamo prefissati di fare. In base alla linea scelta e ai meridiani che stiamo trattando l’ideale sarebbe stimolare la linea senza far fare al paziente troppi cambi di posizione. Pertanto si può partire da proni stimolando i due emilati posteriori del torace per poi far girare il paziente supino e proseguire con il passaggio sui due emilati anteriori. Oppure si può lavorare con il paziente in decubito laterale sempre partendo dal punto del Du Mai, trattare un emitorace per poi far girare il paziente sull’altro fianco. La scelta viene fatta in base alle nostre preferenze di modalità di lavoro, l’importante è posizionare correttamente il paziente. Soprattutto se lavoriamo con il paziente in decubito laterale, dobbiamo posizionarlo con l’ausilio di cuscini in maniera tale che la linea e i punti da trattare siano liberi e “aperti”.

La palpazione di queste aeree ci può dare indicazioni di tipo diagnostico sul Du Mai, a seconda che le vertebre siano più o meno distanziate fra loro. Quindi se troviamo una vertebra che è più ravvicinata del normale si può fare un lavoro ai lati delle spinose per far sì che il canale si apra.

Le manovre principali che usiamo sono le stesse che si prediligono per lavorare sul tronco. Il tuifa con le varianti fentuifa e heituifa, sono utili per preparare e scaldare la linea. La scelta della porzione della mano da utilizzare viene fatta in base alla zona che stiamo stimolando. Successivamente possiamo utilizzare roufa o anroufa sui punti della linea. Infine su alcuni punti, solitamente appartenenti al Ren Mai, sui quali vogliamo agire in profondità potremo utilizzare manovre vibratorie.

All’olio di base utilizzato per il massaggio può essere aggiunto un olio essenziale diluito scelto in base ai nostri obiettivi di trattamento da utilizzare solo lungo la linea.

Le bashen fa e yao fa possono essere consigliate per agire su linee disposte in zone particolari, come per esempio quella del VG14 e VG16. Queste manovre ci permetteranno di preparare la linea aprendo bene i punti e le zone da trattare. Un ultimo strumento importante, trovandoci in zone appartenenti alla gabbia toracica, è la respirazione. Il paziente attraverso la respirazione guidata dal terapeuta può aiutarci ad ottenere un ulteriore rilasciamento dei tessuti e quindi un’apertura maggiore della zone da stimolare.

Come rituale di chiusura del trattamento della linea possono essere posizionate le mani aperte con il palmo sul punto di VG e quello di VC, e fare un ascolto fra i due punti al fine di mandare un segnale di completezza della linea.

 

Bibliografia

– Bonanomi F., Corradin M., Di Stanislao C.: Introduzione al pensiero e alla Medicina Classica Cinese, Ed. Bellavite, Milano, 2014.

– Campanella C., Bazzicalupo P., Dei Lauro R.: Sviluppo embrionale e postembrionale. Interpretazione moderna di alcuni aspetti di embriologia classica, Ed. Luguori, 2002.

– Corradin M., Di Stanislao C., Parini M. (acura di) Medicina tradizionale cinese per lo shiatsu e il tuina Casa Editrice Ambrosiana 2011

– Deadman P., l-Khafaji N.: A Manual of Acupuncture, Journal of Chinese Medicine Publications, 2001.

– Di Stanislao C., Corradin M., De Be Brardinis D.: Visceri e Merdiani Curiosi, Ed. CEA, 2015.

– Focks C.:, Atlas Acupuncture Churchill Livingstonr Elsevier 2008

– Kespi J.M.: Acupuncture Edition Maisonneuve, Paris, 1982.

– Kespi J.M: Medecine traditionnelle chinoise – l’homme et ses symbols Marabout 2008

– Lavier J.: Storia, dottrima e pratica dell’agopuntura cinese, Ed. Mediterranee, Roma, 1977.

– Mollard C., Maiola M.: L’uomo prima della nascita, Ed. Sowen, 1995.

– Perrey S.: Les Points, Voll I-III, Ed. AFA, Paris, 1987.

– Porkert M.: Medicina Cinese, Ed. Armenia, 1984.

– Sergueef N. C0, C1, C2, données physiologiques et normalizations, Ed. Spek 2002

  • Simongini E., Bultrini L. (a cura di) Le lezioni di Jeffrey Yuen volume 1 “I Meridiani Tendino-muscolari, I Meridiani Distinti, Ed. Xinshu, Roma, 2014.

Autori: Cristina Aniello, Carlo Di Stanislao

cristina.aniello78@gmail.com

carlo.distanislao@gmail.com

 

 

 




Terapia ragionata con agopuntura e farmacologia cinese

Lucio Sotte*

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Terapia Ragionata con Agopuntura e Farmacologia Cinese è l’ultima opera che Giorgio Di Concetto offre al mondo medico ed accademico italiano per presentare la sua esperienza clinica nell’uso della medicina tradizionale cinese per il trattamento dei più comuni quadri sindromici che osserviamo nei nostri ambulatori.

Come afferma la presentazione del volume: «Raccoglie 78 casi clinici trattati dall’autore con agopuntura e farmacologia cinese nell’ambito di una medicina cinese rigorosa, basata sull’applicazione delle otto regole, sulla differenziazione delle sindromi, sulle proprietà degli agopunti e dei rimedi farmacologici….La descrizione di ciascun caso clinico è completata dalla relativa patogenesi, dalla diagnosi e dall’indicazione dell’indirizzo terapeutico» che viene esplicitato in agopuntura, moxibustione, coppettazione ed in farmacologia cinese con ampio uso di ricette personalizzate di estratti secchi di rimedi medicinali cinesi o di patent medicine in distribuzione nelle farmacie del nostro paese.

Scorrendo le pagine del volume mi sono ritrovato con la descrizione dei quadri clinici che sono quelli che, con lo stesso ordine di frequenza, mi capita di osservare e trattare nella mia pratica clinica quotidiana.

In primo luogo la disarmonia fegato/milza-pancreas, che è certamente in quadro sindromico correlato alle patologie più diffuse tra i nostri pazienti, associata o meno al deficit di yin di rene, di fegato e meno frequentemente di cuore.

Poi i deficit di yin di rene, polmone e stomaco, i deficit di qi e di sangue e quelli di yang.

Alla fine del volume l’autore presenta i quadri di stasi di qi e xue, quelli di tan/umidità ed infine quelli di calore e fuoco.

Il testo ha uno scopo eminentemente didattico e – come è sempre stato per le opere di Giorgio Di Concetto – vuole condurre per mano il lettore ad esaminare in dettaglio la sintomatologia per interpretare la patogenesi della malattia ed impostare conseguentemente diagnosi e terapia.

Sia nel trattamento in agopuntura che in quello in farmacologia cinese viene presentata la ricetta dei punti e quella dei rimedi, che vengono poi commentati singolarmente per permettere al lettore di comprendere appieno sia la loro scelta che il motivo del loro utilizzo all’interno della formula.

I diagrammi di patogenesi che accompagnano ogni caso clinico completano le spiegazioni del testo ed aiutano la sintesi visiva che permette di percepire con un colpo d’occhio i talora complessi fenomeni che sono alla base dell’evoluzione della storia clinica del paziente.

Le appendici completano il volume, quella dedicata alla classificazione e all’indice dei fitofarmaci e delle ricette utilizzati nel volume, ma soprattutto l’inserto delle lingue che aiuta ad avere un riscontro visivo della descrizione della glossoscopia che ritroviamo nel testo.

Credo che la scrittura e preparazione di questo volume siano state la maniera migliore per festeggiare i primi 80 anni dell’autore al quale rivolgo le mie congratulazioni per il volume ed i miei auguri perché la Sua vena letteraria prosegua nei secondi 80 da poco iniziati!

 

 




Agopuntura in emergenza

Lucio Sotte*

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«Curare in emergenza con gli aghi. Un prontuario, un vademecum per agopuntori, corredato di note pratiche, approfondimenti teorici, specifiche scelte terapeutiche.» con queste parole inizia la presentazione di Agopuntura in Emergenza, l’ultima opera di Paola Poli e Carlo Moiraghi che ho il piacere di presentare ai lettori di Olos e Logos: Dialoghi di Medicina Integrata.

Carlo e Paola hanno “inventato” un metodo nuovo di utilizzare la terapia con agopuntura: quello di prendersi cura di situazioni estreme che, iniziato nel 2005, in occasione dello tsunami indiano, è proseguito a Calcutta e Velankanni nelle case di madre Teresa, a Katmandù in Nepal e recentemente ad Amatrice.

Così ha preso vita da sé, quale movimento spontaneo – racconta Paola – AGOM , Agopuntura nel Mondo, l’associazione senza scopo di lucro che porta il sostegno dei volontari e della loro pratica medica di agopuntura nei luoghi dove a causa di eventi sismici o di altre calamità naturali affiora il bisogno della popolazione colpita.

Il volume ha un evidente duplice scopo: certamente quello di insegnare come utilizzare l’agopuntura nelle patologie dell’emergenza, ma anche quello di accompagnare il medico a riscoprire il suo ruolo imparando dal rapporto con i pazienti il senso del suo lavoro ed infine il senso della sua vita.

«Non sai come sarà, l’immaginazione non è mai come la sensazione vissuta sulla pelle.

Degli odori e colori, le magrezze, il gonfiore di talune persone ti resteranno dentro.

Pochi giorni trascorsi in un altrove del mondo ti cambieranno magari più di quanto possano farlo alcuni anni vissuti nella tua città. Se stai per partire per un luogo colpito da qualche calamità, l’aereo vuoto ti indurrà a chiederti come mai hai deciso di andare dove quasi nessuno desidera recarsi. Mentre te lo domandi mentre hai chiaro che per avere questa risposta dovranno trascorrere diversi giorni E che nemmeno al rientro forse avrai la risposta attesa.

Proprio in quel momento osservi i tuoi compagni di viaggio.

Saranno anche pochi ma hanno il cuore aperto. Lo rivelano gli occhi vincenti nelle mani calme. Non te ne sei accorto ma sorridi anche tu.

Stai partendo per metterti al servizio degli altri.

Il mondo si è spostato via inghiottito abitudini e sicurezza anche solo una carezza può rappresentare molto dove stai andando. Sai che troverai andare di più………

Queste esperienze penetrano stabili e sottili,tramite i sensi si insinuano nella pelle e nel corpo, si fanno tue, ti fanno bene.»

Così il racconto si snoda attraverso i primi capitoli i cui titoli descrivono appieno il senso della narrazione:

1 Lo straniero sei tu ricordalo

2 Non avere premura

3 Richiede tempo, lascia che accada

4 Sceglili

5 Non imporre, tu sei al servizio

6 La stanchezza arricchisci, però ricordati di riposare

7 Scegli la realtà

8 Sei tu il paziente

9 Abbi sempre fiducia

10 Accorgiti di quanto impari.

È solo una volta compreso il senso del “prendersi cura” che gli autori presentano gli argomenti specifici del trattamento delle emergenze in agopuntura attraverso una rivisitazione dei capitolo più significativi dell’anatomofisiologia, eziopatogenesi e principi di terapia della medicina cinese

Prima la descrizione del corpo energetico embrionario attraverso la vescica biliare, i vasi embrionali, i visceri, i punti. A questo punto inizia un approfondimento di diagnostica attraverso gli zangfu, i vasi, i canali, le sostanze preziose ed infine le sindromi degli organi e visceri. La via maestra della terapia viene descritta partendo dal protocollo terapeutico ed arrivando alla presa in carico ed infine la descrizione vari punti attraverso il quale è possibile una terapia efficace di agopuntura.

Alcune pagine sono dedicate al diario delle esperienze a Calcutta e Velankanni nelle case di madre Teresa, a Katmandù in Nepal e recentemente ad Amatrice con la descrizione di alcuni casi clinici particolarmente significativi.

 

Sono riconoscente a Paola e Carlo di averci fatto dono con questo volume della loro esperienza di questi anni in cui hanno donato il loro tempo per rispondere al bisogno delle popolazioni colpite da calamità naturali, insegnandoci un metodo per la pratica dell’agopuntura e per riscoprire il senso della vita e della nostra professione.




Brevi note sul 2017: anno del gallo di fuoco Carlo Di Stanislao

Carlo Di Stanislao*

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“Per avere successo nella vita adulta , hai bisogno di capacità creative per guardare come il mondo sta cambiando velocemente”

Robert Sternberg

“Se devi imparare a fare qualcosa è meglio che impari a farla bene”

Cristopher MacDonald

Il nuovo anno cinese inizierà il 28 gennaio (si chiuderà il 15 febbraio 2018) è sarà sotto il dominio del Gallo di Fuoco, segno adrenalinico puro, generoso e talentuoso, che porterà nuove possibilità lavorative ed innovazione in tutto il mondo. Moda, estetica e look potrebbero assumere particolare rilevanza: il Gallo è vanitoso, ama sciorinare cresta e piume colorate e voluminose e l’anno caratterizzato dal suo Segno vedrà sicuramente balzare in primo piano questi settori. Le persone più motivate ed in grado di fare squadra saranno le più fortunate in questo anno che, come numeri fortunati avrà il 5, il 7 e l’8; come mesi fortunati il secondo, quinto e undicesimo del calendario cinese (febbraio, maggio 2017 e gennaio 2018), come giorni fortunati il quarto e ventiseiesimo di ogni mese, come colori propizi il marrone, l’oro ed il giallo e come fiori porta fortuna il gladiolo e la cosiddetta “cresta di gallo”. I nati in questo anno saranno persone con grande autostima, con innata capacità di accettare ogni sfida ed ingaggiare qualsiasi gara. Quando c’è un obbiettivo da raggiungere, un nemico da battere, o una meta da conquistare, loro sanno sempre come farlo. Sul fronte della carriera e della finanza tutto è rosa: sicurezza e stabilità sono assicurate. Stiamo parlando di persone che contano, potenti ed allo stesso tempo degne di fiducia, a cui tutti guardano con ammirazione e rispetto. Difetto principale è l’egoismo, che a volte risulta esasperato, per cui solo i Galli di Fuoco con capacità comunicative avranno vita sentimentale facile e fortunata. Secondo la visione classica paleosinense, ciò che i Galli di Fuoco debbono imparare è che le necessità degli altri sono tanto importanti quanto le proprie. Da un punto di vista medico, stando ai capp. 66 e 68 del Sowen, l’Energia Celeste sarà la Yang Ming e quella Terrestre Shao Yin. Come Energia generale dominerà la Secchezza (Zao), il Metallo (Jin) sarà in Pienezza e minaccerà il Legno per cui, secondo il cap. 69, saranno frequenti cefalee, fibromialgie, tendiniti, congiuntiviti, disturbi allergici e digestivi, disturbi mestruali per ritmo, durata e quantità. I periodi dell’anno più a rischio sono la Primavera (per eccesso di Vento) e l’Estate per via della Secchezza. Impiegare cibi piccanti in primavera e molta frutta, verdura, latte e latticini freschi sarà molto utile nei due rispettivi periodi. Il punto più attivo da pungere durante l’anno sarà SP 2 (Dadu, 大都), con puntura di lunga durata (il Sowen 72 dice: 7 atti respiratori lenti e completi). Per combattere la Secchezza che darà luogo a dermatosi squamose, grande sete, stipsi, turbe degli organi di senso (nutriti dai Jin puri sospinti in alto dal Polmone attraverso i punti Finestra del Cielo), usare punti che trattengono i Liquidi come 7SP (Lougu, 漏谷), 10 KI (Yingu, 陰谷) e punti attivi sul Triplice Riscaldatore, grande regista della circolazione dei Liquidi, come 39 (Weiyang, 委陽), 22 BL (Sanjiaoshu, 三焦俞) e 5CV (Shi Men, 石門) . La Secchezza è una energia Yang che fa appassire e penetra attraverso naso e bocca, soprattutto in Autunno, causando Vuoto dei Liquidi riserva di Energia e Sangue e, pertanto, frequenti saranno le profondi astenie psicofisiche e la perdita di entusiasmo. In generale la Secchezza si manifesta per progressivo vuoto di Yin, Sangue e Liquidi ed è molto difficile da eradicare. In fitoterapia energetica con principi occidentali, secondo la nostra esperienza, dare, in tisana (per umidificare al meglio): Borrago officinalis (se vi è febbre ed afonia), Melissa officinalis (per pelle, bocca e lingua secche) e Arctium lappa (se vi è febbre con espettorazione scarsa e collosa. La Borragine (diaforetica) può aggravare (a lungo andare) la secchezza e va usata per breve tempo (15 giorni). Il Gingko biloba umidifica il polmone e calma lo spasmo bronchiale ed è utile, pertanto, in caso di secchezza con tosse asmatiforme. Il Tuina effettuato in tonificazione sui Merdiani di Grosso e Piccolo Intestino, può essere utile per contrastare la Secchezza, poiché sono questi due Visceri ad incaricarsi, secondo il Sowen ed il Ling Shu, della produzione dei Liquidi.. Per il Vento, oltre ad impiegare in dispersione i punti Vento (Feng), occorre tonificare il Sangue, impiegando, soprattutto i punti 14LR (Qimen, 期門), 6 SP (Sanyinjiao, 三陰交) e 17BL (Geshu, 膈俞). Nel massaggio Tuina, impiegare tecniche rapide e superficiali sui Merdiani di Vescica Urinaria ed Intestino Tenue (Asse Tai Yang) per eliminare il Vento (Zhi Feng) e tonificazione dei Meridiani di Ministro del Cuore, Fegato e Stomaco, per produrre il Sangue (Bu Xue). Per impedire l’inibizione del Metallo sul Legno disperdere il 4 LR ( Zhongfeng, 中封; punto Jing prossimale-Matallo del Fegato) e 44GB (Zuqiaoyin, 足竅陰; punto Jing distale-Metallo della Vescica Biliare), secondo il dettato del Nan Jing. La Secchezza aggredirà facilmente il Polmone causando tose secca, respiro ansimante, labbra secche e screpolate, faringodinia, febbre leggera pomeridiana o serale, lingua secca, rossa, induido fine e secco, polso fine (Xi) e rapido (Xu). Punti utili per tale condizione sono Zhongfu (1LU), Feishu (13BL), Bulang (22KI), Pohu (42BL), Geshu (17BL), Sanyinjiao (6SP). In farmacoterapia usare la formula Hai Er Shen, composta da: Tai Zhi Shen (radix Pseudostellariae heterophyllae) g 15, Bei Sha Shen (radix Glehniae littoralis) g 15/30, Mai Men Dong (tuber Ophipogonis jiaponicus) g 10, Bai He (bulbus Lilii) g 15/30, Yu Zhu ( rhizoma Polygonati odorati) g 10, Bei Mu (bulbus Frittellariae) g 6, Shan Yao (radix Dioscoreae oppositae) g 15, Shi Da Gong Lao (herba Mohoniae) g 15/30, Mu Dan Pi (corte Moutan radicis) g 10, Chi Shao Yao (radix Paeniae rubra) g 10, Tao Ren (prunus Persicae) g 10. Per umidificare il Polmone (Run Fei), quando il quadro è dominato da sete, tosse secca e pelle secca e desquamante, si possono utilizzare Shizonepeta tenuifolia (Jing Jie) ed Aster tartataricus radix (Zi Wan). In fitoterapia energetica con principi occidentali Estratti Fluidi (con minore tenore alcolico delle Tinture Madri in modo da non aumentare la disidratazione da etanolo) di Eucalipto e Althea: 15 gocce di ciascuno a stomaco pieno, da 1 a 3 volte al dì. In dietetica utili i sapori acidi che astringono ed umidificano: dare pomodori crudi, agrumi, olive, carne di montone ed agnello. Naturalmente la Secchezza, riguardando il Metallo, può colpire anche il Grosso Intestino, causando: feci secche, caprine, difficili da evacuare, bocca secca, polso è fine (Xi) e rugoso (Se), con lingua epilata. Bisogna umidificare il grosso intestino (Run Chang), usando i punti 26 ST (Wailing, 外陵), 25BL (Dachangshu, 大腸俞), 37ST (Shangjuxu, 上巨虛). In farmacopea cinese si usano la Cannabis sativae semen (Huo Ma Ren) ed il Pruni japonicus semen (Yu Li Ren). In fitoterapia Energetica con principi occidentali utili la Liquirizia e la Malva, o in decotto o in Estratto Fluido (vedi sopra a proposito del tenore alcolico), sempre 15 gocce di ciascuno da 1 a 3 volte al dì dopo i pasti. Infine, bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno e mangiare cereali ricchi in mucillagini, oltre a vari tipi di semi. Se è vero che il Metallo inibisce il Legno, sarà anche possibile (ciclo Wu o Disprezzo) che il Legno vada a contro inibire il Metallo, causando accumulo di Calore (Re) con asma neurodistonica in soggetti giovani (crisi asmatiformi con reperti ascoltatori secchi). Tale condizione può anche causare risveglio precoce attorno alle 2-3 di notte. Rimedi utili sono il Chelidonium majus ed il Pneumus boldus (entrambi da evitare in caso di colelitiasi). Una buona tisana è quella composta da Tiglio fiori, Boldo foglie, Eupatoria pianta intera, Sylibum marianum pianta intera, Melissa foglie, Fumaria pianta intera, Asperula odorosa pianta e Cynara scolimus foglie; 5-10 g di ciascun rimedio. Nella nostra esperienza ed in quella di altri AA utile la formula Di Qi Wan, composta da Liu Wei Di Huang Wan più Wu Wei Zhi: Schisandra chinensis, che umidifica il Polmone e combatte il Calore. Nel Tuina disperdere il Fegato e sostenere il Polmone. In agopuntura trattare i punti 14LR (dispersione), 1 LU (tonificazione) ed il punto specifico 8 LU (Jingqu, 經渠), in forte dispersione. La Secchezza ambientale, in soggetti con familiarità o predisposizione a causa di terapie farmacologiche (cortisonici, ciclosporina, ecc.) o obesità, causerà facilmente diabete mellito grave e severo. In effetti in Medicina Cinese la malattia diabetica viene definita “Xiao Ke”; è inserita fra le affezioni dei “Liquidi Organici” (Jin\Ye) e legata sia a cause costituzionali (vuoto di jing renale e di yin) che acquisite (intemperanze alimentari, turbe psichiche protratte). Tali affezioni sono già segnalate nei vari classici (Su Wen capp. 4 e 47, Ling Shu cap. 46, Jin Gui Yao Lue, Wai Tai Mi Yao, Ji Sheng Fang, Zhen Jiu Jia Yi Jing, Shang Lun Pian) ed i sintomi cardinali sono: poliuria, polidipsia, polifagia, perdita di peso (xiao-ke si puo’ tradurre come “emaciazione e sete”). Il trattato “Nei Ke Xue” (libro I) considera la malattia diabetica “un esaurimento dei liquidi organici con sviluppo di calore e secchezza-calore che perturbano i liquidi organici“. Questo esaurimento darà luogo a Calore che invaderà insieme alla Secchezza i Tre Fuochi (Triplice Riscaldatore). Avremo pertanto tre forme cliniche:

– Calore e Secchezza al TR-Superiore: I sintomi sono polidipsia, poliuria (il Polmone è “il tetto dei Liquidi”), sensazione di febbre (a causa del calore), bordo e punta della lingua rossi, polso accellerato (shuo) o vasto (hong). Complicanze frequenti sono le micro e macroangiopatie da iperplasia intimale o aterosclerosi secondaria. Noi consigliamo come trattamento: agopuntura SP6, K2-3-6, BL17-13, LU10-11, CV23, LI4. Fitoterapia: Eucalyptus globosus, Trigonella faenum graecum, Vinca Minor, Urtica Urens (in Estratto Fluido o in Tintura Madre. Al massimo “melange” di tre piante per 3\4 volte al dì).

– Calore e Secchezza al TR-Medio: I principali sintomi sono polifagia, dimagrimento (segni di calore allo Zhong Jiao), feci secche e dure (per calore allo yang-ming ed esaurimento interno dei liquidi), induido linguale giallo-secco, polso scivoloso (hua) e forte. Complicanze frequenti sono le “disautonomie diabetiche”. Agopuntura: SP6, K21, BL17-21, LI11, PC6, ST36. Fitoterapia: Agrimonia eupatoria, Arctium lappa, Juglans regia, Juniperus communis, Geranium odorantissimum o robertianum, Cinchona succirubra.

– Calore e Secchezza al TR-Inferiore: sintomi sono poliuria, urine torbide (lipuria), labbra secche, xerostomia. La lingua è rossa e disidratata ed il polso profondo (chen), fine (xi) e precipitoso (shuo). Nelle fasi più avanzate impotenza, lombalgie, debolezza dei lombi e delle gambe. La presenza di un polso senza forza è indice di gravità. Complicanze frequenti sono la nefropatia nefrosica di Klimmstein-Wilson e l’ipertensione. Agopuntura: SP6, K2-6-7, BL17, 4-6CV, 4-20GV. Fitoterapia: Achillea millefolium, Taraxacum dens leonis, Equisetum hiemalis.

In un anno dominato dalla Secchezza saranno frequenti i casi gravi con interessamento dei Tre Riscaldatori e con polifagia, polidipsia, poliuria e perdita di peso. In questi casi tratteremo in agopuntura i punti K 2-6, BL17-22, SP6, PC6 e in Fitoterapia impiegheremo Eucalyptus globosus, Arctium lappa, Achillea millefolium. Per quanto attiene alla Farmacologia cinese saranno da consigliare:

Per il TR-Superiore: Bai Hu Jia Ren Tang (decozione della Tigre Bianca arricchita con Ginseng) che si compone di: 
- Radix Panax ginseng (Ren Shen) 17%
- Gypsum fibrosum (Shi Gao) 30%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 15%
- Semen Oryzae non Glutinosae (Jing Mi) 30%
- Radix Glycyrrhizae Gan Cao 8%. 
TR-Medio: Si prescrive la decozione Yu Nu Jian (decozione della Bella di Giada): 
- Gypsum fibrosum (Shi Gao) 33%
- Radix Rehmanniae prepaMilza-Pancreas (Shi Di Huang) 22%
- Radix seu Tuber Ophiopogonis (Mai Men Dong) 17%
- Radix Achyranthis bidentatae (Huai Niu Xi) 17%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 11%.

– Fructus Lycii (Gou Qi Zi) 7%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 7%
- Radix Rehmanniae recens (Sheng Di Huang) 7%
- Rhizoma Alismatis (Ze Xie) 6%
- Rhizoma Dioscorae oppositae (Shan Yao) 7%
- Radix Ginseng (Ren Shen) 7%
- Radix Glycyrrhizae (Gan Cao) 7%.

TR-Inferiore: Si prescrive Liu Wei Di Huang Wan già esaminata alla nota 9.

Per i Tre Riscaldatori: San Xiao Wan (Pillole dei Tre Dimagrimenti):

– Radix Panacis Quinquifolii (Xi Yang Shen) 10%
- Radix Trichosantis (Tian Huan Fen) 10%
- Radix Rehmanniae prepaMilza-Pancreas (Shu Di Huang) 10%
- Herba seu Caulis Dendrobii (Shi Hu) 7%
- Radix seu Tuber Asparagi (Tian Men Dong) 7%
- Rhizoma Polygonati odorati (Yu Zhu) 7%
- Fructus Mori (Sang Shen) 7%
- Fructus Lycii (Gou Qi Zi) 7%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 7%
- Radix Rehmanniae recens (Sheng Di Huang) 7%
- Rhizoma Alismatis (Ze Xie) 6%
- Rhizoma Dioscorae oppositae (Shan Yao) 7%
- Radix Ginseng (Ren Shen) 7%
- Radix Glycyrrhizae (Gan Cao) 7%.

 

 

Letture consigliate

  • – Borsarello J.F.: Dictionaire de Médicine Traditionnele Chinoise, Ed. Masson, Paris, 1984.
  • – Corradin M., Di Stanislao C., Parini M.: Medicina Cinese per lo Shiatutsu ed il Tuina, Ed. CEA, Milano, Voll I-II, 2001.
  • – Di Stanislao C., Brotzu R.: Manuale didattico di agopuntura, Ed. CEA, Milano, 2008.
  • – Di Stanislao C., Paoluzzi L.: Phytos, Ed. MeNaBi, Terni, 1990.
  • – Grisson P.: Nan Jing, Ed. Masson, Paris, 1984.
  • – Husson A.: Huang Di Nei Jing Sowen, Ed. ASMAF, Paris, 1974
  • – Paoluzzi L., Deodato F., Di Stanislao C.: La dieta per tutti, Ed. Morphema, Terni, 2016.
  • – Sportelli M.: Astrologia cinese, Ed. Xenia, Milano, 2002.
  • – Wong M.: Ling Shu. Pivot D’Esprist, Ed. Masson, Paris, 1987.
  • – Wu Y. & Fisher W.: Practical Therapeutics of Traditional Chinese Medicine, Ed. Jake Fratkin, New York, 1998.

“Per avere successo nella vita adulta , hai bisogno di capacità creative per guardare come il mondo sta cambiando velocemente”

Robert Sternberg

“Se devi imparare a fare qualcosa è meglio che impari a farla bene”

Cristopher MacDonald

 

Il nuovo anno cinese inizierà il 28 gennaio (si chiuderà il 15 febbraio 2018) è sarà sotto il dominio del Gallo di Fuoco, segno adrenalinico puro, generoso e talentuoso, che porterà nuove possibilità lavorative ed innovazione in tutto il mondo. Moda, estetica e look potrebbero assumere particolare rilevanza: il Gallo è vanitoso, ama sciorinare cresta e piume colorate e voluminose e l’anno caratterizzato dal suo Segno vedrà sicuramente balzare in primo piano questi settori. Le persone più motivate ed in grado di fare squadra saranno le più fortunate in questo anno che, come numeri fortunati avrà il 5, il 7 e l’8; come mesi fortunati il secondo, quinto e undicesimo del calendario cinese (febbraio, maggio 2017 e gennaio 2018), come giorni fortunati il quarto e ventiseiesimo di ogni mese, come colori propizi il marrone, l’oro ed il giallo e come fiori porta fortuna il gladiolo e la cosiddetta “cresta di gallo”. I nati in questo anno saranno persone con grande autostima, con innata capacità di accettare ogni sfida ed ingaggiare qualsiasi gara. Quando c’è un obbiettivo da raggiungere, un nemico da battere, o una meta da conquistare, loro sanno sempre come farlo. Sul fronte della carriera e della finanza tutto è rosa: sicurezza e stabilità sono assicurate. Stiamo parlando di persone che contano, potenti ed allo stesso tempo degne di fiducia, a cui tutti guardano con ammirazione e rispetto. Difetto principale è l’egoismo, che a volte risulta esasperato, per cui solo i Galli di Fuoco con capacità comunicative avranno vita sentimentale facile e fortunata. Secondo la visione classica paleosinense, ciò che i Galli di Fuoco debbono imparare è che le necessità degli altri sono tanto importanti quanto le proprie. Da un punto di vista medico, stando ai capp. 66 e 68 del Sowen, l’Energia Celeste sarà la Yang Ming e quella Terrestre Shao Yin. Come Energia generale dominerà la Secchezza (Zao), il Metallo (Jin) sarà in Pienezza e minaccerà il Legno per cui, secondo il cap. 69, saranno frequenti cefalee, fibromialgie, tendiniti, congiuntiviti, disturbi allergici e digestivi, disturbi mestruali per ritmo, durata e quantità. I periodi dell’anno più a rischio sono la Primavera (per eccesso di Vento) e l’Estate per via della Secchezza. Impiegare cibi piccanti in primavera e molta frutta, verdura, latte e latticini freschi sarà molto utile nei due rispettivi periodi. Il punto più attivo da pungere durante l’anno sarà SP 2 (Dadu, 大都), con puntura di lunga durata (il Sowen 72 dice: 7 atti respiratori lenti e completi). Per combattere la Secchezza che darà luogo a dermatosi squamose, grande sete, stipsi, turbe degli organi di senso (nutriti dai Jin puri sospinti in alto dal Polmone attraverso i punti Finestra del Cielo), usare punti che trattengono i Liquidi come 7SP (Lougu, 漏谷), 10 KI (Yingu, 陰谷) e punti attivi sul Triplice Riscaldatore, grande regista della circolazione dei Liquidi, come 39 (Weiyang, 委陽), 22 BL (Sanjiaoshu, 三焦俞) e 5CV (Shi Men, 石門) . La Secchezza è una energia Yang che fa appassire e penetra attraverso naso e bocca, soprattutto in Autunno, causando Vuoto dei Liquidi riserva di Energia e Sangue e, pertanto, frequenti saranno le profondi astenie psicofisiche e la perdita di entusiasmo. In generale la Secchezza si manifesta per progressivo vuoto di Yin, Sangue e Liquidi ed è molto difficile da eradicare. In fitoterapia energetica con principi occidentali, secondo la nostra esperienza, dare, in tisana (per umidificare al meglio): Borrago officinalis (se vi è febbre ed afonia), Melissa officinalis (per pelle, bocca e lingua secche) e Arctium lappa (se vi è febbre con espettorazione scarsa e collosa. La Borragine (diaforetica) può aggravare (a lungo andare) la secchezza e va usata per breve tempo (15 giorni). Il Gingko biloba umidifica il polmone e calma lo spasmo bronchiale ed è utile, pertanto, in caso di secchezza con tosse asmatiforme. Il Tuina effettuato in tonificazione sui Merdiani di Grosso e Piccolo Intestino, può essere utile per contrastare la Secchezza, poiché sono questi due Visceri ad incaricarsi, secondo il Sowen ed il Ling Shu, della produzione dei Liquidi.. Per il Vento, oltre ad impiegare in dispersione i punti Vento (Feng), occorre tonificare il Sangue, impiegando, soprattutto i punti 14LR (Qimen, 期門), 6 SP (Sanyinjiao, 三陰交) e 17BL (Geshu, 膈俞). Nel massaggio Tuina, impiegare tecniche rapide e superficiali sui Merdiani di Vescica Urinaria ed Intestino Tenue (Asse Tai Yang) per eliminare il Vento (Zhi Feng) e tonificazione dei Meridiani di Ministro del Cuore, Fegato e Stomaco, per produrre il Sangue (Bu Xue). Per impedire l’inibizione del Metallo sul Legno disperdere il 4 LR ( Zhongfeng, 中封; punto Jing prossimale-Matallo del Fegato) e 44GB (Zuqiaoyin, 足竅陰; punto Jing distale-Metallo della Vescica Biliare), secondo il dettato del Nan Jing. La Secchezza aggredirà facilmente il Polmone causando tose secca, respiro ansimante, labbra secche e screpolate, faringodinia, febbre leggera pomeridiana o serale, lingua secca, rossa, induido fine e secco, polso fine (Xi) e rapido (Xu). Punti utili per tale condizione sono Zhongfu (1LU), Feishu (13BL), Bulang (22KI), Pohu (42BL), Geshu (17BL), Sanyinjiao (6SP). In farmacoterapia usare la formula Hai Er Shen, composta da: Tai Zhi Shen (radix Pseudostellariae heterophyllae) g 15, Bei Sha Shen (radix Glehniae littoralis) g 15/30, Mai Men Dong (tuber Ophipogonis jiaponicus) g 10, Bai He (bulbus Lilii) g 15/30, Yu Zhu ( rhizoma Polygonati odorati) g 10, Bei Mu (bulbus Frittellariae) g 6, Shan Yao (radix Dioscoreae oppositae) g 15, Shi Da Gong Lao (herba Mohoniae) g 15/30, Mu Dan Pi (corte Moutan radicis) g 10, Chi Shao Yao (radix Paeniae rubra) g 10, Tao Ren (prunus Persicae) g 10. Per umidificare il Polmone (Run Fei), quando il quadro è dominato da sete, tosse secca e pelle secca e desquamante, si possono utilizzare Shizonepeta tenuifolia (Jing Jie) ed Aster tartataricus radix (Zi Wan). In fitoterapia energetica con principi occidentali Estratti Fluidi (con minore tenore alcolico delle Tinture Madri in modo da non aumentare la disidratazione da etanolo) di Eucalipto e Althea: 15 gocce di ciascuno a stomaco pieno, da 1 a 3 volte al dì. In dietetica utili i sapori acidi che astringono ed umidificano: dare pomodori crudi, agrumi, olive, carne di montone ed agnello. Naturalmente la Secchezza, riguardando il Metallo, può colpire anche il Grosso Intestino, causando: feci secche, caprine, difficili da evacuare, bocca secca, polso è fine (Xi) e rugoso (Se), con lingua epilata. Bisogna umidificare il grosso intestino (Run Chang), usando i punti 26 ST (Wailing, 外陵), 25BL (Dachangshu, 大腸俞), 37ST (Shangjuxu, 上巨虛). In farmacopea cinese si usano la Cannabis sativae semen (Huo Ma Ren) ed il Pruni japonicus semen (Yu Li Ren). In fitoterapia Energetica con principi occidentali utili la Liquirizia e la Malva, o in decotto o in Estratto Fluido (vedi sopra a proposito del tenore alcolico), sempre 15 gocce di ciascuno da 1 a 3 volte al dì dopo i pasti. Infine, bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno e mangiare cereali ricchi in mucillagini, oltre a vari tipi di semi. Se è vero che il Metallo inibisce il Legno, sarà anche possibile (ciclo Wu o Disprezzo) che il Legno vada a contro inibire il Metallo, causando accumulo di Calore (Re) con asma neurodistonica in soggetti giovani (crisi asmatiformi con reperti ascoltatori secchi). Tale condizione può anche causare risveglio precoce attorno alle 2-3 di notte. Rimedi utili sono il Chelidonium majus ed il Pneumus boldus (entrambi da evitare in caso di colelitiasi). Una buona tisana è quella composta da Tiglio fiori, Boldo foglie, Eupatoria pianta intera, Sylibum marianum pianta intera, Melissa foglie, Fumaria pianta intera, Asperula odorosa pianta e Cynara scolimus foglie; 5-10 g di ciascun rimedio. Nella nostra esperienza ed in quella di altri AA utile la formula Di Qi Wan, composta da Liu Wei Di Huang Wan più Wu Wei Zhi: Schisandra chinensis, che umidifica il Polmone e combatte il Calore. Nel Tuina disperdere il Fegato e sostenere il Polmone. In agopuntura trattare i punti 14LR (dispersione), 1 LU (tonificazione) ed il punto specifico 8 LU (Jingqu, 經渠), in forte dispersione. La Secchezza ambientale, in soggetti con familiarità o predisposizione a causa di terapie farmacologiche (cortisonici, ciclosporina, ecc.) o obesità, causerà facilmente diabete mellito grave e severo. In effetti in Medicina Cinese la malattia diabetica viene definita “Xiao Ke”; è inserita fra le affezioni dei “Liquidi Organici” (Jin\Ye) e legata sia a cause costituzionali (vuoto di jing renale e di yin) che acquisite (intemperanze alimentari, turbe psichiche protratte). Tali affezioni sono già segnalate nei vari classici (Su Wen capp. 4 e 47, Ling Shu cap. 46, Jin Gui Yao Lue, Wai Tai Mi Yao, Ji Sheng Fang, Zhen Jiu Jia Yi Jing, Shang Lun Pian) ed i sintomi cardinali sono: poliuria, polidipsia, polifagia, perdita di peso (xiao-ke si puo’ tradurre come “emaciazione e sete”). Il trattato “Nei Ke Xue” (libro I) considera la malattia diabetica “un esaurimento dei liquidi organici con sviluppo di calore e secchezza-calore che perturbano i liquidi organici“. Questo esaurimento darà luogo a Calore che invaderà insieme alla Secchezza i Tre Fuochi (Triplice Riscaldatore). Avremo pertanto tre forme cliniche:

– Calore e Secchezza al TR-Superiore: I sintomi sono polidipsia, poliuria (il Polmone è “il tetto dei Liquidi”), sensazione di febbre (a causa del calore), bordo e punta della lingua rossi, polso accellerato (shuo) o vasto (hong). Complicanze frequenti sono le micro e macroangiopatie da iperplasia intimale o aterosclerosi secondaria. Noi consigliamo come trattamento: agopuntura SP6, K2-3-6, BL17-13, LU10-11, CV23, LI4. Fitoterapia: Eucalyptus globosus, Trigonella faenum graecum, Vinca Minor, Urtica Urens (in Estratto Fluido o in Tintura Madre. Al massimo “melange” di tre piante per 3\4 volte al dì).

– Calore e Secchezza al TR-Medio: I principali sintomi sono polifagia, dimagrimento (segni di calore allo Zhong Jiao), feci secche e dure (per calore allo yang-ming ed esaurimento interno dei liquidi), induido linguale giallo-secco, polso scivoloso (hua) e forte. Complicanze frequenti sono le “disautonomie diabetiche”. Agopuntura: SP6, K21, BL17-21, LI11, PC6, ST36. Fitoterapia: Agrimonia eupatoria, Arctium lappa, Juglans regia, Juniperus communis, Geranium odorantissimum o robertianum, Cinchona succirubra.

– Calore e Secchezza al TR-Inferiore: sintomi sono poliuria, urine torbide (lipuria), labbra secche, xerostomia. La lingua è rossa e disidratata ed il polso profondo (chen), fine (xi) e precipitoso (shuo). Nelle fasi più avanzate impotenza, lombalgie, debolezza dei lombi e delle gambe. La presenza di un polso senza forza è indice di gravità. Complicanze frequenti sono la nefropatia nefrosica di Klimmstein-Wilson e l’ipertensione. Agopuntura: SP6, K2-6-7, BL17, 4-6CV, 4-20GV. Fitoterapia: Achillea millefolium, Taraxacum dens leonis, Equisetum hiemalis.

In un anno dominato dalla Secchezza saranno frequenti i casi gravi con interessamento dei Tre Riscaldatori e con polifagia, polidipsia, poliuria e perdita di peso. In questi casi tratteremo in agopuntura i punti K 2-6, BL17-22, SP6, PC6 e in Fitoterapia impiegheremo Eucalyptus globosus, Arctium lappa, Achillea millefolium. Per quanto attiene alla Farmacologia cinese saranno da consigliare:

Per il TR-Superiore: Bai Hu Jia Ren Tang (decozione della Tigre Bianca arricchita con Ginseng) che si compone di: 
- Radix Panax ginseng (Ren Shen) 17%
- Gypsum fibrosum (Shi Gao) 30%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 15%
- Semen Oryzae non Glutinosae (Jing Mi) 30%
- Radix Glycyrrhizae Gan Cao 8%. 
TR-Medio: Si prescrive la decozione Yu Nu Jian (decozione della Bella di Giada): 
- Gypsum fibrosum (Shi Gao) 33%
- Radix Rehmanniae prepaMilza-Pancreas (Shi Di Huang) 22%
- Radix seu Tuber Ophiopogonis (Mai Men Dong) 17%
- Radix Achyranthis bidentatae (Huai Niu Xi) 17%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 11%.

– Fructus Lycii (Gou Qi Zi) 7%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 7%
- Radix Rehmanniae recens (Sheng Di Huang) 7%
- Rhizoma Alismatis (Ze Xie) 6%
- Rhizoma Dioscorae oppositae (Shan Yao) 7%
- Radix Ginseng (Ren Shen) 7%
- Radix Glycyrrhizae (Gan Cao) 7%.

TR-Inferiore: Si prescrive Liu Wei Di Huang Wan già esaminata alla nota 9.

Per i Tre Riscaldatori: San Xiao Wan (Pillole dei Tre Dimagrimenti):

– Radix Panacis Quinquifolii (Xi Yang Shen) 10%
- Radix Trichosantis (Tian Huan Fen) 10%
- Radix Rehmanniae prepaMilza-Pancreas (Shu Di Huang) 10%
- Herba seu Caulis Dendrobii (Shi Hu) 7%
- Radix seu Tuber Asparagi (Tian Men Dong) 7%
- Rhizoma Polygonati odorati (Yu Zhu) 7%
- Fructus Mori (Sang Shen) 7%
- Fructus Lycii (Gou Qi Zi) 7%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 7%
- Radix Rehmanniae recens (Sheng Di Huang) 7%
- Rhizoma Alismatis (Ze Xie) 6%
- Rhizoma Dioscorae oppositae (Shan Yao) 7%
- Radix Ginseng (Ren Shen) 7%
- Radix Glycyrrhizae (Gan Cao) 7%.

 

 

Letture consigliate

  • – Borsarello J.F.: Dictionaire de Médicine Traditionnele Chinoise, Ed. Masson, Paris, 1984.
  • – Corradin M., Di Stanislao C., Parini M.: Medicina Cinese per lo Shiatutsu ed il Tuina, Ed. CEA, Milano, Voll I-II, 2001.
  • – Di Stanislao C., Brotzu R.: Manuale didattico di agopuntura, Ed. CEA, Milano, 2008.
  • – Di Stanislao C., Paoluzzi L.: Phytos, Ed. MeNaBi, Terni, 1990.
  • – Grisson P.: Nan Jing, Ed. Masson, Paris, 1984.
  • – Husson A.: Huang Di Nei Jing Sowen, Ed. ASMAF, Paris, 1974

–        Paoluzzi L., Deodato F., Di S“Per avere successo nella vita adulta , hai bisogno di capacità creative per guardare come il mondo sta cambiando velocemente”

Robert Sternberg

“Se devi imparare a fare qualcosa è meglio che impari a farla bene”

Cristopher MacDonald

 

Il nuovo anno cinese inizierà il 28 gennaio (si chiuderà il 15 febbraio 2018) è sarà sotto il dominio del Gallo di Fuoco, segno adrenalinico puro, generoso e talentuoso, che porterà nuove possibilità lavorative ed innovazione in tutto il mondo. Moda, estetica e look potrebbero assumere particolare rilevanza: il Gallo è vanitoso, ama sciorinare cresta e piume colorate e voluminose e l’anno caratterizzato dal suo Segno vedrà sicuramente balzare in primo piano questi settori. Le persone più motivate ed in grado di fare squadra saranno le più fortunate in questo anno che, come numeri fortunati avrà il 5, il 7 e l’8; come mesi fortunati il secondo, quinto e undicesimo del calendario cinese (febbraio, maggio 2017 e gennaio 2018), come giorni fortunati il quarto e ventiseiesimo di ogni mese, come colori propizi il marrone, l’oro ed il giallo e come fiori porta fortuna il gladiolo e la cosiddetta “cresta di gallo”. I nati in questo anno saranno persone con grande autostima, con innata capacità di accettare ogni sfida ed ingaggiare qualsiasi gara. Quando c’è un obbiettivo da raggiungere, un nemico da battere, o una meta da conquistare, loro sanno sempre come farlo. Sul fronte della carriera e della finanza tutto è rosa: sicurezza e stabilità sono assicurate. Stiamo parlando di persone che contano, potenti ed allo stesso tempo degne di fiducia, a cui tutti guardano con ammirazione e rispetto. Difetto principale è l’egoismo, che a volte risulta esasperato, per cui solo i Galli di Fuoco con capacità comunicative avranno vita sentimentale facile e fortunata. Secondo la visione classica paleosinense, ciò che i Galli di Fuoco debbono imparare è che le necessità degli altri sono tanto importanti quanto le proprie. Da un punto di vista medico, stando ai capp. 66 e 68 del Sowen, l’Energia Celeste sarà la Yang Ming e quella Terrestre Shao Yin. Come Energia generale dominerà la Secchezza (Zao), il Metallo (Jin) sarà in Pienezza e minaccerà il Legno per cui, secondo il cap. 69, saranno frequenti cefalee, fibromialgie, tendiniti, congiuntiviti, disturbi allergici e digestivi, disturbi mestruali per ritmo, durata e quantità. I periodi dell’anno più a rischio sono la Primavera (per eccesso di Vento) e l’Estate per via della Secchezza. Impiegare cibi piccanti in primavera e molta frutta, verdura, latte e latticini freschi sarà molto utile nei due rispettivi periodi. Il punto più attivo da pungere durante l’anno sarà SP 2 (Dadu, 大都), con puntura di lunga durata (il Sowen 72 dice: 7 atti respiratori lenti e completi). Per combattere la Secchezza che darà luogo a dermatosi squamose, grande sete, stipsi, turbe degli organi di senso (nutriti dai Jin puri sospinti in alto dal Polmone attraverso i punti Finestra del Cielo), usare punti che trattengono i Liquidi come 7SP (Lougu, 漏谷), 10 KI (Yingu, 陰谷) e punti attivi sul Triplice Riscaldatore, grande regista della circolazione dei Liquidi, come 39 (Weiyang, 委陽), 22 BL (Sanjiaoshu, 三焦俞) e 5CV (Shi Men, 石門) . La Secchezza è una energia Yang che fa appassire e penetra attraverso naso e bocca, soprattutto in Autunno, causando Vuoto dei Liquidi riserva di Energia e Sangue e, pertanto, frequenti saranno le profondi astenie psicofisiche e la perdita di entusiasmo. In generale la Secchezza si manifesta per progressivo vuoto di Yin, Sangue e Liquidi ed è molto difficile da eradicare. In fitoterapia energetica con principi occidentali, secondo la nostra esperienza, dare, in tisana (per umidificare al meglio): Borrago officinalis (se vi è febbre ed afonia), Melissa officinalis (per pelle, bocca e lingua secche) e Arctium lappa (se vi è febbre con espettorazione scarsa e collosa. La Borragine (diaforetica) può aggravare (a lungo andare) la secchezza e va usata per breve tempo (15 giorni). Il Gingko biloba umidifica il polmone e calma lo spasmo bronchiale ed è utile, pertanto, in caso di secchezza con tosse asmatiforme. Il Tuina effettuato in tonificazione sui Merdiani di Grosso e Piccolo Intestino, può essere utile per contrastare la Secchezza, poiché sono questi due Visceri ad incaricarsi, secondo il Sowen ed il Ling Shu, della produzione dei Liquidi.. Per il Vento, oltre ad impiegare in dispersione i punti Vento (Feng), occorre tonificare il Sangue, impiegando, soprattutto i punti 14LR (Qimen, 期門), 6 SP (Sanyinjiao, 三陰交) e 17BL (Geshu, 膈俞). Nel massaggio Tuina, impiegare tecniche rapide e superficiali sui Merdiani di Vescica Urinaria ed Intestino Tenue (Asse Tai Yang) per eliminare il Vento (Zhi Feng) e tonificazione dei Meridiani di Ministro del Cuore, Fegato e Stomaco, per produrre il Sangue (Bu Xue). Per impedire l’inibizione del Metallo sul Legno disperdere il 4 LR ( Zhongfeng, 中封; punto Jing prossimale-Matallo del Fegato) e 44GB (Zuqiaoyin, 足竅陰; punto Jing distale-Metallo della Vescica Biliare), secondo il dettato del Nan Jing. La Secchezza aggredirà facilmente il Polmone causando tose secca, respiro ansimante, labbra secche e screpolate, faringodinia, febbre leggera pomeridiana o serale, lingua secca, rossa, induido fine e secco, polso fine (Xi) e rapido (Xu). Punti utili per tale condizione sono Zhongfu (1LU), Feishu (13BL), Bulang (22KI), Pohu (42BL), Geshu (17BL), Sanyinjiao (6SP). In farmacoterapia usare la formula Hai Er Shen, composta da: Tai Zhi Shen (radix Pseudostellariae heterophyllae) g 15, Bei Sha Shen (radix Glehniae littoralis) g 15/30, Mai Men Dong (tuber Ophipogonis jiaponicus) g 10, Bai He (bulbus Lilii) g 15/30, Yu Zhu ( rhizoma Polygonati odorati) g 10, Bei Mu (bulbus Frittellariae) g 6, Shan Yao (radix Dioscoreae oppositae) g 15, Shi Da Gong Lao (herba Mohoniae) g 15/30, Mu Dan Pi (corte Moutan radicis) g 10, Chi Shao Yao (radix Paeniae rubra) g 10, Tao Ren (prunus Persicae) g 10. Per umidificare il Polmone (Run Fei), quando il quadro è dominato da sete, tosse secca e pelle secca e desquamante, si possono utilizzare Shizonepeta tenuifolia (Jing Jie) ed Aster tartataricus radix (Zi Wan). In fitoterapia energetica con principi occidentali Estratti Fluidi (con minore tenore alcolico delle Tinture Madri in modo da non aumentare la disidratazione da etanolo) di Eucalipto e Althea: 15 gocce di ciascuno a stomaco pieno, da 1 a 3 volte al dì. In dietetica utili i sapori acidi che astringono ed umidificano: dare pomodori crudi, agrumi, olive, carne di montone ed agnello. Naturalmente la Secchezza, riguardando il Metallo, può colpire anche il Grosso Intestino, causando: feci secche, caprine, difficili da evacuare, bocca secca, polso è fine (Xi) e rugoso (Se), con lingua epilata. Bisogna umidificare il grosso intestino (Run Chang), usando i punti 26 ST (Wailing, 外陵), 25BL (Dachangshu, 大腸俞), 37ST (Shangjuxu, 上巨虛). In farmacopea cinese si usano la Cannabis sativae semen (Huo Ma Ren) ed il Pruni japonicus semen (Yu Li Ren). In fitoterapia Energetica con principi occidentali utili la Liquirizia e la Malva, o in decotto o in Estratto Fluido (vedi sopra a proposito del tenore alcolico), sempre 15 gocce di ciascuno da 1 a 3 volte al dì dopo i pasti. Infine, bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno e mangiare cereali ricchi in mucillagini, oltre a vari tipi di semi. Se è vero che il Metallo inibisce il Legno, sarà anche possibile (ciclo Wu o Disprezzo) che il Legno vada a contro inibire il Metallo, causando accumulo di Calore (Re) con asma neurodistonica in soggetti giovani (crisi asmatiformi con reperti ascoltatori secchi). Tale condizione può anche causare risveglio precoce attorno alle 2-3 di notte. Rimedi utili sono il Chelidonium majus ed il Pneumus boldus (entrambi da evitare in caso di colelitiasi). Una buona tisana è quella composta da Tiglio fiori, Boldo foglie, Eupatoria pianta intera, Sylibum marianum pianta intera, Melissa foglie, Fumaria pianta intera, Asperula odorosa pianta e Cynara scolimus foglie; 5-10 g di ciascun rimedio. Nella nostra esperienza ed in quella di altri AA utile la formula Di Qi Wan, composta da Liu Wei Di Huang Wan più Wu Wei Zhi: Schisandra chinensis, che umidifica il Polmone e combatte il Calore. Nel Tuina disperdere il Fegato e sostenere il Polmone. In agopuntura trattare i punti 14LR (dispersione), 1 LU (tonificazione) ed il punto specifico 8 LU (Jingqu, 經渠), in forte dispersione. La Secchezza ambientale, in soggetti con familiarità o predisposizione a causa di terapie farmacologiche (cortisonici, ciclosporina, ecc.) o obesità, causerà facilmente diabete mellito grave e severo. In effetti in Medicina Cinese la malattia diabetica viene definita “Xiao Ke”; è inserita fra le affezioni dei “Liquidi Organici” (Jin\Ye) e legata sia a cause costituzionali (vuoto di jing renale e di yin) che acquisite (intemperanze alimentari, turbe psichiche protratte). Tali affezioni sono già segnalate nei vari classici (Su Wen capp. 4 e 47, Ling Shu cap. 46, Jin Gui Yao Lue, Wai Tai Mi Yao, Ji Sheng Fang, Zhen Jiu Jia Yi Jing, Shang Lun Pian) ed i sintomi cardinali sono: poliuria, polidipsia, polifagia, perdita di peso (xiao-ke si puo’ tradurre come “emaciazione e sete”). Il trattato “Nei Ke Xue” (libro I) considera la malattia diabetica “un esaurimento dei liquidi organici con sviluppo di calore e secchezza-calore che perturbano i liquidi organici“. Questo esaurimento darà luogo a Calore che invaderà insieme alla Secchezza i Tre Fuochi (Triplice Riscaldatore). Avremo pertanto tre forme cliniche:

– Calore e Secchezza al TR-Superiore: I sintomi sono polidipsia, poliuria (il Polmone è “il tetto dei Liquidi”), sensazione di febbre (a causa del calore), bordo e punta della lingua rossi, polso accellerato (shuo) o vasto (hong). Complicanze frequenti sono le micro e macroangiopatie da iperplasia intimale o aterosclerosi secondaria. Noi consigliamo come trattamento: agopuntura SP6, K2-3-6, BL17-13, LU10-11, CV23, LI4. Fitoterapia: Eucalyptus globosus, Trigonella faenum graecum, Vinca Minor, Urtica Urens (in Estratto Fluido o in Tintura Madre. Al massimo “melange” di tre piante per 3\4 volte al dì).

– Calore e Secchezza al TR-Medio: I principali sintomi sono polifagia, dimagrimento (segni di calore allo Zhong Jiao), feci secche e dure (per calore allo yang-ming ed esaurimento interno dei liquidi), induido linguale giallo-secco, polso scivoloso (hua) e forte. Complicanze frequenti sono le “disautonomie diabetiche”. Agopuntura: SP6, K21, BL17-21, LI11, PC6, ST36. Fitoterapia: Agrimonia eupatoria, Arctium lappa, Juglans regia, Juniperus communis, Geranium odorantissimum o robertianum, Cinchona succirubra.

– Calore e Secchezza al TR-Inferiore: sintomi sono poliuria, urine torbide (lipuria), labbra secche, xerostomia. La lingua è rossa e disidratata ed il polso profondo (chen), fine (xi) e precipitoso (shuo). Nelle fasi più avanzate impotenza, lombalgie, debolezza dei lombi e delle gambe. La presenza di un polso senza forza è indice di gravità. Complicanze frequenti sono la nefropatia nefrosica di Klimmstein-Wilson e l’ipertensione. Agopuntura: SP6, K2-6-7, BL17, 4-6CV, 4-20GV. Fitoterapia: Achillea millefolium, Taraxacum dens leonis, Equisetum hiemalis.

In un anno dominato dalla Secchezza saranno frequenti i casi gravi con interessamento dei Tre Riscaldatori e con polifagia, polidipsia, poliuria e perdita di peso. In questi casi tratteremo in agopuntura i punti K 2-6, BL17-22, SP6, PC6 e in Fitoterapia impiegheremo Eucalyptus globosus, Arctium lappa, Achillea millefolium. Per quanto attiene alla Farmacologia cinese saranno da consigliare:

Per il TR-Superiore: Bai Hu Jia Ren Tang (decozione della Tigre Bianca arricchita con Ginseng) che si compone di: 
- Radix Panax ginseng (Ren Shen) 17%
- Gypsum fibrosum (Shi Gao) 30%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 15%
- Semen Oryzae non Glutinosae (Jing Mi) 30%
- Radix Glycyrrhizae Gan Cao 8%. 
TR-Medio: Si prescrive la decozione Yu Nu Jian (decozione della Bella di Giada): 
- Gypsum fibrosum (Shi Gao) 33%
- Radix Rehmanniae prepaMilza-Pancreas (Shi Di Huang) 22%
- Radix seu Tuber Ophiopogonis (Mai Men Dong) 17%
- Radix Achyranthis bidentatae (Huai Niu Xi) 17%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 11%.

– Fructus Lycii (Gou Qi Zi) 7%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 7%
- Radix Rehmanniae recens (Sheng Di Huang) 7%
- Rhizoma Alismatis (Ze Xie) 6%
- Rhizoma Dioscorae oppositae (Shan Yao) 7%
- Radix Ginseng (Ren Shen) 7%
- Radix Glycyrrhizae (Gan Cao) 7%.

TR-Inferiore: Si prescrive Liu Wei Di Huang Wan già esaminata alla nota 9.

Per i Tre Riscaldatori: San Xiao Wan (Pillole dei Tre Dimagrimenti):

– Radix Panacis Quinquifolii (Xi Yang Shen) 10%
- Radix Trichosantis (Tian Huan Fen) 10%
- Radix Rehmanniae prepaMilza-Pancreas (Shu Di Huang) 10%
- Herba seu Caulis Dendrobii (Shi Hu) 7%
- Radix seu Tuber Asparagi (Tian Men Dong) 7%
- Rhizoma Polygonati odorati (Yu Zhu) 7%
- Fructus Mori (Sang Shen) 7%
- Fructus Lycii (Gou Qi Zi) 7%
- Rhizoma Anemarrhenae (Zhi Mu) 7%
- Radix Rehmanniae recens (Sheng Di Huang) 7%
- Rhizoma Alismatis (Ze Xie) 6%
- Rhizoma Dioscorae oppositae (Shan Yao) 7%
- Radix Ginseng (Ren Shen) 7%
- Radix Glycyrrhizae (Gan Cao) 7%.

 

 

Letture consigliate

  • – Borsarello J.F.: Dictionaire de Médicine Traditionnele Chinoise, Ed. Masson, Paris, 1984.
  • – Corradin M., Di Stanislao C., Parini M.: Medicina Cinese per lo Shiatutsu ed il Tuina, Ed. CEA, Milano, Voll I-II, 2001.
  • – Di Stanislao C., Brotzu R.: Manuale didattico di agopuntura, Ed. CEA, Milano, 2008.
  • – Di Stanislao C., Paoluzzi L.: Phytos, Ed. MeNaBi, Terni, 1990.
  • – Grisson P.: Nan Jing, Ed. Masson, Paris, 1984.
  • – Husson A.: Huang Di Nei Jing Sowen, Ed. ASMAF, Paris, 1974
  • – Paoluzzi L., Deodato F., Di Stanislao C.: La dieta per tutti, Ed. Morphema, Terni, 2016.
  • – Sportelli M.: Astrologia cinese, Ed. Xenia, Milano, 2002.
  • – Wong M.: Ling Shu. Pivot D’Esprist, Ed. Masson, Paris, 1987.
  • – Wu Y. & Fisher W.: Practical Therapeutics of Traditional Chinese Medicine, Ed. Jake Fratkin, New York, 1998.
  • tanislao C.: La dieta per tutti, Ed. Morphema, Terni, 2016.
  • – Sportelli M.: Astrologia cinese, Ed. Xenia, Milano, 2002.
  • – Wong M.: Ling Shu. Pivot D’Esprist, Ed. Masson, Paris, 1987.
  • – Wu Y. & Fisher W.: Practical Therapeutics of Traditional Chinese Medicine, Ed. Jake Fratkin, New York, 1998.