Il trattamento del dolore muscolo-scheletrico con l’iniettopuntura

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Nicolò Visalli*

L’iniettopuntura, definita anche chimiopuntura, consiste nell’iniettare delle sostanze medicamentose nei punti di agopuntura.

In Cina vengono utilizzate a questo scopo, sia medicamenti derivati dalla farmacologia tradizionale, sia prodotti farmacologici chimici. L’iniettopuntura può essere impiegata sia successivamente sia congiuntamente al trattamento di agopuntura per amplificare l’effetto terapeutico o per stimolare maggiormente l’agopunto o addirittura per desensibilizzarlo. L’iniezione viene praticata su punti specifici dei Canali e Collaterali e/o Canali Extra, secondo i criteri fondamentali della Medicina Tradizionale Cinese, in rapporto all’azione energetica del punto stesso. Si può utilizzare perciò sia una semplice soluzione fisiologica, per stimolare uno o più agopunti, oppure si può iniettare per es. una soluzione di Salvia milthiorriza su 6PE (Neiguan) per favorire la circolazione a livello coronario. O ancora è possibile iniettare piccole dosi di steroidi negli agopunti localizzati nel dorso (13BL) a livello della 3a dorsale per favorire la disassuefazione dal cortisone nei soggetti asmatici, sotto terapia.

Questa metodica viene praticata elettivamente anche nella terapia del dolore con grandi benefici per le patologie osteoarticolari e muscolari.

Il meccanismo d’azione di questa metodica è certamente complesso, perché da una parte si promuove uno stimolo diretto della sostanza iniettata nell’agopunto, le cui peculiari azioni si esplicano tramite i molteplici legami con gli organi, i visceri, l’energia vitale, i tessuti, le ossa e le zone coinvolte dalla malattia. D’altra parte schematizzando estremamente, possiamo focalizzare l’attenzione su un meccanismo biochimico, tissutale, ed anche reflessogeno.

L’iniettopuntura negli ultimi anni si è sempre più affermata come tecnica da associare all’agopuntura, anche se deve essere ben distinta dalla mesoterapia, ovvero l’iniezione nel tessuto di origine mesodermica. La definizione più recente di mesoterapia è “Trattamento medico, attuato attraverso iniezioni loco-regionali di sostanze biologicamente attive, che sfrutta la particolare reattività del tessuto connettivo utilizzando il sinergismo esistente tra l’azione riflesso-terapica della microiniezione e l’effetto medicamentoso della sostanza iniettata”. Rispetto ad alcuni anni or sono nella meso sono meno utilizzati i multi-iniettori, mentre la lidocaina ha sostituito la procaina e spesso si usano pistole automatiche o manuali.

L’iniettopuntura si pratica in zone o più particolarmente negli agopunti, anche con micro-dosi di uno o più farmaci diluiti e dinamizzati (omeopatici). Con questa metodica si ottengono tre distinti effetti terapeutici:

1. Stimolazione dell’agopunto tramite la sostanza iniettata, per diffusione del farmaco nei tessuti oltre che nel punto interessato.

2. Stimolazione di tutto il tragitto del canale.

3. Efficacia aggiunta delle proprietà intrinseche del farmaco sia omeopatico sia fitoterapico, sia chimico.

In Medicina Tradizionale Cinese si dice che: nove malattie su dieci sono dolorose.

L’iniettopuntura è una metodica molto efficace nel trattamento delle patologie dolorose perché potenzia l’azione dell’agopuntura e con la somministrazione di sostanze in micro-dosi (omeopatiche) prive di effetti avversi, si ottiene in aggiunta l’effetto specifico della sostanza inoculata.

Di norma si utilizzano farmaci omeopatici con differenti proprietà per cui si scelgono secondo l’azione peculiare che sarà secondo le circostanze: antiflogistica, antalgica e/o trofica.

Secondo i principi della Medicina omeopatica i farmaci utilizzati derivano dal mondo vegetale come ad esempio Arnica, Rhus tox., Bryonia; dal mondo minerale come Aurum met., Silicea, Mercurius e dal mondo animale come Cartilago, Disci lumbales, Medulla. In quest’ultimo caso è possibile utilizzare medicamenti cosidetti organo terapici, la cui azione è esercitata sulle componenti strutturali dell’organismo.

Gli agopunti prescelti si determinano in base a:

– la differenziazione della sindrome algica, con gli agopunti ad azione generale;

– le zone cutanee specifiche, interessate dal dolore;

– i canali coinvolti nel processo patologico;

– gli agopunti locali;

– i punti dolorosi definiti Ashi points o/e Trigger points.

Con questa metodica si possono raggiungere risultati eccellenti non solo nel vasto campo delle patologie dolorose di pertinenza muscolo-scheletrico, ma è possibile applicare l’inietto-puntura anche in medicina estetica, nella paradontologia,nella caduta dei capelli, nell’acne, nella flebologia, nell’asma e nelle patologie bronco-polmonari, nella ginecologia, nelle cefalee, nell’impotenza, solo per citare i campi di maggior impiego.

Nella pratica generale l’iniettopuntura ha una efficacia dimostrata:

1. nella medicina sportiva: sui traumi acuti e sulle infiammazioni, come tutti i diversi tipi di tendiniti e/o borsiti e le patologie muscolari, la pubalgia.

2. nel dolore muscolo – scheletrico:

sulle rachialgie di diversa eziologia;

– le patologie dolorose del gomito;

– le patologie dolorose del polso e tunnel carpale;

– le patologie dolorose delle dita mani e piedi;

–  le gonalgie anche traumatiche sportive;

–  le patologie della caviglia in ambito sportivo.

– le patologie del piede in ambito sportivo.

Non bisogna comunque tralasciare le algie di diversa natura che coinvolgono altre distretti come:

– le cefalee e le emicranie a eziologia diversa;

– l’herpes zooster e sequele relative;

– le nevralgie facciali a eziologia diversa inclusa quella trigeminale e temporo-mandibolare;

– le nevriti di eziologia diversa;

– la sinusite fronto-mascellare;

– l’artrite gottosa;

– l’artrite reumatoide;

– la condromalacia;

– l’osteoporosi;

– la polimialgia reumatica.

 

I limiti dell’iniettopuntura

Poiché alcune malattie possono creare sequele più serie delle manifestazioni anche severe della patologia, è importante riconoscere i segnali e sintomi clinici delle malattie che non possono essere trattare con l’iniettopuntura. In tali casi, si ricorrerà ad un trattamento di altra natura.

L’iniettopuntura non è indicata nei seguenti casi:

1. nelle emergenze cliniche come lo shock settico, l’ebbrezza etc.

2. quando sono coinvolti organi vitali (meningite, pericardite, etc.)

3. nel caso di pazienti che necessitano di chirurgia, radioterapia o chemioterapia (con l’eccezione della terapia con iscador).

4. quando si tratta di gravi patologie psichiatriche

5. quando esistono gravi e avanzati difetti strutturali: Alzheimer, AIDS, cancro, depressione grave, diabete, epilessia, patologie genetiche, cirrosi epatica, enfisema polmonare, schizofrenia, tubercolosi ect.

Chiaramente si verificano alcune eccezioni nella pratica giornaliera perciò ogni caso dovrebbe essere valutato su base individuale.

Nei casi dubbiosi, è essenziale un approccio multidisciplinare come spesso avviene nella pratica clinica corrente. In alcuni pazienti, il trattamento convenzionale e il trattamento con iniettopuntura può essere convenientemente integrato.

In conclusione l’iniettopuntura può essere uno strumento ampiamente efficace ed offrire una valida opzione, lì dove:

– il trattamento terapeutico convenzionale delude nel risultato

– il trattamento terapeutico, qualunque sia, ha raggiunto il suo limite

– non esiste un trattamento convenzionale

– il trattamento convenzionale è controindicato

– il trattamento convenzionale è molto costoso

– il trattamento convenzionale non è tollerato e vietato a causa degli effetti collaterali.

 

Bibliografia

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